Jeanne Villepreux-Power

Jeanne Villepreux-Power, la donna che inventò l’acquario

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Nel 1832, la biologa marina francese Jeanne Villepreux-Power creò il primo acquario al mondo per fare ricerca sugli organismi acquatici.

Ebbene sì, il primo acquario al mondo fu inventato da una donna.

Jeanne Villepreux-Power era una naturalista e biologa marina francese del XIX secolo. Nei circoli di biologia marina, Jeanne era conosciuta come la capostipite dell’acquariofilia. Utilizzò il suo acquario per effettuare esperimenti con organismi acquatici.

Chi è Jeanne Villepreux-Power

Jeanne Villepreux-Power

 

Jeanne Villepreux nacque il 24 settembre 1794 nel villaggio rurale di Juillac, Corrèze, in Francia. Era la figlia maggiore di un umile calzolaio e di una sarta.

Jeanne ricevette un’educazione di base: sapeva leggere e scrivere e poco più.

Quando Jeanne aveva 18 anni, camminò fino a Parigi percorrendo una distanza di oltre 400 chilometri per diventare una sarta.

A Parigi, divenne l’assistente di una sarta d’alta società. Divenne famosa quando disegnò l’abito da sposa per la principessa Caroline, la futura duchessa di Berry. La principessa Caroline era una principessa siciliana che nel 1816 sposò Carlo Ferdinando di Borbone-Francia, duca di Berry e il nipote del re francese Luigi XVIII.

Fu attraverso la commissione di questo abito da sposa che Jeanne incontrò James Power, un ricco nobile inglese e abile commerciante. Si sposarono nel 1818 a Messina, in Sicilia, dove vissero per più di 20 anni.

L’interesse per le scienze naturali

Fu poco dopo il suo matrimonio che Jeanne si interessò alle scienze naturali. Era una naturalista autodidatta e viaggiò per la Sicilia, registrando e descrivendo la sua flora e fauna, raccogliendo campioni di minerali, fossili, farfalle e conchiglie. In particolare, rimase affascinata proprio dalle conchiglie. Jeanne studiò innumerevoli pesci e cefalopodi, tra cui il nautilus, la seppia e il polpo.

Nel 1839, Jeanne Villepreux-Power pubblicò il suo primo libro, Osservazioni fisiche ed esperimenti su diversi animali marini e terrestri, in cui erano contenute le sue ricerche sull’Argonauta argo, una specie simile al paguro, e su altri animali.

Il suo libro fu un’opera pionieristica. Parlava della matematica e della geometria del nautilus, chiamato anche Nautilus pompilius. I nautilus sono molluschi cefalopodi del Pacifico meridionale e dell’Oceano Indiano, con un guscio a forma di camera a spirale, perlaceo all’interno.

Nel 1840, Jeanne Villepreux-Power e suo marito si trasferirono dalla Sicilia nelle nuove residenze di Londra e Parigi.

Più tardi, nel 1842, Jeanne pubblicò il suo secondo libro, Guida per la Sicilia, uno studio sull’ambiente dell’isola. Questo libro è stato ripubblicato dalla Società Storica di Messina.

Per ironia della sorte, nel 1843, la maggior parte delle sue collezioni marine, documenti scritti e altri materiali scientifici andarono persi in un naufragio.

Con il lavoro di una vita sul fondo dell’oceano e comprensibilmente delusa, interruppe le sue attività di ricerca. Tuttavia, continuò a scrivere e divenne un oratrice pubblica.

L’invenzione del primo acquario

Nel 1832, Jeanne Villepreux-Power divenne la prima persona al mondo a creare acquari per osservare e fare esperimenti sugli organismi acquatici. Nel 1858, il biologo britannico Richard Owen descrisse Jeanne Villepreux-Power come la “madre” dell’acquariofilia.

L’invenzione dell’acquario da parte di Jeanne è forse il suo più grande contributo alla biologia marina.

Nel 1834, il professor Carmelo Maravigna scrisse nel Giornale Letterario dell’Accademia Gioenia di Catania che a Jeanne Villepreux-Power si deve attribuire l’invenzione dell’acquario e la sua applicazione sistematica allo studio della vita marina.

Jeanne inventò tre tipi di acquari. Il suo primo acquario di vetro fu appositamente progettato per aiutare Jeanne con le sue osservazioni ed esperimenti sulle specie marine.

Utilizzando l’acquario come strumento per la sua ricerca sul comportamento delle specie marine, Jeanne fu la prima a scoprire che l’Argonauta argo produce da solo il suo guscio invece che ottenere procurarselo da un altro organismo come i granchi eremiti.

Argonauta argo

Come naturalista preoccupata per la conservazione delle specie, le si attribuisce lo sviluppo di principi di acquacoltura sostenibile in Sicilia.

Diventò un’illustre esperta di organismi marini. Jeanne scoprì anche che i minuscoli organismi all’interno della massa d’uovo contenuta nel guscio di A. Argo erano maschi della specie. Successivamente, altri biologi marini rivelarono che quegli organismi erano organi riproduttivi maschili che si attaccavano al mantello della femmina.

Dopo aver inventato il suo primo acquario di vetro, Jeanne sviluppò altri due progetti di acquari: un apparato di vetro collocato all’interno di una gabbia per l’uso in acque poco profonde e un acquario a gabbia capace di portare il suo contenuto a varie profondità.

Jeanne Villepreux-Power morì il 25 gennaio 1871. Purtroppo, Jeanne fu dimenticata per più di un secolo dopo la sua morte. Fu solo molto più tardi, nel 1997, che il suo lavoro fu riscoperto.

Nello stesso anno, il nome di Jeanne fu dato a un grande cratere su Venere, scoperto dalla sonda di Magellano.

I Suoni della Scienza

Sounds of Science – Act I nel video qui sotto è un’esibizione di suoni umani in omaggio all’invenzione dell’acquario di Jeanne Villepreux-Power. Il Sounds of Science Quiz faceva parte di “La scienza è una cosa da ragazze”, campagna della Commissione europea che mira a incoraggiare le ragazze a farsi coinvolgere dalla scienza e a incoraggiare le giovani donne nelle carriere di ricerca scientifica.

Fonte: interestingengineering.com




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