Gli alcionacei

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Gli Alcionacei, Celenterati che appartengono alla sottoclasse degli Octocoralli, sono stupendi animali di cui buona parte può essere facilmente allevata e riprodotta in acquario. In questa sezione ci soffermeremo sui più inerenti dal punto di vista acquariologico gli Stoloniferi e gli Alcionidi.


Gli Alcionacei vengono a volte volgarmente chiamati coralli molli. In realtà quest’ultimo nome non è del tutto corretto e può trarre in inganno in quanto vi sono tipi di Alcionacei che costruiscono una struttura che si può definire dura, per quanto possa essere duro un invertebrato, ma che appartengono a questa categoria.

I coralli molli in realtà si possono presentare con delle forme diversissime: come dei piccoli alberelli oppure come un manto che ricopre superfici molto ampie a volte, in natura, addirittura qualche chilometro quadrato.

   Tipica formazione a tappeto di uno Stolonifero ed ad albero di un Alcionide

Vediamo velocemente un paio di esempi in cui mostriamo la grande varietà di forme che gli Alcionacei possono avere.
Si consideri ad esempi l’ Heliopora coerulea che fa parte degli Alcionacei, ma forma una struttura costituita da uno strato duro di carbonato di calcio e con un’alta concentrazioni di sali che colorano l’esoscheletro di blu.
Questo Alcionaceo se è privo dei polipi può essere facilmente scambiato con il corallo Millepora species infatti i polipi della Heliopora sono di colore marrone perchécontengono zooxantelle e questo cambia il colore dello scheletro.
Le alghe in questo caso funzionano come organismi simbionti: esse sfruttano i prodotti finali dei polipi che sono fosfati e composti dell’azoto e cedono ossigeno formatosi durante la fotosintesi.
Un altro tipo di Alcionaceo che si contraddistingue per la sua solida struttura è il Tubipora che si riconosce facilmente per il suo aspetto esterno che ricorda i rami di un intrecciatissimo cespuglio e per il loro colore rosso viola.
Si comprende allora come il nome utilizzato volgarmente non possa che trarre in inganno almeno per alcuni appartenenti a questa categoria.
Come già visto, possono usare il carbonato di calcio, vedi la Heliopora coerulea sopra, che in combinazione all’uso di gorgonina, sostanza cornea, permette ad alcune specie di costruire delle strutture complesse che possono essere o molto dure e fragili oppure flessibili.

   Struttura dura di una Tubipora e di uno Scleraxonide.

In generale quindi la tassonomia degli Alcionacei non è molto precisa in quanto differenti animali possono formare strutture che all’apparenza sono simili, ma in realtà possono non appartenere alla stessa specie, quindi anche se sono apparentemente uguali possono essere in realtà diversi per genere, specie e a volte anche per famiglia.
Inoltre in proporzione si sa così poco di loro tanto quanto sono le specie e le varietà degli Alcionacei presenti nei fondali marini, solo negli ultimi anni si è incominciato a studiarli perchél’industria chimica e farmaceutica li sta analizzando con interesse.
Un corretto riconoscimento non può essere fatto se non con l’uso del microscopio studiando la struttura dello scheletro oppure la forma del polipo, se si decide di riconoscere un Alcionaceo dalla struttura dello scheletro è fondamentale studiarla sia alla base che verso i rami della colonia.
Per non cadere in errore le ultime tecnologie di riconoscimento consigliano di usare parti dell’animale prese da colonie vive per poter studiare anche i polipi, infatti a volte la forte crescita di un Alcionaceo può aver causato delle deformazioni che possono essere scambiate per delle caratteristiche di altri invertebrati.
Per esempio la Sinularia in natura sviluppa alla base degli scheletri allungati a forma di ago e poi queste strutture a mano a mano che la colonia cresce scompaiono e non vengono più ricostruite, in acquario questa loro caratteristica spesso non c’è e questo può trarre in inganno e far sbagliare il riconoscimento.
Questo in realtà è dovuto al fatto che gli Alcionacei negli acquari vengono fatti crescere da pezzi staccati da altre colonie.
Quindi esteticamente non si è in grado di distinguere esattamente un Alcionaceo da un altro se non dalla forma che ha ogni singolo polipo che lo forma.
Vediamo più in dettaglio come è fatto un polipo in un Alcionaceo e cosa lo contraddistingue da quello degli altri Antozoi.
I polipi presentano otto tentacolini, ma in natura è facile trovare una deformazione che viene chiamata doppio polipo che naturalmente presenta un numero di tentacoli maggiori e che può presentare nei casi più estremi addirittura due bocche.
Quindi sono accettabili dei singoli individui o dei piccoli gruppi di polipi anomali, ma la maggioranza deve avere questa caratteristica: otto tentacoli.

Struttura di un polipo.

