acquario da 2.600 litri

Realizzazione di un acquario da 2.600 litri

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Vi presentiamo “Realizzazione di un acquario da 2.600 litri“, articolo scritto da Francesco Salierno, vincitore della sezione “Il mio acquario marino” di AcquaPortal.it.

Salve a tutti, mi chiamo Francesco, ho 37 anni e sono di Bitonto provincia di Bari, sono un appassionato lettore di Acquaportal e di conseguenza un appassionato acquariofilo. Ho deciso di partecipare a AcquaPortal Contest dopo aver realizzato il mio acquario da 2.600 litri, tanto sognato e progettato: si tratta di una vasca 260 x 80 x h110, sump refugium sopraelevata, con serra tropicale annessa. Vi racconto la mia storia.

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Acquario da 2.600 litri: costruzione vasca

La mia passione è l’acquario marino, ho iniziato da perfetto ignorante con una vasca da 330 litri nel 2009, leggendo tutti gli articoli di Acquaportal, ho arricchito la mia cultura generale e come tutti gli acquariofili che sognano di far evolvere il proprio acquario, anch’io, avendo un Naso Vlamingi di 22 cm in vasca, da molti anni avevo in mente di farlo. Approfittando dei lavori di ristrutturazione di casa, ho avuto l’occasione di realizzare questo progetto.

A gennaio del 2016, dopo aver disegnato il progetto in 3D, ho iniziato la costruzione dalle fondamenta, ho guidato i muratori nella realizzazione della cassaforma di cemento 260 cm x 200 cm con scalini, fioriera e tubi.

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Terminata la base, ho chiesto alcuni preventivi per la realizzazione della vasca, e dato i prezzi poco accessibili, ho deciso di fare tutto da me.

Ho comprato vetri 19 mm extra chiari e 30 cartucce di silicone Dow Corning 881 e con l’aiuto di alcuni amici abbiamo posizionato ed incollato l’acquario; colgo l’occasione per ringraziare Altamarea Acquari per il fondamentale aiuto e i miei cari amici.

La base di vetro è divisa in 2 metà e rinforzata con tiranti su tutti e quattro i lati. Dopo una settimana di asciugatura siamo passati a incollare il primo laterale e il posteriore. Poi l’altro laterale e dopo altri 5 gg il frontale, e il soppalco per la sump. Passati 5gg ho incollato anche i tiranti superiori, ho fatto realizzare una cornice di acciaio inox come ulteriore precauzione, ho lasciato asciugare tutto per altri 10 gg e ho collaudato la vasca riempendola tutta fino all’orlo per un mese.

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In tutto questo periodo sono stati sospesi i lavori di ristrutturazione di casa, che sono ripresi solo a collaudo dell’acquario eseguito. Questi stava prendendo il suo posto imponente nella stanza, con mia grande soddisfazione.

Ho fatto costruire un muro fino al vetro e rivestire la base di okite bianca, in modo da incassare la vasca nella muratura di circa 10 cm. Alle spalle della vasca sulla base ho predisposto una griglia di scolo per tutta la lunghezza del corridoio, una fioriera con i bidoni blu pieni di rocce vive in stabulazione, lunga 260 cm. Il muro della fioriera e della restante parete l’ho rivestito con della fibra di vetro impermeabile rappresentante una foresta di bambù per restare in tema con il giardino tropicale che sarei andato ad allestire alle spalle dell’acquario.

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Nel vano tecnico ho messo lavandino, doccetta e griglia sul pavimento, dove posso lavare, senza problemi di schizzi, qualsiasi componente. Ho fatto aggiungere un altro rubinetto per l’acqua piovana da sfruttare per l’irrigazione a nebulizzazione del giardino, in modo da poter mantenere l’ambiente umido e non lasciare residui di calcare sulle foglie.

