Fattori di spesa e costi dell’acquariofilia

584

Fattori di spesa e costi dell’acquariofilia

George Carlin, attore, sceneggiatore e comico statunitense una volta disse:
Non ho hobby, gli hobby costano”.

Come si può dargli torto??!

Se pensiamo a un qualsiasi hobby si trova subito un collegamento con una spesa.
Sciare è un hobby fantastico, ma quanti soldi per lo skipass o l’attrezzatura!! La fotografia è appassionante, ma quanto che costa una buona macchina! Insomma, per farla breve e senza dilungarmi troppo, possiamo dire che un qualsiasi hobby comporta generalmente delle spese. Certamente queste possono essere più o meno considerevoli in relazione alla tipologia e alla propria passione, ma una certa spesa, anche contenuta, sarà praticamente inevitabile.
Anche l’acquariofilia è un hobby e quindi, come tale, comporta necessariamente delle spese.

Ma a quanto ammontano questi costi?

Una risposta precisa e universale a questa domanda non è facile trovarla e forse neppure c’è. Sicuramente, come per tutte le passioni, il grosso del costo è costituito dalla spesa iniziale, quella per l’attrezzatura, cioè la vasca e le sue componenti.
In questo caso la variabilità dei costi risiede principalmente nelle dimensioni della vasca che si vuole acquistare; questo è un aspetto molto importante perché andrà a condizionare in maniera diretta anche le successive spese di allestimento e di gestione.
Un litraggio elevato comporta infatti lo spostamento di maggiori volumi d’acqua e richiede pertanto una maggiore potenza delle componenti fondamentali.
Il discorso è semplice: più litri = più energia = più consumi = più costo.
I consumi elettrici, che sono sostanzialmente di luce e riscaldatore (l’impatto del filtro è decisamente minore) sono piuttosto semplici da quantificare e si calcolano in base ai Watt utilizzati in relazione alle ore d’accensione sulla base delle tariffe del gestore dell’energia elettrica.


N.B. l’automatizzazione dell’impianto luci, oltre che molto utile, consente di evitare tutti quelli sprechi causati dalle dimenticanze di spegnimento.
Pertanto, un timer con cavalieri, che si può trovare in qualsiasi ferreamente a  5-6 euro, è davvero consigliato.

In conclusione, prima di comperare una vasca è meglio prendersi un po’ di tempo per fare delle opportune valutazioni e non essere frettolosi e impulsivi nell’acquisto.
Gli acquari grandi sono meravigliosi, ma prima di acquistarne uno è meglio tenere conto delle proprie disponibilità.

Altro parametro da considerare è l’allestimento: il fondale, i legni, le rocce, le piante e i pesci hanno certamente un costo.
Questo costo però può essere contenuto con delle semplici strategie.
Molti arredi, infatti,  sono elementi normalmente presenti in natura e non troppo difficili da reperire; non è pertanto obbligatorio e necessario rivolgersi ad un commerciante.
Una gita in un bosco o in campagna o una passeggiata lungo un fiume consente di trovare facilmente legni o pietre utili al nostro scopo. Una radice o un legno di castagno o di quercia o di faccio (ecc.) se seccati e usati senza corteccia possono tranquillamente essere usati al posto di radici di mangrovie o legni di torbiera acquistabili nei negozi.
Lo stessa cosa vale per pignette d’ontano o foglie di quercia.
Discorso analogo per i sassi e le rocce; anche in questo caso si possono facilmente trovare in natura granito, porfidi, rocce laviche, quarzi e quarziti ecc.. spesso addirittura più belle di quelle pietre dai colori innaturali che si trovano nei negozi.
E se per caso abitate lontano da torrenti o ruscelli, è sufficiente recarsi presso un rivenditore di materiali edili o una serra per trovare, a bassissimo prezzo, quello che serve.

N.B.  
è sempre d’obbligo verificare, se l’oggetto è idoneo, prima di metterlo nell’acquario!!

Qui trovate tutte le informazioni per inserire in sicurezza rocce e legni prelevati in natura.
http://www.acquariofilia.biz/showthread.php?t=209829
http://www.acquariofilia.biz/showthread.php?t=167645

Veniamo infine alle piante e ai pesci
Molte piante, così come i pesci si possono trovare a poco prezzo o addirittura gratis da altri acquariofili.
Anche in questo caso, con un po’ di pazienza e dedizione nella ricerca, si può tranquillamente fare a meno del negoziante.
Basta fare una ricerca, anche nel mercatino del nostro forum, per imbattersi in vere e proprie occasioni: per molti, ad esempio, il sovraffollamento causato dalla prolificità dei poecilidi rappresenta di fatto un problema e pertanto sono ben felici di trovare una sistemazione ottimale per gli avannotti.
A completare l’allestimento manca solamente l’acqua, ma in questo caso la spesa non è particolarmente considerevole, specie se si decide di adoperare (RISPETTANDO SEMPRE LE ESIGENZE DEI PESCI E SCEGLIENDO SPECIE ADATTE!!) normale acqua del rubinetto.

