Pterophyllum Leopoldi

Pterophyllum Leopoldi

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Tra le tre specie di Pterophyllum è sicuramente la meno nota, ciò non è dipeso da una particolare rarità, anzi, in natura è presente in molti bacini della Guyana e del Brasile, quanto piuttosto da uno scarso (a parer mio incomprensibile) interesse acquariofilo che ha limitato di molto la sua presenza nelle nostre vasche.

C’è una grande confusione su questa specie e lo si nota quando si cercano informazioni nel web (a parte rari casi) le discussioni vertono spesso su animali che non sono leopoldi (di solito sono Rio Nanay o altri scalari peruviani), anche parlando di persona con allevatori/appassionati più o meno preparati questa specie risulta spesso sconosciuta o confusa con altro.

In parte è dovuto al fatto che spesso all’estero vengono venduti come Pterophyllum dumerilii che è a tutti gli effetti un sinonimo di Pterophyllum scalare, errore di nomenclatura che di certo non aiuta.

Quel che è certo è che discussioni in italiano al loro riguardo sono veramente poche, se si cercano informazioni occorre cercarle su siti stranieri (Finarama su tutti) tenendo presente che sono, a volte, piuttosto datate.

Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Actinopterygii
Ordine: Perciformes
Famiglia: Cichlidae
Sottofamiglia: Cichlasomatinae
Genere: Pterophyllum
Specie: P.leopoldi
Gosse, 1963

I leopoldi (in onore di Re Leopoldo III del Belgio), sono facilmente riconoscibili rispetto alle altre specie di Pterophyllum per alcune peculiarità:

-differente forma del corpo, mentre negli scalari ed altum c’è maggiore sviluppo in altezza, i leopoldi rimangono più “corti” e lunghi.

-la “sella” del muso è molto accentuata nelle altre due specie, risulta assente nei leopoldi e anzi il muso tende a piegare verso il basso (da qui il nome anglosassone di “long nosed”).

-macchia azzurra tra l’occhio e l’opercolo branchiale

-sono presenti 8 bande verticali che risultano più o meno evidenti in base allo stato umorale dell’animale:

-sotto la pinna dorsale è presente la caratteristica macchia tonda

-contando la scaglie lungo la linea mediana dei fianchi (dall’opercolo branchiale fino al peduncolo caudale) nei leopoldi si contano 27/29 scaglie (da 46/48 negli altum, 30/39 nello scalare).

Il colore di fondo è giallo/verde che si va a scurire fino ad un color bruno/mattne sul dorso, le pinne non sono eccessivamente sviluppate ma presentano delle belle sfumature color fegato che si accentua alle estremità.

In base all’umore, oltre al numero e all’estensione delle bande, possono comparire spottature scure.




Distribuzione

Dalla mappa (in rosso sono indicati i punti di ritrovamento) si può osservare come gli Pterophyllum leopoldi siano presenti in diversi bacini del Brasile e Guyana. In particolare nel Rio Amazonas, a nord nel Rio Solimões, Rio Manacapuru , Rio Tocantis, Rio Gurupi in Brasile e Rio Essequibo nella Guyana.

Habitat

Date le diverse tipologie di habitat ne risulta una specie adattabile, può essere trovata in acque di transizione (chiara e scura) acque scure, chiare e bianche (pH 4.8/7.3).

Dimensione massima raggiunta

12/15cm

Dimensione minima vasca

Un gruppo di 5/6 esemplari può essere ospitato in una vasca di 120x50x50h.

Arredamento vasca

Il substrato ideale è sabbia sugar size rispetto alle altre specie di Pterophyllum sono più propensi a cercare e bocconcellare il cibo sul fondo, come arredamento possono essere inseriti rami/legni di torbiera, possono risultare cicldi abbastanza timidi se non tenuti adeguatamente, per cui sarebbe opportuno avere una buona presenza di piante quali grosse echinodorus, vallisneria, epifite (anubias, microsorum sp. bolbitis) da legare ai legni/radici.

E’ buona regola avere un illuminazione non troppo forte, attenuandola magari mediante l’uso di torba oppure tramite piante galleggianti, o con gli stessi tronchi e radici che individuino zone d’ombra.

Temperatura

24/28°.

Valori di ph

4,8/7.3.

Valori di kh

< 8

Alimentazione

Sono onnivori ma rispetto a scalari e altum ho notato una maggiore predilezione agli alimenti a base vegetale (nella mia vasca si sono divorati notevoli quantità di lemna) per cui è importante alimentarli con una buona varietà di mangimi secchi (granulare e scaglie), surgelato (artemia, mysis, chironomus, krill ecc…) vivo (vermi, dafnie, artemie ecc…) implementando la dieta con vegetali quali zucchine, piselli e spinaci.

Compatibilità

Il livello di aggressività extraspecifico e intraspecie non è dei più elevati, questo si accentua nel periodo riproduttivo per mantenere un gruppo sono necessarie vasche di minimo 300lt e 120cm di lunghezza. Possono convivere agevolmente con ciclidi pacifici, ciclidi nani, loricaridi e caracidi a patto di garantire un adeguato spazio di manovra per le varie specie.

Alcuni scatti di una “lite”:



Dimorfismo sessuale

Risulta poco evidente, non sono presenti caratteri distintivi è possibile distinguere il maschio dalla femmina solo durante il periodo riproduttivo attraverso le papille genitali.

Allevamento e riproduzione

L’allevamento è piuttosto semplice, l’ideale è partire da un gruppo di giovani esemplari (5/6) da cui isolare poi la coppia.

Non vi sono molti articoli che riguardano la loro riproduzione, i pochi sono piuttosto datati e presenti in siti stranieri in cui vengono riportati i seguenti valori: ph6.6/7 la riproduzione è stata stimolata aggiungendo estratti di torba e innalzando la t° da 24 a 27°.




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