La Neocaridina comunemente chiamata Red Cherry

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PREMESSA

Parlando quasi esclusivamente la mia lingua madre, ho sempre trovato difficoltà a reperire informazioni su questo magnifico invertebrato.
Grazie a Massimiliano alias Tuko, ad Enrico alias Malawi (da me soprannominato “il Guru”), grazie a Newgollum per la sua grande cortesia e disponibilità, grazie al forum di Acquaportal, grazie ad Internet, grazie ai numerosi siti tedeschi e grazie a un buon traduttore on line, ho deciso di scrivere queste poche righe dedicate esclusivamente alle mie piccole Red.


(per gentile concessione dall’autore del sito www.h-nds.de)

INFORMAZIONI GENERALI

ll nome scientifico di questo invertebrato è Neocaridina denticulata sinensis var. Red, “Neocaridina heteropoda”. Appartiene alla famiglia degli Atyidae, ordine Decapoda, classe Malacostraca, più conosciuto in Italia con il nome di Red Cherry (“Ciliegia Rossa” o “Rosso Ciliegia”) per il suo colore rosso acceso.
Questo magnifico animale è molto pacifico e le sue dimensioni da adulto si aggirano sui 2-3 cm al massimo, pertanto chi decidesse di allevarlo e farlo riprodurre dovrebbe preferibilmente optare per un acquario a lui completamente dedicato, onde evitare che possa venire predato da pesci o altri invertebrati aggressivi.

Personalmente ho optato per un acquario di 40 litri circa, con fondo fertilizzato e ghiaia fine di colore grigio. Sul web si incontra spesso l’opinione che la fertilizzazione possa essere dannosa per le neocaridine, ma io non ho riscontrato problemi in questo senso, usando in piccole quantità FloraPride della Tetra.
Ho acquistato anche delle pietre bianche a PH neutro (non calcaree) che ho accatastato in un angolo in maniera tale da creare una serie di anfratti ove le “piccole” si possano sentire sicure.

Oltre alle pietre ho posizionato anche un legno di torba, ove ho fissato con filo di nailon porzioni di muschio di java che si sta riproducendo abbastanza velocemente.

Per quanto riguarda la piantumazione, ho utilizzato quasi esclusivamente potature recuperate o regalate. Anch’esse stanno crescendo abbastanza velocemente, ma da poco ho deciso comunque di acquistare un impianto ricaricabile a co2 per stimolarne maggiormente la crescita.

Il range di temperatura per la vita di queste neocaridina varia da 10 a 30 gradi centigradi ma di fatto, per favorire la sua riproduzione, deve essere tra i 18 e 22 gradi centigradi.

Per quanto riguarda l’acqua, la Red Cherry non ha grosse esigenze, pertanto è sufficiente utilizzare acqua di rubinetto lasciata decantare per almeno 12 ore (meglio 24) evitando, se possibile, di prelevare l’acqua rimasta sul fondo della tanica ove si sono depositate le sostanze di scarto.

Per il filtraggio ho un filtro esterno Pratiko 100, che utilizzo con grande soddisfazione, lasciando di fatto tutta la vasca a totale disposizione delle neocaridina. Ovviamente, le Red Cherry appena nate sono molto piccole (circa un millimetro), pertanto ho ritenuto necessario coprire il tubo di aspirazione con una garza a maglia finissima, onde evitare che vengano aspirate dal filtro. Per le luci mi sono costruito un impianto artigianale, che presenta al momento due neon da 15 W cadauno.

MUTA

Normalmente durante i cambi acqua, in particolare se più fresca, si stimola la muta delle neocaridina. In pratica il nostro gambero perde la pelle
mettendo a nudo il nuovo strato formatosi al di sotto, abbandonando il vecchio, spesso quasi intero. Questo si presenterà trasparente e fluttuante nell’acqua.
Molti asseriscono che sia altamente inquinante ma le mie piccole di fatto se ne cibano.


