L’ alimentazione dei pesci d’acquario

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Molto spesso sentiamo parlare di alimentazione, ma sappiamo in cosa consiste?
Certo molti di voi saranno già col dito sul grilletto, pronti a sparare la risposta esatta, ma ricordiamoci che ci sono molti neofiti che non penserebbero minimamente a fornire degli alimenti che non si presentino sotto forma del classico barattolo reperibile in ogni negozio.

Per questo ho deciso di fare un piccolo vademecum sull’alimentazione.

I pesci per la loro sana e ottimale crescita necessitano di sostanze quali vitamine, proteine, fibre, sali, grassi, carboidrati. Ma non sempre tutti questi elementi sono contenuti nei mangimi che acquistiamo, quindi si rende necessario a mio avviso un’integrazione di questi elementi che spesso mancano nei vari mangimi.

Le vitamine

Le vitamine si comportano da catalizzatori di alcune reazioni biochimiche senza essere trasformate, vengono catalogate in due categorie.

Le vitamine liposolubili nella specie vitamina A,D,E,K, il cui assorbimento è legato al metabolismo dei grassi, per le quali un eccesso possono divenire tossiche.

Le idrosolubili B,C,H,P la cui assunzione e trasformazione metabolica avviene attraverso il fegato e per cui sono velocemente eliminate dall’organismo. Le vitamine hanno una funzione importante nei processi fisiologici influenzandoli in maniera più o meno accentuata, questi processi fisiologici a cui mi riferisco sono : fertilità e sviluppo delle uova, pigmentazione, metabolismo, vista, rafforzamento del sistema immunitario, sviluppo cellulare specie negli avannotti per una sana e rapida crescita, protezione della pelle, sistema nervoso.

 
Esempi di strutture di vitamine (Vitamina C, Vitamina B8)

Come ho detto in precedenza i mangimi venduti in commercio offrono già una quantità di vitamine che dovrebbero essere sufficienti al fabbisogno dei nostri pesci, ma in condizioni particolari, possiamo ricorrere alla somministrazione integrativa di vitamine, le quali possono essere reperite nei vari negozi di acquariologia come prodotti specifici del settore, oppure possiamo usare quelli per uso umano reperibili in farmacia sotto forma di complessi vitaminici, come il katabios o l’idroplurivit.

Per la loro somministrazione non esistono studi sull’argomento o sulle reali quantità, quindi come e’ solito fare nel nostro hobby dovremo usare metodi empirici basati sulla nostra esperienza e sull’osservazione dei comportamenti dei nostri pesci. Io personalmente somministro due tre gocce insieme al mangime, due volte a settimana, non le somministro direttamente in vasca in quanto credo che non ci sarebbe un’assorbimento ottimale attraverso la pelle, come consigliato da altri.

Vediamo ora nel dettaglio le caratteristiche delle varie vitamine

La vitamina B 2
è di fondamentale importanza per l’elaborazione delle proteine, per la formazione della muscolatura e come protezione della mucosa. La carenza di vitamina B 2 si manifesta con macchie emorragiche sulla pelle e con disturbi del sistema nervoso.

La vitamina B5 (vitamina PP)
è molto importante per la formazione di vari enzimi. La carenza di questa vitamina si manifesta principalmente con danni alle branchie.

La vitamina B6
è molto importante per tutto il sistema nervoso e causa disturbi ai movimenti.

La vitamina B1
è necessaria per ricavare l’energia dai carboidrati e per rifornire cervello e sistema nervoso di glucosio. La mancanza di vitamina B1 causa disturbi del moto e, in casi gravi, crampi.

La vitamina B12
è necessaria a tutti gli organi della digestione ed è indispensabile per la formazione dell’emoglobina nei globuli rossi, responsabili per il trasporto dell’ossigeno all’interno del corpo. La sua carenza si manifesta con anemia che, a sua volta, causa apatia e disturbi nella crescita.

