Montaggio di un impianto di osmosi inversa alla rete idrica

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Chiunque allestisca un acquario marino si troverà ben presto ad affrontare un problema tanto semplice quanto noioso: il dover far fronte alla continua “richiesta” da parte della vasca di acqua non salata per mantenere il corretto valore di salinità messo alla prova dall’evaporazione.

Per ovviare a questo problema, ci vengono incontro due accessori che ogni acquariofilo dovrebbe avere: un osmoregolatore, ed un impianto d’osmosi inversa.

Senza soffermarci sul primo, vedremo come installare correttamente il secondo.
I vantaggi dell’avere un proprio impianto d’osmosi inversa sono molteplici, prima di tutto non dovremo recarci  continuamente dal negoziante (e doverci di conseguenza trasportare pesanti taniche fino a casa), potremmo essere sicuri

della bontà dell’acqua, monitorandola tramite un TDS , o cambiando le resine, ed infine avremo un risparmio economico, risparmieremo infatti carburante della nostra macchina a meno che non abbiamo la fortuna di avere un negoziante proprio sotto casa.

Ma rispondiamo ora alla domanda che vi sarete sicuramente fatti se in questo momento siete qui a leggere: come si monta l’impianto?

Per prima cosa procuriamocene uno! in commercio ne esistono di svariate marche, tutte più o meno valide, le marche più gettonate in Italia sono sicuramente Forwater e Ruwal. A prescindere dalla marca gli impianti si dividono in due categorie:

quelli a cartuccia, e quelli a bicchieri. I primi come facilmente intuibile, contengono all’interno delle cartucce i materiali filtranti che, una volta finiti, ci costringeranno a cambiare l’intera cartuccia. I secondi invece hanno dei bicchieri fissi che dureranno per sempre (a meno che non ci saltiamo sopra) e all’esaurimento del potere dei materiali ci basterà cambiare solo le resine.

L’altra differenza sta  nella portata dell’impianto, ovvero quanta acqua ci produce in un ora o in 24h un tipo di impianto rispetto ad un altro.

In questo caso monteremo un impianto Forwater Ospure 50 PRO08 a 3 stadi.

Lette le istruzioni( se ci sono) ed assemblato il tutto, non dovrete fare altro che individuare 3 tubicini.
Il primo sarà quello che dovrà essere attaccato alla rete idrica, il secondo sarà quello che ci darà l’acqua d’osmosi, ed il terzo sarà quello dell’acqua di scarto.

Una volta capito quali sono i tubicini dovremo preoccuparci di individuare un posto dove fissare l’impianto al muro senza che ci dia fastidio. Personalmente avendo la vasca in soggiorno che poggia davanti un muro,dietro al quale vi è il ripostiglio che ospita la lavatrice, ho optato per metterlo li, e far passare direttamente il tubicino dell’osmosi ed il cavo della corrente dell’acquario nel muro dietro la vasca, in questo modo ai lati del mobile non avremo nessun cavo o tubo antiestetico.

Una volta individuato il posto ideale procediamo con il montaggio.
Inizialmente vi troverete difronte ad una situazione come questa:

Noterete che c’è un tubo della lavatrice di carico ed uno di scarico.
Visto che dovremo aggiungere l’impianto faremo in modo di avere due carichi e due scarichi.
Per prima cosa ovviamente chiudete l’acqua dal rubinetto principale di casa, in questo modo eviterete spiacevoli allagamenti.

A questo punto, dopo aver smontato i tubi della lavatrice, svitate i due raccordi ad L che vedete uscire dal muro( in questo caso uno in ottone, per il carico, ed uno in plastica per lo scarico),

sicuramente se sono raccordi di ottone saranno molto duri da svitare, vi potrete aiutare con una cagnetta, avendo cura di svitare con delicatezza onde evitare rotture dei tubi( per non rovinare i raccordi vi conviene avvolgerci prima un pezzo di straccio o un tovagliolo di cotone).

Vi ricordate che prima vi dicevo che dovremo ottenere due carichi e due scarichi? perfetto, questo è il momento! per fare ciò avremo bisogno di due raccordi a “Tee” (T) , uno per il carico e l’altro per lo scarico, il secondo, se di plastica, ci basterà dare alcuni giri di teflon sulla filettatura ed avvitare,nel caso in cui invece montassimo dei raccordi in ottone al posto del teflon utilizzeremo dei fili di canapa e della pasta verde, insieme questi due elementi costituiscono una guarnizione decisamente migliore e resistente del semplice teflon. Prendete una striscia di canapa ed avvolgetela sulla filettatura,la quantità necessaria servirà per fargli fare 4-5 giri( se ne mettete troppa non riuscirete ad avvitare il raccordo), dopo aver messo la canapa splamateci sopra la pasta verde, in questo modo dopo qualche ora la pasta indurirà e fisserà per bene la canapa.

Dopo aver fatto queste due semplici operazioni potrete procedere con l’avvitare i due raccordi a Tee,

dopo averli avvitati (sempre prestando la massima attenzione e senza sforzare troppo)

monteremo delle curve ad L per gli scarichi ( avendo cura di mettere del teflon) per i due carichi avremo invece due opzioni, montare sulla parte del raccordo destinata alla lavatrice una L e sull’altra un rubinetto per l’impianto, oppure due rubinetti, io ho optato per questa opzione.

A questo punto avremo praticamente finito, non ci resterà che collegare di nuovo i tubi della lavatrice ed i tubi
dell’impianto, se avrete fatto un buon lavoro non ci saranno perdite, in caso contrario non vi resta che svitare, e rifare il lavoro del raccordo da cui perde.

Variante e note:

-C’è un altra opzione per collegare il carico, in commercio esistono infatti dei rubinetti con due uscite, uno è sempre aperto, e va collegato alla lavatrice, l’altro invece si può aprire e chiudere con la ghiera presente sulla parte superiore, inzialmente avevo optato per questo metodo ma a distanza di tempo il rubinetto in varie occasioni ha dato segni di cedimento con continue perdite dalla ghiera, per questo sono passato a dei rubinetti a sfera.
Vi metto comunque alcune foto nel caso in cui optiate per questa scelta.

-Fate attenzione quando andrete a comprare i raccordi e i rubinetti, i raccordi che escono dal muro sono solitamente da 1/2 pollice , il tubo di carico della lavatrice e dell’attacco john guest presente nel forwater sono invece da 3/4.

http://myreef.altervista.org/

 


ATTENZIONE!
Negli articoli dedicati al fai da te vengono descritte esperienze di appassionati italiani che vogliono, unicamente a titolo dimostrativo, mostrarci e renderci partecipi dei loro risultati nella costruzione artigianale di accessori di acquariofilia.
Ricordiamo che molti progetti avendo a che fare con impianti elettrici e l’utilizzo di macchinari e strumenti di lavoro possono essere pericolosi, e che le modifiche apportate ad accessori già esistenti, rendono l’accessorio non più a norme CE e pertanto con la garanzia non più valida.
Nel caso qualcuno volesse ugualmente cimentarsi nella realizzazione di questi progetti, sia Acquaportal sia gli autori del progetto stesso non si assumono in alcun modo responsabilità in caso di incidenti o guasti di qualsiasi tipo essi siano. Nel caso di realizzazione ricordiamo infine che alcune lavorazioni necessitano di strumenti di protezione.




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