Un pesce che non manca quasi mai negli acquari domestici è il Poecilia reticulata, meglio noto come Guppy e, un tempo, anche come Lebistes reticulatus e Girardinus guppii; è stato chiamato anche Pesce Milione, per la facilità riproduttiva e l’abbondanza di piccoli. È un piccolo Ciprinodontiforme della famiglia dei Poecilidae. Le selezioni fatte negli allevamenti intensivi hanno portato a cambiamenti della forma delle pinne e della colorazione tali da rendere gli individui abbastanza diversi rispetto ai ceppi selvatici in libertà. Infatti, gli allevatori hanno giocato con incroci, ottenendo varietà e forme di selezione, che sono state denominate “Code a Velo”, “Halfmoon” (Mezzaluna), “Cobra”, ecc. e pure le colorazioni sono variate.
Le prime notizia a proposito di questa specie risalgono al 1859, quando Wilhelm Carl Hartwig Peters, zoologo, botanico ed esploratore tedesco, studiandola in Venezuela, pubblicò lo scritto Eine neue vom Herrn Jagor im atlantischen Meere gefangene Art der Gattung Leptocephalus, und über einige andere neue Fische des Zoologischen Museums (Una nuova specie del genere Leptocephalus catturata dal signor Jagor nell’oceano Atlantico, e su alcuni altri nuovi pesci del Museo Zoologico).

Sicuramente sono tanti coloro che, dopo essersi avvicinati all’acquariologia, hanno allestito almeno un acquario domestico e, fra l’altro, hanno scelto di inserirvi un gruppetto di Poecilia reticulata, ascoltando i consigli di quanti ne sono esperti; e senza dubbio non si sono pentiti, giacché questi, con i loro colori e la loro forma graziosa, arricchita dalla coda a delta o a drappo, che dir si voglia, attirano piacevolmente l’occhio sia degli amatori sia della gente comune.
D’altra parte, sono pesci che non hanno grandi pretese e che, con i loro colori, con il loro movimento continuo, con il corteggiamento senza sosta fatto dai maschi nei confronti delle compagne, allestiscono uno spettacolo bello e interessante, che attira l’attenzione di ogni tipo di pubblico, anche se in quel momento è distratto.
Ma non è una perdita di tempo se si va a rivangare cosa fosse questa specie nel passato e a cosa si è ridotta oggi.
Originariamente, la specie era formata da esemplari forti e robusti, ma tale pregevoli caratteristiche si sono andate man mano affievolendo e scomparendo.
Gli esemplari che si acquistano nei negozi del settore non provengono da catture nei vari siti in cui vivono in libertà, bensì da allevamenti in attività nell’Europa occidentale o in Asia, dove non si va tanto per il sottile: invero, lo scopo degli allevatori – non sempre, e meno male – è quello di produrre il numero più alto possibile di individui e nel tempo minore possibile, con uno sfruttamento dei pesci adulti aiutato – si fa per dire – dalla somministrazione di medicinali di prassi per contenere le perdite e con gli accoppiamenti puntati all’ottenimento di varietà sempre più grandi, più colorate, con i maschi muniti di code enormi.
Il risultato da loro conseguito è ottimo dal punto di vista commerciale ed estetico, ma molto meno da quello del prodotto immesso sul mercato del settore, in quanto gli individui sono spesso deboli, di salute cagionevole e con durata della vita in caduta libera.
Ambiente di origine e di acquisizione
Questa specie è originariamente diffusa nel centro dell’America del Sud e, precisamente, nel Venezuela, nelle Barbados, a Trinidad, nella parte settentrionale del Brasile, nella Guyana, nelle Piccole Antille, nel Suriname, nel Tobago e probabilmente anche in altri stati.
Ma, poiché nella dieta in libertà è inserita e gradita la larva di zanzara, si è pensato di utilizzare i Guppy per combattere la malaria che colpisce gli abitanti di tutto il mondo. E così, si è provveduto a “seminare” ovunque siano ristagni di acqua tonnellate di Poecilia reticulata, catturata nei luoghi d’origine, che, ambientatasi facilmente nel nuovo luogo di vita, ha iniziato a riprodursi tranquillamente e a compiere quel lavoro di risanamento “imposto” dall’uomo, ma naturalmente gradito.
L’unico limite per la diffusione in nuovi territori è dovuto alla temperatura che non deve mai scendere al di sotto dei 23 o 24°C. Per inciso, si può ricordare che in Europa, Italia compresa, si trova soprattutto in acque termali o riscaldate, mentre altrove, dove la temperatura fatica a soddisfare tali valori, per combattere la malaria si è ricorsi alla Gambusia affinis, nativa del Golfo del Messico, le cui femmine assomigliano moltissimo a quelle dei Guppy, pur essendo di struttura più robusta. Questo inserimento di Guppy, avvenuto – così almeno è riportato – in 69 paesi, interessando un territorio esteso per 1.932.680 chilometri quadrati, fu eseguito per difendersi dalle zanzare, appunto, che trovano l’ambiente adatto per deporre le loro uova nelle risaie e in tutte le raccolte di acqua ferma o a lento scorrimento.
