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23 Maggio 2012
 
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    L'intervista a "Hydra" a cura di Marco Rosetti Foto di Tamara Nardi     Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    

Faenza, Gennaio 2002. In un gelido fine settimana di Gennaio (ghiaccio e neve ricoprivano tutto), abbiamo raggiunto la redazione di Hydra a Faenza.
L'accoglienza da parte di Giorgio Melandri e Livio Leoni (il quale risponderà poi alle nostre domande) è stata squisita. La redazione della rivista si trova nel centro storico di Faenza, in via Zucchini per la precisione.
La redazione è molto accogliente ed informale, nel senso che sembra più una casa sottosopra di studenti universitari amanti di acquari, che una redazione come quella che possiamo immaginarci noi.
Non manca, appena entrati, un acquario di circa 1500 litri con ciclidi africani, molti dei quali rarissimi da trovare in commercio.

A fare da compagnia, c'è poi una gatta di nome Camilla che sembra trovarsi veramente a proprio agio tra i vari numeri di Hydra sparsi per il locale.

Sia Giorgio Melandri che Livio Leoni lavorano attivamente e fisicamente nella redazione stessa, come del resto il loro fotografo Fabio Liverani, ma ci tengono a puntualizzare che la redazione è composta anche da altre persone che collaborano dall'esterno e che quotidianamente sono in contatto con loro. Una bella famiglia quella di Hydra, dove tanti giovani possono confrontarsi ed esprimere al meglio la loro passione per questo hobby.


In piedi vediamo Livio Leoni (sulla destra), seduto al computer c'è Giorgio Melandri e poi Fabio Liverani.

Leggiamo ora l'intervista al Dottor Livio Leoni, caporedattore e revisore scientifico di Hydra

- Come mai la scelta di creare dal nulla una nuova rivista di acquariofilia? Cosa mancava al panorama acquariofilo-editoriale Italiano?

L’idea di hydra la si deve soprattutto a Giorgio Melandri. Tutti noi in redazione pensiamo che in Italia sia presente una nuova generazione di autori, di studiosi, di appassionati in grado di dialogare, di stimolare e di assumere una certa autorevolezza nel settore. Alcuni autori stranieri sembrano ancora fermi ad un modello di articolo degli anni 70: livrea, comportamento, acquario, riproduzione. Ma negli ultimi 30 anni si sono accumulate tutta una serie di informazioni tecniche e soprattutto ecologiche e biologiche sugli animali d’acquario che possono davvero portare un influsso benefico al settore. Noi cerchiamo di farci interpreti e promotori di questo cambiamento generazionale. Crediamo che l’acquario ormai debba andare oltre alla semplice vasca di vetro. Questo lo hanno capito soprattutto gli acquariofili marini che integrando le conoscenze degli ultimi 10 anni hanno imparato a maneggiare un ecosistema complesso come quello della barriera corallina. L’acquariofilia d’acqua dolce sembra ancora indietro, forse perché è più semplice. Ma anche qui ci sono ancora molte cose da imparare che vanno oltre la semplice riproduzione di un Ciclide, di un Pecilide o di un Caracide. L’ecosistema, l’interazione ambiente-piante acquatiche, per esempio.

- Chi lavora dietro le quinte di hydra, c'è una redazione fissa?

Esiste una redazione fissa composta da diverse persone che collaborano alla stesura della rivista. Con queste persone il contatto avviene quotidianamente tramite e-mail o telefono, ma occorre dire che i redattori di hydra periodicamente si incontrano. La maggior parte delle volte un numero di hydra tuttavia nasce dal lavoro di noi due. Questo non significa però che l’idea di un numero sia sempre nostra perché gli altri redattori in questo sanno essere molto attivi proponendo non solo articoli, ma soprattutto idee. Alcune delle idee dei prossimi numeri (non ve le sveliamo per non rovinare la sorpresa) sono di tutto il gruppo di redazione.


Livio Leoni mentre lavora all'impaginazione di un numero di Hydra.

- Come avviene la stesura contenutistica e pratica di un numero, quanti passaggi ci sono?