La vitamina A
favorisce una sana crescita e rafforza la vista. Protegge inoltre la pelle ed agisce favorevolmente sulla fertilità. Una sua carenza causa disturbi agli occhi ed emorragie sulla pelle.

La vitamina C
è molto importante per la costruzione dello scheletro ed è determinante per l’efficienza delle difese immunitarie. La sua carenza causa deformazioni alle branchie e rende i pesci più facilmente soggetti a malattie. La vitamina C, nella sua forma originaria, si ossida facilmente a contatto con l’aria.

La vitamina D3
regola l’assimilazione del calcio e del fosforo indispensabili per la costruzione dello scheletro. La sua carenza porta a deformazioni dello scheletro e cioè al rachitismo.

La vitamina E
stimola la formazione degli ormoni della fertilità. Un’altra sua funzione è di proteggere le altre vitamine contenute nel mangime ed anche gli acidi grassi insaturi, così importanti per l’alimentazione. Le conseguenze tipiche della sua carenza sono l’infertilità e l’epatite con l’ingrossamento del fegato.

La vitamina H (biotina)
favorisce la crescita. Perciò una sua carenza non solo rallenta e disturba la crescita, ma causa anche inappetenza e crampi.

La vitamina K
favorisce la coagulazione del sangue. La sua carenza, nel caso di ferite di qualsiasi natura, rallenta la cicatrizzazione dando modo così a funghi e batteri di insediarsi facilmente. La sua mancanza causa anche danni al fegato.

La Colina
è indispensabile per la digestione dei grassi. La sua carenza causa l’ingrossamento del fegato.

Le proteine

Le proteine sono sostanze azotate ad alto peso molecolare e sono i componenti essenziali della materia vivente. Sono costituite da catene di amminoacidi costruiti dall’organismo, altri, detti essenziali, vengono apportati per mezzo dell’alimentazione.

Le proteine costituiscono le molecole essenziali della massa muscolare, ma sono parte fondamentale anche per lo sviluppo degli anticorpi, e di alcuni ormoni. Quindi possiamo affermare che per un ottimo sviluppo e san crescita soprattutto degli avannotti, non dovrebbero mancare come alimento di base.

Queste possono essere introdotte, in una sana alimentazione, per mezzo di alimenti che contengono tali elementi, che possono essere la carne, il pesce, l’artemia, chironomus, dafnie, krill e tutti gli alimenti di origine animale vivi, surgelati o liofilizzati. Ma le proteine possono essere introdotte anche attraverso i vegetali, molti legumi o la soia sono ricchi di proteine.

Quindi riassumendo possiamo dire che le proteine sono un’elemento fondamentale per il benessere, la crescita e la robustezza dei nostri pesci. Una carenza di proteine porta ad avere crescita lenta, pesci brutti e piccoli.

Le fibre alimentari

Le fibre sono elementi indigeribili provenienti dagli alimenti vegetali, frutta verdura e cereali sono ricche di fibre, composte principalmente da pectina, cellulosa, lignina, emicellulosa.

Svolgono una fondamentale funzione meccanica , liberando l’intestino dai resti dell’ alimentazione impedendo occlusioni intestinali cui sono soggetti diverse specie di pesci. In natura i pesci sono soliti brucare il fondo di fiumi e laghi alla ricerca di microrganismi, inevitabilmente assieme ad essi finiscono nell’intestino sabbia e detriti che assolvono a questa funzione.

Nei nostri acquari questo non succede a volte, vuoi per la mancanza di strati melmosi, o per la mancanza totale di piante, come succede nell’allestimento di alcuni biotopi particolari, o addirittura per la mancanza delle tante odiate alghe che a volte ci accaniamo a togliere dal nostro acquario.

Quindi ci troviamo in una situazione di completa o quasi assenza di vegetali da poter offrire ai nostri pesci, per cui l’apporto vegetale di cui necessitano e che non trovano nell’acquario deve essere fornita con un’alimentazione integrata da fibre.