Con tale operazione, che si è dimostrata di non essere dannosa per le specie acquatiche native, i Guppy si possono trovare in tutti continenti, con l’esclusione dell’Antartide, il cui clima non lo consentirebbe. Infatti, che non ci sia attrito fra i Guppy e le specie locali e stato chiarito da diversi studiosi, fra cui Lindholm nel 2005, Deacon nel 2008, Barroso de Magalhães e Jacobi nel 2013.
Chiaramente, anche questa specie può soffrire per il degrado ambientale cui può andare incontro per le attività antropiche, come ebbero a dire, nel 2015, Gardner e altri. Del resto, ribadiscono Deacon ed altri nel 2011, e sempre Deacon e Magurran nel 2016, che la riproduzione è talmente rapida che si rende nullo, oggi almeno, il rischio di estinzione.
Così, questa specie di pesci oggi si trova un po’ dovunque: in acque sorgentizie, purché con temperatura adeguata, in acque ferme o a lento moto, dure o anche leggermente salmastre, anche torbide, ricche di vegetazione radicata, di piante galleggianti e di piante che debordano dalle sponde di stagni, oltreché abbondanza di alghe, in canali, fossati, fossi di irrigazione, risaie, tutti distribuiti in pianura, su bassopiani e anche su altopiani, purché con clima temperato.

Caratteristiche della Poecilia reticulata
Andando indietro nel tempo, i Guppy erano pesci robusti e resistenti, perché provenivano da ambienti in cui l’acqua è dura e magari poco pulita, come del resto può capitare che lo sia quella che esce dai rubinetti casalinghi, e superavano fisicamente le difficoltà che incontravano.
Ma oggi non sembra assolutamente possibile riuscire a mettere nella propria vasca esemplari selvatici, catturati direttamente nel loro ambiente d’origine. Infatti, quelli che si trovano nei negozi sono i prodotti di allevamenti intensivi, dai quali ci si propone di ottenere il massimo quantitativamente e nel più breve tempo possibile. Da questa forma di produzione (chiamiamola “strategia”) si ottengono grandi quantità di esemplari spesso deboli e delicati con una speranza di vita pressoché nulla.
Che fare? Sarebbe bello conoscere acquariofili seri che, da allevatori, ci mettano la faccia; c’è solo la speranza che la fortuna aiuti a procurarsi gli esemplari migliori.
La lunghezza in libertà raggiunge i 6 centimetri nelle femmine e 5 nei maschi, mentre in acquario le dimensioni sono inferiori. Il commercio del settore offre i maschi di Guppy riccamente colorati, quasi in modo esagerato, se è consentito il termine, con tonalità che possono abbracciare tutto l’arcobaleno, costituite dal rosso, dal verde, dal giallo dal blu e tutte possibili e immaginabili combinazioni e che formano figure assolutamente diverse fra individuo e individuo; se si volesse fare un paragone, si potrebbe quasi dire che la loro decorazione è come le impronte digitali dell’uomo, mai ripetibili.
Secondo qualcuno ciò è il frutto dell’evoluzione della specie, ma forse è quello degli incroci fatti dagli allevatori, più o meno validi per quanto attiene al benessere dei pesci fatti, spesso per migliorare la prole (e va bene), ma altrettanto spesso per accrescere gli introiti derivanti dalle vendite, senza tanti riguardi (ìl che non va assolutamente bene).
La forma del corpo dei maschi è piacevole, con belle pinne, di cui quella dorsale e alta e larga ed è situata verso il peduncolo caudale; mentre quella caudale ha la forma trapezoidale e il suo orlo può essere arrotondato, a mezzaluna, biforcuto, a drappo, ecc., frutto degli incroci effettuati dagli allevatori; le pinne pettorali sono piccole e appuntite e quelle pettorali trapezoidali sono poste presso l’opercolo branchiale.
Il risultato è che si ritiene che i Guppy maschi non abbiano sosia. Ma soprattutto è interessante la pinna anale che è modificata in gonopodio, cioè in quell’organo munito di piccoli uncini, che consente al maschio di fecondare la femmina dal suo interno.
Le femmine, che sono di maggiori dimensioni, hanno un corpo allungato, con la schiena quasi piatta e il ventre rigonfio; la pinna dorsale è triangolare, mentre quelle caudale e anale sono arrotondate. La loro colorazione è sobria, tra il grigio e il giallino, più o meno chiari, mentre le pinne sono semitrasparenti.

