Un meraviglioso pesce tropicale è il Synphysodon discus, che non è facile da allevare, tanto da essere tenuto alla larga dagli acquariofili alle prime armi in attesa di diventare esperti, perché, se si sbaglia nelle modalità del suo allevamento, si corre il rischio di perderlo in poco tempo, privando l’acquario della sua vista che, in condizioni perfette, con la sua maestosa presenza, può allietarlo dai 15 ai 20 anni, il che è tutto dire.
In ogni modo, è un pesce che richiama l’attenzione e l’ammirazione di tutti, particolarmente per il suo incedere imponente e maestoso e che si fa ammirare per la sua livrea al punto da farlo considerare un elemento sostanziale per rendere il suo luogo di vita veramente splendido.
Statisticamente, il primo studioso naturalista e ittiologo, che si trovò ad ammirare il Synphysodon discus, è stato l’austriaco Johann Natterer attorno al 1826, in occasione di un suo lunghissimo (quasi ventennale) viaggio in Brasile. Questo incontro fu favorito dal fatto che gli indigeni conoscevano bene questo pesce, ne decantavano la bellezza e non lo ritenevano commestibile. È chiamato pure Pesce Pompadour o Pesce Disco di Heckel, dal nome di chi, anche lui austriaco, per primo ne parlò nel 1840. È un ciclide che vive in acque dolci e può essere, con le opportune cautele, allevato pure in acquario.

- 1 Dalle prime osservazioni alla descrizione scientifica
- 2 Le prime importazioni in Europa
- 3 Dimensioni, spazio e vita di gruppo
- 4 Habitat naturale: le acque calme dell’Amazzonia
- 5 Alimentazione in natura e stagionalità
- 6 Corpo discoidale, bande verticali e livrea
- 7 Alimentazione in acquario del Synphysodon discus
- 8 Vasca, arredamento e parametri dell’acqua
- 9 Riproduzione e cure parentali
- 10 Un pesce per acquariofili esperti
Dalle prime osservazioni alla descrizione scientifica
Dopo la prima descrizione di Heckel, nel 1862 fu pubblicato a Vienna un trattato scientifico di Knel e, nello stesso anno, quello di Gunther a Londra; poi, ancora, nel 1875 a Vienna, quello di Steindachner. Nel 1862, il discorso su questo pesce fu ripreso da Knel e da Gunther, che lo resero pubblico rispettivamente a Vienna e Londra; questi furono seguiti da quelli di Steindacher pubblicati a Vienna nel 1875.
Le prime importazioni in Europa
Siccome si tratta di una specie altamente delicata, le difficoltà per farlo pervenire in Europa inizialmente furono insuperabili, malgrado i numerosi tentativi fatti da diversi raccoglitori e importatori, tanto che si dovette aspettare il 1921 per vedervi giungere un esemplare vivo, come si riscontra nell’articolo di Rachov, stampato sulla rivista tedesca Blatter. Ma quel pesce ben presto morì e solamente nel 1928 si raggiunse il quasi insperato successo nell’importazione di pesci che restavano vivi. Probabilmente, alla fine si era trovata la giusta maniera per farli sopravvivere e successivamente gli arrivi cominciarono ad arrivare con una certa regolarità.

Dimensioni, spazio e vita di gruppo
Intanto, si può partire dal presupposto che, quando lo si acquista da un commerciante, il Synphysodon discus è di piccole dimensioni, ma la sua lunghezza da adulto è dai 15 ai 20 centimetri, per cui è necessario, per il suo benessere, dargli il giusto spazio per muoversi e nuotare. Per questo, i neofiti devono stare ben attenti a non inserire questo pesce in un ambiente sovraffollato dove lo spazio venga suddiviso fra troppi inquilini. Infatti, non è raro il caso in cui questi pesci vengono tenuti in acquari troppo ristretti; questo capita spesso, purtroppo, nel caso dei Carassi, i classici Pesci Rossi, incarcerati in pochi litri di acqua, quasi sempre in bocce sferiche, che ne impediscono la giusta visione da parte del proprietario e del povero pesce verso l’esterno.
