ADA: tra filosofia, scienza e tecnica

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Premessa (Ndr): L’articolo riportato di seguito è rivolto a tutti, ma è il caso di precisare che “Discus”, l’autore dello scritto, è un partecipante al FORUM di AcquaPortal e un grande appassionato degli acquari ADA e che le sue riflessioni sono scaturite proprio da discussioni (in senso positivo e costruttivo) all’interno del Forum di AP.

Cari Amici innanzi tutto vi ringrazio perche’ mi avete dato la possibilita’ di confermare e rafforzare nelle mie convinzioni (senza pre-concetti), la fondatezza e la bonta’ della filosofia di un Acquario Naturale cosi’ come inteso da Takashi Amano.

In piu’ ringrazio Claudio che in questi giorni e’ stato per me come Cratilo con Socrate una sorta di coscienza filosofica cui rispondere e rendere conto, le sue profonde conoscenze empiriche e trascendentali in questo “piccolo” mondo nonche’ la passione che anche lui dimostra di avere m’inducevano a non chiarire sul NG i fondamenti delle mie convinzioni.

Questo non per timidezza o per superbia ma innanzitutto per non annoiare gli amici acquariofili, che partecipano allo stesso, su inutili (forse per loro) disquisizioni, la sua insistenza e vedo oggi con piacere anche vostra, e soprattutto il punto raggiunto nella dialettica di questi ultimi giorni non mi esime dal farlo.

Alla fine di tutto sono soddisfatto di quanto avvenuto, soddisfatto per l’interesse che due appassionati come Claudio e me, nel prospettare punti di vista apparentemente distanti ma in realta’ vicinissimi, hanno suscitato su tanti altri appassionati, nei quali hanno insinuato il dubbio che probabilmente esiste un modo alternativo di concepire questo mondo.

Il mio sogno e’ sempre stato quello di poter avere in un angolo di casa la bellezza di Madre Natura.

Fin da piccolo guardavo con ammirazione e stupefacenza la bellezza delle foto di alcuni acquari pubblicate su vecchi libri specializzati di de Jong, Beck, Brunner, ma erano, per me giovanissimo aquariofilo e neofita del settore, un desiderio irragiungibile.

Tanto irraggiungibile da sembrare irreale. Poi ho conosciuto la filosofia di Takashi Amano e l’idea di Acquario Naturale mi ha folgorato! Oggi credo fermamente che l’acquario non sia soltanto un semplice contenitore di pesci tropicali e piante acquatiche, ma la creazione di un piccolo ecosistema ecologico confinato in un piccolo spazio.

La civilizzazione della nostra societa’ mi sembra sia avvenuta a scapito del prezioso ambiente naturale, il progresso tecnologico, gli esperimenti nucleari, la clonazione sono tutti tentativi da parte dell’uomo di dominare la natura, natura che poi “cieca” si ribella sovvertendo questi valori.

L’idea di acquario naturale pertanto, puo’ dimostrarsi anche un utile contributo per ricostruire un nuovo rapporto tra la natura e l’uomo. Infatti, l’idea di riportare i singoli elementi della natura all’interno di un acquario, di un Acquario Naturale, inteso pero’ non come modus vivendi ma come insieme di particolari tratti dal mondo esterno e riportati in vasca, mi sembra l’unico sistema per ricreare questo piccolo e misterioso mondo e ricostruire un rapporto ormai seriamente compromesso.

Bisogna pertanto partire da lontano, a mio avviso, per comprendere che un acquario non e’ un oggetto da appoggiare su di un mobile, o da rimpinguare di pesci secondo i gusti di superficiali acquariofili, questo servira’ a ridare dignita’ ha un mondo che l’uomo ha fatto oggetto della sua smania, senza rispettarne le regole e i protagonisti.

In questo contesto che la Filosofia di Takashi Amano va affermandosi, “ imparare dalla Natura per creare la Natura”, frase che riassume in pieno il concetto di Acquario Naturale, mi sembra piu’ che mai attuale e necessario, l’uomo del resto non’e’ padrone della Natura ma parte di essa, una piccola parte di essa, e come tale deve recitare il ruolo assegnatogli senza pretendere la parte di protagonista ma contribuendo, attraverso lo studio dei suoi fenomeni, all’evoluzione e alla conservazione della stessa.

La nostra volonta’ deve trovare lo stimolo nella nostra passione, la passione deve far si’ che la natura non sia piu’ solo nostra. Tutto questo, sia ben chiaro, non vuole essere dietrologia o pura demagogia e neppure una difesa “assoluta” di uno stile che sinceramente in altre aziende non riscontro, assolutamente la tecnica o alta tecnologia come dir si voglia e’ presente in Ada cosi’ come in altre aziende (come tu ben dici) ma cio’ che in altre non vedo e’ soprattutto l’umilta’ (mi ripeto) di chi “impara dalla natura per creare la natura”.

ADA mi ha folgorato si! Ma non tanto da farmi diventare un inetto scolaretto ne tantomeno da farmi coprire gli occhi con la cosiddetta fettina di prosciutto, impedendomi di constatare anche i difetti di quella che oltre ad essere una filosofia, un modo di come intendere l’Acquario e’ anche e forse soprattutto un’ azienda e che come tante, persegue fini economici.

