Riprodurre le ampullarie, ecco come

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Le Pomacea, a differenza di molte altre lumache (es.: Lymnaea spp.), non sono ermafrodite. I sessi sono separati (gonocorismo), quindi per riprodurre le ampullarie bisogna che siano presenti un maschio e una femmina. Ricordiamo tuttavia che, in particolari condizioni, alcune specie di Pomacea possono cambiare sesso.


Foto archivio AP.

Ci sono differenti modi per distinguere i sessi. Ad esempio, si estragga dall’acqua l’esemplare da identificare e lo si osservi tenendolo capovolto con l’opercolo orientato verso l’alto. Dopo qualche minuto il Mollusco comincerà ad uscire dal guscto mostrando il proprio corpo. A questo punto, si controlli con attenzione la zona destra interna alla conchiglia, molto al disopra della testa dell’animale. Se vi è presente una sorta di sacchetto, si tratta di un maschio (il sacchetto raccoglie il suo organo copulatore); gli esemplari privi del sacchetto sono quindi di sesso femminile. I maschi, inoltre, hanno l’apertura della conchiglia più ampia rispetto a quella delle femmine di taglia analoga. Durante l’accoppiamento, poi, essi sono facili da individuare poiché si posizionano sempre sopra la femmina.


Escursione fuori dall’acqua. Foto archivio AP.

L’accoppiamento avviene nel modo che segue: i partner si uniscono avvicinando sinuosamente i loro piedi. Il maschio introduce il proprio organo copulatore sotto la conchiglia detta femmina, la quale da quel momento potrà conservare il liquido seminale anche per più di un mese (ecco perché a volte, basta acquistare un singoto esemplare di sesso femminile per ottenere la deposizione di uova fertili). In P. bridgesi e P. canaliculata, l’accoppiamento dura in genere fino a un’ora.

riprodurre le ampullarie
Foto archivio AP.

Altre Pomocea possono invece rimanere unite fino a 3 ore. Le Pamacea, in natura e in acquario, depongono quasi sempre durante la notte. Le uova vengono espulse fuori dall’acqua, dove rimangono fino alla schiusa (P. scalaris produce uova acquatiche, ma rappresenta un’eccezione).


Foto archivio AP.

Nel caso di P. bridgesi e P. canaliculata, il numero totale delle uova è Compreso fra le 200 e le 600 unità. Esse mostrano all’inizio un colore arancione, poi diventano biancastre e si induriscono, trasformandosi in solide callette calcaree, addensate in un folto grappolo adesivo. In natura il colore bianco sembra non penalizzare le uova. Esse infatti, pur essendo facili da individuare, non vengono mangiate dai predatori per via del loro sapore gradevole. Tuttavia, esistono delle Pomacee (es. P.glauca) che producono uova di colore verde per poterle mimetizzare con successo fra la vegetazione. I tempi della schiusa dipendono dalla temperatura è dall’umidità dell’aria.


Foto archivio AP.

A temperature comprese fra i 24 e i 28° C, per esempio, sono sufficienti di solito 10-25 giorni per vedere le prime lumachine rompere le cellette e cadere in acqua. Le nuove nate, che misurano 1-2 mm, sono già completamente formate e cominciano subito a nutrirsi di detriti ed alghe. In molti casi, il loro primo pasto è rappresentato dalle stesse cellette da cui fuoriescono (cibo ricco di prezioso calcio). Se alimentate in modo costante, raggiungono la maturità sessuale dopo circa un anno.

L’Autore desidera ringraziare il dott. Stijn Ghesquiere, dell’Università di Maastricht, per la preziosa collaborazione fornita.

Bibliografia:
– A. Mancini: “Les escargois géants (Ampullaires) dans l’aquarium” (1991) – Aquarama 122:32-33.
– A. Mancini: “L’acquario tropicale d’acqua dolce” (1999) – Editoriale Olimpia, Firenze.
– M.L.Tani: “Ospiti da conoscere meglio: I Molluschi d’acqua dolce” ( 1999) – “II mio Acquario” 14:38-42.

Questo articolo è stato pubblicato sul numero 35 – Agosto 2001 – della rivista “il mio acquario” la quale ha concesso tale ripubblicazione.




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