I sali minerali

I sali minerali sono indispensabili per molte funzioni dell’ organismo, dal quale non vengono prodotti, ma devono essere assunti attraverso l’alimentazione. Una carenza di sali minerali può portare a vari problemi.Grazie ad un’alimentazione equilibrata e variata è possibile assumere tutti i sali minerali di cui l’organismo ha bisogno.

Caloricamente non hanno nessuna resa ma sono essenziali per il buon funzionamento dell’organismo. Questi possono essere divisi in macroelementi (calcio, zolfo, fosforo, sodio, potassio, cloro e magnesio) che sono presenti in discrete quantità, ed in microelementi ( ferro, iodio, fluoro ecc.) presenti in minima parte.

I microelementi pur essendo presenti in quantità minime hanno una funzione molto importante e senza di essi i pesci morirebbero nel giro di poco tempo. Tuttavia non si deve strafare in senso opposto poiché un minerale preso in maniera eccessiva può diventare nocivo per la salute.

Fra i minerali presenti in maggior misura nell’ organismo, il primo posto spetta al calcio e allo zolfo che sono i principali per la costruzione delle ossa e dei denti specialmente nei pesci marini che come sappiamo ci sono specie capaci di masticare anche i coralli. Troviamo anche del fosforo che però ha il compito principale di formare le proteine. Infine il sodio, potassio e cloro regolano la quantità di liquidi presenti nel corpo.

Fra i microelementi uno dei più importanti è il ferro, presente nell’emoglobina dei globuli rossi del sangue, che trasporta l’ossigeno ai tessuti e l’anidride carbonica dai tessuti alle branchie

I sali minerali vengono continuamente eliminati con le urine e le feci: per questo devono essere nuovamente introdotti con l’alimentazione.

Un ottimo integratore di sali minerali è il Polase in pastiglie. Può essere sbriciolato, ed una piccola quantità miscelatà ad esempio a del cibo surgelato.

I grassi

I grassi procurano ai pesci energie di pronto impiego. Svolgono un ruolo fondamentale per il metabolismo perché contengono i preziosi acidi grassi essenziali. Sono necessari alla vita dei pesci anche per l’utilizzazione di determinate vitamine.

Gli acidi grassi essenziali sono otto in tutto, suddivisi in due categorie gli omega 3 e gli omega 6. Gli acidi grassi essenziali o vitamina F o EFA, essentyal fatty acids, non sono prodotti dall’organismo ma devono essere assunti tramite l’alimentazione, gli altri acidi grassi vengono ottenuti da quelli essenziali.

Gli EFA sono fondamentali per la crescita, la produzione di energia, la salute della membrana cellulare, la funzione sessuale e la riproduzione, alcune patologie della pelle.

Gli omega 3 sono contenuti soprattutto nei grassi del pesce ( gamberetti, crostacei, mitili, ecc.) ma anche negli oli del pesce ( olio di fegato di merluzzo).
Gli omega 6 sono contenuti in cibi proteici, verdure, cereali ( germe di grano).

I carboidrati

I carboidrati sono molecole composte di carbonio, idrogeno ed ossigeno, si distinguono in tre gruppi i Monosaccaridi, molecole singole, e comprendono gli zuccheri semplici, il glucosio, il fruttosio, che si trovano nella frutta e nei vegetali, ed il galattosio che si combina con il glucosio ed il lattosio nello zucchero del latte.

Disaccaridi, due molecole di monosaccaridi, e comprendono il saccarosio,lo zucchero di barbabietola, lo zucchero di canna, il malto dei cereali. Polisaccaridi, molecole complesse, che riuniscono l’amido dei cereali, dei legumi, le destrine, il glicogeno, le emicellulose, la cellulosa diffusa nei vegetali.

