acquario di Marco Longo

L’acquario di Marco Longo

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Ho allestito questo acquario secondo quelli che sono i mie canoni e il mio pensiero di acquariofilia dolce: vegetazione abbondante e semplicità. Con tali propositi ho cercato di ricreare un’ambiente naturale, densamente piantumato e in grado di soddisfare le esigenze dei pesci.

acquario di Marco Longo

acquario di Marco Longo

Pur mettendoci molta cura e attenzione, anche a livello estetico, ho provato a creare un’armonia tra flora e fauna al fine di rendere l’acquario dinamico, ben stabile, e allo stesso tempo di facile gestione. Non ho mai impiegato tecnologie particolari o seguito protocolli specifici, limitando la strumentazione ai test a reagente (kH, gH e NO3) termometro e pH-metro.

La vasca e’ un modello Askoll Pure avviata a luglio 2015.

Come detto, ho puntato ad un allestimento semplice, servendomi di elementi presi direttamente dal mondo naturale. Come fondo ho usato quarzo ceramitizzato miscelato a lapillo vulcanico preso in un garden.
Le rocce laviche, elemento di cui sono particolarmente orgoglioso, provengono dall’ Etna e dalle isole Eolie (Salina), cimeli di vacanze siciliane. I legni e le radici arrivano invece dalle campagne e i boschi del Trentino Alto Adige.

Ho preferito un’illuminazione piuttosto soft, lampada 24W 4000K, con fotoperiodo di 8 ore, ricreando nella vasca numerose zone d’ombra che forniscono gradito rifugio ai pesci, che trovano riparo tra le rocce o nella fitta vegetazione.

La flora è costituita interamente da piante poco esigenti. Piante che mi hanno permesso una facile coltivazione libera da protocolli. Durante il lungo periodo di maturazione (circa 14 mesi) ho dovuto sopperire al poco carico organico della vasca (NO3 a 0) somministrando 1 ml di concime liquido generico NPK5-5-7 (concime liquido per cactacee) ad ogni cambio d’acqua.

La flora è costituita da numerose Anubias: Anubias barteri “Barteri” e Anubias barteri “Nana”, Microsorum e muschio. Emersa, le radici sono in terra in una piccola vaschetta attaccata al vetro con delle calamite, cresce Hydrocotyle, che si sviluppa galleggiando sulla superficie dell’ acqua, schermando cosi le foglie delle Anubias dalla luce diretta.

La gestione dell’acquario è piuttosto semplice, limitata a cambi settimanali del 10%, con acqua di rubinetto + acqua RO. I valori dell’ acqua della mia vasca sono: pH 6.5 circa , GH 7 circa, KH 3 – 4.

Fornisco foglie di quercia o di castagno e pignette di ontano, anche questi presi dai boschi del trentino.
Il risultato è un’acqua ambrata e ricca di tannini.

I protagonisti di questa vasca sono i pesci: l’acquario ospita un branco di 10 Barbus barilioides, conosciuto anche come Barbus faciolatus (Puntius fasciolatus).

Sono contento di avere avuto l’occasione di presentare il mio acquario, proprio perché è un’occasione per poter farvi conoscere questo pesce di cui sono molto appassionato, ma poco diffuso anche tra gli utenti di questo forum.

Il tempo di maturazione piuttosto lungo della vasca è stato in parte anche condizionato dalla difficoltà nella reperibilità dei pesci. Il Barbus barilioides appartiene alla famiglia Cyprinidae, ed è originario del centro-sud Africa (Angola and Namibia). Sebbene sia piuttosto raro, è molto robusto e lo ritengo adatto anche ai neofiti, visto che accetta infatti da subito, qualsiasi tipo di cibo.

Lo alimento con granulare, vivo (larve di zanzara) nella stagione estiva e integro la dieta settimanale con verdure sbollentate. Il vegetale è particolarmente gradito. A differenza degli altri barbi è di carattere mansueto, quasi timido. (le zone rifugio sono infatti fondamentali).

Oltre ai barbi, si sono alcune Caridina multidentata, e due neritine.

Spero abbiate gradito questo allestimento, ma soprattutto sviluppato una curiosità verso questi pesci.

Marco




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