Esperienze con i Pevicachromis pulcher

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La mia esperienza con questi meravigliosi pesci inizia proprio online, cercando e leggendo informazioni su vari pesci mi imbatto in un articolo che parla dei pelvica e ne rimango colpito.
Come spesso accade, nella mia testolina si era aperta una breccia e con il passare dei giorni si faceva sempre più strada l’idea che provare ad allevare una coppia di questi splendidi ciclidi sarebbe stato decisamente interessante.

Così giorno dopo giorno mi convincevo che in fondo nel mio 130 Lit lordi ( popolato da tre tricogaster leeri, 1gyrinochelius, 5 neon, 4 rasbora, 2 cory panda, 2 ancistrus, 2 molli orange, un otocinclus diverse caridine e neritine) una coppia di pelvica ci sarebbe potuta stare. A proposito… lo so… il mio acquario è un miscuglio di pesci di origine diversissima, ma purtroppo alcuni pesci sono eredità di un vecchio acquarietto dismesso.

Tornando ai pelvica, arrivò il giorno in cui oramai ero convinto… sarebbero stati i prossimi ospiti della mia vasca.

Una domenica mattina mi recai al negozio e li cercai tra le varie vasche… quando li ebbi individuati cercai di capire quali sarebbero stati i prescelti e subito notai (purtroppo!) che la maggior parte dei pesci aveva le pinne dorsale, caudale e anale molto rovinate ma non mi scoraggiai, come al solito pensai che almeno i prescelti sarebbero stati trattati meglio e avrebbero avuto l’opportunità di riprendersi.

Pesce dolce Pevicachromis pulcher maschio
Figura 1 Il maschio con gli avannotti

Vi dico subito che non ho seguito il consiglio dato da molti di acquistare 3-4 esemplari per consentire la nascita di una coppia nel gruppo e di conseguenza liberarmi dei pesci di troppo, oltretutto è una pratica che come risultato da diversi articoli è consigliata da molti e praticata da pochi. Io ho preferito acquistare solo una coppia perché ai piccoli che porto a casa mi ci affeziono ed è sempre urtante pensare di riportare al negozio i pesci “di troppo”, inoltre se il maschio non avesse dimostrato interesse o addirittura avesse attaccato la femmina avrei avuto solo 1 pesce da isolare o riportare al negozio e cambiare.

Dopo questa piccola ma importante parentesi torniamo alla scelta. Vidi due femmine molto colorate, la meno colorata delle due aveva un pancione già gonfio di uova, ma io scelsi l’altra proprio perché la preferivo non già pronta a deporre ed inoltre aveva più colore. La scelta del maschio era più difficile, alla fine la commessa mi mostrò un pesce già bello grosso (circa 8/9 cm) e nonostante le pinne rovinate decisi che poteva andare bene.

Arrivato a casa, con le dovute precauzioni e dopo aver preparato una mezza noce di cocco (che ci eravamo mangiati un paio di giorni prima) nella vasca, introdussi con le dovute cautele i piccoli il maschio mostrò subito una splendida colorazione rosa della parte inferiore che in negozio non aveva.

Pesce dolce Pevicachromis pulcher femmina
Figura 2 La Femmina

Dopo un paio di giorni di ambientamento notai con sollievo che il maschio pur diventando il pesce dominante della vasca non era aggressivo nei confronti degli altri pesci, si limitava a blandi inseguimenti giusto per far capire chi comandava, gli unici che venivano seguiti con più insistenza erano i codydoras panda che, infatti, si ritrovarono con la pinna dorsale leggermente rovinata, ma i piccoli cory capirono presto l’antifona e diventarono bravi a scappare e nascondersi velocemente senza assolutamente vivere nella paura!! Invece da quando ho introdotto i pelvica non ho più visto le caridine, so che (almeno alcune) ci sono ancora perché ogni tanto trovo la muta… ma onestamente non saprei dire quante!