I disaccaridi ed i polisaccaridi per essere digeriti devono essere scissi in glucosio, zucchero semplice, servono per la produzione di energia, risparmiando cosi le proteine che sono necessarie per accrescere e riparare le cellule.

I carboidrati dovrebbero costituire la parte più consistente del pasto giornaliero dei pesci circa il 45% per i pesci erbivori, contro il 30% per quelli onnivori. Oltre alle proporzioni cambiano anche le fonti da cui i pesci traggono i carboidrati, per gli onnivori si tratta esclusivamente di amidi e zuccheri, mentre gli erbivori si nutrono anche di cellulosa.

Una carenza di Amidi e di zuccheri, porta a gravi carenze proteiche, alla perdita di sodio, alla disidratazione. Inoltre c’è da dire che i carboidrati integrali contengono anche le fibre, come la cellulosa e la lignina, la emicellulosa, e le pectine che sono scorie indispensabili per l’organismo.

Gli alimenti che hanno un maggior contenuto in carboidrati sono, i fichi secchi, i fiocchi di avena, il frumento intero, il germe di grano, crescione, carote, broccoli, cavolini di Bruxelles, spinaci, frutta fresca come mele, pere, bacche, meloni, agrumi, cereali integrali, riso, miglio, segale, avena, frumento integrale, grano, legumi.

Classificazione degli alimenti

Mangimi secchi

I mangimi artificiali (in scaglie, granuli, pellets, pastiglie, ecc) sono quelli che vanno per la maggiore, infatti sono quelli cui e’ più facile reperire, basta andare al negozio.


Ecco come si presentano alcuni cibi secchi

Sono ottimi alimenti e ben bilanciati ma vi voglio ricordare che i mangimi artificiali non dovrebbero essere l’alimento principale dei nostri pesci o l’alimento esclusivo. Questo per ritornare al discorso che facevamo prima sulla corretta alimentazione dei nostri pesci che dovrebbe essere il più varia possibile e ricca di tutti gli elementi di cui hanno bisogno per la loro salute.

Oggigiorno le varie aziende del settore ci propinano un numero esorbitante di mangimi di tutte le qualità, dimensioni, colori e sapori. Consiglio pertanto di fare scelte accurate e mirate nella scelta di uno o l’altro prodotto, dando un occhio particolare ai composti del mangime e alle loro quantità.Inoltre aggiungo che i barattoli dovrebbero essere conservati in luoghi freschi e asciutti e consumati nel giro di 2/3 mesi, per consentire loro di mantenere le proprietà nutritive, a tal proposito sconsiglio l’acquisto di barattoli troppo grandi tipo quelli da 1000gr.

Alcuni tipi di cibi secchi

Alimentate i vostri pesci in acquario possibilmente 2-3 volte al giorno con quantità esigue di cibo, affinché possa essere ingerito in pochissimi minuti. Il cibo non ingerito cade sul fondo, si decompone ed inquina l’acqua. Se distribuite il mangime in modo uniforme sulla superficie dell’acqua anche i pesci piccoli o deboli ricevono la loro razione senza lotte stressanti.

Sarebbe opportuno distribuire il mangime con un cucchiaino, riservato solo a questo scopo. Così facendo diventa semplice somministrare ogni qualvolta la stessa quantità di cibo, evitando così di distribuirne in eccedenza. Un ulteriore vantaggio a favore del cucchiaino è che gli aromi e la qualità non si alterano.

Per i pesci che vivono vicino al fondo cercano il loro cibo di preferenza sopra e nel fondo o raschiano le alghe (Loricaridi, Ancistrus, Ciclidi dei grandi laghi africani) sono disponibili delle pastiglie che si posano sul fondo.

Cibo liofilizzato

E’ costituito da piccoli organismi che vengono fatti seccare in modo che si conservino per un tempo molto lungo e, in tale forma, vengono venduti a basso prezzo. Generalmente sono costituiti da piccoli animali (Dafnie, Krill, Artemie, Tubifex, Chironomus, gamberetti, pesciolini, ecc) e sono un ottima alternativa agli altri alimenti.


