L’Alternanthera reineckii, appartenente alla famiglia delle Amaranthaceae e introdotta per la prima volta in Olanda nel 1965, è una stupenda pianta annuale che dà all’acquario una fisionomia caratteristica tutta sua. È originaria del Sud America, dove vive e vegeta in fiumi ad acque lente, se non ferme, in territori che sono soggetti alle inondazioni stagionali dovute alle piogge, su fondi sabbiosi o argillosi, talora con pietre di piccole dimensioni: insomma, è una pianta che vive bene pure in ambienti semi acquatici da paludi, stagni, pozze e raccolte d’acqua in genere. La sua diffusione si riscontra in Bolivia, nell’Argentina settentrionale e nel Brasile meridionale.

Descrizione
È una pianta meravigliosa, dal fusto dritto e peloso, con le sue foglie con i margini ondulati di un colore verde salvia o tendente al rosso sulla faccia superiore e roseo o rosso violaceo su quella inferiore; il rosso è tanto più intenso quanto maggiore è la presenza del ferro. Essa spicca fra le altre piante verdi dell’acquario, ed è imponente, potendo raggiungere i 50 centimetri sia in altezza sia in larghezza; cresce rapidamente, colonizzando nell’acquario uno spazio di un certo volume, per cui è una pianta da tenere come centrale o da porre sul retro dell’acquario.
È una delle poche piante del genere Alternanthera che vegeta completamente sommersa nell’acqua.
Sistemazione nell’acquario
Si tratta di una pianta che può dare grandi soddisfazioni a chi la cura, però ha esigenze che non si possono trascurare: innanzitutto, è importante che la sua radicazione avvenga in un substrato che soddisfi le sue esigenze, cioè che esso sia ricco di sostanze nutritive, considerato il suo grande apparato radicale da nutrire. Poi, l’illuminazione deve essere abbastanza intensa (da alta a molto alta, cioè da 0,8 a 1 W/L), giacché da essa dipendono i risultati: infatti, più la luminosità è intensa e più gli internodi sono corti e le foglie fitte; inoltre, la colorazione del fogliame diventa maggiore. Ma, per completare l’opera, bisogna procedere a una fertilizzazione essenziale con azoto, fosforo, ferro e potassio, tutti elementi necessari per il suo benessere; e, inoltre, l’aggiunta di anidride carbonica aiuta nella conservazione della pianta nelle migliori condizioni e favorisce la sua colorazione. Per quanto attiene alla qualità dell’acqua, questa deve essere neutra o appena acida; la temperatura ideale è quella compresa fra 22 e 28°C.
Cura dell’Alternanthera reineckii
La moltiplicazione della pianta avviene per talea e, per tenerla in ordine, quando sta diventando troppo invadente, si staccano i rametti che crescono dal gambo principale oppure si recidono i fusti più lunghi e questi, o vengono ripiantati in altri punti dell’acquario o utilizzati in altre vasche. L’operazione di potatura deve essere ripetuta ogni 6 o 8 settimane. Queste operazioni devono essere fatte con calma, per impedire che il grande apparato radicale sia disturbato.

Quarantena
Quando si intende introdurre una pianta di Alternanthera reineckii nell’acquario (però ciò vale per ogni varietà di piante, essendo una regola normale di sicurezza), bisogna tenerla per un certo periodo in quarantena, per essere sicuri che non vi porti microrganismi, parassiti vari, sostanze chimiche dannose. Per questo, dopo l’eliminazione manuale delle foglie morte e la pulizia delle radici, la si mette in una vasca senza arredamento, con le adeguate condizioni ambientali, cioè luce intensa e assenza di sostanze chimiche, lasciandovela da una a tre settimane, secondo l’inquinamento di partenza e la mole, cambiando spesso l’acqua. Dopodiché, bisogna sciacquare la pianta a temperatura ambiente, sterilizzarla con candeggina (ipoclorito di sodio, di formula chimica è NaClO) o perossido di idrogeno (H2O2) per eliminare l’eventuale presenza di parassiti o di microrganismi.
Conclusioni
L’Alternanthera reineckii rappresenta una felice scelta per l’acquario. Essa, con la sua imponenza, o domina il centro della vasca oppure nella sua posizione vicino alla parete posteriore, fa da cornice per altre piante più piccole, che si mettono a radicare davanti.































































































