Normalmente i tentacoli terminano con dei piccoli filamenti che sono disposti come i denti di un pettine che fanno assomigliare il tentacolo a una specie di piuma, capita facilmente soprattutto negli Alcionacei degli acquari che questi piccoli filamenti siano chiusi tra di loro come se fossero attaccati o addirittura non ci fossero del tutto.
I polipi degli Alcionacei sono a volte abbastanza lunghi, fino a qualche centimetro e terminano con i loro tentacolini e i filamenti che questi possono avere; in genere i tentacoli si sviluppano intorno alla superficie superiore che è circolare nel cui centro si forma la bocca ovale, i tentacoli e i filamenti hanno la possibilità di chiudersi su di essa.

    

    

    
Vari tipi di polipo di Alcionacei

I tentacoli è come se fossero una estensione della cavità gastrovascolare e si estendono intorno alla bocca stessa, prima di arrivare alla cavità gastrovascolare si passa per una zona che a seconda dei diversi polipi può essere o liscia oppure rugosa e poi per una zone ricca di cellule flagellate che hanno il compito di guidare l’acqua nella cavità.

Se si seziona un polipo si possono individuare tre tipi di cellule, il primo gruppo verso l’esterno costituisce l’epidermide e ricopre tutte le parti del polipo che sono al di fuori della colonia, in questo strato di pelle sono compresi sensori, nematocisti e muco.
Al contrario lo strato più interno è rivestito da uno strato di cellule diverse, le gastrodermi, che ricoprono all’interno i tentacoli, la cavità gastrovascolare e il tubo gastrodermale; proprio in questa ultima zona sono contenute le alghe zooxanthellae.
Lo strato intermedio tra questi due è uno strato molto sottile formato da una matrice gelatinosa che si chiama mesogloea.
La parte del polipo che fuoriesce dalla colonia ed è ricoperto dall’epidermide si chiama anthocodium, se un polipo viene tolto dalla colonia lascia un buco, nel caso degli octocrallia i polipi possono essere molto lunghi e addirittura svilupparsi fino alla base dell’animale; in questo modo i polipi diventano come dei portatori di luce fino alle zone più interne della colonia.
Questo succede soprattutto nei Sarcophyton e negli Xenia che presentano polipi dalla forma molto allungata.

Anthelia.

Alcuni di questi polipi sono in grado di ritirarsi all’interno della colonia, altri invece non lo sono come ad esempio nei Anthelia, Xenia e Heteroxenia.

Xenia pumping
(12 sec. – 1,0 Mb)
Polipi
(12 sec. – 1,07 Mb) 

Nei bracci dell’animale in genere c’è un polipo principale che si sviluppa per tutta la lunghezza e poi dei polipi secondari che partono da questo. In alcuni casi i polipi possono quindi essere molo lunghi in altri a causa della forma, come nei gorgoniidae, i polipi invece tendono ad essere più piccoli. Le cavità gastrovascolari di ogni singolo polipo sono messe in comunicazione con il tubo gastrovascolare, detto solenia, che sembra compiere diverse funzioni non ancora del tutto chiare. Vediamo cosa si conosce circa il solenia.
I nuovi polipi sembrano crescere quando il solenia raggiunge l’esterno della colonia vicino all’epidermide, formando prima una nuova cavità e poi i tentacoli, quando questi sono cresciuti l’epidermide ricopre la cavità e si forma un nuovo polipo, questo si vede soprattutto nella specie Alcyonium.
Sembra che il solenia possa fare anche la funzione di distribuire cibo tra i vari polipi della colonia oppure per spostare le alghe zooxanthelle all’interno della colonia stessa.
Per alcuni Alcionacei quali i Anthelia, Briareum, Clavularia, Erythropodium e Pachyclavularia il solenia è presente solo nei polipi alla base.
In altri ha la funzione di mantenere costante la pressione interna per sostenere la strutture gelatinosa come per le Dendronephthya.
Nel parlare di polipi non si può dimenticare che negli Alcionacei se ne possono trovare due tipi: autozoidi e sifonozoidi.
In realtà solo alcuni li presentano quali Lobophytum e Sarcophyton e altri li presentano solo quando hanno raggiunto certe dimensioni, quali i Heteoxenia.
I autozoidi sono dei veri e propri polipi come sono stati descritti fino ad adesso, quelli che sono diversi sono i sifonozoidi i quali hanno prettamente un compito negli Alcionacei: quello di mettere in movimento l’acqua all’interno dell animale in modo tale che ci sia una forte corrente.
Questo loro lavoro spiega il motivo per cui in alcuni Alcionacei questo secondo tipo di polipi inizia a formarsi solo quando la colonia ha raggiunto certe dimensioni.
Essi alla fine non procurano il cibo o altro tipo di nutrimento come gli altri polipi, ma mantengono in circolo l’acqua in tutta la colonia anche alla base, nelle Heteroxenia incominciano quindi a svilupparsi solo quando si è superato un certo diametro.
A volte la pressione che riescono a procurare mettendo in movimento l’acqua all’interno della colonia serve per sostenere meglio la struttura di tutto l’animale.

 




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