Uno stupendo pesce, che è stato reso noto da Günther nel 1860 e che con la sua presenza rende veramente bello e interessante un acquario, è l’Andinoacara rivulatus, appartenente alla Famiglia Cichlidae e denominato Green Terror (Terrore Verde) dagli anglofoni.

Ambiente in libertà dell’Andinoacara rivulatus
Si tratta di un pesce d’acqua dolce che vive nelle acque a lento movimento, però poco tranquille grazie a lavori dell’uomo, dei fiumi Esmeraldas, Guayas, Santa Rosa, Zarumilla, Ruidoso e Tumbes, che scorrono nel lato pacifico del continente americano, precisamente nell’Ecuador e nel Perù settentrionale.
In effetti, i bacini in cui questo pesce vive sono continuamente soggetti a interventi da parte dell’uomo, soprattutto concentrati nell’Ecuador occidentale, nel bacino del fiume Guayas; infatti, a parte il fatto che su quei territori sono insediati e concentrati più di cinque milioni e mezzo di abitanti, questi sono in continua attività allo scopo di attuare una agricoltura intensiva, di procedere all’urbanizzazione, di elevare dighe sui corsi d’acqua, di praticare eccessivamente la pesca, di liberare terreni dalle foreste per dedicarli alle coltivazioni agricole, usando pesticidi; a questi si associano l’allevamento intensivo di animali, i lavori minerari puntati soprattutto all’estrazione dell’oro, con conseguente inquinamento da parte del mercurio, l’allevamento di gamberi attraverso l’acquacoltura lungo le coste e, come se non bastasse, l’introduzione nelle acque di specie esotiche, fra cui la tilapia, che mettono a repentaglio la sopravvivenza delle specie indigene: beh, direi che un quadro non potrebbe essere più fosco.
Naturalmente chi ne soffre è l’ambiente acquatico, ma comunque, almeno finora, la specie di Andinoacara rivulatus sembra non risentirne. Del resto, non c’è, oggi almeno, il pericolo della sua estinzione, anche perché si sono verificati rilasci di questi pesci, voluti o accidentali, in Messico e in Indonesia, che si sono appropriati dei corsi d’acqua a svantaggio delle specie locali.
L’Andinoacara rivulatus è diffuso lungo la costa e sulle pendici montagnose dalla quota di 5 metri ai 1.200 sul livello del mare, su fondi di sabbia e ciottoli, le cui superfici lisce sono utilizzate per la deposizione delle uova.

Andinoacara rivulatus: aspetto e colorazione
L’Andinoacara rivulatus è un pesce molto bello, tanto da rendere interessante ogni acquario che goda della sua presenza. Il corpo ovoidale è robusto e abbastanza compresso lateralmente. La testa è grossa e appuntita, con la bocca grande e piatta posta nella parte bassa del muso e con un apparato masticatorio del tutto particolare. La pinna dorsale è estesa su quasi tutto il dorso e posteriormente ha un vistoso lobo che finisce con un filamento.
La pinna anale è trapezoidale, che termina come quella dorsale. La pinna caudale è pure trapezoidale così come sono le pinne pettorali, lunghe e sottili. Le pinne ventrali, situate verso il muso, sono lunghe e sottili e finiscono a punta.
I maschi sono molto colorati. Il colore di base dei fianchi è sul verde smeraldo, con riflessi metallici. La lucente colorazione generale va dal verde al blu metallizzato con una dispersione fantasmagorica di macchie rosse, rosa, viola e blu elettrico. Il dimorfismo sessuale è ben evidente, in quanto i maschi, oltre a essere colorati più intensamente, hanno la pinna dorsale, grande e unica e la coda arrotondata orlate di un rosso vivace.
Le pinne ventrali e la pinna anale sono screziate di un blu elettrico. Quando raggiungono l’età adulta, i maschi sviluppano sulla nuca una specie di gobba, mancante nelle femmine, che in libertà c’è solamente durante il periodo riproduttivo, mentre nell’acquario può essere fisso.
Le femmine sono più piccole dei maschi e meno colorate. Il corpo è di un colore verde oliva, con puntinature scure, la pinna anale è verde e il colore rosso dell’orlo delle pinne dei maschi è assente.