Neocaridine su un tronco d’albero

RIPRODUZIONE

Per quanto riguarda la riproduzione, è certamente da precisare che in condizioni ottimali le Red Cherry si riproducono a “rotta di collo”. Le mie femmine normalmente sono sempre piene di uova ed ho una marea di piccoli che nuotano per tutta la vasca.
Quando una o più femmine sono pronte per la fecondazione, si potrà notare una decisa agitazione tra i maschi presenti in vasca, che nuoteranno velocemente da una parte all’altra della vasca come impazziti: all’occhio del neofita questo comportamento potrebbe inizialmente sembrare sintomo di qualche problematica in corso, ma al contrario è del tutto normale.
Le uova fecondate (che si presentano di colore bianco) vengono deposte sotto il ventre, dove restano per circa un mese, trattenute da una sorta di “alette” chiamate pleopodi: col movimento di queste appendici le femmine permettono la continua ossigenazione delle uova, indispensabile per il loro sviluppo. Prossime alla schiusa, le uova cambiano colore diventando scure, poi a tempo debito vengono rilasciate e contemporaneamente si schiudono e nascono i nostri amati piccini.
Le uova sono posizionate nel ventre della femmina, normalmente queste sono compatte, ma sovente capita di vederle distaccate dalle altre, come se fossero prossime a staccarsi. Normalmente ciò non accade, almeno che queste non siano, di fatto, non fecondate.
I piccoli sono in tutto e per tutto identici agli adulti e non hanno bisogno di alimentazione particolare. Infatti la fase larvale, comune ad altri crostacei, è nelle neocaridina completamente assente: i nuovi nati sono completamente formati e possono muoversi e nutrirsi esattamente come gli adulti.
Può accadere, anche se è piuttosto raro, che le neocaridina abbandonino le uova dopo la deposizione: in questo caso è bene controllare i valori dell’acqua e che sia garantita una sufficiente ossigenazione, ma una possibile causa è semplicemente la mancata fecondazione delle stesse, per cui questa eventualità non deve spaventare.

ALIMENTAZIONE

Per l’alimentazione normalmente somministro giornalmente una quantità sufficiente di mangime per pesci, in base alla quantità di invertebrati presenti, in granuli piccoli, alternandolo a pasticche vegetali da fondo e spesso concedo loro vere e proprie leccornie come la zucchina (se possibile priva di semi), carota, zucca, peperone rosso, il tutto naturalmente ben lavato e sbollentato (in maniera tale da ammorbidirlo, sterilizzarlo e far sì che andando a fondo sia più facilmente consumato).
E’ possibile dar loro anche piccoli frammenti di polpo bollito e porzioni di ciliegia (… sono Red Cherry ovviamente :-), nonché foglie di quercia che devono essere secche, ben lavate e lasciate a bagno per qualche giorno (onde evitare che la vostra acqua si colori d’ambra) e muschi (come muschio di java o cladophora, che oltre a servire essi stessi da cibo, sono il luogo ideale dove possono prolificare microrganismi molto graditi dalle neocaridina).
Inoltre esistono in commercio dei mangimi specifici, che vantano il privilegio di migliorare la colorazione delle vostre neocaridina: solitamente questa proprietà è dovuta alla presenza di supplementi vitaminici o mix di sostanze nutritive scelte (neocaridina ben nutrite avranno colori più intensi), ma è bene fare attenzione che non siano presenti coloranti in grandi quantità.

CAMBIO ACQUA

Per quanto riguarda il cambio acqua – per quanto mi risulta anche dai vari forum – sarebbe opportuno farlo con frequenza costante e in piccola quantità (ovvero circa il 5%) a giorni alterni. Le neocaridina in generale non amano gli sbalzi, neanche se l’acqua nuova ha valori migliori, per cui è sempre meglio fare con gradualità ogni cambiamento che si ritenga opportuno.

DISTINGUERE I SESSI

E’ facile distinguere i sessi delle Red Cherry, normalmente le femmine sono più tozze e di un rosso più acceso e intenso, mentre i maschi sono più piccoli e sbiaditi. E’ bene tenere presente, però, che le neocaridina possono variare anche velocemente la propria colorazione in base al loro stato d’animo: animali sottoposti a stress (ad esempio per un viaggio o un cambio di vasca) possono presentarsi con una colorazione meno evidente, fino ad essere completamente trasparenti ma la situazione è rapidamente reversibile con l’acclimatazione.
Se l’esemplare presenta una macchia giallastra sulla parte superiore della corazza o se notiamo dei pallini sotto il ventre, certamente ci troviamo davanti a una femmina: infatti la macchia è formata dalle uova in attesa di fecondazione, mentre i pallini sono uova deposte, conservate nell’addome in attesa della schiusa.

Maschio

Femmina

La femmina si presente più grossa del maschio, notevolmente più rossa, sotto il ventre normalmente porta le uova, nella parte superiore ha una zona gialla.

IBRIDAZIONE TRA NEOCARIDINA

E’ molto importante prestare attenzione alle possibili ibridazioni con altre varietà di neocaridina, per conservare una linea genetica selezionata ed evitare così la nascita di soggetti sterili, oltre che naturalmente per motivi più prettamente estetici.
I tedeschi hanno formulato la seguente tabella relativa all’ibridazione:


Tabella tratta da garnelenforum.de

Note

  0 INCROCIO NON POSSIBILE
  X INCROCIO POSSIBILE
  X INCROCIO PRESUPPOSTO

Chiunque voglia integrare il presente testo, è pregato di voler mandare un MP a tognamax, qua nel forum, in maniera tale da potere ampliare le nostre comuni conoscenze.




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