Sostenere pero’ come ha fatto qualcuno che chiunque, un bel giorno, puo’ alzarsi e inventare una filosofia in genere o in particolare nell’acquariofilia mi sembra un discorso qualunquista e sinceramente deprecabile soprattuto nei confronti di quanti in tal senso spendono il loro tempo.

Pertanto questa e’, a mio avviso, la considerazione necessaria per comprendere, accettare e applicare gli strumenti e gli elementi che mi accingo a descrivervi. Vogliamo iniziare dal fondo? OK vi prendo in parola.

Un pH troppo alto (alcalino) puo’ causare difficolta’ molto serie alle piante acquatiche nel consumare i nutrienti. Il fondo dell’ada abbassa la durezza dell’acqua e quindi anche il valore del pH: in questo modo la maggior parte delle piante puo’ assumere i nutrimenti e crescere rigogliosa.

I granuli di questo fondo mantengono la loro forma e la densita’ sott’acqua per molto tempo e assicurano una buona circolazione dell’acqua e dell’ossigeno attraverso il substrato che come tu ben sai e’ importantissimo.

Con questo tipo di fondo crescono bene piante difficilissime come la tonina sp.! E’ un substrato composto di materiale naturale ricavato dal terreno. E’ costituito da particelle che catturano le sostanze di rifiuto che galleggiano in acqua senza l’utilizzo di composti chimici che normalmente sono usati per combattere le particelle in sospensione, regala un’acqua limpida, mantiene bassa la durezza e il ph, stimola la colonizzazione batterica creando cosi’ le perfette condizioni per le radici delle piante.

Questi risultati sono stati ottenuti dall’ada studiando direttamente gli habitat tropicali e costatando che il pH nel letto dei fiumi tropicali e’ intorno a 5.5-6.5, diversamente un pH alcalino causerebbe difficolta’ alle radici nell’assimilare i nutrienti e gli elementi in traccia. Questo tipo di fondo, che e’ in realta’ un fango favorisce il lavoro dei batteri attraverso il loro processo di nitrificazione, trasformando i composti azotati che a loro volta vengono consumati dalle piante.

La sua struttura, poi, attraverso la costante circolazione dell’acqua favorisce il rifornimento di ossigeno a batteri aerobici. Quando, infatti, l’ossigeno risulta insufficiente si attiva l’azione dei batteri anaerobici che producono sostanze tossiche come l’acido nitroso.

Per quanto riguarda l’illuminazione poi il discorso non puo’ prescindere dalla considerazione che nelle foreste pluviali delle ragioni tropicali cresce una grandissima varieta’ di alberi e piante, attraverso il fitto fogliame di questi immensi alberi la luce del sole filtra a fatica e spesso raggiunge gli ambienti sottostanti per un periodo limitato.

Le piante acquatiche crescono sia sui bordi dei ruscelli o dei fiumi sia sul letto di questi, pertanto le lampade ada sono state progettate per ricreare questo spettro di luce. Al mattino e alla sera, la luce del sole non essendo perpendicolare all’acqua viene riflessa e non riesce a penetrare.

In questo periodo del giorno la luce del sole ha lo spettro molto ricco di toni rossi. La fotosintesi viene limitata ad un particolare orario della giornata tra le 10 e le 14 quando penetra finalmente l’acqua con un’inclinazione di 45° e lo spettro solare assume toni blu-verde.

Bene queste lampade hanno una composizione dello spettro molto simile a questo per ricreare proprio le condizioni naturali all’interno dell’acquario. In riferimento all’alta tecnologia relativa al desing scelto da Amano per alcuni suoi accessori, devo precisare che una circolazione dell’acqua moderata e uniforme all’interno dell’acquario e’ essenziale per mantenere la qualita’ dell’acqua ed evitare la crescita delle alghe.

Una fuoriuscita dal filtro dell’acqua molto forte influenza l’attivita’ dello in modo negativo, il desing dei lily pipe e’ idrodinamico permette cioe’ una circolazione ideale per le piante riproducendo la naturale corrente dell’acqua, inoltre essendo direzionata verso la superficie crea un’ossigenazione dell’acqua che elimina la comune patina oleosa ed evita un forte scambio gassoso in superficie che provocherebbe un innalzamento del ph come la circolazione delle normali pompe in commercio provoca. In ultimo il cristallo con cui sono fatte si adatta perfettamente a mimetizzarsi nell’acquario dando la possibilita’ di non essere notate e riprodurre cosi’ l’ambiente naturale.

Spero di essere stato chiaro, sicuramente prolisso ma l’argomento in questione meritava un minimo di attenzione, poi del resto sollecitato in tal senso da quanti negli ultimi giorni partecipavano al Forum, mi auguro inoltre che non valutiate queste righe come una spropositata dissertazione sull’argomento ma un’utile specificazione sul mio punto di vista. Sempre lieto di un confronto su questi temi e certo della vostra cordialita’ vi saluto con piacere.




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