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Roma, Gennaio 2002. Abbiamo intervistato Alessandro Mancini,
responsabile di redazione e consulente editoriale della famosa
rivista "Il mio acquario". Il Dottor Mancini ci ha ospitato
nella sua casa e abbiamo così potuto ammirare il fulcro centrale
da dove nasce la rivista. L'ufficio del Dottor Mancini è una
vera miniera di libri dedicati all'acquariofilia, tant'è che
troviamo rarissime pubblicazioni, soprattutto straniere.
La ricerca di libri introvabili è anche diventato per lui un vero e
proprio hobby. Abbiamo anche avuto la fortuna e il grandissimo piacere
di ricevere in omaggio una copia della prima rivista di acquariofilia
comparsa in Italia, eccovi la copertina:

Il Dottor Mancini, biologo di fama internazionale, è stato molto disponibile
e ha mostrato una grandissima professionalità nel suo lavoro e ci ha
spiegato in ogni minimo particolare molte cose del "dietro le quinte"
della rivista "Il mio acquario", leggiamo l'intervista:

Il Dottor Mancini (sulla sinistra) e Marco Rosetti durante l'intervista.
- Chi lavora dietro le quinte de "Il mio Acquario?", c'è una redazione
fissa?
La redazione vera e propria (diciamo quella "operativa") è composta
dall'editore, Mario Sprea, dal sottoscritto e dal grafico, Fabrizio
Conti, tutti a Roma. Poi naturalmente c'è chi, presso la sede centrale
della Sprea Editori (in provincia di Milano), si occupa della parte
pubblicitaria e redazionale (indispensabile per la rivista!), nonchè
degli abbonamenti e della distribuzione (idem), pur non intervenendo
direttamente sui contenuti.
- Sappiamo che "Il mio Acquario" è la rivista di acquariofilia più
venduta in Italia, quante copie al mese vende in media?
La vendita media nelle edicole è di circa 28.000 copie, con punte di
oltre 30.000.
- Quanti abbonati ha?
Non lo so con esattezza, perché gli abbonamenti vengono gestiti da
una società esterna. Credo che siano intorno ai 3.000.
- Come avviene la stesura contenutistica e pratica di un numero,
quanti passaggi ci sono?
Il primo passo è la stesura del "timone", in pratica il sommario "in
bianco" di ogni numero da riempire con i titoli degli articoli e delle
rubriche stabilendo quante pagine dedicare ad ognuno: il timone va naturalmente
redatto con un certo anticipo, di regola mentre si lavora ad un numero
si ha già il timone completo del successivo e un timone parziale dei
2-3 seguenti. Scelgo gli articoli in base a vari criteri: proposte dei
nostri autori, richieste dei lettori (ascoltatissime), disponibilità
di materiale fotografico (ogni pezzo deve essere adeguatamente illustrato),
attualità dell'argomento, ecc., sempre naturalmente in funzione della
necessità di offrire in ogni numero ai nostri lettori un panorama dell'acquariofilia
il più completo possibile. Una volta completato, sottopongo il timone
all'approvazione dell'editore, Mario Sprea. Man mano che mi arrivano
gli articoli dai nostri collaboratori (in genere molto puntuali!), li
controllo dal punto di vista tecnico-scientifico, della forma e della
lunghezza, quindi li passo al nostro editore che li "cucina", cioè li
uniforma nell'impostazione (titolo, cappello, titoletti infratesto,
didoni, bibliografia, ecc.) per facilitarne l'impaginazione da parte
del nostro grafico, Fabrizio Conti. Gli articoli "cucinati" tornano
a me per un ultimo controllo, prima di essere girati con le ultime raccomandazioni
(una foto in apertura piuttosto che un'altra, un box evidenziato in
un certo modo, ecc.) a Fabrizio che, man mano che li impagina, me li
manda in formato Pdf per visione. Le eventuali correzioni importanti
(una foto o una dida scambiate accidentalmente, ad esempio) gliele comunico
telefonicamente già a questo stadio, quelle più piccole saranno apportate
direttamente sul "brown book", in pratica le bozze a colori del numero
che, una volta corrette da me e dall'editore, sono pronte per la stampa.

