allestimento di un acquario di barriera - Animali

Guida all’allestimento di un acquario di barriera – 3 – Animali

1721

Pesci

Un’ altra regola importantissima, forse una delle più difficili da seguire, è quella di limitarsi nell’ introduzione dei pesci. Per non compromettere il buon funzionamento di un acquario di barriera i pesci da introdurre devono essere pochi e possibilmente di piccole dimensioni.

I pesci in realtà, sono il vero problema, dell’ acquario. Sono infatti la principale fonte di inquinamento, e chiaramente più sono numerosi e grossi e maggiore sarà la quantità di escrementi da loro prodotti.

Una convinzione comune è quella che per la vasca di invertebrati non esistano pesci belli, e comunque, spesso il neofita, pur di non rinunciare ad alcuni pesci particolarmente colorati e di grosse dimensioni, magari visti su qualche libro, è disposto a non introdurre invertebrati, o meglio introduce entrambi, non sapendo di andare incontro a risultati mediocri.

Inoltre i pesci, in genere piccoli, adatti alla vasca di barriera, in natura essendo facili prede, sono soliti vivere in un territorio abbastanza limitato in prossimità di rocce o coralli. Ne consegue che in acquario, a differenza di quelli di taglia grossa che spesso si comportano in maniera innaturale (per fare un esempio come un leone in gabbia), i pesci piccoli si sentono perfettamente a loro agio e assumono un atteggiamento simile a quello che hanno in natura.

Pseudocheilinus hexataenia.


Non un caotico ammasso di animali irrequieti, ma un comportamento che prevede l’ istinto per il territorio, e quindi la ricerca e la difesa di una zona limitata.

E’ bellissimo riprodurre un acquario popolato in maniera equilibrata, e osservare il comportamento dei pesci che difendono la loro tana, si rincorrono, a volte litigano, o che sereni, mangiucchiano sulle rocce animaletti e alghe che si formano spontaneamente.

Esiste una varietà enorme di pesci bellissimi, anche di taglia media (che vanno introdotti in quanto spesso utili mangiatori di alghe infestanti, ma in numero limitato), adatti all’ acquario di barriera. Vediamone alcuni tra i più belli e comuni.

Pseudocromidi
Sono molti e uno più bello dell’ altro. Di piccola taglia sono molto territoriali, e due esemplari con la livrea simile possono essere tenuti solamente in vasche abbastanza grandi. Accettano vari tipi di alimenti.

Ricordiamo alcuni tra i più apprezzati: P. diadema (3), P. porphyreus (2), P. paccagnellae (1), P. Aldabraensis, P. Flavivertex (6), P. Fridmani (5), ecc.

Grammidi
Il Gramma loreto (4) ha livrea molto simile a P. Pacagnella. Anche in questo caso, per tenere più esemplari, sono necessarie grandi vasche. Accettano vari tipi di alimenti.

 

 

 
Foto di Alberto Scapini

Callionimidi
Di taglia piccola, livrea splendida, vivono in prossimità delle rocce vive, sulle quali trovano piccoli animaletti (crostacei, vermi, ecc) di cui si nutrono. Sono molto indicati anche per combattere alcuni piccoli organismi commensali o parassiti che possono formarsi nell’ acquario (planarie, nudibranchi).

Vivono singoli o accoppiati (non due maschi). Come cibo accettano soprattutto piccoli crostacei surgelati o vivi (artemie, copepodi, ecc)

Ricordiamo alcuni tra i più apprezzati: S. splendidus (3), S. ocellatus (2), S. picturatus (1). S. Margaritatus (4)

 

  

Microdesmidi
Di taglia piccola, caratteristica la lunga pinna dorsale, se messi in coppia nuotano perennemente uno vicino all’ altro. Accettano vari tipi di alimenti.
Ricordiamo: N. magnifica (1), N. decora (2).

 

Gobidi
Alla famiglia dei Gobidi appartengono moltissimi pesci. In genere rimangono piccoli e vivono in prossimità delle rocce dove trovano rifugio e cibo. Accettano vari tipi di alimenti, alcuni sono eccezionali mangiatori di alghe infestanti, (un paio di esemplari di Amblygobius phalena (2) o Amblygobius bynoensis (5) ad esempio sono in grado di mantenere costantemente pulita la sabbia di fondo dell’ acquario).