Costruzione pozzetti di tracimazione e struttura portante rocciata per un acquario da 2.600 litri

Nell’attesa dei tempi di asciugatura del silicone, ho iniziato a costruire, sempre grazie agli spunti di Acquaportal, due pozzetti di tracimazione, con sabbia corallina fine e jumbo, cemento bianco, palline di polistirolo, acqua. Ho creato uno stampo dove ho colato il composto, il giorno dopo, ad asciugatura terminata, dritto in forno, tra le proteste di mia moglie, per sciogliere il polistirolo e creare la roccia porosa. Con questa operazione ripetuta 6 volte, ho ottenuto 6 blocchetti impilabili, tre da un lato e tre dall’altro, dando forma alle due colonne di tracimazione. Nei giorni successivi con sabbia corallina, cemento, ed acqua ho cementato chili e chili di pezzi di coralli ai sei blocchetti, rendendo tutto molto realistico, in cima ho predisposto anche qualche vasetto per le mangrovie.

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Terminate le due colonne, ho iniziato ad elaborare come doveva essere posizionata la rocciata, ma con un acquario così alto non sarebbe stato semplice con le sole rocce vive, così ho costruito anche una struttura alta in modo da consentire ai pesci di nuotare liberamente ed avere una base per posizionare i coralli a 30 cm dalla superficie dell’acqua, con un ottima illuminazione.

Per iniziare ho sagomato dei tubi in PVC, l’anima della struttura, ho fatto prima due colonne portanti alte 60cm, in grado di reggersi saldamente, poi la piattaforma superiore, che poggia sulle colonne per una lunghezza di 130 cm.

Per la costruzione di questa struttura e dei pozzetti laterali ci sono voluti circa 100 kg di sabbia corallina fine, 140 kg sabbia corallina jumbo Wawe, 100 kg di cemento bianco calcareo. Con questo sistema ho riprodotto circa 400 kg di rocce vive auto costruite, ma il processo è stato molto lungo in quanto ho dovuto spurgarle in acqua dolce per circa 2 mesi, al termine dei quali ho potuto sigillare tutti i componenti al loro posto in vasca foto.

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A inizio giugno 2016 ho completato la rocciata inserendo 200 kg di rocce vive, ho messo uno strato di 6-7 cm di sabbia corallina medio fine ho riempito l’acquario ed è iniziata la maturazione.

Il passo successivo è stato coibentare la vasca, il vano tecnico e la scala dal resto della casa, per evitare l’umidità prodotta dall’evaporazione dell’acqua, ed eventuali correnti d’aria. Ho ordinato su internet, tramite un sito specializzato di plexiglass, i componenti necessari a sigillare il tutto, ho fatto due ante sul frontale che posso rimuovere all’occorrenza e il resto dei componenti, compreso l’inscatolamento degli scalini che sono incollati.

All’ingresso del vano tecnico ho messo una porta stagna divisa in due parti: la parte superiore, che accede alla sump, è composta da due ante, e quella inferiore composta da una sola anta per entrare nel vano tecnico.

Sump

La sump è 130 l x 100 p x 50 h, per sfruttare al meglio il filtro refugium ad alghe, e la grande quantità di zooplancton che produce ho preferito installarla sopra l’acquario, con due bocchette da 4 pollici per la caduta dell’acqua in vasca.

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Il mio vecchio acquario era a miracle mud e, data la mia positiva esperienza, ho deciso di replicare in scala più grande. Mi ci sono voluti 12 sacchetti da 4.5 kg di fanghi per fare uno strato di 4-5 cm in sump aggiunti ad una parte di quello che utilizzavo nella sump vecchia, per accelerare l’attivazione batterica.

Il primo e l’ultimo stadio della sump li ho riempiti di biobolle, ho installato una plafoniera refugia accesa h24, inserito la caulerpa sul letto a fanghi e una quindicina di mangrovie nel primo stadio tra le biobolle. Non utilizzo lo schiumatoio.

Movimento acqua

Sulla sump ho posizionato il circuito UV, ho utilizzato tre sterilizzatori da 39 watt montati in serie, con una pompa da 3000 lt/h con ingresso ed uscita direttamente in vasca.

La risalita è affidata a due Corallinea Pulsa 12000 posizionate nelle due colonne di tracimazione al massimo della loro portata, il movimento in vasca è affidato a due Conch +60 sul retro e due Vortech MP60 avanti, con annesso Reeflink e due batterie in caso di blackout.

