Uno scorbutico pesce proviene dallo Sri Lanka è il Belontia signata: perchè scorbutico? Perché preferibilmente si comporta da solitario, tanto che il fatto di non cercare mai compagnia può essere una delle ragioni per le quali le riproduzioni sono pericolosamente in crisi per la specie.
E non solo: è un pesce oltremodo aggressivo, soprattutto quando diventa adulto, non solo con membri di altre specie ma pure con le sue femmine, quando sono lontane dal periodo riproduttivo; mentre da giovane è relativamente tranquillo.
Possiede un organo respiratorio accessorio alla respirazione normale, definito “labirinto”, che serve quando l’ossigeno sciolto nell’acqua è abbastanza scarso e che gli consente di respirare aria atmosferica.
Si ciba di insetti, soprattutto terrestri, crostacei, lombrichi, piccoli pesci e di detriti vegetali.
È noto per diversi nomi: Ceylon, Malaysia, Giava fighting fish (Pesce Combattente di Ceylon, Malaysia, Giava).
La sua descrizione risale a quella di Günther del 1861.

Ambiente di vita
È un pesce endemico dello Sri Lanka, dove vive nel fiume Mahavela e nei bacini del fiumi Kelani, Kalu e Nilwala. Vive in acqua dolce, in un clima tropicale, in raccolte d’acqua poco popolate, soddisfacendo alla sua caratteristica di essere solitario, abbastanza lente e mai molto profonde e limpide, su fondi di sabbia o ciottoli e con ricca vegetazione, fra cui spesso sono Aponogeton e Lagenandra.
Aspetto
Ha una livrea rossastra, più accentuata nei maschi. Le pinne pettorali, arrotondate, sono quasi incolori; quella dorsale parte dal centro del dorso e finisce a punta, ingrandendosi presso il peduncolo caudale; quella anale, che pure termina a punta, è corta ed è posta vicino alla coda. Le pinne impari dei maschi, notevolmente più grandi, sono più lunghe di quelle delle femmine. Pertanto il dimorfismo sessuale è evidente.

Belontia Signata in acquario
Poiché il pesce può raggiungere la lunghezza di 18 centimetri, è opportuno che l’acquario per una coppia abbia 150 centimetri di lunghezza e 40 sia di larghezza, sia di altezza. Il substrato deve essere sabbioso, ricco di oggetti che forniscano nascondigli e zone d’ombra, cespugli di piante radicate, di epifite legate ai ciottoli e altre galleggianti.
Di solito, si inizia con un gruppetto di 4 o 5 esemplari per la scelta della coppia. Il moto dell’aqua deve essere lento, con un filtraggio ridotto, ma efficace. Temperatura dell’acqua dolce con caratteristiche neutre fra i 24 e i 28°C. Aspettativa di vita 7 o 8 anni.
Per quanto riguarda altri eventuali compagni di vasca (nel qual caso deve essere più grande), considerato che il Belontia è molto aggressivo, gli eventuali compagni devono essere sufficientemente grossi, per non finire nei suoi pranzi o nelle sue cene.
Alimentazione
In acquario di solito non fa storie: accetta lombrichi o crostacei vivi o congelati e pure mangimi secchi con preferenza per quelli in granuli. I giovani gradiscono Chironomus e Artemia, di solito ignorati dagli adulti.
Riproduzione della Belontia Signata
Belontia signata è una specie di cui il maschio costruisce un nido di bolle in cui sono deposte e fecondate le uova; e quando gli avannotti sgusciano, vengono sistemati nello stesso e ivi riportati se cadono verso il fondo. A queste cure parentali partecipano entrambi i genitori. Una volta assorbito il sacco vitellino, si possono nutrire con Chironomus e Artemia salina.

Futuro della specie
La sua sopravvivenza è precaria per diverse ragioni; a una di queste si è accennato più sopra e si riferisce al suo carattere di solitario. Ma peggiore è la situazione ambientale in cui si viene a trovare per le attività umane. Infatti la crescita dei sedimenti e dell’inquinamento dell’acqua a causa delle produzioni basate su prodotti chimici, il vizio di pescare con l’uso di veleni, le infiltrazioni dovute alla ricerca e all’estrazione di pietre preziose, agiscono negativamente… e meno male che il Belontia ha il labirinto.
Ma non si deve pure scordare che tutti, o quasi, i pesci che entrano negli acquari casalinghi provengono da catture di individui in libertà, attivando un commercio che si trasforma in uno sfruttamento esagerato degli individui in natura (si ritiene addirittura che il 98% degli individui che entrano negli acquari provenga da cattura).
Nel 2016, lo studio di Krankanamage e Mohotti ha ipotizzata l’estinzione della specie, per lo meno a livello locale, per la pesca con il veleno, e inoltre perché il Belontia signata è solitario e territoriale e le occasioni riproduttive scarseggiano.
Conclusioni
Se si ama vedere il proprio acquario abitato da pesci belli e di buona dimensione, una coppia di Belontia signata può rappresentare una buona soluzione, ma valida soprattutto per chi ha molti acquari.
Immagine di copertina: Belontia signata. Foto: Klaus Rudloff, via Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.































































































