Allevamento
L’allevamento dell’Andinoacara rivulatus può essere un po’ diffcile, ma per l’acquariofilo che ha dimestichezza con i Ciclidi, il problema non esiste: basta tenere presente che, prima di tutto il pesce è per natura molto robusto, e poi preparargli un ambiente simile a quello che trova in libertà,
Andinoacara rivulatus: Preparazione dell’acquario
Partendo dal presupposto che, se il pesce in libertà può raggiungere la lunghezza di 20 centimetri e più, nella vasca come minimo diventa lungo 15 centimetri, perciò sempre una misura ragguardevole; perciò, se si decide che esso debba contenere una coppia di pesci, le sue dimensioni non possono essere inferiori a 150 centimetri di lunghezza e a 50 sia di larghezza sia di altezza, o anche più, cioè tanto da contenere almeno 450 litri di acqua.
Se si desidera che i pesci siano in numero maggiore, l’acquario deve essere proporzionalmente più grande e, inoltre, è consigliabile non inserire un altro maschio della stessa specie, se non si vuole assistere a scontri mortali come si ha con i Pesci Combattenti (Betta splendens), mentre per pesci di altre specie, questi devono essere almeno delle stesse sue dimensioni, ma meglio se sono più grandi; pertanto, possono essere allevati insieme con robusti ciclidi, loricaridi belli grossi e grandi pesci gatto; oppure si possono inserire Balantiocheilos melanopterus, Barbonymus schwanenfeldii o Metynnis argenteus e simili.
Sul fondo deve essere steso un substrato morbido e sabbioso con distribuiti sopra legni, radici e rocce, messi in modo da consentire alla femmina di riposarsi quando il comportamento del maschio diventa insopportabile; delle rocce, alcune devono avere almeno una superficie liscia, che serve per la deposizione delle uova.
E per quanto attiene alle piante? Per le galleggianti, ideali per fornire ombra e riparo, nessun problema; ma lo stesso non si può dire per le piante con radici, perché l’Andinoacara rivulatus ha l’abitudine di andare a grufolare sul fondo, per cui esse avrebbero vita breve. Solo le specie che si possono legare agli oggetti di arredamento, quali Anubias e Microsorun, hanno speranza di sopravvivenza.
Per ciò che concerne i valori chimici dell’acqua non si deve scherzare, perché l’Andinoacara rivulatus è molto sensibile ai cambiamenti dei parametri dell’acqua, per cui si deve fare il possibile per fornire gli stessi che si trovano in libertà. Perciò i parametri dell’acqua devono avere i seguenti valori: temperatura dai 23 ai 28°C, acidità pH nell’intervallo da 6 a 8 e durezza fra 5 e 10 dGH; per quanto riguarda i nitrati, questi devono esse tenuti al di sotto dei 50 mg/l.
L’acqua deve essere biologicamente ben filtrata e ossigenata, magari usando un filtro esterno che possa trattare un quantitativo tre volte quello contenuto nell’acquario per ogni ora che passa; inoltre, il suo cambio parziale del 20 o 30% settimanale è consigliato contro un possibile inquinamento, dopo aver bene ripulito il fondo dai residui del cibo e delle feci degli inquilini.

Alimentazione
È una specie onnivora, che accetta ogni tipo di cibo, per cui le si possono dare fiocchi per ciclidi di ottima qualità, integrati da lombrichi, gamberi o cozze, vivi o surgelati, insieme con verdure, quali piselli e spinaci, che risultano molto graditi; da evitare le carni rosse, che potrebbero essere dannose per il sistema digestivo.
Riproduzione
La riproduzione è abbastanza semplice una volta che si sia riusciti a formare una coppia, quando i pesci abbiano raggiunta la maturità sessuale, che avviene quando la loro lunghezza è fra i 10 e i 15 centimetri. Però, attenzione, perché, se la femmina non è gradita, il maschio potrebbe persino ridurla a pezzi. Perciò la soluzione migliore sarebbe quella di acquistare un gruppetto di giovani pesci e lasciare loro la formazione di una coppia.
Una volta individuata, la si lascia da sola, per evitare che il maschio faccia il vuoto attorno sé, dopo aver effettuato un cambio del 30-50% dell’acqua con acqua fresca. La coppia sceglie una roccia piatta o anche un vaso da fiori in terracotta, se è stato posto sul fondo, che pulisce attentamente o scava una piccola fosse nel substrato.
Quindi si ha la deposizione delle uova (mediamente nel numero di 400) subito fecondate dal maschio e poi, mentre il maschio fa da sentinella sulle stesse, la femmina provvede alla loro aerazione e all’eliminazione delle uova non fecondate. Dopo una settimana o poco meno si ha la schiusa delle uova e gli avannotti sono sistemati in una buca scavata in precedenza dove restano per 6-8 giorni. Allora è giunto il momento della somministrazione che cibo costituito da micro vermi, naupli di Artemia salina appena schiusi e mangime secco in polvere. I piccoli sono lasciati con i genitori finché, dopo circa un mese e mezzo, è opportuno sistemarli in un’altra vasca, dove iniziano a essere nutriti con gli alimenti riservati ai pesci adulti.
Conclusioni
A questo punto, l’acquariofilo che si sofferma ad ammirare il suo operato, può esserne soddisfatto e può pregustare il piacere di goderne la vista per un lungo periodo di tempo che, considerata la durata della vita dei suoi beniamini, può essere anche di 10 o 12 anni.































































































