La mandata in vasca dalla sump è per caduta, come già detto prima tramite due passaparete da 4 pollici, ho sfruttato i due lunghi tiranti per incanalare l’acqua. Inizialmente ho progettato e stampato in 3D i convogliatori, poi un giorno, lavorando dei fogli di plexiglass, ho pensato che avrei potuto termo piegarlo e farne uno scatolato sul tirante, diminuendo l’ingombro e le bollicine che durante la maturazione mi hanno dato filo da torcere.

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Per il rabbocco dell’acqua dolce ho usato una comune vaschetta di plastica dello scarico del bagno che mantiene il livello stabile, e dentro ci ho messo la pompa di rabbocco collegata ad un sensore ad infrarossi in vasca.

Non uso l’acqua di osmosi per non consumarne troppa, a casa mia non arriva l’acquedotto, abito lontano dal centro abitato e con le cisterne da riempire non ci si può permettere uno spreco così. Fortunatamente non ho mai riscontrato problemi. Ho un piccolo impianto di osmosi, ma solo per produrre acqua da diluire con eventuali somministrazioni extra di calcio.

Ho semplificato i cambi d’acqua posizionando in garage due cisterne una da 500 lt e una da 1000 lt; deviando la mandata dalla vasca alla sump scarico l’acqua nella cisterna da 500 lt, con lo stesso tubo, dalla cisterna da 1000 lt di acqua di mare la mando direttamente in sump. Lo avrò fatto 2 o 3 volte più per scrupolo che per necessità, dato il sistema di filtraggio che mi permette di minimizzare i cambi parziali.

Il cablaggio di tutti i fili elettrici è stata impresa ardua, ho cercato di prevedere più predisposizioni possibili sottotraccia col passaggio di tubi da una parte all’altra, l’attrezzatura può essere la più tecnologica e all’avanguardia ma non è concepita per acquari così grandi, quindi ho dovuto fare tagli e prolunghe di controller, trasformatori ecc. ecc., tutto riportato in un apposito quadro elettrico e armadio per i trasformatori che ho già ingrandito 2 volte.

Il riscaldamento è affidato a due riscaldatori, uno da 300w e uno da 600w, collegati insieme su un termostato, ho anche messo un termosifone sotto la sump. Per la refrigerazione utilizzo il climatizzatore.

Ho predisposto in sump e sul retro della vasca un cavo di rete dove ho collegato le telecamere 360° per vigilare durante la mia assenza.

Illuminazione

L’illuminazione è affidata, inizialmente, soprattutto per contenere i costi, a delle plafoniere corallinea per tutta la lunghezza della vasca, e da qualche mese con l’introduzione di qualche corallo, ho comprato due GNC Bluray, eccezionali veramente, per inizio anno 2018 spero di comprarne altre due e completare l’opera.

Per l’illuminazione del refugium come già detto in precedenza ho utilizzato una refugia corallinea attaccata sotto al soffitto a 120 cm da pelo d’acqua, e un’altra in caso di guasto pronta all’accensione.

L’illuminazione dona una luce particolare e un riflesso magico a tutta la stanza; anche senza accendere nessun altra luce la mia tavernetta ha un fascino particolare, ma soprattutto è viva.

L’inserimento dei pesci

L’inserimento dei pesci è stato il momento più bello. I primi di giugno 2016 ho avviato la vasca, ho lasciato girare l’impianto per un paio di mesi inserendo dall’inizio solo 2 minuscoli Ocellaris neri che si perdevano nella grandezza dell’acquario che avevo realizzato; poi ho iniziato a inserire i primi pesci, prima un branco di 11 Flavescens, e dopo altri 2 mesi i primi pesci del mio vecchio acquario. È stato emozionante l’inserimento del Naso Vlamingi, all’inizio nuotava per abitudine nel suo spazio di 130 cm, ma quando si è accorto che l’acquario era 7-8 volte più grande del precedente, ha iniziato a sfrecciare dappertutto, gli si vedeva la gioia negli occhi. Un po’ alla volta poi ho inserito tutti gli altri pesci che avevo e ne ho comprati anche tanti altri.

