Sfondo per acquari

Sfondo per acquari fai da te

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Tutto il progetto per questo Sfondo per acquari fai da te parte da un’idea molto semplice, vista la mia totale inesperienza per quanto riguarda il fai da te. Trattasi di uno sfondo composto totalmente da legni, posizionati verticalmente, che simulerebbero radici di mangrovia; il tutto è fissato a del plexiglass.

Ho sempre ammirato gli sfondi 3D per acquari, il senso di naturalezza e profondità che possono regalarci: ma spesso il risultato fai da te non assomiglia molto agli sfondi 3D di note marche, come i “back to nature” della Juwel, bellissimi ma altrettanto costosi.

Io vi propongo una soluzione semplice e molto economica, il cui risultato finale potete vederlo qui sotto:

Sfondo per acquari

Non lascia tracce sul vetro, può essere inserito anche ad acquario già avviato e riempito, ed usarlo anche per refugium, acquaterrari, tartarughiere. Senza polistirolo, poliuretano, vernici, sabbie ecc…

L’organizzazione

Il lavoro che sto per esporvi potrebbe essere realizzato anche da una sola persona che sia già pratica in queste attività, ma io ho preferito farmi aiutare da un adulto.

Ecco il necessario:

– LEGNI: quali legni siano adatti per essere inseriti? Io ho utilizzato il faggio. I legni più sicuri sono sicuramente i legni di torbiera dei negozi (ma è raro trovare la forma che ci interessa), le radici mopani e quelle di mangrovia.

Poi anche quercia, ontano nero, castagno, faggio e le rispettive radici. Cosa non deve essere usato assolutamente? Ulivo, vite, pioppo, conifere e piante resinose, legni raccolti in mare. I

l legno deve essere secco e assolutamente scortecciato, quindi è preferibile raccogliere i rami già caduti, per non dover aspettare di farli seccare al sole. Se volete approfondire l’argomento, c’è un topic in evidenza nella sezione allestimento, “enciclopedia del legno in acquario”.

L’area da dove li ho presi è coperta dalla neve per tutto l’inverno e ha contribuito alla conservazione dei legni lontano da muffe. Quando li ho raccolti erano quasi totalmente privi di corteccia, che può essere comunque levata con un po’ di pazienza e un taglierino.

Vi consiglio di andare in montagna, in una zona incontaminata, e cercare lì. Ovviamente, la quantità e la grandezza dei legni dipende dalla parete che volete ricoprire. Io ho utilizzato, per una parete di 120×50, rami di circa 3 metri ciascuno, molto spessi, e ne sono rimasti alcuni in più.

Misurando il diametro dei rami e paragonandolo alla lunghezza della parete, potrete rendervi conto di quanti pezzi di legno vi serviranno. Si può anche decidere di ricoprire metà sfondo e il resto riempirlo di piante e di lasciare più o meno spazio tra i legni.
Ecco le foto del luogo dove li ho presi (a casa mia in montagna):

– PLEXIGLASS: l’ho comprato nel negozio di ferramenta, due lastre di 50×50 cm dello spessore di 2 mm, ad un prezzo davvero irrisorio. Ad esse bisogna attaccare i legni.

FASCETTE DA ELETTRICISTA O VITI IN ACCIAIO INOX: anche queste facilissime da reperire, preferibilmente nere in modo che non si notino (io le avevo solo bianche-trasparenti, ma sarebbero state coperte dall’arredo). Il silicone non andrebbe bene in quanto non ha molta presa sul plexiglass.

SMERIGLIATRICE O SEGA: per tagliare i legni. Mio padre ha usato la smerigliatrice e in un’ora e mezza tutti i legni sono stati tagliati alla lunghezza desiderata.

TRAPANO: per bucare il plexiglass.

All’opera!

Innanzitutto voglio avvisarvi che i legni raccolti in natura galleggiano per qualche giorno. Per ovviare a ciò, una volta misurati i rami e tagliati alla lunghezza deisderata, io li ho immersi in acqua per una settimana, cambiandola ogni due giorni.

In questo modo i legni hanno liberato le impurità della superficie e reso l’acqua molto ambrata per i tannini (se non vi piace questo effetto in acquario, potreste lasciarli più tempo in ammollo).

Per una maggiore sicurezza avrei potuto bollire i legni, ma erano troppi e troppo grandi e ho lasciato perdere. Volendo potreste ricoprirli con il plastivel, una pellicola che li isola dall’acqua, per scongiurare qualsiasi pericolo (che vi ripeto, non dovrebbe presentarsi se l’area di raccolta non è inquinata e se i legni non sono marci), ma in questo modo galleggerebbero e dovreste ancorarli con qualcosa a lavoro finito.

