Allevare artemie saline

Allevare artemie saline

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Anche se ho ripreso la passione per l’acquariofilia soltanto da 6 mesi e quindi mi considero nuovamente un neofita, vi vorrei raccontare la mia esperienza con le artemie saline visto che mi capita spesso di leggere che molti hanno difficoltà in questo tipo di allevamento.

Il mio scopo principale era quello di creare una colonia quasi autogestita e vi posso assicurare che non è un utopia come molti penseranno. Come prima cosa, il contenitore: ho fatto diverse prove e sono giunto alla conclusione che la vasca migliore (quella in cui ho ottenuto il risultato che mi aspettavo) è un contenitore con una capacità di circa 10 litri e possibilmente trasparente e basso.

Io a questo scopo ho utilizzato una vecchia tartarughiera di plastica munita di coperchio (40x20x15h). Una volta recuperato il contenitore andrà posizionato in una zona dove riceverà sole diretto per non più di qualche ora al giorno ( il mio la riceveva dalle 10 alle 13) e lo riempiremo con acqua di rubinetto e sale fino da cucina nella proporzione di 30g/l circa (per fare le dosi uso un contenitore di plastica per rullini fotografici e lo colmo sino a 1 cm circa sotto il bordo).

A questo punto lasceremo la vasca a maturare al sole per un paio di settimane, ovviamente dipende dal periodo io l’ho fatto a maggio.

Quando cominceremo a notare che l’acqua nella vasca inizia a sporcarsi e a prendere un colorito verde giallognolo sarà il momento di far schiudere un po’ di uova di artemia in un contenitore con acqua di osmosi e sale nelle solite proporzioni citate prima.

Io personalmente uso una bottiglia di plastica del latte da un litro con una serie di fori sul tappo per far passare l’aria, non uso areatore, ne le tengo al buio anzi le tengo di fronte al mio acquario e quindi ricevono il fotoperiodo di 12 ore. Ad una temperatura di circa 25 gradi ho riscontrato una percentuale di schiusa di circa il 90% nel giro di 24-48 ore.

Dopo circa tre giorni dalla schiusa, quando i naupli cominciano a perdere il colorito rossastro, possiamo metterli nella vasca fuori integrando l’alimentazione con una pallina di lievito di birra sciolta in un bicchiere d’acqua.

Questo tipo di alimento l’ho somministrato ogni 3 giorni per un periodo di circa 3 settimane fino a quando la vasca è diventata completamente verde e a questo punto ho sospeso ogni forma di alimentazione aggiuntiva.

Molto importante è il non pulire mai l’acqua, nella mia vasca galleggia veramente di tutto, le uniche cose che tolgo sono le lucertole che rischiano di annegare. Non ho mai sifonato il fondo come alcuni consigliano ma mi limito semplicemente a fare rabbocchi con acqua e sale sempre nelle stesse dosi e a coprire la vasca in caso di temporale.

A tal proposito vorrei fare una precisazione riguardante le proporzioni del sale: nel periodo di agosto non mi sono curato della vasca per circa una settimana ed al mio rientro era stracolma di acqua segno che era stata riempita da un temporale e temevo che modificandone il livello di salinità le artemie ne avrebbero risentito ed invece non ho notato alcuna differenza nell’andatura della coltura.

Dopo circa 45 giorni dall’inserimento dei naupli, la vasca era già popolata da artemie di tutte le misure e il ciclo riproduttivo era ben avviato.

Da allora la vasca ha continuato il suo ciclo vitale sino agli inizi di ottobre quando le temperature sono scese bruscamente da 24 gradi di giorno a 10 gradi, ora la vasca è stata spostata in un angolo un po’ riparato ma sempre all’esterno per vedere se, pur ridotto, il ciclo riproduttivo continuerà.

Prossimamente spero di potervi aggiornare in merito




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