La qualità dell’acqua in un laghetto ornamentale non dipende da un singolo valore isolato, ma dalla stabilità complessiva dei suoi parametri chimici nel tempo. Tra i più importanti ci sono il pH e la durezza carbonatica (KH), che influenzano direttamente la salute di pesci, piante e batteri utili. Monitorare e gestire questi valori aiuta a prevenire oscillazioni improvvise che possono creare stress o squilibri biologici a catena.

Cos’è il pH
Il pH misura l’acidità o alcalinità dell’acqua su una scala da 0 a 14. Valori compresi tra circa 6,5 e 8,5 sono considerati generalmente compatibili con la maggior parte delle specie ornamentali presenti nei laghetti da giardino. Oscillazioni anche solo di 1 unità rappresentano un cambiamento di ordine logaritmico e possono influire sulla solubilità di sostanze chimiche e sulla fisiologia degli organismi acquatici.
Cos’è il KH
Il KH, o durezza carbonatica, rappresenta la concentrazione di carbonati e bicarbonati disciolti nell’acqua ed è noto come “tampone” chimico: più alto è il KH, maggiore è la capacità dell’acqua di resistere alle variazioni di pH. Una durezza carbonatica troppo bassa può favorire grandi fluttuazioni di pH nell’arco di poche ore, mentre un KH adeguato tende a mantenere questi valori più costanti, a tutto vantaggio dell’equilibrio biologico complessivo. Un valore di KH compreso tra 5 e 10 °dH è adeguato per un laghetto.
Misurare prima di intervenire: quali rilevazioni fare e con quali strumenti
Prima di qualunque intervento sull’equilibrio dell’acqua è necessario basarsi su misurazioni dei parametri principali, questo vale anche per pH e durezza carbonatica (KH). Nei laghetti ornamentali queste rilevazioni vengono normalmente effettuate tramite test chimici manuali, che permettono di ottenere indicazioni affidabili senza strumentazione professionale.
I metodi più utilizzati sono i test a reagente liquido e i test a strisce reattive. I primi prevedono l’aggiunta di gocce di reagente a un campione d’acqua e consentono una lettura più dettagliata del singolo parametro. Le strisce reattive, invece, permettono di controllare più valori contemporaneamente in modo rapido, offrendo una visione d’insieme utile per il monitoraggio periodico.
Indipendentemente dallo strumento scelto, il dato va sempre interpretato nel tempo e in relazione agli altri valori misurati. Un valore di pH rientrante nella norma può risultare fuorviante se associato a un KH basso, condizione che espone l’acqua a oscillazioni improvvise. Per questo le rilevazioni andrebbero ripetute con una certa regolarità, soprattutto nei periodi di maggiore instabilità del laghetto, come l’avvio stagionale, le ondate di caldo o dopo forti piogge.
La misurazione non serve a “correggere un numero”, ma a comprendere se il sistema è stabile o se sta perdendo capacità di autoregolazione.
Quando è necessario intervenire per aumentare il KH?
Non sempre è necessario un trattamento esterno: in un laghetto ben bilanciato la vegetazione, il filtraggio biologico e i cicli naturali tendono a mantenere i parametri dell’acqua entro limiti accettabili.
NOTA: Il ciclo biologico del filtro consuma KH per cui, a meno di cambi d’acqua opportuni in un laghetto il KH tenderà a scendere
In assenza di un adeguato effetto tampone, si può rischiare una improvvisa acidificazione dell’acqua. Piogge intense, la decomposizione di rifiuti azotati come escrementi dei pesci, residui vegetali e avanzi di cibo (nitrificazione) abbassano il valore di KH.
Prevenire questi problemi mantenendo stabili KH e pH è prerequisito fondamentale
per un’acqua sana e per il benessere dei pesci e degli altri abitanti del laghetto ornamentale.
Intervenire è necessario per garantire un valore di KH che sia superiore a 4°dH, questo può essere fatto con adeguati cambi d’acqua e aggiungendo prodotti che correggano opportunamente i valori di KH e pH. Inoltre, valori specifici e stabili dell’acqua sono spesso richiesti per poter utilizzare altri prodotti per la cura del laghetto come medicinali e antialghe.
Tra i prodotti disponibili sul mercato che svolgono questa funzione c’è Tetra Pond WaterStabiliser.
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Ricadute pratiche e considerazioni
Intervenire con prodotti specifici può essere utile in laghetti dove i valori di pH o KH tendono a oscillare in modo significativo, soprattutto in presenza di un’elevata biomassa o di condizioni ambientali instabili. L’obiettivo non è “aggiustare” solo un numero, ma supportare l’interazione tra componenti biologiche, chimiche e fisiche dell’acqua.
La scelta di misurare regolarmente i parametri e di intervenire con cognizione di causa riduce il rischio di stress negli abitanti del laghetto, crea un ambiente favorevole alla crescita delle piante e contribuisce a un ciclo dell’azoto più equilibrato nel lungo periodo.
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