Prima di arrivare nelle mani dei lettori un numero di hydra subisce diversi passaggi. Prima di tutto occorre dire che esiste un piano editoriale che copre le uscite dell’anno o quasi. La parte più agile di hydra è sicuramente la prima, quella chiamata “Focus” e che spesso vive anche di notizie dell’ultimo momento legate all’attualità acquariofila oppure ad eventi, ma non solo. E’ questa la sezione che può subire i maggiori rimaneggiamenti; alcune volte la programmazione è stravolta quasi completamente. La parte centrale di hydra, quella degli articoli più corposi, invece, è più stabile e può ruotare intorno anche ad un unico tema (Ciclidi africani, discus, piante) che può avere la caratteristica della “trasversalità”. La simbiosi per esempio.
Questo genere di tematiche si presta a riunire argomenti apparentemente disparati, alcune volte anche con qualche intervento non esclusivamente acquariofilo. Questi sono i numeri maggiormente impegnativi perché esigono uno sforzo redazionale superiore al solito. La produzione di articoli ad hoc, di ricerca di fotografie e di informazioni, anche scientifiche in questi casi è imponente.
Quasi sempre la maggior parte del materiale non trova posto sul numero. Il numero sui discus, per esempio, ha subito una elaborazione simile ed ha impegnato la redazione a lungo. Il reportage iniziato ad Agosto e continuato a Settembre. La scelta del materiale fotografico. La stesura degli articoli e la rielaborazione degli stessi.
Non sempre gli autori stranieri sono disponibili a questo sforzo editoriale che non si limita alla semplice raccolta degli articoli disponibili, ma che vede anche una fase di rielaborazione.
Alla fine quando il materiale è pronto ci troviamo in redazione per una prima impaginazione e per la scelta finale delle fotografie. Spesso in questa fase vedere fisicamente un numero prendere corpo stimola la discussione e fa nascere nuove idee che possono essere messe sulla carta come box od interventi brevi che vengono scritti durante gli ultimi giorni prima della riunione finale.
Quando tutto il materiale è stato impaginato si passa alla verifica ed al controllo delle bozze al termine del quale si possono preparare i CD da portare in tipografia. In tipografia c’è l’ultimo controllo prima della stampa vera e propria. In genere, dal momento che i Cd sono in tipografia, occorrono circa 10 giorni perché un numero di hydra sia stampato. E’ importante sottolineare il lavoro che sta dietro le scansioni delle fotografie e la preparazione alla stampa: su hydra è tutto molto curato e questo è un impegno di tempo ed energie importanti.

La scelta delle foto (che avviene tramite la visione di negativi su un tavolo retroilluminato) è uno dei momenti topici della realizzazione di Hydra.

- Produrre contenuti insomma, un lavoro difficile e che poche riviste possono permettersi?

Bravo, permettersi è la parola giusta: è un lavoro oneroso, sia in termini economici che di energie. Andiamo però con ordine, forse non tutti sanno che significa. Esistono due diversi modi di fare editoria, il primo e più diffuso è quello di comprare materiale ed impaginarlo: semplice e poi… molti non si accorgono della differenza! Il secondo, che è quello nel quale noi crediamo, prevede che i contenuti vadano progettati e prodotti. E’ ovvio che lo sforzo è infinitamente più forte, ma però è in questo modo che la cultura, in qualsiasi campo, ha una evoluzione. Vi faccio un esempio, stiamo preparando un lavoro sugli spinarelli e vi riporto quanto scritto da Giorgio su hydra 12: “Progettare di fare un servizio fotografico ed un articolo sugli spinarelli vuol dire appassionarsi ad una impresa che è molto più facile da pensare che da realizzare. Punto uno: dove vivono gli spinarelli? “A volte ne ho raccolti nella Pineta di San Vitale” è Giorgio a parlare, “ma forse ho il numero di un biologo che ha fatto un censimento anni fa nelle zone umide ravennati”. La telefonata conferma. Si parte, 1, 2, 3 volte alla ricerca di questi piccoli pesci, ma niente di niente, nella rete rimangono solo gambusie, ghiozzi, gamberetti. Nel frattempo raccogliamo piante e detriti per simulare in due vasche allestite come set fotografico uno scenario più naturale possibile. Certo passeggiare nella natura è bellissimo, si fanno anche incontri inattesi come la Emys orbicularis sotto, ma degli spinarelli non c’è traccia. Fabio allora decide di andare fino al lago di Posta Fibreno (Frosinone) dove gli spinarelli sono abbondanti. Purtroppo la stagione è ancora indietro ed i maschi non hanno ancora iniziato a costruire il nido. Bisogna tornare la! Sistemiamo nel frattempo una quindicina di esemplari che Fabio ha catturato di notte e per fortuna in qualche giorno questi si sono messi a costruire il nido. Fabio è tornato a Posta Fibreno dove ha scattato 10 rullini a pesci e ambiente ed ora stiamo fotografando gli esemplari in acquario che nel frattempo hanno deposto. Che dite, ce la siamo guadagnata?”.
Questo è un esempio, ma produrre vuole anche dire trovare un autore ad hoc, stimolare qualcuno a scrivere, fare esprimere situazioni inespresse, coltivare una generazione di autori… insomma occuparsi di contenuti sul serio, cercare di essere al passo con i tempi, sapere cosa succede in tutto il mondo, raccogliere notizie, contributi: vuole dire mettere in file migliaia di ore di lavoro.