In tale condizione, il solo vantaggio per il Discus è che muore, ponendo fine alla sua sofferenza; ciò invece non capita al povero Pesce Rosso che, robusto com’è, continua a vivere, o meglio sopravvivere, per lunghi anni in uno stato di orrenda atrofizzazione, senza che il suo proprietario, per ignoranza e non per cattiveria, si renda conto che non cerca di soddisfare le sue esigenze. A proposito del contenitore, è stato emanato il D.Lgs. 152/2006 nel quale, fra l’altro, è chiarito che il contenuto volumetrico non deve mai essere inferiore ai 30 litri di acqua e le bocce di vetro trasparente, usate per i Pesci Rossi, sono assolutamente vietate.
Detto questo, ci si deve ricordare che si tratta di un pesce gregario che vive bene in compagnia, per cui un gruppetto di 5 o 6 esemplari è l’ideale per movimentare un acquario.
Dopo questa lunga, ma ritenuta necessaria, premessa, ecco di chi si sta parlando. Il Synphysodon discus, è un ciclide che vive in acque dolci e può essere, con le opportune cautele, allevato pure in acquario.
Habitat naturale: le acque calme dell’Amazzonia
Il Pesce Pompadour è diffuso nell’America del Sud, in Brasile, nelle acque tranquille dei bacini del Rio delle Amazzoni e del suo affluente Abacaxis, dei Rii Negro, Solimoes e Trombetas e praticamente in tutti i fiumi, nei loro affluenti e nelle raccolte d’acqua dell’Amazzonia. Vive in acque calme, ricche di sedimenti, di radici di alberi e di rocce, con vegetazione formata da Cabomba ed Eleocharis parvula e in compagnia di Corydoras, Cichla e Mesonauta; queste acque si disperdono nelle foreste amazzoniche, insinuandosi per molte decine di chilometri, riempiendo tutte le cavità che incontrano.

Alimentazione in natura e stagionalità
Essendo onnivoro, la sua alimentazione si basa sul consumo di rotiferi, infusori, copepodi, vermi, gamberetti, crostacei, invertebrati planctonici, insetti vari, larve di zanzara, avannotti di altre specie e pure di diverse varietà di alghe e residui vegetali. Poiché l’ambiente in cui vivono va dal secco alle piogge, il nutrimento è legato alle stagioni, vale a dire che il pesce si abbuffa quando il cibo è abbondante, per affrontare i periodi di siccità nei quali esso diventa molto scarso. Non a caso la riproduzione avviene solitamente nelle stagioni piovose, quando le acque sono alte, e il cibo non manca.
La riproduzione è semplice, perché le uova vengono deposte su superfici lisce di sassi o di foglie di piante acquatiche e immediatamente fecondate dal maschio.
Corpo discoidale, bande verticali e livrea
Innanzitutto, è ritenuto uno dei pesci più belli che si possono ammirare negli acquari domestici ma, come detto più sopra, deve essere seguito da acquariofili esperti. I Discus appartengono alla grande famiglia dei Ciclidi e presentano un corpo a forma discoidale, quasi circolare (non a caso si definisce Discus) con i fianchi fortemente compressi.
La colorazione di fondo del corpo, più intensa nei maschi adulti, è fra il giallo e il grigio, attraversata verticalmente da 9 bande, di cui le tre centrali più intense, la quinta nel centro del corpo e l’ultima sul peduncolo caudale. Sulla testa e sui fianchi sono presenti tratti vermiformi sul verde turchese o verde erba, con lunghe macchie nere. La bocca è piccola e appuntita e una piccola gibbosità si nota sulla fronte.
Le pinne dorsale e anale, lunghe quanto il corpo, sono ampie e arrotondate e il loro colore di solito è turchese, arricchite da due linee; di quella dorsale, i primi 9 raggi, separati fra di loro, formano una piccola cresta, che può essere inarcata a piacere; lo stesso vale per quella anale. La pinna ventrale, a forma di triangolo, falciforme, ha il secondo raggio ben sviluppato, mentre gli altri sono più corti e disposti a scalare. Le pinne ventrali sono lunghe e assottigliate; stupenda è la pinna caudale a forma di delta o trapezoidale con l’orlo quasi diritto.