Ecco come si presentano i cibi liofilizzati

L’unico incoveniente è che la disidratazione diminuisce parte delle proprietà nutritive e quindi è sempre consigliabile alterne questo cibo con qualche altro alimeto. Il cibo liofilizzato si presenta con un aspetto simile a quello del cibo disidratato, ma la lavorazione subita è leggermente diversa e le proprietà nutritive sono migliori.

Proprio grazie alla surgelazione preventiva, conserva pressochè inalterate le proprietà nutritive. Dopo la surgelazione si priva l’alimento dell’acqua sottoponendo a una decompressione velocissima, fancendolo passare in camere con pressione ambientale vicina al vuoto. Il cibo liofilizzato può essere conservato a temperatura ambiente.

Cibo surgelato

Gli alimenti surgelati sono quelli che più assomigliano a quelli freschi, poichè il paessaggio veloce a temperature bassissime consente di blocccare la decomposizione batterica e, quindi, di conservare la maggior parte delle proprietà nutritive. Purtroppo tali proprietà vengono conservate solo finchè il prodotto rimane a temperature al di sotto dei 18 o dei 25 o C.

Nell’istante in cui il surgelato raggiunge la temperature di frigorifero o esterna, subisce le stesse alternazioni che rovinano il cibo fresco. Pertanto, perché i surgelati resistano cibi ideali, è neccessario che la tecnologia del freddo a nostra disposizione sia sufficentemente avanzata. Se usate cibo surgelato ricordate di scongelare solo la quantità necessaria e non sottopone mai a più passaggi dentro e fuori dal freezer nessun cibo.

Attenzione a far scongelare alla perfezione tutto il cibo, controllando che anche le parti più interne, sopprattutto di grossi pezzi, abbiamo raggiunto la temperatura ambiente.

Cibi surgelati in cubetti

Esistono in commercio nel settore acquariofilo una gran varietà di cibi surgelati disponibili sotto forma ti tavolette o cubetti. Tra i principali ricordiamo Artemie, copepodi, krill, chironuomus, tubifex, uova di pesce, plancton, ecc. Esistono anche cibi surgelati prodotti da aziende specializzate che miscelano vari tipi di alimenti a seconda dei pesci cui sono destinati integrando anche con alimenti di pregio e ricchi di vitamine come ad esempio la spirulina.

Possono infine essere utilizzati moltissimi alimenti surgelati per uso umano come polpa di pesce o di crostacei, verdure, ecc da somministrare sminuzzati in piccoli pezzi.

Un buon metodo per la congelazione è quello di far scorrere acqua a temperatura ambiente attraverso un colino che contiene il cibo. In questo modo oltre a scongelarlo perfettamente lo si ripulisce dai liquidi e particelle troppo piccole che inquinerebbero l’acqua dell’acquario.

Cibi freschi

Se si utilizza cibo fresco si hanno grosse possibilità di alimentazione, anche in questo caso la cosa migliore è quella di cercare di copiare quello che offre la natura. I pesci si nutrono prevalentemente di sostanze di origine animale quindi praticamente tutto quello che troviamo in pescheria e di alghe.

In questo ultimo caso l’imitazione è un po’ più difficoltosa: ottime sono risultate le alghe che si acquistano nei negozi di alimentari orientali (alghe Nori, quelle per il sushi), o con cibi secchi a base di alga Spirulina, ma anche molti vegetali sono buoni surrogati, al primo posto sicuramente i broccoli, ricchissimi di vitamine, ma anche zucchine, spinaci, carote, e molti altri. Anche la frutta può essere somministrata ed è un ottimo alimento ricco di zuccheri e vitamine, anche se è bene non eccedere.

