Progettare un Nanoreef dalla A alla Z

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LA VASCA

La scelta della vasca, una volta definite le misure della plafoniera, diventa relativamente semplice.

Da tenere presente che il mercato offre principalmente vasche per acquari dolci; mi riferisco in particolar modo a quelle con coperchio e mobile, tendenzialmente strette e lunghe.

I problemi che nascono dalla scelta di questi modelli sono molteplici:

1) un acquario marino deve essere aperto. Questa caratteristica è legata alla necessità imprescindibile di avere scambi gassosi tra la superficie dell’acqua e l’esterno. Si può rimediare prevedendo una circolazione forzata dell’aria, ma in ogni modo non si risolve il punto successivo.

2) le vasche industriali chiuse montano solitamente plafoniere adatte agli acquari di acqua dolce e richiedono modifiche al parco luci, che spesso non sono realizzabili, anche in considerazione dell’inevitabile aumento della temperatura provocato da esse.

3) le dimensioni non sono di solito idonee alla costruzione di una rocciata dall’aspetto naturale. La profondità è quasi d’obbligo, e una vasca lunga e stretta consentirà di creare solamente una struttura rocciosa molto simile a un muro.


Il classico wavebox 30 è stata la base per diversi nanoreef, grazie anche al costo conveniente (intorno ai 50€). La plafoniera in dotazione, però, andrebbe come minimo raddoppiata, utilizzando solo tubi PL bianchi da 10K.

La forma di una vasca adibita a nanoreef va un po’ a gusto e per quel che mi riguarda, ritengo che il cubo rappresenti il miglior compromesso di dimensioni. Le misure più comuni sono 30×30, 40×40 e via dicendo.

C’è da dire che per vasche piccole, se si possiede un minimo di manualità, sarà pure possibile assemblarsele da soli, facendo solo attenzione a non utilizzare silicone antimuffa che causerebbe gravi scompensi nell’attività batterica presente in vasca.

Newa More, nelle versioni da 30 e 50 litri, è un prodotto recente e dalle linee estetiche accattivanti. Non ho notizie sul rendimento dei LED e dello skimmer a porosa; potrebbe comunque essere una buona soluzione per l’allevamento di animali poco esigenti.

E’ pure possibile farsele costruire su misura da alcuni vetrai, premurandosi di chiedere più preventivi prima di acquistarle.

A seconda delle dimensioni, si sceglierà cristallo di spessore 4, 8 o 10mm. Fate attenzione che le vasche commerciali sono solitamente molto sottili, come spessore, e se gli andate a togliere la struttura che incorpora il coperchio, correte il rischio di indebolire tutta la struttura, con conseguenti rischi di spanciamento, se non peggio.

LE POMPE

Il movimento, come vedremo più nel dettaglio, in seguito, è un fattore critico nella gestione della vasca, nel senso che da esso dipende il corretto equilibrio chimico e biologico del sistema.

Nella sostanza esistono due tipi di movimento differente:

  • Quello ricavato utilizzando le normali pompe da acquario (lamellare) che è da utilizzare solamente nel caso in cui la vasca sia troppo piccola per l’altro tipo.
  • Il movimento da pompe specifiche per l’utilizzo (stream) che è da preferire

Il getto delle pompe lamellari può essere paragonato a quello di un rubinetto dell’acqua, mentre le stream generano un flusso conico che si allarga. Diventa abbastanza intuitivo comprendere che all’interno di una vasca è da preferire un getto aperto e delicato, piuttosto che l’altro, sia per la salute degli animali che per la circolazione dell’acqua stessa.

Grazie alle dimensioni contenute e un getto (relativamente) aperto, la Nanokoralia di Hydor ha rappresentato una svolta nel movimento dell’acqua per i nanoreef. Precedentemente era possibile ripiegare solamente su pompe lamellari.

La portata delle pompe deve essere maggiore di 20 volte il volume in litri della vasca.

E’ un’indicazione approssimativa, poiché il movimento dipende anche dal tipo di animali che si allevano, dalla loro collocazione nella vasca e dalla disposizione della rocciata stessa.

Occorrerà quindi fare qualche prova verificando che gli animali non siano troppo disturbati dalle pompe e tenendo presente che nessun corallo può vivere sotto il getto diretto di una pompa.


