Un pesce marino al di fuori dei canoni normali è il Prionotus carolinus della famiglia Triglidae, chiamato popolarmente “pettirosso di mare” per il suo modo di procurarsi il cibo. Per la prima volta è stato descritto dal grande scienziato svedese Linneo nel 1771, che lo chiamò Trigla carolina, essendo abbondante nel mare della Carolina del Nord.
Ambiente in libertà
Questo pesce vive lungo le coste dell’Oceano Atlantico degli Stati Uniti, da Capo Hatteras (un lungo e stretto banco di sabbia che forma un piccolo promontorio nell’isola di Hatteras nella Carolina del Nord) a New York e scende fino al Golfo del Messico, nelle Florida Keys.
Lo si trova negli estuari dei fiumi, non a grandi profondità, a fianco della piattaforma continentale, su terreni sabbiosi, fondamentali per il suo modo di procurarsi il cibo.
Il Prionotus carolinus è un pesce di fondo, che nuota poco, che “cammina” e il tutto senza fretta, lentamente. Non ama l’acqua in movimento e, se questa è del tutto ferma, meglio ancora.

Aspetto e colorazione Prionotus carolinus
Il pesce, che può superare i 40 centimetri di lunghezza, ha il corpo affusolato. Il colore rossastro-grigiastro del dorso si schiarisce scendendo sui fianchi, per diventare quasi bianco sul ventre.
Nel muso, rassomigliante a quello di una rana, però più allungato con il mento nero, si apre una grande bocca, mentre in alto si sporgono occhi grandi e di colore azzurro. La pinna dorsale è divisa in due tronchi, di cui quello anteriore più corto e più alto, e la pinna ventrale è bassa e lunga fino alla coda, che è di bella dimensione a forma triangolare.
Le pinne sono bruno-rossastre con tendenza a schiarire procedendo verso il peduncolo caudale e caratterizzate da un orlo scuro. Ma il massimo della bellezza sta nelle pinne pelviche, enormi e colorate, che rassomigliano a quelle di uccelli.
E ciò che sorprende maggiormente, tanto da rendere la specie un tutto a sé, è la presenza di tre raggi per parte, uscenti dal torace, che meritano un discorso del tutto particolare, ripercorrendo quanto è stato immaginato e scoperto da parte degli studiosi che si sono interessati a questa particolarità.

Particolarità della specie
Gli studiosi avevano notato che alcuni pettirossi allevati in vasche contenenti soltanto acqua e uno strato di sabbia sapevano individuare con precisione dove scavare per procurarsi il cibo.
Per osservare meglio questo comportamento, nascosero nella sabbia alcune capsule: una parte conteneva estratto di cozze, un’altra soltanto acqua salata. I pesci individuavano subito le capsule con l’estratto di cozze, le dissotterravano e ne svuotavano il contenuto, mentre ignoravano le altre.
Approfondendo le ricerche e le prove, giunsero all’importante conclusione che quelle appendici avevano qualcosa di particolare in più: infatti, oltre a consentire lo spostamento dell’animale come se fossero “zampe”, queste “sentono” dove si trova il cibo nascosto nella sabbia, essendo dotate di papille (o protuberanze che dir si voglia) sensoriali, simili a quelle delle lingue degli uomini, che indicano dove il cibo è nascosto.
Pertanto, pur trattandosi sempre di un pesce, il Prionotus carolinus ha queste peculiarità che lo rendono diverso dalla maggior parte degli altri pesci: insomma, esso è stato dotato dalla natura di una caratteristica che lo rende diverso dagli altri pesci, concedendogli un mezzo per alimentarsi sul fondo marino.
Alimentazione del Prionotus carolinus
Si potrebbe dire che il pesce gradisce tutto quanto recupera e vede muoversi, per cui gamberetti, granchi, crostacei, molluschi bivalvi, vermi segmentati, ecc. sono apprezzati e gustati.
Acquario
A proposito della vasca c’è ben poco da dire. Acqua di mare, arredamento a piacere, ma con una vasta zona sabbiosa nella quale “lavorare”. Per quanto si riferisce ai coinquilini, essendo lui un pesce di fondo, non ci sono problemi se essi sono abitatori del livello medio o superficiale. Naturalmente, considerate le dimensioni che il nostro può raggiungere, una capacità di 250-300 litri è il minimo indispensabile.
Riproduzione del Prionotus carolinus
Il Prionotus carolinus è un pesce oviparo. In merito alla riproduzione c’è ben poco da dire: quando la coppia è matura, fatto che avviene quando ha qualche anno di età, depone le uova, effettuando un’operazione semplice, semplice, nel senso che la femmina espelle le sua uova e il maschio libera il suo sperma sulle stesse fecondandole.
Non esistono cure parentali, per cui la massa di uova è abbandonata al suo destino e quelle che non sono divorate da altri pesci o da altre specie di animali, quando si schiudono mettono in libertà larve che diventano avannotti completamente autonomi e in grado di badare a se stessi.
Però, c’è una riflessione da fare, perché pur non essendoci una cura parentale, sembra che la coppia tenda a spostarsi affrontando una migrazione per raggiungere luoghi con temperature più miti e con il fondale sabbioso per offrire alla futura prole un ambiente meglio vivibile e, nel contempo, di sistemarla dove può nutrirsi con quanto riesce a individuare ed estrarre dalla sabbia.
Considerazioni finali
Bene, se per caso dal commerciante dal quale ci si fornisce di tutto quanto serve per l’acquario si trova un esemplare di Prionotus carolinus e si ha a disposizione una vasca delle dimensioni adeguate, vale la pena di portarlo a casa per godere di un’esperienza del tutto diversa e nuova.
Foto di copertina: Большой Утриш





























































































