Nel frattempo la femmina, che non aveva subito nessun atteggiamento aggressivo dal maschio, anzi spesso nuotavano insieme, stazionava sempre più frequentemente vicino alla noce di cocco… poi nuotava vicino al maschio gli mostrava la pancia rossa mettendosi di traverso e vibrando ed in genere dopo scattava verso la noce di cocco come ad invitare il maschio a seguirla…

Una volta vidi che dopo l’invito vibrante della femmina il maschio rispose vibrando anche lui ed insieme si infilarono a velocità impressionante nella noce di cocco…. Eh si!! Era proprio nato l’amore!!!
Trascorso ancora qualche giorno la femmina iniziò ad ammucchiare la sabbia da dentro la noce di cocco all’ingresso fino ad arrivare quasi a chiuderlo (lei si doveva mettere di traverso per entrare… lui neanche ci provava).
La mia convinzione era che in quella noce di cocco ci fossero le uova dei due “piccioncini”.

Contai gli otto (4+4) giorni previsti per la schiusa e l’assorbimento del sacco vitellino dei piccoli, dopo i quali avrebbero dovuto uscire con mamma e papà… ma non vidi niente (l’interno della noce di cocco non era visibile e quindi non potevo sapere cosa ci succedeva dentro), inoltre in questi otto giorni il mucchio di sabbia fatto dalla femmina si era nuovamente livellato e negli ultimi due giorni vedevo la femmina che spesso era nel nido ma spesso usciva. Credevo proprio che la covata non fosse andata a buon fine.

Come consolazione nell’altro mio acquarietto delle minuscole caridine crystal red (1,5 mm) erano nate nella notte tra sabato e domenica dalla mamma che aveva portato le uova per un mesetto, inoltre lunedì mattina anche la mia femmina di molli orange partoriva.


Figura 3 piccola Caridina crystal red

Il lunedì sera guardando i neonati di molli vidi mamma pelvica con una nuvoletta di circa 15 avannotti che gli nuotavano intorno…. Che sorpresa e che gioia!! Avvertita tutta la mia famiglia ( ma non troppo la piccola Matilde di 3 anni… per evitare che si mettesse a battere sui vetri dalla gioia) rimanemmo lì per un po’ a guardare quanto la natura sia meravigliosa!!

Per fortuna ero stato previdente e un paio di giorni prima avevo messo a schiudere l’artemia (non si sa mai…), hanno avuto quindi la loro prima pappa, ma accettano benissimo anche il cibo secco per avannotti. Il giorno dopo notai che i piccoli erano diminuiti… e considerando che la mamma aveva sostato vicino all’aspirazione del filtro feci due più due… infatti ripescai tre piccoli dal fondo del secchio della eheim con una siringa grossa e li rimisi vicino agli altri. Quindi misi un sacchetto per materiali filtranti all’ingresso del filtro.

Ore è trascorsa più di una settimana e i piccoli crescono, è meraviglioso vedere il loro pancino che da bianco al mattino si colora di arancio dopo la somministrazione dell’artemia. Quando i genitori si allontanano i piccoli si pietrificano restando fermi ed è interessante notare che gli altri pesci che ho nell’acquario li lasciano in pace come se avessero capito che è “roba pericolosa”.

Il maschio non è diventato, nei confronti dei coinquilini, più aggressivo… come al solito non sopporta la vista dei cory anche a distanza ma l’acquario e ricco di piante e capita di rado.

L’unico episodio di violenza estrema l’ho avuta con un neon che era finito nel sacchetto delle japonica ad un negoziante e me l’aveva regalato, considerando che nell’acquario ce ne sono già 5 non pensavo avrei avuto problemi… ma vuoi perché è stato inserito da solo, vuoi perché non era conosciuto, vuoi perché non ha avuto il tempo di diventare “sgamato” come i suoi colleghi… dopo mezz’ora l’ho trovato letteralmente nelle fauci (oramai morto) del maschietto famelico.

Pesce dolce Pevicachromis pulcher femmina con avannotti
Figura 4 La mamma tiene d’occhio i suoi piccoli

Per il resto devo dire che l’avventura con questi splendidi pesci è unica, in un acquario dove la maggioranza degli abitanti hanno comportamenti piuttosto ripetitivi (i molli maschi che inseguono le femmine, i cory che scorrazzano alla ricerca di cibo, i trico che curiosano un po’ tutto) sono diventati il centro dell’attenzione con comportamenti unici che li denotano come pesci molto intelligenti e con una complessità di comportamento particolare. Inoltre non sono aggressivi (almeno non eccessivamente) non mangiano le piante, non scavano (solo nel nido) non sradicano.