 

I mangimi freschi andrebbero somministrati tritati in piccoli pezzi (a seconda della grandezza della bocca del pesce), e per mantenere inalterate le proprietà, crudi. Purtroppo a volte non vengono accettati. In questi casi si può provare a sbollentarli leggermente, per renderli più teneri ed appetibili.

Un modo comodo e completo per somministrare cibo fresco è quello di fare un pastone di più alimenti tritati e surgelarlo in stecche o tavolette.
Questo è un elenco di alimenti che possono essere utilizzati per realizzare un pastone.

Polpa di pesce
Polpa di crostacei
Polpa di molluschi (cozze, vongole, telline, datteri, ecc)
Cuore e fagato di tacchino o pollo.
Carne di tacchino o pollo.
Uova di pesce e crostacei
Rosso d’uovo di gallina sodo
Carote
Zucchine
Spinaci
Broccoli
Aglio
Cipolla
Germe di grano
Pappa reale
Olio di fegato di merluzzo
Spirulina
Propoli
Lievito di birra
Integratore vitaminico
Integratore di sali minerali (Polase)

Cibo vivo

Le prede viventi sono l’alimento che non dovrebbe mancare in una buona alimentazione e conduzione di un’acquario. A questa categoria appartengono molte larve , insetti e crostacei, che si possono trovare lungo i corsi d’acqua o che possiamo allevare in casa in delle colture, ma essendo alle volte difficoltoso possiamo reperirli in negozio sotto forma di liofilizzati, congelati, ed in alcuni casi anche vivi.
Mi riferisco a dafnie, artemia salina, tubifex, krill, anguille dell’aceto, gammaridi, elenco le più comuni ma ne esistono veramente tante.

Le dafnie

Sono ricche di sali minerali e fibre. Vanno distribuite ogni tanto per stimolare l’attività dell’intestino e per migliorare la digestione. Soprattutto dopo aver distribuito un cibo povero di fibre. A tale proposito potete visitare lo speciale di Ap sulla dafnia.

L’artemia salina

 

Ricca di proteine e grassi. Rappresentano l’alimento base degli avannotti per una rapida e sana crescita. A tale proposito potete visitare lo speciale di Ap sull’ artemia salina.

Tubifex

E’ un ottimo cibo integrativo per tutti i pesci carnivori e in particolare per tutti i Corydoras, Ciclidi del Centro e Sud-America, Caracidi e pesci predatori da fondo. Tubifex è stato sempre uno degli alimenti in tensione acquatici più popolari nell’uso normale fra gli aquariofili malgrado i vari rischi connessi con queste viti senza fine. Viti senza fine a volte inoltre denominate del fango si trovano in grandi colonie nel fondo fangoso dei corsi d’acqua che sono ricche in sostanze nutrienti. Ii termine tubificids è il più esatto poiché parecchie specie di viti senza fine acquatiche vivono in queste colonie ed è improbabile che qualunque accumulazione di queste viti senza fine sia costituita interamente da tubifex. Una volta presente in grandi quantità sono quasi scomparse dai nostri corsi d’acqua .Sono normalmente di colore rosso lunghi circa 2.5 cm , si trovano in grandi colonie formando come un tappeto rosso, con le loro code che fluttuano nell’acqua o poggiate sul fango, al primo segno di pericolo che la colonia avverte, i tubifex si ritirano nel loro nascondiglio nel fango fino a che il pericolo non è passato. Formandosi principalmente in acque inquinate molti aquariofili credono, giustamente, che siano fonte di veicolo di infezioni per i pesci. Per rimediare a questo i tubifex essere passati in un setaccio a maglia fine sotto l’acqua corrente per rimuovere la massa del fango raccolto con loro, e poi poste i un recipiente con acqua a spurgare. L’acqua del contenitore dovrebbe essere cambiata due volte al giorno completamente, fin quando l’acqua non risulta pulita, a questo punto i tubifex possono essere somministrati ai pesci. La coltura domestica di tubifex non produrrà mai le grandi quantità che possono essere raccolte in natura, ma ha il vantaggio di fornire tubifex liberi da inquinamento pronti per essere somministrati ai vostri pesci .