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Oggi la popolazione di pesci della vasca è di:

1 Naso Vlamingi di 25 cm
1 Achille
11 Flavescens
6 Hepatus di cui 2 con la pancia gialla
1 Veliferum
1 Xanturum
1 Euxiphipos Xanthometopon adulto
1 Imperator ormai adulto
1 Loricolus
6 Ocellaris di cui 2 neri
3 Pterapogon Kauderni adulti e 13 piccoli appena nati dalla seconda schiusa, e 17 dalla terza.
1 Labroide
4 Pseudanthias Squamipinnis 1 maschio e 3 femmina
2 Chrysiptera Parasema
2 Cryptocentrus 3 gamberetti pistolero Alpheus Bellulus convivono tutti insieme
1 Synchiropus Splendidus
1 Halichoeres Chrysus
1 Gobiodon Okinawe
4 Lysmata Amboinensis
1 paguro Calcinum Elegans
1 paguro nostrano preso a mare 5 anni fa
10 stelle Archaster Typicus
3 Diadema Setosus enormi

Coralli

I primi coralli li ho inseriti in concomitanza del trasloco del vecchio acquario, gli altri li ho acquistati solo dopo aver comprato e imparato ad usare il reattore di calcio. Ad aprile 2017 ho installato nel vano sump, un Bubble Magus C150, con bombola da 2000gr di Co2, sonda PH, controller ed elettrovalvola, riempito con tre parti di Korallen Zucht Calcium plus Granulat, e una parte di Korallen Zucht ZeoMag.

A fine aprile qualche giorno prima della nascita di mia figlia, ho inserito i primi 10 coralli, alcuni li ho persi durante l’estate, causa aumento della temperatura dovuto allo spegnimento del climatizzatore a mia insaputa, solitamente acceso a 23 °C h24.

Ad ottobre ho scambiato 7 Pterapogon Kauderni, nati in vasca, con una decina di frags, a novembre ho inserito un’altra decina di pezzi provenienti da un’altra vasca, ho taleato i primi coralli messi in aprile, in modo da formare diverse piccole colonie che crescono in fretta.

Molti coralli li ho persi appena inseriti in vasca, grazie alla voracità, che con mio stupore hanno i sei Hepatus, iniziando a mangiare, Zoantus, Discosoma, una Muriceopsis Flavida, un Sarcophyton XXL e una Silunaria XXL me li hanno fatti diventare L, gli ultimi tre citati li ho dovuti separare in un box appeso dentro la vasca. Il Pomachantus Imperator e l’Euxiphipos Xanthometopon si sono solamente limitati a divorare una delle tre spugne inserite in vasca, precisamente una Callyspongia Fallax viola, quelle blu non le vogliono.

Per riuscire ad avere un giardino fiorente di coralli dovrò aspettare ancora qualche anno, dato lo spazio disponibile, sembrano sempre pochi anche se iniziano a diventare numerosi.

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Ad oggi la vasca è popolata da:

1 Stylopora Caliendrum verde
1 Seriatopora Hystrix rosa
1 Seriatopora Caliendrum gialla xl e tante talee
1 Pocillopora Damicornis rosa e 3 talee
1 Acropora tricolor spp
2 Acropore Brueggemanni
3 Montipora Fogliosa 2 verde e 1 rossa
2 Montipora Digitata azzurra
2 Montipora spp una rossa e una grigia
1 Stylocoeniella verde importata con le rocce vive
Galaxea 20 calici o +
1 Eupyllia Parancora verde 18 calici
7 Gorgiona Cactus
1 Muriceopsis Flavida
Xenia diverse colonie infestanti
1 Anthelia
1 Pachyclavularia
1 Sarcophyton
3 Silunaria
1 Silunaria Dura
2 Callyspongia Fallax blu
1 spugna gialla
Alcuni zoantus trovati sulle rocce vive
Ricodrea Yuma da 3 polipi di tre colori diversi si sono riprodotti in una quarantina di individui o più
1 Macrodactyla Doreensis anemone marrone di 50 cm
1 Heractis marrone di 30cm. Altri anemoni Heractis 1 giallo 1 rosa e 1 arancione sono scomparsi tra le rocce e non sono riuscito ad alimentarli.