Nella foto il Dottor Mancini ha in mano un "Timone" della rivista,
anche chiamato "Menabò".
- Spesso si sente dire che "Il mio Acquario" è una rivista rivolta
ad un acquariofilo che ha iniziato questo hobby da poco tempo, quindi
ai neofiti. Secondo te è vero?
Mi viene da sorridere di fronte a questa osservazione: pensa che siamo
stati bonariamente "costretti" da tanti lettori e da diversi inserzionisti
a inserire la rubrica "L'Agenda del nuovo acquariofilo" (a partire dal
n° 30), in quanto ci si rimproverava di essere troppo... tecnici! In
realtà, per una precisa scelta dell'editore - che si è rivelata vincente
- la nostra è in assoluto la rivista italiana che tratta più tematiche
in ogni numero (10 articoli di argomenti diversi, più la posta, la spiegazione
delle parole difficili, l'editoriale, la guida al mercato e, appunto,
l'agenda del principiante), un impegno ti assicuro enorme, ma che ci
ricompensa rendendoci indubbiamente più facile venire incontro alle
esigenze sia degli appassionati più evoluti che di quelli alle prime
armi.
- Quindi, qual è il target principale a cui si rivolge "Il mio Acquario"?
Per usare un termine alla moda, siamo una classica rivista "generalista",
che si rivolge cioè "a tutto campo" a chiunque coltivi l'hobby dell'acquariofilia,
spaziando dal tropicale al nostrano, dal dolce al marino, fino alla
terrariofilia che non trascuriamo perché sappiamo interessare molti
acquariofili. Del resto, anche la scelta di uscire principalmente in
edicola (pur non tralasciando lo specializzato) riflette in qualche
modo la nostra linea editoriale.
- Hai voglia di parlarci delle altre riviste, dirette concorrenti?
Francamente no. Il mondo dell'acquariofilia italiana è relativamente
piccolo e, per esperienza di vita anche in altri campi lavorativi,
posso affermare che non sfugge alla regola del "tanto piccolo quanto
litigioso". Fino ad oggi tra le varie riviste, più o meno concorrenti,
mi sembra esista di fatto uno "status quo" di reciproca indifferenza
che personalmente ci terrei restasse tale...
- Cosa ne pensi di "aquarium"?
No comment.
- Cosa ne pensi di "Hydra"?
No comment.
- Cosa ha in più "Il mio Acquario" da offrire al lettore rispetto
alle due riviste citate in precedenza?
"Il mio Acquario", rispetto alle due riviste citate, si vende nelle
edicole, va incontro a un grosso pubblico, ha maggiori responsabilità.
È un altro mercato, più professionale e infinitamente più difficile.
Non si possono fare comparazioni. Noi, comunque, per fair-play non desideriamo
farne. Questo spiega i miei "no comment" precedenti.
- Il layout, il format per capirci, della rivista non è mai cambiato
in tutti questi anni, come mai?
Diciamo che aspiriamo a diventare la... Settimana Enigmistica dell'acquariofilia!
Battute a parte, mi permetto di contestare anche questa affermazione:
invito chi ci segue dall'inizio a sfogliare uno dei primi numeri e a
confrontarlo con l'ultimo uscito, penso si stupirà nel notare i cambiamenti
avvenuti, naturalmente in meglio! Non mi riferisco solo all'aspetto
grafico (comunque radicalmente rinnovato a partire dal n° 30), ma anche
e soprattutto alla ricchezza, all'interesse e alla varietà dei contenuti,
alla qualità delle illustrazioni e all'autorevolezza dei nostri autori,
quasi tutti laureati in Scienze e tutti esperti riconosciuti nei loro
campi.