Sovraffollamento
Si è detto che la riproduzione avviene senza difficoltà e si corre il rischio, piano piano, di avere un sovraffolamento di unità nell’acquario che non deve assolutamente avvenire.
E allora, che fare? Una prima soluzione sarebbe quella di offrire il sovrappiù a un negoziante o a un amico; ma, considerato che pure queste soluzioni possono essere casuali e avere un termine, è necessario provvedere in proprio. In poche parole si deve limitare la nascita di avannotti, che non si saprebbe come e dove sistemare, e ciò si ottiene tenendo separate i sessi, mettendoli insieme solamente quando ci si accorge che la popolazione si sta troppo assottigliando.
Comportamento
In acquario, dove i Guppy vivono volentieri in gruppi, sono pesci tranquilli, che non danno fastidio a nessuno e non hanno problemi nell’essere posti insieme ad altre specie, che, però, devono avere lo stesso carattere. In effetti, soprattutto i maschi possono essere vittime di attacchi di pesci, fra i quali si possono ricordare i Barbus, che sono attratti dalle loro fluttuanti code e le vanno tranquillamente a mordere.
Acquario e suo allestimento
La capacità volumetrica della vasca di una sessantina di litri di acqua è sufficiente per un gruppetto di Guppy; naturalmente, qualora i coinquilini siano ancora di più, le sue dimensioni devono essere proporzionalmente accresciute; da non dimenticare che i Guppy sono saltatori, per cui è importante ricordare che la vasca deve essere munita di coperchio, perché i Guppy, e non solo loro, amano saltare al di fuori dell’acqua.
Nello strato sabbioso di qualche centimetro di spessore, che viene steso sul fondo, vanno radicate diverse varietà di piante, dalla Vallisneria al Ceratophylum, al Limnobium, mentre alla superficie dell’acqua si aggiungono la galleggiante Pistia e altre varietà; queste costituiscono una difesa sia per le femmine, per consentire loro di riposarsi dopo i continui corteggiamenti dei maschi, sia per salvare la pelle degli avannotti, che continuamente accrescono la loro presenza nell’ambiente acquatico. L’acquario deve essere dotato di un buon filtraggio, che garantisca un lento movimento associato a una buona ossigenazione e il filtro pulito abbastanza spesso. I parametri dell’acqua consigliati sono i seguenti: temperatura 23-26°C, acidità pH 7,2-8,0, durezza 5-12, conducibilità (misura dei sali disciolti) 300-800 µS/cm; nitrati tenuti sotto i 20 mg/l e inoltre non si deve dimenticare un ricambio settimanale del 20-30% di acqua.
Dieta e alimentazione
La specie è onnivora e, se le capita l’occasione, gradisce sgranocchiare micro invertebrati, larve di insetti, con predilezione per quelle di zanzara, periphyton (micro flora che si sviluppa sopra ogni substrato, costituita da funghi, alghe, cianobatteri, microbi eterotrofi) e detriti vegetali. Però, in acquario, si può offrire anche cibo secco (fiocchi o micropellet) e mangime liofilizzato, ma non si deve dimenticare il cibo vivo o surgelato, rappresentato da Artemia, Daphnia, Chironomus, e, naturalmente, larve di zanzara. Il cibo deve essere dato per una o due volte al giorno in piccole dosi e ricordando di variarlo abbastanza spesso. Accetta volentieri anche foglie di lattuga e spinaci appena scottati e pezzetti di banana e zucchine. Fare bene attenzione a non alimentarli troppo, perché sarebbe dannoso per la loro salute e i residui inquinerebbero l’acqua. Non sarebbe male tenerli d’occhio per assicurarsi che tutti possano nutrirsi.
Dimorfismo
La Poecilia reticulata è una specie vivipara, vale a dire che si ha la fecondazione per mezzo dell’organo maschile. La nascita della prole avviene mediamente dopo 3 o 4 settimane, però con temperatura elevata il periodo di gestazione si accorcia. Però, le femmine possono trattenere lo sperma, per cui possono produrre più covate senza l’intervento del maschio. Ogni covata può consistere dai 10 ai 60 avannotti o anche di più; ciò dipende anche dalle dimensioni della femmina. Poiché i genitori non riconoscono la figliolanza, è opportuno che la vegetazione e i nascondigli nell’acquario siano abbondanti oppure occorre tenere gli avannotti in un acquarietto tutto per loro, fino a quando non siano adulti. Per quanto attiene alla differenza fra i due sessi non ci sono difficoltà a riconoscerla: le femmine, che solitamente sono più grandi, sono riconoscibili per la macchia scura gravidica sita presso l’ano e per la colorazione molto meno appariscente, mentre i maschi mostrano colori molto vivaci, il gonopodio e la coda a bandiera o altro. Quando si inseriscono Guppy nell’acquario, c’è da tenere presente che i maschi non smettono mai di corteggiare le femmine, talora dando loro fastidio; per questo è conveniente mettere più femmine che maschi.
