Il Dianema urostriatus, appartenente alla famiglia Callichthydae, è un pesce il cui allevamento, a sentire coloro che l’hanno ospitato nel loro acquario, è abbastanza impegnativo, per cui, stando a questo commento, lo si potrebbe consigliare ad acquariofili che, come si dice, “all’acquario danno del tu”. Però, c’è pure da osservare che, non avendo il pesce particolari esigenze, perché non consigliare il neofita a provare ad allevarne qualcuno?

Diffusione geografica del Dianema urostriatus
Le sue origini sono nel Sud America, negli affluenti lenti del bacino del Rio delle Amazzoni, soprattutto nel Rio Negro brasiliano. L’ambiente nel quale è diffuso è contraddistinto da ombreggiatura, con un substrato sabbioso e soffice, arricchito da tanta vegetazione costituita da piante sia radicate, sia galleggianti. In libertà, essendo onnivoro, si nutre di quanto incontra nel suo andirivieni, preferendo, comunque il cibo vivo, rappresentato da crostacei, vermi, ecc.

Descrizione del suo aspetto e delle sue caratteristiche
Il colore del corpo (che è allungato e a forma di fuso, con il dorso un po’ arcuato, il ventre un po’ piatto, una testa piuttosto piccola e con un muso appuntito munito di bocca larga, posta in punta), è sul marrone scuro sul dorso; questa tonalità si va schiarendo sotto il mento e man mano si scende verso il ventre piuttosto piatto. La bocca è armata con quattro lunghi bargigli mobili, rivolti in avanti, e con due più corti, curvati verso il basso.
Gli occhi sono grandi e mobili. Sui fianchi corrono due file di scudi duri, ossei, legati fra di loro, mentre punteggiature scure vi sono distribuite un po’ in modo irregolare. La pinna dorsale è stretta, a forma triangolare, e a sostenerla eretta provvede una spina rigida, accompagnata da 5 a 7 raggi ramificati molli; dietro questa è una piccola pinna adiposa.
Anche le pinne pettorali, lunghe e strette, sono sostenute da una spina rigida robusta. La pinna anale, pure triangolare, ha una spina rigida e da 4 a 7 raggi molli più lunghi. Le pinne sono incolori, con l’esclusione della pinna caudale a forma di delta (con gli apici appuntiti e unita al corpo per mezzo di un peduncolo corto e tozzo), che lo fa distinguere dagli altri pesci: infatti, essa è percorsa da cinque fasce nere intercalate da fasce bianche e questa particolarità gli ha fatto attribuire il nomignolo di “Pesce gatto a coda a bandiera” (Flagtail catfish, secondo gli anglofoni).
Comportamento nella comunità dell’acquario
Il nostro è un pesce attivo e tranquillo, che preferisce nuotare sul fondo, anche se talora si sposta a quote intermedie; però gradisce la compagnia di esemplari della sua stessa specie (almeno 5 o 6 individui non sarebbero male), anche se accetta la presenza di cOinquilini di altre, purché siano di dimensioni analoghe (sui 13 centimetri), perché non disdegna fare uno spuntino se si trova di fronte qualche pesce di ridotte dimensioni: per esempio, si possono introdurre il Gymnocorimbus ternetzi, oppure vari Hyphessobricon, quali l’eques, il pulchripinnis, l’erythrostigma; o, ancora, i Gourami perlati (Trichopodus leerii), i Gourami del miele (Trichogaster chuna), i Rasbora arlecchino (Trigonostigma Heteromorpha).

Foto: Haplochromis / Wikimedia Commons, public domain.
Acquario e allevamento
La capacità volumetrica della vasca deve essere almeno dai 100 ai 150 litri d’acqua e l’illuminazione non deve essere elevata. L’arredamento, costituito da un fondo scuro di colore e soffice per non rovinare i bargigli del pesce, con pietre, radici, legni di torbiera, che formino nascondigli, però lasciando una zona libera dove i pesci possano nuotare liberamente, senza incontrare ostacoli. La piantumazione deve essere abbondante e non devono mancare piante galleggianti; possono essere consigliate la Spada amazzonica (Echinodorus), Cryptocoryne in genere, la Felce di Giava (Microsorum pteropus).
I parametri consigliati per l’acqua, che non deve essere speciale, ma che, in ogni modo, non deve essere troppo calcarea e acida, sono i seguenti: temperatura da 25 a 28°C, acidità pH 6,5-7,5 e durezza 5-25° dGR.
In merito alla durata della vita, se l’animale è tenuto nelle migliori condizioni, con parametri dell’acqua stabili e ambiente tenuto pulito, gli 8 o i 10 anni sono quasi garantiti.
Alimentazione
Anche in cattività non ha particolari esigenze: comunque, Chironomus e Tubifex sono graditi, però non fa storie se gli si ammannisce cibo surgelato oppure secco a scaglie.
Dimorfismo sessuale
Ben pochi sono i particolari che possono fare riconoscere i maschi e le femmine: in ogni modo, quando i pesci sono adulti, i maschi sono leggermente più piccoli delle compagne, che, a loro volta, sono più rotondette nel ventre.
Riproduzione del Dianema urostriatus
A proposito della riproduzione, non si sa molto. Comunque, si presume che l’aclquariofilo esperto abbia buone possibilità di riuscire in questo intento. I maschi costruiscono nidi di bolle nei quali pongono le uova espulse dalle femmine e da loro fecondate. Un aumento della temperatura a 28°C e acque poco profonde sembra che invoglino la deposizione. E questa è la prima supposizione, perché ne esiste una seconda; infatti, per qualcun’altro, le femmine depongono le uova su una superficie piana o su una foglia larga e i maschi provvedono immediatamente a fecondarle. Comunque, in entrambi i casi si parla di disinteresse parentale sia per le uova prima della schiusa, sia degli avannotti in seguito.
Considerazioni finali
Del Dianema urostriatus non si può che parlarne in bene, essendo un pesce tranquillo, che non crea problemi negli acquari di comunità, che ama grufolare sul fondo morbido in cerca si qualche bocconcino come un vero e proprio pulitore. Basta che anche i coinquilini siano con la stessa indole per avere ambienti baciati dalla serenità: pretendere di più sarebbe troppo.































































































