Come già detto i Gobidi sono molto numerosi, di seguito solo una piccola parte: Cryptocentrus cinctus (1), Gobidon citrinus, Gobiosoma evelyne (4) (ottimo pulitore di ectoparassiti di pesci), Amblygobius rainfordi (mangiatore di alghe filamentose), Amblyeleotris guttata (6), Valenciennae puellaris (3) e molti altri.

 

 

 

Blennidi
In genere vivono in prossimità delle rocce dove trovano rifugio e cibo. Accettano vari tipi di alimenti. Alcuni Blennidi sono aggressivi tra di loro soprattutto se hanno livrea simile.
Ricordiamo i simpatici Ecsenius midasn (1) ed Ecsenius bicolor, che vivono appostati dentro dei piccoli buchi nei quali entrano in retromarcia e Salarius fasciatus (2) ottimo mangiatore di alghe filamentose.

 

Pomacentridi
I Pomacentridi importati sono moltissimi. Sono pesci estremamente robusti ed adatti a convivere con invertebrati. Purtroppo hanno il difetto di essere troppo vivaci, a volte un po’ aggressivi ma soprattutto avidi e velocissimi nel procurarsi il cibo.

Se ne consiglia pertanto l’ introduzione in pochi esemplari, ed in assenza di specie tranquille e lente nell’ alimentazione

Chromis viridis (3), Crisiptera parasema (4), Pomacentrus coelesti, Dascillus trimaculatus (4), e gli apprezzatissimi pesci pagliaccio come A. percula, A. ocellaris (1), A. Perideraion, ecc. (attenzione alcuni pagliacci crescono molto e sono aggressivi).

 

 

 

 


Apogonidi
Molto noto Pterapodon kauderni è un pesce robusto, tranquillo, che non ha problemi nell’ alimentarsi. E’ capitato di sovente che si sia riprodotto in acquario.

Cirritidi
Hanno la caratteristica di restare appoggiati con le pinne pettorali alle rocce. In natura si nutrono soprattutto di crostacei, ma in acquario accettano di tutto, in particolar modo cibo fresco o surgelato. Sono territoriali.
Molto bello e caratteristico, con la sua livrea a scacchi, Oxycirrhites typus (2) e Cirrhitichthys oxycephalus (1)

 

Malacantidi
Sono molto timidi e rimangono di taglia piccola. Alcuni hanno dei bei colori a volte pastello.
Gradiscono soprattutto cibo surgelato e fresco.
Ricordiamo: Haplolatilus marcosi, H. purpureus, H. luteus.

Antidi
Un po’ delicati, vanno tenuti in vasche abbastanza grandi, e necessitano di più pasti al giorno per non farli deperire.
Hanno tutti livrea e forma simile i colori variano dal giallo, al rosso, all’ arancio, al fuxia.
Non tutti accettano cibi secchi, gradiscono cibo surgelato o fresco.

 

Acanturidi
I pesci chirurgo a differenza dei pesci che abbiamo visto fino ad ora crescono abbastanza, sono però talmente belli, intelligenti ed adattissimi alla vasca di invertebrati, che riesce difficile rinunciarvi. Inoltre sono pesci vegetariani (anche se in acquario accettano praticamente di tutto), pertanto utili nella lotta alle alghe filamentose. Si consiglia comunque di inserirne uno o due esemplari (a seconda del litraggio della vasca) al massimo. Sono molto longevi.
Vediamo i più comuni: Z. xanthurum (2), Z. flavescens (1), Z. desjardinii (4), P. hepatus (3), A. leocosternon (5), A. achilles (6), Naso lituratus (7), A. lineatus (8), A. olivaceus (9), ecc.

 

 

 
                                                                 Foto A.Scapini

 
Foto di Franco Della Valle                                     Foto di Marco Brunetti


Foto di Marco Brunetti

Centropyge
Della famigli< dei Pomacantidi i Centropige sono da alcuni sconsigliati, perchè osservati saltuariamente a sbocconcellare i polipi di qualche invertebrato.
Di taglia media, sono longevi e come cibo accettano di tutto.
Oltre allo splendido C. loriculus (1) indiscutibilmente il più bello di tutti, ricordiamo C. potteri, C. bicolor (4), C. acantops (3), C. eibli (2), C. bispinosus, ecc.

 

 

 




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*