- Mario Sprea, l'editore, segue molto da vicino l'evoluzione de
"Il mio Acquario": come mai? E' anche lui un appassionato acquariofilo?
Non lo era ma lo sta diventando. In ogni caso non interviene nei contenuti
se non molto marginalmente. Segue da vicino la rivista solo per quello
che riguarda gli aspetti tecnico-editoriali. Tiene molto alla professionalità
e sorveglia da vicino una rivista che, per sua natura, rischierebbe
i difetti di dilettantismo che gli appassionati spesso tradiscono quando
si occupano della loro materia senza avere alle spalle una grande esperienza
giornalistica ed editoriale. Comunque, questa esperienza me la sto facendo
e Mario Sprea oggi mi dice spesso che non c'è più bisogno di lui, che
infatti ha molto attenuato la sua supervisione editoriale.
- "Il mio Acquario", insieme alla Tetra Italia, è in possesso di
un importantissimo studio di settore, realizzato tramite un questionario
che per mesi avete proposto nella vostra rivista. Puoi dirci, o meglio
interpretarci i risultati che sono usciti da questo ricerca? E quindi
quale potrebbe essere il futuro dell'acquariofilia italiana?
Effettivamente, si è trattato del più importante studio di settore
finora mai effettuato nel campo dell'acquariofilia, che solo una rivista
diffusa come la nostra poteva promuovere in Italia. Il successo è stato
più che lusinghiero, del resto ampiamente in linea con i dati di diffusione
della rivista: circa 2000 i questionari compilati e spediti dai nostri
lettori! Il sondaggio, lo ricordo, era diviso in due parti: la prima
sull'acquariofilia in generale, la seconda sulla nostra rivista e sui
suoi contenuti. Le domande erano molte, non credo sia il caso di dilungarmi
sui risultati in questa sede, anche - e soprattutto - perché, essendo
l'invio dei questionari protrattosi fino a pochi giorni fa, i dati definitivi
sono ancora in corso di elaborazione. Per le prime, corpose anticipazioni
rimando agli editoriali dei nn° 42 e 43 della rivista.
- Cosa ci riserverà per il futuro "Il mio Acquario"? Avete in mente
alcune iniziative particolari?
Innanzitutto ricordo i nostri "Speciali": proprio in questi giorni
è in edicola il 3° "Speciale Pesci & PIante", che insieme ai due già
usciti offre ai lettori un totale di 250 schede splendidamente illustrate
(160 pesci tropicali d'acqua dolce, 80 piante e 10 tra anfibi e invertebrati
d'acqua dolce) e una serie di interessanti "acquari-biotopo". Nei prossimi
mesi sarà seguito dal primo "Speciale Acquario Marino" a cui stiamo
già lavorando. C'è poi il nostro "Annual Accessori" un classico giunto
ormai al 3° anno di vita, sempre più bello, utile e completo grazie
anche al (faticoso!) inserimento dei prezzi.

- La collaborazione con AcquaPortal ha portato vantaggi? Se sì,
di che tipo?
Certamente sì, in particolare credo abbia contribuito significativamente
a farci conoscere anche da molti appassionati abituati ad acquistare
le pubblicazioni acquariofile nei negozi specializzati, dove - nostra
mancanza, ahimé - non siamo effettivamente presenti come vorremmo. Su
questo punto l'editore non fa a mio avviso tutti gli sforzi necessari,
giustificandosi con problemi organizzativi. Bisogna però tener conto
che il gruppo editoriale Sprea Editori è impegnatissimo, editando molte
altre riviste, soprattutto del settore animali da compagnia, come "Argos",
"Il mio Cane", "Molossi", "Gatto Magazine", "I nostri Amici Animali"
e altre ancora che in questo momento non mi vengono in mente.
- Cosa pensi di AcquaPortal?
Se può interessare chi ci sta leggendo, è l'unico sito internet che
visito regolarmente quando sono collegato in rete, e non solo per verificare
l'uscita dell'anticipazione della nostra rivista!
- Ritieni internet un concorrente della carta stampata o un utile
alleato?
Al momento, decisamente più il secondo che il primo: la nostra reciproca
collaborazione ne è la miglior prova, del resto libri e riviste specializzate
mi sembrano per ora insostituibili. In futuro, chissà...
- Cosa pensi dei contenuti di acquariofilia che si possono reperire
con molta facilità in internet?
Francamente non sono un assiduo navigatore, certo ho visitato molti
siti e, nel complesso, ne ho ricavato un'impressione non particolarmente
felice. A parte la sgradita sorpresa di trovarvi un sacco di mie foto
allegramente saccheggiate da libri e riviste in barba al diritto d'autore
(ho dovuto smettere di inviare lettere di diffida per sopravvenuto...
crampo da tastiera!), ho visto tanta approssimazione, tanti nomi scritti
in latino maccheronico, quel che è peggio (specie nei cosiddetti "newsgroup")
tanta saccenza e presunzione da parte di personaggi che magari, fino
a poco tempo fa, erano convinti che l'acquario fosse solo un segno zodiacale...
Insomma, complessivamente un'utile risorsa per chi come me ha fatto
dell'acquariofilia un lavoro (anche se, sinceramente, per documentarmi
preferisco di gran lunga i pochi siti strettamente scientifici ai numerosissimi
siti acquariofili), ma anche un'insperata opportunità per qualcuno di
uscire da un meritatissimo anonimato!
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