Uno dei pochi appunti da fare è il seguente: se avete la fortuna di avere una coppia che si riproduce accordatevi con il negoziante per il ritiro dei pesci, perché quanto a fecondità i piccoli pelvica non hanno niente da invidiare ai colleghi roditori conigli e quindi il rischio che il negozio ne abbia già troppi (da altri allevatori) è alto.
Per il resto è un pesce davvero meraviglioso da tenere!

Ci tengo a sottolineare che quanto riportato è solamente la mia esperienza personale, l’unica intenzione è quella di dare qualche indicazione che può essere utile a chi vorrebbe tentare questo tipo di esperienza, o l’ha già tentata o vuole semplicemente leggere una storia.

Ho preferito raccontare la mia esperienza in questo modo piuttosto che dare semplici informazioni tecniche, che spesso diventano noiose e complicate da leggere al PC.

In ogni caso ritengo utile dare qualche informazione tecnica sulla vasca nella quale sto allevando i pelvica:

Vasca: SICCE FANTASY 130 (85x35x45) ha circa 20 anni… è stato il mio primo (vero) acquario, comprato dai miei genitori, l’ho riallestito a fine 2009 preferendo investire negli accessori che nella vasca, è rigato, vecchio e oramai modificato… ma in fondo ci sono molto affezionato perché l’ho visto nascere pieno di acqua e di speranze (quelle di un 15enne, acquariofilo in erba) vivere con pesci e piante… riproduzioni, gioie e dolori e poi deperire e svuotarsi per poi rinascere magari dopo qualche anno.

Ha vissuto esperienze e sicuramente tanti errori, ha perfino ospitato delle rocce vive in attesa che arrivasse l’acquario di barriera (per la mia breve esperienza in quel senso). Ultimamente era confinato nella sala dei miei con dentro una macchina per cucire d’epoca ed è meraviglioso vederlo rivivere con piante rigogliose pesci felici e piccoli per i quali rappresenta il mondo… .

Ricordo ancora il giorno in cui andammo a comperarlo… un’emozione fortissima portarlo a casa in un giorno in cui la nebbia si tagliava a fette. Dopo il momento emozione… continuo con la descrizione:

Illuminazione: 3 neon T8 da 20W, 2 da 6000K e uno da 4700K, più un piccolo neon da 8w sopra la zona che ospitava il filtro interno (rimosso) e ora sto provando una luce lunare blu (ma devo valutarne i benefici). Fotoperiodo 10 ore con accensione e spegnimento sfalsati 20W + 8W dalle 13 alle 22, 20W + 20W dalle 14 alle 23.

Filtro: Eheim 2236, riempito con spugne e cannolicchi in dotazione (delle palline) più lana di perlon. Finora non ho mai usato resine.

Impianto CO2: Hydor green nrg, con turbo diffusore e bombola ricaricabile da 2 Kg… onestamente non lo trovo il massimo, ma sembra fare il suo lavoro degnamente.

Acqua: 80% presa dal rubinetto in montagna (KH 3 GH 4 PH7) invecchiata ed utilizzata senza biocondizionatore, 20% dal rubinetto di casa (KH 14 GH 17 PH 7,4) con biocondizionatore

Valori in vasca: pH 6,8, KH 5, GH 6, NO2 0, NO3 12,5/20
Cambi acqua ogni 2/3 settimane del 30/40%

Mangime: secco 2 volte al giorno (un misto di scaglie e granuli di diverse marche); congelato 2 volte a settimana (artemia, larve di zanzara…), vivo (con gli avannotti in vasca praticamente tutti i giorni); sporadicamente, ma molto sporadicamente compresse per erbivori e cory.

Piante: echinodorus, limnophila, muscio di java, glossi, ludwiga, anubias, cabomba, cladophora, pogostemon… a altre.

Fertilizzazione: ELOS 1 e 2, fondo fertilizzato tetra.

Ringrazio tutti e spero di essere stato utile a qualcuno, come altri lo sono stati per me.
Un bacio a Giovanna, la piccola Matilde e il piccolissimo Enrico che condividono e sopportano la mia passione.




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