Alimentazione in acquario del Synphysodon discus
In acquario, l’alimentazione del Discus è costituita da larve di zanzara, Tubifex, Chironomus congelato, Artemia salina, Mysis, cibo liofilizzato, mangime secco in granuli di buona qualità e, in più, verdure, quali piselli, spinaci, zucchine, sbollentati.

Vasca, arredamento e parametri dell’acqua
La vasca deve essere necessariamente grande, con dimensioni almeno di 160 centimetri di lunghezze e 50 di larghezza e altezza. Fondo di sabbia fine da tenere ben pulita. Come in libertà, l’arredamento può essere del tutto simile, per cui basta ritornare indietro a quando si è detto per l’ambiente di vita.
Parametri dell’acqua: Temperatura 28-32°C, pH 5,3-8,0, Durezza carbonatica 0,03-0,2°dKH, Durezza totale 0,07-0,3°dGH; Conduttività 20-30 microsiemens (a 28° C).
Riproduzione e cure parentali
Nel periodo della riproduzione, una volta riconosciuta una coppia per il suo atteggiamento, perché non esistono differenze sessuali evidenti, questa diventa intollerante e aggressiva con altri pesci, per cui conviene isolarla in una vasca più piccola, senza un particolare arredamento: basta porre sul fondo un cono specifico di terracotta e innalzare la temperatura dell’acqua, avente un pH sui 5,5, a 28°C.
La coppia si adopera per pulire bene il cono e quindi inizia la deposizione delle uova, immediatamente fecondate dal maschio, poi si adopera per cambiare continuamente l’acqua attorno al cono. La nascita degli avannotti avviene dopo due o tre giorni ed è interessante conoscere come avvenga l’alimentazione nei primi giorni di vita.
Il ruolo del muco cutaneo nei primi giorni di vita
A questo proposito, si fa un passo indietro, perché sì, è vero che si era riusciti a portare in Europa esemplari di Discus che restavano in vita, ma il problema si presentò quando gli allevatori, seguendo la prassi normale per la riproduzione, per tema che i genitori ne facessero una scorpacciata, li isolavano in una vasca tutta per loro.
Ma, malgrado l’offerta dei vari cibi che sono l’alimento degli avannotti, questi sistematicamente morivano. A quel punto, si dissero che non valeva la pena separarli dai genitori che, se avessero desiderato mangiarli, tanto valeva la pena che lo facessero.
Dopo questa decisione, gli allevatori abbandonarono l’idea di riuscire a mettere sul mercato piccoli Discus nati nei loro allevamenti, ma dopo qualche tempo si resero conto che il numero dei pesci cresceva con una certa regolarità. Cos’era successo? Seguirono con attenzione gli avvenimenti dell’acquario e notarono che i piccoli, appena sgusciati, si attorniavano ai loro genitori, piluccavano sulla loro epidermide e si nutrivano della sostanza che ne veniva secreta. Infatti, essi si nutrono di quella specie di muco, ricco di nutrienti essenziali, per passare poi al cibo normale degli adulti.
Fu questo il classico colpo di fortuna che, come capita in certi casi, mette sulla strada giusta: infatti, fu proprio questa decisione a far luce sulla loro non sopravvivenza. Per la cronaca, era l’anno 1939.
Solamente dopo circa tre mesi, i piccoli iniziano a nutrirsi come gli adulti, ne assumono la forma discoidale e amano stare in branchi, mentre i genitori sono piuttosto territoriali.
Un pesce per acquariofili esperti
Dopo tutta questa lunga chiacchierata, non resta che dire che i Symphysodon discus sono pesci bellissimi, che danno un tono particolare all’acquario in cui sono allevati, ma – si insiste – è opportuno che chi li cura deve essere all’altezza dell’incarico per non combinare guai. Mentre chi li ospita sicuramente ha l’occasione di guadagnarsi la loro fiducia, ricompensata da una visione eccezionalmente bella e da un’amicizia che può durare anche parecchi anni.
































































































































