Carassius Auratus

La storia del Carassius Auratus

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Il Carassius Auratus, comunemente noto come pesce rosso, è probabilmente il pesce più famoso, ma è anche quello di cui pochi conoscono la vera storia.

L’origine del Carassius Auratus è accertata: cinese. C’è una leggenda che dice che, già alla fine del 300, si era notato questo pesce di colore rosso in un lago della Cina, in realtà solo dalla metà del 400 si hanno notizie più precise riguardo la sua scoperta.Comunque, la leggenda vuole che il pesce rosso sia nato per volere divino in una pozza formatasi dopo un lungo periodo di siccità in Cina, per informare il popolo che la carestia era finita.

All’inizio, i Carassius Auratus erano destinati ad essere cresciuti nei templi dei monaci, venerati come creature divine, o nelle case delle persone facoltose e nobili; solo in seguito anche la gente più comune si accorse della loro bellezza.

In realtà, a causa della sua sacralità, all’inizio il pesce rosso non poteva essere catturato e quindi viveva libero; in seguito l’imperatore cinese si fece costruire un giardino con annesso un enorme laghetto dove decise di tenere i pesci rossi.

Carassius Auratus

I primi allevatori di Carassius Auratus furono proprio le persone che l’imperatore mise al controllo del lago e del quieto vivere dei pesci. Ben presto, per invidia o per desiderio di emulare la famiglia reale, altri dignitari decisero di avere pesci rossi nei loro giardini e nelle loro case.

In alcuni antichi scritti cinesi, si racconta di pesci vissuti oltre cinquanta anni e lunghi anche 25 cm! Questo non è possibile, anche se il pesce rosso può raggiungere senza problemi i 15 anni di vita e, alcune razze, i 30 cm.

Il suo allevamento, per un primo commercio ittico, non fu finalizzato all’alimentazione umana, ma questo risulta documentato solo in periodi più recenti, quello che è certo è che non furono i cinesi ad allevare le varie specie arrivando poi, attraverso un’attenta selezione, a tutte le forme che oggi il pesce rosso possiede.

In un primo momento, ci volle, infatti, una lunga e attenta selezione per creare la specie che è poi quella più comune, seguita da molte altre più rare e dalle forme più strane.

I primi cultori del pesce rosso furono i giapponesi che lo importarono alla fine del 1400 e incominciarono ad allevarlo. In Giappone, attraverso varie selezioni, si ottennero finalmente le prime varietà come la “ Testa di leone”.

In Europa arrivò molto dopo nel 1700, nel frattempo il nostro amico era stato importato un po’ in tutto il mondo adattandosi a diversi habitat, infatti lo troviamo anche alle Hawaii, alle Mauritius e in molti altri posti.

L’introduzione in Europa partì dal Portogallo, ma presto arrivò in Francia e in Inghilterra, qui il primo ad averli fu il duca di Richmond che li fece arrivare in un vaso di terracotta.

In quel periodo, i vasi di terracotta erano i primi contenitori dove i pesci erano allevati, solo in seguito la terracotta sarà sostituita dal vetro.

I primi occidentali che s’impegnarono nell’allevamento dei pesci, si sentirono dire dai cinesi che la coda a tre veli di alcune specie di pesci rossi era dovuta al fatto che c’erano dei granchi negli allevamenti che la tagliavano. Questo non è ovviamente vero, perché la coda a tre veli dei Ciprinidi si forma come deformazione e solo attente selezioni poi permettono di avere una nuova varietà.

Proprio in Francia c’è un altro aneddoto legato al pesce rosso: una dama di compagnia d’origine indiana avrebbe regalato a madama de Pompadour alcuni pesci rossi soprattutto in riferimento al vero nome che era madama Poisson.

All’inizio del 1800 il pesce rosso era considerato come un gioiello che adornava le case e le tavolate dei ricchi nobili, come la storia si ripete in altri luoghi e in altre epoche.

Si ricorda, come esempio di finezza, il pranzo dato dal principe Potemkin per la sua amante Caterina II, durante il quale si era provveduto ad adornare le tavole con le bocce di vetro con dentro i pesci rossi.

Le nobildonne, durante il tempo di Napoleone III, usavano adornarsi con delle piccole bocce di vetro che contenevano dei piccoli pesciolini rossi: li usavano come orecchini; qui qualcuno dirà -povere orecchie- io dico – poveri pesci!

L’introduzione di altre specie più pregiate tipo l’”Orifiamma” avvenne solo nella seconda metà del 1800, quando, finalmente, troviamo i primi allevamenti in Germania.

In seguito altre nazioni come Francia e Inghilterra s’impegnarono nel loro allevamento e in Italia troviamo alcuni allevatori in Emilia-romagna e in Liguria.

Un grosso allevamento, durante la seconda guerra mondiale, si trovava a Hiroshima prima dello scoppio della bomba nucleare.
Adesso i migliori pesci si possono trovare in America dove furono introdotti solo nel 1880, in Giappone e in Inghilterra.

Ora il pesce rosso è riconosciuto come uno degli animali da compagnia più apprezzato in tutto il mondo; questo perché è facile da accontentare, si adatta facilmente a diversi habitat, ma soprattutto è un animale abitudinario che tende a riconoscere chi gli dà da mangiare, certo non è come un cane, ma basta provare!

Gabriele Andreoni




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