Gestione

I pesci li faccio mangiare 2-3 volte al giorno variando la dieta (sfoglie di spirulina, sfoglie di mix all’aglio, granulare, cozze e gamberetti bolliti). Una volta a settimana tolgo un po’ di alghe filamentose dal filtro e le metto in vasca, sono molto gradite ai chirurghi. Agli anemoni una volta alla settimana dò le cozze. I coralli mangiano lo zooplancton prodotto dal refugium in grande quantità, aggiungo napuli di artemia e rotiferi da me riprodotti, saltuariamente faccio qualche pappone di cozze e gamberi frullati.

Ripulisco ogni 2 mesi la sump dalle alghe filamentose che si formano sui bordi e faccio una generosa potatura della caulerpa, rimuovendone almeno 2-3 kg alla volta. Sto cercando di rimpiazzare la caulerpa prolifera con la caulerpa serrulata che è più facile da gestire e che non serve potare, ma il processo è lento se non si vuole sbilanciare qualche equilibrio, va avanti ormai da un anno, anche perché la caulerpa prolifera, come il suo nome definisce, prolifera sempre ed è difficilissimo estirparla, ma sono a buon punto.

Ogni 2-3 giorni pulisco il vetro (circa 6 metri quadri), dopo diversi tipi di calamite, ritengo che la migliore sia la Tunze Care Magnet Strong+ Plus vola e pulisce benissimo, anche se non galleggia, non gira gli angoli e se si stacca cade e si separa in tre pezzi, e in un acquario con un metro d’acqua è un problema.

Come citato prima, l’aggiunta di calcio e magnesio è affidata al reattore di calcio, iodio stronzio e altri oligoelementi sempre della Korallen Zucht li somministro tramite pompa dosometrica.

Il carbone lo cambio una volta al mese in un reattore reciclato, circa 3 kg.

Ogni 15 giorni faccio i test chimici, i miei valori sono:

Temperatura 25°C
Salinità 1025
PH 8 mattina 8.2 sera
KH (Sera) 10
Nitrati (Sera) 0
Fosfati(fotometro Hanna tracce)0,004mg/l
Nitriti(fotometro Hanna tracce) 0,007 mg/l
Calcio (fotometro Hanna) 460 mg/l
Calcio (Tropicmarin) 450 mg/l
Magnesio (Tropicmarin) 1350 mg/l
Potassio (Salifert) 370 mg/l

Riproduzione Pterapogon Kauderni

Ad aprile 2017 ho acquistato tre esemplari adulti di Pterapogon Kauderni, il 5 agosto ho notato che due hanno iniziato a corteggiarsi e il maschio presentava lamascella rigonfia, avendo letto un articolo sulla loro riproduzione, ho subito capito che a breve sarebbero nati degli avannotti.

Per circa un mese il maschio e la femmina sono stati sempre insieme, come due genitori diligenti, allontanando tutti i pesci che si avvicinavano troppo.

A tre settimane dall’accoppiamento i piccoli si erano già schiusi e si affacciavano dalla fessura della bocca del papà.

Il 6 settembre, verso le 23:00 appena le luci si sono spente, ho visto il maschio che rilasciava i piccoli e la mamma colpo su colpo li mangiava tutti. Mi sono precipitato a preparare delle cozze bollite e sminuzzate, liberandole in vasca, ho subito suscitato l’interesse dei predatori, compresa la mamma, facendoli saziare in modo da salvare i piccoli.

Ho subito notato che il maschio continuava a rilasciare i piccoli nelle vicinanze dei ricci Diadema, che trovavano riparo fra le lunghe spine. Con un tubo e un secchio sono riuscito a catturare 8 piccolini.

Ho allestito una sala parto appesa al tirante della vasca e li ho inseriti dentro facendo attenzione a non farli uscire dall’acqua, avendo letto che muoiono all’istante per lo shock.

I primi 4 giorni ho provato a cibarli con zooplancton liquido di varie taglie, sera micron, polvere di cozze e gamberetto, ma niente. Ho comprato le uova di artemia, nell’attesa delle 24h per la schiusa un pesciolino è morto, mentre gli altri hanno subito iniziato a mangiare i napuli. È stata l’unica perdita che ho avuto.

Facevo una schiusa ogni 12 h, facendoli mangiare 6-7 volte al giorno.

In un mese si sono decuplicati di dimensione e a 45 gg li ho scambiati con un po’ di coralli.