Come si è visto, con qualche accorgimento, le spese possono essere minimizzate  e non è impossibile  risparmiare un po’.

Dopo averlo allestito,  l’acquario va mantenuto e la cosa comporta inevitabilmente altri costi.
Si parla in questo caso di “spese di gestione”.
È piuttosto intuitivo capire che l’ammontare di tali spese è direttamente collegato e condizionato, oltre che dalle dimensioni della vasca acquistata, da quelle sono state le nostre scelte circa la flora e la fauna che si è preferito ospitare.
Esistono tanti tipi di pesci, così come di piante, ciascuno con specifiche e precise esigenze e necessità.
Ci sono ad esempio i cosiddetti “pesci d’acqua fredda”, i carassi; un acquario a loro dedicato non ha bisogno del riscaldatore e pertanto andremo a risparmiare sulle spese di riscaldamento acqua.
Viceversa ci sono pesci che per vivere (ATTENZIONE, C’È UNA BELLA DIFFERENZA TRA IL TERMINE VIVERE E SOPRAVVIVERE!!) necessitano per forza di determinate temperature.
I Discus, per fare un esempio, vogliono circa 28-29°C, e quindi il riscaldatore non solo è fondamentale, ma dovrà anche lavorare a pieno regime, con conseguente impatto sulla nostra bolletta.
È poi di primaria importanza tenere conto dei valori chimici dell’acqua, che, anche in questo caso, sono diversi e caratteristici per ogni pesce. Se non si vogliono aggiungere ulteriori costi a quelli totali si può tranquillamente adoperare l’acqua della rete idrica cittadina senza ricorrere all’acquisto d’acqua d’osmosi o di sali.
Tuttavia questo condizionerà la popolazione da ospitare, che verrà scelta in funzione alla durezza (gh ,kh) ottimale per il pesce.

N.B.
se si usa acqua del rubinetto, e questa è di buona qualità (povera di metalli), si potrà tranquillamente evitare di comperare biocondizionatori, poiché è sufficiente avere la cortezza di preparare l’acqua di cambio il giorno prima e lasciarla decantare.

Il discorso è analogo per quanto riguarda le piante.
Anche esse infatti, proprio come i pesci, non sono tutte uguali e hanno necessità differenti tra le diverse specie; ce ne sono di poco esigenti e di esigenti, alcune, come ad esempio la Rotala macranda, addirittura molto esigenti.
Pertanto, certe, come le Anubias, possono resistere tranquillamente senza l’apporto di CO2 o fertilizzanti; altre, invece, come ad esempio le Hygrofila o Rotola, per sopravvivere non possono prescindere da questi e necessitano inoltre di un determinato spettro e intensità (W/L) dell’impianto luce.

Per fare un esempio, è riportato un piccolo confronto tra le esigenze di due piante: l’ Anubias barteri nana e la Rotala macranda.


La prima è una pianta poco esigente, in grado di adattarsi perfettamente alle condizioni in acquario , sia acqua tenera che dura, sia leggermente acida o alcalina; tollerando temperature comprese tra i 20 – 30 °C
Può tranquillamente fare a meno sia di CO2 che di fertilizzanti, e non necessita di una forte illuminazione >=0.25 W/L (Una forte illuminazione è anzi sconsigliata, visto che può provocare una copertura con alghe)

La seconda invece è una pianta molto esigente e difficile da mantenere; richiede una completa fertilizzazione sia liquida che in pastiglie, forte illuminazione (almeno 1 W/L) e naturalmente anidride carbonica.

Quindi anche la scelta della flora va incidere direttamente sui costi di gestione, poiché rende essenziale o meno, l’impiego di CO2 o fertilizzanti e va a caratterizzare l’impianto luci e quindi i relativi consumi.
L’utilizzo di fertilizzanti specifici, che possono essere davvero molto costosi, può essere quindi tranquillamente evitato, o limitato, in relazione alla piante ospitate.

Le guide sulle piante in acquario non mancano ed è meglio consultarle e scegliere con attenzione le piante in relazione al progetto che si vuole sviluppare.

Altro fattore incidente sulle spese totali, sono i nostri sbagli; questi hanno infatti un impatto che può essere spesso considerevole sulla spesa.
Il principio è molto semplice: rimediare ai proprio errori ha un prezzo, “chi sbaglia paga”.
Questi errori, il più delle volte, sono derivati, dalla mancanza di conoscenza, dalla non consapevolezza dell’operatore, specialmente se è del tutto neofita nella disciplina.
È pertanto basilare informarsi e documentarsi (FARLO è FONDAMENTALE!!) prima di fare acquisti o determinati interventi.
Le informazioni in internet non mancano, basta solamente prendersi un po’ di tempo per informarsi a priori.
Solamente in questo modo si possono evitare certi errori e le annesse spese necessarie per porvici rimedio.