- Il layout, il format per capirci, della rivista è molto curato e originale, in particolare le immagini. C'è uno studio semiotico alle spalle o vi siete affidati al vostro istinto e alla vostra fantasia?

Il layout nasce soprattutto dalle idee di Giorgio, ma soprattutto da un continuo paragone con altre riviste, quasi sempre non del settore. Non possiamo negare che abbiamo subito molto il fascino di “National Geographic”. D’altronde come si fa a rimanere indifferenti di fronte ad una rivista così bella e di grande qualità fotografica e di contenuti.
Spesso una pagina di hydra subisce diversi cambiamenti prima di trovare la forma definitiva. Non ci guida tuttavia solo il risultato artistico, ma soprattutto l’ordine ed il rigore. Pagine troppo colorate, chiassose o confuse non ci attraggono e crediamo distolgano dai contenuti che sono il valore primo di una rivista.


Nella foto vediamo alcune copie di ogni numero che vengono conservate per le richieste degli arretrati.

- La collaborazione con AcquaPortal ha portato vantaggi? Se sì, di che tipo? Cosa pensate di AcquaPortal?

La collaborazione con Acquarportal è stata ed è tuttora molto positiva poiché abbiamo trovato una realtà pronta a confrontarsi, ad impegnarsi ed a investire anche a livello dei contenuti. Crediamo anche che attraverso una sinergia di azioni si riesca a coinvolgere appassionati o potenziali appassionati che non rientrano nel “normale” circuito dell’acquariofilia o delle riviste. In questo AcquaPortal può davvero essere di aiuto. Una volta però “arpionato” un appassionato occorre aiutarlo a raggiungere i suoi obiettivi che consistono inizialmente nell’avere un acquario bello con pesci sani. In questo hydra ed AcquaPortal possono essere d’aiuto.


Il telefono non smette mai di squillare...

- Ritenete internet un concorrente della carta stampata o un utile alleato? Cosa pensate dei contenuti di acquariofilia che si possono reperire con molta facilità in internet?

Il discorso dei contenuti presenti in internet va ben oltre il puro campo acquariofilo. In internet sono presenti sicuramente informazioni interessanti e valide, ma la maggior parte è priva di qualunque valore oppure è semplicemente una (cattiva) copia di materiale già pubblicato che viene utilizzato, spesso, presentandolo come proprio. Questo sicuramente non fa il bene dell’acquariofilia. Articoli scopiazzati, informazioni ormai datate, fotografie pubblicate scansionandole da riviste senza il permesso dell’autore non aggiungono valore al nostro hobby, ma creano solo confusione e sembrano sminuire il valore del lavoro di chi invece si è impegnato nel produrre materiale proprio.
Sembra che un appassionato possa trovare senza sforzo qualunque informazione e che questa sia disponibile gratuitamente. Una informazione gratuita è spesso una informazione errata oppure copiata.
Ma se iniziano a mancare le fonti originali perché nessuno è più disposto ad investire, chi si prenderà carico di produrre contenuti? Pubblicare su internet (vivendo alle spalle degli autori) non costa praticamente nulla e tutti possono improvvisare un sito web.
C’è chi dava la carta stampata come morta di fronte ad internet, ma questo sembra ancora ben lontano. Certo, ora più che mai, si richiede a chi pubblica una rivista od un libro di essere ancora più rigorosi ed attenti alla qualità del proprio prodotto.

 

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Rivista specializzata on-line sull'acquariofilia - Reg. Trib. di Milano N. 42 del 23/01/2008 - Direttore responsabile Marco Rosetti - Copyright © AcquaPortal Communication S.R.L - Tutti i diritti riservati