Krill

Il krill è un gamberetto ricco di carotene che vive nell’oceano e si nutre quasi esclusivamente di plankton, è molto ricco di proteine ed è perciò molto indicato per rinvigorire i pesci e soprattutto per migliorare la riproduzione è una preziosissima integrazione del menù dei pesci difficili ed esigenti. Non è adatto per pesci molto piccoli visto le sue dimensioni intorno ai 6 cm. La pesca commerciale del krill viene praticata principalmente dalla Russia, dal Giappone, dalla Polonia, dalla Corea e dal Cile. Essi utilizzano grandi pescherecci con sciabiche pelagiche che sono in grado di catturare giornalmente da 300 a 400 tonnellate di krill.
Uno dei fattori che limita l’incremento delle catture è la rapida disgregazione enzimatica e la contaminazione della carne dovuta allo stomaco ed al fegato, per cui occorre trattare l’intero stock entro 1-3 ore dalla cattura. Le proteine della carne del krill ammontano a 8-20% del peso umido. Esso viene principalmente lavorato e trasformato in una varietà di prodotti destinati al diretto consumo dell’uomo e quale alimento per gli animali.

Anguille dell’aceto

Le anguille dell’aceto sono vermi filiformi o fusiformi tra cui molte specie conducono una vita parassitaria delle dimensioni di circa 1 – 2 mm.
Il corpo di questi vermi è rivestito da una secrezione della membrana cellulare costituita da cutina, chimicamente affine alla suberina, che si stratifica nella superficie esterna dell’epidermide per svolgere la funzione di protezione dei tessuti sottostanti essendo molto resistente ed impermeabile all’acqua ed ai gas; questa cuticola di cheratina ,li rende incapaci dei movimenti a ‘soffietto’ comuni invece tra molti anellidi, quali i lombrichi.
Per questa ragione i nematodi si muovono ondeggiando lateralmente e proprio questo movimento caratteristico ha suggerito il nome comune della nostra piccolissima protagonista, la Turbatrix aceti, nota come anguilla dell’aceto.
Per avviare una coltura domestica per prima cosa occorre un inoculo della coltura, cioè abbiamo bisogno di anguille prelevate da un’altra coltura. Dell’aceto, una mela non tratta con crittogrammici, un recipiente a collo stretto, lana di perlon. Per l’allevamento utilizzeremo il nostro contenitore a collo stretto, nel quale verseremo una miscela al 50% di acqua e aceto alla quale uniremo una fetta di mela. Inseriamo l’inoculo di anguille e lasciamo maturare per due settimane in modo che la coltura si riproduca, a questo punto mettiamo il perlon sul collo del contenitore ed aggiungiamo dell’acqua. Per la raccolta delle anguille ci serviremo di una siringa , le quali si trovano nella parte superiore del perlon , dopo averle aspirate filtrate in un colino a maglie fini, quello che si usa per le artemie, sciacquate sotto il rubinetto e servite. Aggiungete acqua di tanto in tanto per mantenere il livello dell’acqua della coltura dentro il vaso, dopo circa 2/3 mesi fate una nuova coltura.

Gammaridi

Sono dei piccoli crostacei d’acqua dolce e di mare, appartenenti alla famiglia degli invertebrati graditi ai pesci, sono crostacei a 4 antenne ben visibili il loro impiego e’ limitato causa le loro dimensioni, a pesci muniti di bocche abbastanza grandi.

Gli infusori

Gli infusori come tutti ben sanno sono un alimento che si rivela spesso importantissimo nell’accrescimento degli avannotti di ovipari, è fondamentale infatti ricreare (anche per i minuscoli neonati) un ambiente ricco di organismi che possano nutrirli e assicurargli i nutrienti indispensabili nel primo periodo della loro vita.




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