Si presume una vita media di 5 anni.
Riproduzione
Tenuto conto che in questa specie di pesci non esiste la coppia, il maschio inizia il suo corteggiamento, ponendosi di fronte alla femmina, facendo tremolare le pinne; se la femmina non si allontana, significa che accetta di accoppiarsi con lui, che le si pone di fianco e con il suo gonopodio inserisce nella sua cavità urogenitale un po’ di sperma, fecondando le uova. I Guppy sono vivipari, cioè i piccoli nascono direttamente senza passare per il ciclo delle uova, dopo un periodo di gestazione lungo dalle 3 alle 4 settimane, durante il quale è opportuno che l’ambiente sia sereno e tranquillo a tutto vantaggio delle femmine e dei futuri avannotti. Per tutto ciò, la riproduzione avviene con estrema facilità, perché i pesci non hanno bisogno di nulla, e in abbondanza, in quanto, dopo la gestazione, ogni femmina può sfornare parecchi avannotti che, se il tutto avviene nella vasca comune può essere pericoloso per la loro sopravvivenza, perché genitori riconoscono i piccoli alla stessa stregua di animaletti di altro tipo e non esitano a farsene bocconi. Perciò, gli avannotti si possono salvare solamente se la vegetazione è tanto fitta da rendere difficile l’ingresso ai pesci adulti; comunque, conviene mettere una lastra di vetro che divida in due l’acquario oppure, meglio, fare avvenire la nascita dei piccoli in un acquario separato, dal quale togliere le madri dopo il parto.
Agli avannotti, che sono subito pronti a nutrirsi, si offrono naupli di Artemia salina, Daphnia, Chironomus e mangimi secchi specifici polverizzati fino a quando non abbiano raggiunta la lunghezza di circa un centimetro; dopodiché, si può passare al cibo per adulti.
Malattie
Come per tutti gli esseri viventi, anche i pesci sono in balia di malattie che possono capitare addosso mentre uno non ci pensa. Naturalmente, alcune possono essere dovute a cause che dipendono dall’andamento all’interno dell’acquario, che talora possono essere dovute all’inesperienza (giustificabile) da parte del neofita, ma tal altra (per niente giustificabile) dovuta al suo disinteresse o alla sua incuria.
Già, perché qui si intende parlare della malattia definita dei “puntini bianchi”, scientificamente Ictofiriasi o, per fare presto, icto. Si tratta di infestazione dei parassiti protozoici Ichthyophthyrius multifillis degli Oligohymenophora di cui, fra l’altro, fanno parte pure i Tetrahymna, la Vorticella e il Paramecio. I parassiti si attaccano alla pelle e alle branchie dei pesci e si manifesta visivamente la loro attività con punti bianchi chiaramente visibili.
Si tratta di una malattia debilitante, giacché i parassiti succhiano sostanze nutritive, indebolendo la resistenza degli animali infettati e, se non si provvede a intervenire per tempo, si corre il rischio di perderli. Considerato che alla temperatura di una trentina di gradi centigradi il parassita muore, un tempo si alzava la temperatura al di sopra dei 30° e la si teneva per una decina di giorni; purtroppo, molti pesci soffrono a quella temperatura per loro troppo alta, per cui si rischia che la cura sia peggiore del male: tutto sommato, è meglio approfittare di quanto oggi la scienza offre.
Quando si nota che qualche pesce è colpito dall’icto, bisogna immediatamente isolarlo, mettendolo in una quarantena della durata dalle 4 alle 6 settimane, fino alla scomparsa dei punti bianchi. Nel frattempo, l’acquario deve essere accuratamente ripulito e si devono fare i necessari cambiamenti di acqua.
Considerazioni finali
La scelta della Poecilia reticulata per il proprio acquario è ottima, sia perché gli consente di essere bello, colorato e in continuo movimento, sia perché non fa storie, per la sua adattabilità e la capacità di vivere con altre specie. Un pesce che tenuto al meglio con l’attento controllo di tutto quanto gli consente il benessere può fare compagnia all’acquariofilo per almeno cinque anni e non è poco.































































































