Al termine della settimana i legni galleggiavano ancora un po’, ma grazie al fissaggio al plexiglass successivamente non ho avuto problemi. Fate un progetto dello sfondo desiderato adagiando i legni come più vi soddisfa:

Poi prendete il plexiglass. Se nella vostra vasca, come nella mia, ci sono i tiranti, tagliatelo (con un taglierino) di conseguenza. Stabilite la posizione di ogni legno su ciascuna lastra:

Dopo aver poggiato la lastra su un pannello di legno, una pietra,o comunque una superficie dritta e che protegga il suolo da eventuali danni, se usate le fascette, coricate il legno sul plexiglass e prendete le misure per bucare il plexiglass dove desiderate.

Fate due buchi nel plexiglass ai lati superiori del legno e due ai lati inferiori, così anche se galleggiasse non perderebbe la sua posizione, poi passateci una fascetta, chiudetela e tagliate la parte in eccesso.

Se usate le viti (in acciaio INOX!) inseritele nel plexiglass con sotto il legno da fissare (anche se questa tecnica non l’ho provata, quindi non posso garantirvi l’effettiva efficacia).

Andando avanti con estrema attenzione per non rompere il plexiglass (regolate se potete il trapano al minimo della potenza), questo dovrebbe essere il risultato:

Il lavoro è finito, basta inserire adesso le lastre in acquario e posizionarle come più vi piace (scusate la scarsissima qualità della foto, l’ho fatta di fretta e l’acqua era torbida, quindi non rende molto):

Io non ho usato nulla per fissarlo al vetro, perchè tiene da sé. In questo modo è possibile toglierlo ogni volta che si desidera senza sforzi e senza tracce sul vetro!

Se poi decidete di cambiare un legno che non vi piace più o si è rovinato, basta tagliare le fascette dello stesso ed inserirne uno nuovo.

Se le lastre non dovessero tenere (più probabile che accada nei piccoli acquari, dove i legni non sono molto grossi), usate delle ventose (potete acquistarle nei negozi di acquariofilia online di tutti i tipi e misure).

Conclusione

Eccovi pronto uno sfondo 3d molto naturale, che sarà sicuramente apprezzato dagli abitanti della vasca. Una soluzione non drastica per chi volesse lasciare la vasca intatta per eventuali futuri cambi di fauna e layout spendendo pochissimo, ma di grande impatto.

Vi sembrerà di osservare la riva di un fiume. Potete lasciare in vasca solo lo sfondo o aggiungervi altri legni,piante e rocce. Inoltre, visto che il plexiglass è trasparente, si vedrà il muro al quale è accostato l’acquario oppure potete procurarvi uno sfondo esterno da poter incollare come ho fatto io (ve lo consiglio scuro per far risaltare la profondità, io l’ho usato blu).

Vi lascio inoltre una foto del mio acquario, anche se il layout non è ancora finito (devo coprire alcune fascette):

Avvertenze: ovviamente state attenti agli attrezzi che maneggiate, tagliate i legni e fissateli al plexiglass fuori casa perché ci si sporca abbastanza, e ricordate che una gran quantità di legni potrebbe rendere l’acqua ambrata e più acida. Ricordatevi di rimuovere la corteccia, che altrimenti marcendo inquinerebbe l’acqua.

Ringrazio in generale tutti voi del forum per avermi chiarito alcuni dubbi, ma soprattutto @dave81 che mi ha dato molte dritte e mi ha seguito nel progetto (che ha avuto qualche modifica dall’idea iniziale!).

ATTENZIONE!
Negli articoli dedicati al fai da te vengono descritte esperienze di appassionati italiani che vogliono, unicamente a titolo dimostrativo, mostrarci e renderci partecipi dei loro risultati nella costruzione artigianale di accessori di acquariofilia.
Ricordiamo che molti progetti avendo a che fare con impianti elettrici e l’utilizzo di macchinari e strumenti di lavoro possono essere pericolosi, e che le modifiche apportate ad accessori già esistenti, rendono l’accessorio non più a norme CE e pertanto con la garanzia non più valida.
Nel caso qualcuno volesse ugualmente cimentarsi nella realizzazione di questi progetti, sia Acquaportal sia gli autori del progetto stesso non si assumono in alcun modo responsabilità in caso di incidenti o guasti di qualsiasi tipo essi siano. Nel caso di realizzazione ricordiamo infine che alcune lavorazioni necessitano di strumenti di protezione.



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