Un simpatico pesciolino africano d’acqua dolce è l’Epiplatys (Parepiplatys) chevalieri appartenente ai Teleostei Ciprinodontidi, il cui ambiente di vita è situato nel bacino centrale del fiume Congo, dei suoi affluenti di destra, del fiume Djoué e del bacino del fiume Malebo, fino alle cascate Portes d’Enfer sullo Zaire River, che si ritiene siano il confine della sua diffusione.
Vive in torrenti, fiumiciattoli, canali, paludi e raccolte d’acqua delle foreste pluviali e della savana ricca di boschi, in acque con scarsa corrente o ferme. Essendo onnivoro, si nutre di ciò che trova nel suo ambiente naturale, dai piccoli invertebrati ai piccoli vermi, dalle larve di insetti vari a pezzetti di vegetali e filamenti di alghe.
È stato descritto, nel 1904, dallo studioso zoologo, erpetologo e ittiologo francese, di origine friulana, Luigi Pellegrin, vissuto a cavallo fra il XIX e il XX secolo.
Possibili difficoltà nell’allevamento dell’Epiplatys chevalieri
È una specie di pesci che non è da tutti, nel senso che solamente l’acquariofilo esperto è in grado di risolvere i problemi che possono nascere nella cura dei suoi ospiti. In ogni modo, pure il neofita può cimentarsi nel loro allevamento, ma con molta attenzione, a scanso di dolorose perdite.
Comportamento nella coabitazione dell’Epiplatys chevalieri
L’Epiplatys chevalieri è un pesce tranquillo, che non arreca nessun disturbo ai colleghi dell’acquario, dai quali desidera analogo comportamento, per evitare che le loro pinne, soprattutto quelle dei maschi, che sono più lunghe, siano mordicchiate da pesci per natura aggressivi; ma, qualora sia possibile, sarebbe una buona scelta quella di fornire a lui e ai suoi consimili un acquario tutto per loro, inserendo due femmine per ogni maschio, a formare uno stupendo gruppetto, che naviga nella parte mediana o alta dello spessore dell’acqua.
Scelta e preparazione dell’acquario
Va bene un acquario di dimensioni normali, 80-100 centimetri di lunghezza, per esempio, con un substrato di sabbia e con l’arredamento costituito da rocce, radici e legni, sistemati a formare anfratti e nascondigli, per rendere l’ambiente sicuro; la piantagione è preferibile che sia abbondante, con sul fondo lettiere di foglie, a ricordare l’ambiente naturale dal quale i pesci provengono. L’acqua, neutra o leggermente acida, prevede i seguenti parametri: temperatura fra i 24 e i 26°C, pH nell’intervallo 6,5-7,0 e durezza dH 7-10. Naturalmente l’acqua deve essere regolarmente ricambiata e, inoltre, è indispensabile un buon filtraggio.
Aspetto, colorazione, durata della vita
Il corpo è longilineo e snello. Le pinne dorsale e anale sono grandi e appuntite, mentre quella caudale, pure lei grande, è arrotondata; sono tutte argentee e semitrasparenti. Per quanto attiene al corpo, questo, sia come colorazione di fondo sia come elementi decorativi, è diverso da individuo a individuo: ciò sollecita una riflessione, che mi induce a chiedermi se questa caratteristica possa essere un elemento di distinzione come avviene nell’uomo per quanto attiene alla fisionomia e alle impronte digitali.
La descrizione generale può essere la seguente: su un colore diffuso fra l’argenteo e il brunastro chiaro, c’è una distribuzione soffusa di macchie sfumate di colore rosso che, però, possono esserci con diversa intensità oppure non esserci proprio. Comunque, con qualsiasi livrea, l’Epiplatys chevalieri è sempre uno stupendo pesciolino che attira l’attenzione e l’ammirazione di chi lo cura e di chi lo osserva.
Se tenuto nelle condizioni ideali, può fare compagnia all’acquariofilo anche per tre anni.
Alimentazione
Naturalmente, trattandosi di pesci onnivori, la loro alimentazione non si presenta difficile da stabilire: cibi vivi, rappresentati da piccoli invertebrati, come quelli che incontrano in libertà, e larve di zanzara e in più cibi congelati, vari come natura, ma nutrizionalmente equilibrati.
Si consiglia di somministrare i cibi più volte al giorno, sia per riprodurre quanto avviene in natura, sia per impedire da un lato che ci sia accumulo di resti sul fondo, che inquinerebbero l’acqua, sia per evitare che i pesci si sovralimentino.
Dimorfismo sessuale
Per il riconoscimento dei sessi non ci sono difficoltà, giacché i maschi, lunghi fino a 6 centimetri, sono più grandi delle femmine, hanno le pinne più grandi e decorate in modo vario, e la colorazione è più intensa; le femmine sono in tutto più modeste.
Riproduzione
Questi pesci sono ovipari, cioè emettono e abbandonano le uova a sé stesse. Ora, se l’amatore non ha velleità commerciali, può lasciare che le coppie si formino e si riproducano senza intervenire, giacché, se si sono rispettati i canoni derivanti dagli insegnamenti della natura, dopo la deposizione delle uova da parte della femmina e la fecondazione da parte del maschio, queste si introducono e si disperdono nei cespugli di muschio, nei ciuffi delle piante a stelo, fra le foglie delle piante galleggianti o filiformi; pertanto, si trovano in aree sicure, dove si schiudono, liberando gli avannotti, che sono al di fuori della portata di un possibile attacco da parte dei genitori.
Ma se l’acquariofilo decide di utilizzare un acquarietto dedicato alla riproduzione, la soluzione è ottimale. Se, invece, egli intende ottenere il massimo quantitativo di avannotti da rivendere a un negozio, una volta divenuti adulti, allora gli conviene rivolgersi all’uso del MOP, al quale, eventualmente, si può dedicare una nota specifica.
L’incubazione dura attorno al paio di settimane e gli avannotti sono di lenta crescita, tanto che si può parlare di pesci adulti dopo aver raggiunta l’età di almeno otto mesi. La loro alimentazione è basata sulla somministrazione di animaletti vivi o congelati (Artemia salina, Daphnia, Ciclops, vermi del sangue, larve di zanzara, ecc.); si può integrare con cibi secchi, però solamente se di alta qualità.
Conclusioni
Seguendo queste semplici indicazioni, che servono per rendere l’ambiente casalingo il più possibile simile a quello che gli avi dei nostri beniamini abitavano, sicuramente per lungo tempo si avrà la soddisfazione di vedere questi piccoli gioielli colorati e mai stanchi di muoversi, volta per volta, accompagnati da quelli nati prima e poi dalle nuove generazioni, in un continuo divenire, come insegnano le filosofie dei nostri antenati.
Foto di copertina di ©Terceira, A.C. da Fishbase
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