Per chi non ha problemi di budget, la Vortech MP10 rappresenta sempre una soluzione al top della categoria. Attenzione solo che la vasca non sia troppo piccola…

Tendenzialmente si consiglia di utilizzare due pompe di movimento poste ai lati della vasca, da far funzionare in cicli alternati di 6 ore e prevedendo una mezz’ora di sovrapposizione. Questo per permettere un corretto ricircolo dell’acqua in tutta la vasca, ed evitare la formazione di ristagni, anche se in quelle più piccole, è possibile utilizzare un’unica pompa.

LO SCHIUMATOIO (SKIMMER)

E’ un tipo di filtro non indispensabile nei nanoreef, semprechè non si ospitino pesci.

Il funzionamento simula quanto avviene in natura: le onde, infrangendosi sulla spiaggia, formano una schiuma che porta con sé le sostanze organiche disciolte nell’acqua.

Sander Piccolo. Quasi introvabile sul mercato italiano.

L’apparecchio riproduce artificialmente questa schiuma, e gli scarti organici aderiscono alle bollicine di cui la schiuma è composta per essere raccolti successivamente in un bicchiere.

Lo schiumatoio non filtra solamente composti inquinanti, ma anche altri elementi di cui se ne renderebbe necessario il reintegro. Il problema legato alle vasche di piccole dimensioni è che il mercato non offre nulla di affidabile, salvo qualche rara eccezione.

 
Tunze Nanodoc 9001 e Deltec MCE300 rappresentano ancora delle valide soluzioni per vasche che però iniziano ad essere ai limiti della definizione di nanoreef.

Per un nanetto da 35 litri netti, la scelta migliore è senza dubbio il Sander a porosa, e a salire dai 50/60 litri in su, il Deltec 300, Tunze nanodoc, H&S 90. Pur non avendoli provati personalmente, eviterei quei minischiumatoi cinesi che hanno l’aspetto di un filtro a zainetto. Non lasciatevi ingannare dal fatto che fanno un po’ di schiuma, perché la stessa deve avere delle caratteristiche specifiche per indicare che un apparecchio funziona.

IL FILTRO A ZAINETTO

E’ utile nell’impiego del carbone o delle resine. Non esistono indicazioni particolari o preferenze.

Basta solo valutare che all’interno ci sia lo spazio per contenere i due prodotti nella proporzione di 1ml/litro. Tutto quello che viene fornito a corredo non va utilizzato: spugne, cartucce di carbone compresso, cannolicchi o quant’altro.

L’OSMOREGOLATORE

L’evaporazione dell’acqua è un fenomeno da tener sotto controllo, in particolar modo in un nanoreef, dove un calo del livello di acqua di un cm potrebbe corrispondere a un brusco sbalzo della salinità.

Nell’evaporazione, infatti, i sali minerali restano in vasca alterando la concentrazione del liquido. L’osmoregolatore non è altro che un galleggiante elettrico, che, all’abbassarsi del livello in vasca, aziona una pompa che provvede al ripristino di acqua dolce.

Ne esistono diversi modelli in commercio e con differenti sistemi di rilevazioni, anche se la scelta più economica consiste nel farselo da sé, operazione alla portata di tutti, o quasi.

IL RISCALDATORE

L’acquario deve essere tenuto a una temperatura costante di circa 26° e il dimensionamento del riscaldatore varia sia in funzione del volume della vasca che del delta termico con l’esterno.

Personalmente preferisco apparecchi sovradimensionati, in quanto, nella stagione invernale, è sufficiente lasciare la finestra aperta per pochi minuti per causare un sensibile calo della temperatura. Con un riscaldatore potente sarà possibile compensare questa variazione velocemente.

Come contropartita, il rischio che se si incolla un contatto del termostato, l’acqua arrivi a una temperatura pericolosa per gli organismi ospitati. Il riscaldatore deve essere sempre di una buona marca, quelli che preferisco sono i Jaeger, ma ce ne sono anche altri.

LE VENTOLE

Nella stagione estiva, e in caso di utilizzo di lampade HQI molto potenti, le ventole contribuiscono a mantenere una temperatura stabile in vasca. Il raffreddamento si basa sul principio dell’evaporazione, per cui, il flusso dell’aria andrà posizionato in modo che sia quasi parallelo alla superficie dell’acqua.

Progettare un nanoreef ventole

Da tenere presente che la temperatura massima in vasca non deve superare eccezionalmente i 28/29°. In commercio si trovano soluzioni destinate all’uso acquariofilo, ma è comunque possibile costruirsele da soli con pochi euro. In pratica sono le ventoline montate per raffreddare i personal computer che vengono vendute al ricambio.

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