Neanche una settimana dopo ho notato che la coppia era di nuovo in amore, questa volta però la femmina dopo aver deposto le uova, ha tradito il maschio con l’altro Kauderni rimasto solo. In un primo periodo di tempo anche il secondo maschio aveva la mascella gonfia, ma dopo una settimana è tornata come prima.

Il maschio incinto è stato un mese in isolamento fino al rilascio, 19 novembre 2017, e questo è stato un bene per la cucciolata, perché in questa occasione la mamma non ha mangiato neanche un piccolo, e la mia pesca notturna ha fruttato 13 piccoli Kauderni in perfetta salute. Ripeto, secondo me l’importante è dar da mangiare abbondantemente la sera della schiusa, a tutti i predatori.

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La cosa curiosa è che il giorno prima del rilascio, un piccolo Kauderni è riuscito a scappare dalla bocca del padre, forse perché non riusciva più a trattenerli, e tempestivamente l’ho catturato e sfamato. Mentre scrivevo l’articolo, ho avuto una terza schiusa con 17 nati.

Riuscire la prima volta, la seconda, e poi ala terza, a portare a termine una riproduzione è stato molto gratificante. Anche altre specie hanno iniziato a deporre in vasca, i Chrysiptera Parasema depongono sul fondo del vetro tra le rocce, una coppia di Ocellaris hanno deposto dietro la parete rocciosa dell’anemone e le Lysmata schiudono di continuo. Ed ho notato che ogni sera c’è una schiusa di qualche pesce che non ho ancora individuate.

Devo precisare che questa osservazione sistematica della vita dei pesci ha migliorato il mio livello di attenzione e corretto l’impulsività del mio carattere.

Il giardino tropicale

Come già anticipato, ho costruito alle spalle dell’acquario una fioriera, lunga 260cm larga 50 cm e profonda 120 cm, ho inserito 5 barili blu, e dei grossi vasi al loro interno.

Nel primo vaso ho messo una felce a nido d’uccello Asplenium nidus e un Croton Goldfinger. Nel secondo vaso ho una bella palma del viaggiatore Ravenala madagascariensis, un ficus e tre orchidee. Nel terzo vaso mangrovie e piante di ananas. Nel bidone c’è una pompa che manda l’acqua ai vasi (tipo il sistema di acquacultura) collegata anche con il quinto bidone.

Sul quarto bidone ho allestito un acquario con una fontana alta 70 cm costruita da me con vasetti e schiuma espansa, all’interno ho posizionato alcune orchidee, filodendro, bamboo, felci, piante carnivore, muschi e piante acquatiche. Nella vasca ho un pesciolino rosso e due Shubunkin. Nel quinto vaso orchidee e fiori.

Ho anche appeso al muro alcune piante tipo Ravenala madagascariensis felce australiana, una felce a corna d’alce Platycerium bifurcatum, castagno della Guiana Pachira aquatica. Ho anche alcuni vasetti con vari tipi di palme.

Ho costruito un impianto di irrigazione per nebulizzazione, in grado di mantenere le piante sempre umide come nel loro habitat naturale. Mi sono servito di una ventina di mt di tubicino di rame (quello dei climatizzatori) e una quindicina di ugelli nebulizzanti, ho sagomato i tubi in modo da portare l’acqua su ad ogni pianta, ho collegato l’impianto tramite timer a secondi alla fontana dell’acqua piovana. Ora piove 30 secondi ogni mezz’ora.

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Considerazioni

Devo molto alla rivista Acquaportal che ha rafforzato la mia passione, ha arricchito le mie conoscenze permettendomi di realizzare il mio sogno. Ora l’acquario è parte della mia famiglia ed è ammirato da tutti.

Con questo mio racconto minuziono e dettagliato spero di far nascere in tanti la stessa passione che ho io per l’acquario, che riempie la vita e mi dà tante soddisfazioni, oltre che evidenziare le competenze che la vostra rivista trasmette.

Si potrebbe pensare che io abbia come unica attività l’acquario, ma posso garantirvi che non è cosi. Questo impegno non mi impedisce di lavorare molto, di curare la mia famiglia e in modo particolare la mia bimba a cui spero di trasmettere questa mia passione.




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