Spiego la cosa con qualche esempio:
– ho comperato dei pesci a caso, senza prima informarmi circa le loro caratteristiche  fisiologiche e biochimiche, e solo dopo mi accorgo che il mio acquario è completamente inadatto ad ospitarli
– in questo caso dovrò riportare i pesci in negozio e risostenere la spesa d’acquisto di altri pesci;
–  ho comperato contemporaneamente acquario e pesci e quindi non atteso i giusti tempi per una corretta maturazione (ciclo dell’azoto) -> questo molto probabilmente causerà la morte dei pesci e anche in questo caso dovrò risostenere la spesa d’acquisto di altri pesci.

N.B. 
si può tranquillamente risparmiare l’acquisto di “liquidi miracolosi” e pozioni magiche che accelerano i tempi di maturazione, serve solo armarsi di pazienza…

–  errori nella somministrazione del cibo, ne è stato  dato troppo -> nitriti e morte dei pesci o alghe;
–  sovraffollamento -> stress per i pesci, maggiore rischio di propagazione delle malattie, aumento agenti inquinanti ecc..

Si potrebbe proseguire con altri esempi, ma credo che il concetto sia sufficientemente chiaro.
Quello che è importante capire, che la maggior parte degli errori è facilmente evitabile informandoci a priori.

Questo può risparmiarci  inutili spese, oltre che inutili sofferenze per i pesci.

L’acquariofila richiede infatti consapevolezza, con il pressapochismo e l’improvvisazione raramente si va lontano, ma anzi, la maggior parte delle volte partano direttamente l’acquario in uno scatolone in soffitta, e allora si che i soldi spesi sono stati davvero buttati!

Un ultimo fattore che va a incidere sulle spese totali è quel fenomeno che si può definire “dipendenza d’acquariofilia”, ossia quella pseudo mania che spinge l’acquariofilo a comprare parti tecniche sempre più performanti, plafoniere di ultima generazione, fari da stadio, fertilizzanti incredibili e mangimi ultra specifici… ma questa, aimè,  è una sorta di dipendenza indotta dalla passione

Cercando  quindi di dare una risposta alla domanda, quanto costa l’acquariofila, possiamo rispondere che non è così semplice fare una quantificazione esatta dei costi, dal momento che i fattori che li decidono sono piuttosto variabili.
Dipendono dal nostro progetto che si intende sviluppare: c’è una infatti  bella differenza se si intende seguire rigorosamente un protocollo spinto, piuttosto che allestire un acquario low tech.

Facciamo un veloce confronto tra due diversi allestimenti:

Sono due progetti molto diversi, accomunati solamente dalla perfezione della gestione e dall’accuratezza dell’allestimento. Entrambe le vasche infatti sono state giudicate “vasche del mese” nel forum.


Fonte foto: forum AP (vasca del mese)

La prima, di Isca Giuseppe (e-commerce91), è una vasca allestita secondo la filosofia ADA di acquario naturale (ryoboku). Si tratta di un acquario spinto.

Ospita un considerevole numero di piante, anche molto esigenti. Monta 2 neon da 54w (uno da 6500K HO e uno da 10000K HO), è dotata di impianto per l’anidride carbonica e di fondo fertile. Viene inolte fertilizzata regolarmente mediante fertilizzazione liquida integrata con specifici aditivi.


Fonte foto: forum AP (vasca del mese)

La seconda, di Raffaele Damino (sir mordred), rappresta invece un Tanganika.
L’allestimento è costituito da sabbia e ciottoli di fiumi presi in un vivaio.
Rappresentando fedelmente il biotopo, non sono state inserite piante, pertanto la vasca non ha necessità nè di fertilizzazione, nè di anidride carbonica e il sistema di illuminazione è costituito da un unico neon a led da 3W.

È chiaro che questi due allestimenti comportano spese di allestimento e manutenzione differenti

In conclusione, indubbiamente l’acquariofilia comporta delle spese, ma, come visto, con qualche accorgimento possiamo cercare di contenerle.

SCELTE GIUSTE, UNA CORRETTA GESTIONE E UN’ADEGUATA CONSAPEVOLEZZA DETERMINANO SICURAMENTE UN IMPATTO POSITIVO SUL TOTALE DEI COSTI FINALI

..quindi, signor George Carlin, ci dispiace per lei che non ha degli hobby…….…. il nostro è l’acquariofilia!!!!

p.s.
ultimissimo consiglio, per tutti quelli che si affacciano per la prima volta a questo mondo, arredi innaturali come forzieri, relitti, teschi o galeoni, lasciateli nei negozi…. È un risparmio anche questo!! 😉




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*