Taleazione coralli

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Jake Adams è il capo redattore della più importante rivista on-line del mondo dedicata all’acquariofilia marina e precisamente Reef Builders

Se consideriamo le innumerevoli discussioni riguardo a “come” tagliare i coralli, pare strano che ce ne siano così poche nelle quali ci si chieda “dove” tagliarli. Il punto di rottura è cruciale per assicurare che il corallo si spezzi facilmente, con il minimo danno per l’animale, anche in termini estetici.Tagliare lungo la “linea tratteggiata”, significa seguire dei passi, che vanno dalla classificazione della forma del corallo e dei suoi punti deboli, tenendo conto anche degli strumenti che avete a disposizione; ma significa anche chiedersi il motivo per cui si vuole taleare quel determinato animale.I coralli crescono in una vasta gamma di forme, con una grande variabilità che si verifica anche all’interno della stessa specie. Senza generalizzare troppo, possiamo dire che le forme di corallo più comuni includono quelli a crescita laminare, ramificata, a tumuli e incrostanti. Queste forme di corallo, di base, richiedono tutte diversi strumenti e tecniche, per aumentare le probabilità di successo nella taleazione.

I coralli laminari, con crescita principalmente orizzontale, includono le specie a disco e a calice, oltre ad alcune specie di Acropora e Montipora. I coralli a disco hanno uno scheletro duro che dovrebbe essere tagliato con un Dremel o un seghetto, mentre Montipora ed Echinopora hanno una struttura più fragile e di conseguenza occorre individuare quelle specifiche posizioni che non causino rotture e crepe inattese.

Echinopora ha un perimetro perlopiù continuo, con pochi punti di rottura; anche per questo animale è suggerito l’utilizzo della fresa tipo Dremel . La Montipora foliosa, invece, si sviluppa su lunghe ramificazioni che possono essere facilmente frammentate a mano o con piccole frese in un punto nascosto della colonia. I punti di rottura alla base della colonia diventeranno invisibili nel giro di pochi giorni.

La Montipora foliosa offre diversi punti di rottura, senza compromettere troppo l’estetica dell’animale.

I coralli che formano massicci blocchi di tumuli, includono Acanthastrea, Micromussa e Favidi. Il taglio di queste specie, spesso è simile a quello delle rocce calcaree. La sega per piastrelle è l’utensile appropriato per questo genere di taglio, cercando di individuare i punti più deboli sotto la colonia. Anche se la rottura del corallite non danneggia l’animale, si cerca di conservare il maggior numero di polipi, per mantenere l’ estetica del corallo.

Alcune specie di Montipora, formano degli strati massicci che sono molto difficili da spezzare con un cutter. Questi coralli hanno uno scheletro spesso ma soffice, che può essere facilmente tagliato con una spatola per cartongesso o un seghetto o altri strumenti che permettano un taglio più preciso.

La scelta del punto di rottura nei Favidi, può essere molto chiara.

I coralli incrostanti che crescono sul substrato disponibile, includono Zoantidi, Montipora, Cyphastrea alcuni Favidi e una vasta gamma di coralli molli, compresi Anthelia e Xenia. La riproduzione di coralli che hanno colonizzato la superficie delle rocce vive, è simile a quella dei coralli a tumuli, con il vantaggio di tutti i punti deboli che può offrire questo substrato. Questi punti, offrono delle ottime possibilità di taleazione, utilizzando un martello e uno scalpello/cacciavite, utensili che permettono anche di incidere la roccia per ottenere le forme desiderate.

I coralli a crescita ramificata, includono un’ampia gamma di SPS, come Acropora, Montipora, Hydnophora e Seriatopora oltre a diversi coralli molli tipo Sinularia, Cespitularia e Gorgonia. Tutti i coralli di questo gruppo sono tra i più facili da taleare. Il taglio dei molli può essere fatto con forbici o cutter, come del resto alcuni SPS. Nel caso che lo scheletro fosse troppo spesso si può utilizzare un seghetto o altri utensili simili a denti sottili.

Pianificare il punto di taglio in anticipo aiuta a ridurre il numero dei coralliti danneggiati.

Il passo finale è determinare il motivo per il quale si vuole taleare un particolare corallo. Naturalmente, una colonia che presenta tiraggi e una che è utilizzata per la riproduzione, vanno taleate in modi differenti; allo stesso modo di un animale che è principalmente destinato alla riproduzione, piuttosto che uno posto in bella vista nella vasca.

Nel caso di un animale con tessuto in regressione, si terrà una distanza di sicurezza dal punto di necrosi, distanza che sarà ancora maggiore, nel caso in cui si assista ad un tiraggio aggressivo e potenzialmente virulento, per garantire un sufficiente isolamento tra il tessuto sano e quello danneggiato.

Il punto in cui taglierete il corallo sarà differente, a seconda che vogliate ottenere delle talee per realizzare facili guadagni o che desideriate mantenere l’estetica della colonia madre; se il corallo è destinato unicamente alla vendita, non ci sono limitazioni e l’obiettivo sarà quello di fare tagli in modo da massimizzare la crescita futura.

La maggior parte dei coralli ramificati produce principalmente nuovo tessuto dal perimetro esterno; fino a che il diametro del corallo non è cresciuto adeguatamente, converrà ricavare talee dalla parte più interna della colonia, con il beneficio che, diminuendo la densità delle ramificazioni, si otterrà una migliore circolazione dell’acqua e nutrimento all’interno dell’animale.

Quando la colonia è posta in una posizione visibile, la creazione di molte talee è quasi una forma d’arte, con una relazione inversa tra la semplicità dell’operazione e la visibilità del taglio nel lungo termine. Questo rapporto nasce dal fatto che i rami più esterni della colonia sono più facili da vedere e da spezzare in quanto più visibili.

Osservando il corallo da angolazioni insolite, si potranno scoprire dei punti di rottura in posizioni poco visibili, che permetteranno di ricavare le talee della misura desiderata. Molli o duri che siano, i coralli a sviluppo ramificato sviluppano dei piccoli stoloni in prossimità della base, perfetti per la riproduzione e che non influenzano l’integrità dell’intera colonia.


Gli LPS carnosi, come questa rara Symphyllia wilsoni, possono essere difficili da taleare.

L’osservazione di una colonia dall’alto, è la maniera migliore per trovare rami forti e in salute, idealmente adatti per la taleazione, ma ininfluenti riguardo al layout della vasca. Una volta, i coralli si frammentavano principalmente a scopi riproduttivi; ora, poichè gli acquariofili sono diventati più abili nell’allevamento, abbiamo imparato a riprodurli per diverse ragioni. Oltre che per la riproduzione, un corallo può essere tagliato per renderlo più piccolo, per ridurre l’affollamento o semplicemente per questioni estetiche.


La protuberanza su questa colonia di Goniopora è il punto perfetto per ottenere una talea minimizzando l’impatto estetico sulla colonia madre.

La forma di una colonia presenterà generalmente più punti di rottura più o meno desiderabili che dipendono dallo scopo per cui il corallo viene tagliato. Qualsiasi risultato si voglia ottenere, seguire le linee guida della “linea tratteggiata” consentirà di raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo.

 

 




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