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23 Maggio 2012
 
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    Acquacultura - riproduzione di animali marini in cattività di Maurizio Viani     Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    

Acquariocultura è un termine nuovo ed è stato coniato per evindenziare la differenza tra i pesci di allevamento e i pesci pescati nel loro ambiente. L'acquariocultura si è sviluppata qualche anno fa, per ripopolare le zone costiere impoverite dai pescatori, l'inquinamento e i predatori. In natura il 90% delle larve sono mangiate dai predatori naturali.
L'acquariocultura consiste nel prelevare dal mare le larve plantoniche metterle in allevamenti semi-artificiali e farle crescere. Nell'ecosistema corallino, un pesce adulto depone in media 1 milione di uova all'anno e nei primi 2 mesi di vita il numero viene drasticamente ridotto a qualche migliaio e al 4° mese ne rimangono che poche centinaia.
Nella foto sotto si vede un pesce chirurgo nella fase post-larvale.

nella foto seguente, invece, lo stesso pesce otto giorni dopo.

La colorazione nella fase post-larvare è quasi nulla, è più sul diafano e questo camuffamento serve alla larva per sopravvivere. Otto giorni dopo assume la colorazione da reef  e la metamorfosi gli permetterà di vivere dentro la barriera corallina. Il cambiamento di colore accompagna anche le modifiche nel suo comportamento e su alcuni organi. Questi cambiamenti rendono il periodo propizio all'allevamento. In questo periodo il pesce non subisce stress nel passaggio dalla vita di barriera a quella di acquario e questi giovani pesci, che sono un ottimo pasto per tutti i predatori, hanno degli enormi benefici sulla crescita, dovuti proprio alla cattività. In questa fase possono mangiare anche 7/8 volte al giorno.
Grazie all'acquariocultura, quindi, non solo non si danneggia il reef, ma lo si aiuta a ripopolare. Il processo di cattura delle larve è stato messo a punto da un'equipe di biologi della società Aquafish, che ha poi dovuto studiare tutte le larve e capire quali alimenti fossero più idonei.



Infatti nella seconda fase di crescita i pesci vengono spediti ai centri di allevamento che li faranno crescere fino alla taglia commerciale. La differenza con i pesci allevati, quindi, è che rimangono in natura per tutta la fase larvale.
I pesci allevati e quelli di acquariocultura sono meno soggetti a batteriosi, sono più robusti, presentano colori più vivaci e cosa interessante sono già abituati all'uomo. Inoltre si possono finalmente tenere in acquario  pesci che prima era molto complicato per via dell'alimentazione.
I pesci proposti da Ecocean ad esempio, come i chetodon, sono abituati al magime granulare di loro produzione, ma si adattano bene anche al Marine Food Excel - Aquatic Nature, o al Formula di Ocean Nutrition.
In America ci sono diversi allevamenti che riproducono i pesci marini, specialmente Amphiprion,
Pseudocromis e gobidi.

Ma anche in Europa troviamo degli allevamenti che riproducono diversi tipi di pesci e gamberetti. Oramai la tecnologia ci è talmente d'aiuto che possiamo riprodurre alcune varietà di pesci marini anche nell'acquario di casa. In alcuni casi purtroppo i risultati non sono dei migliori, poichè si arriva a salvare poche larve, ma è comunque un successo che col tempo non può che migliorare.
Al Waikiki Aquarium  sono riuscite deposizioni di Genicanthus personatus e l'Oceanic Institute ha allevato degli esemplari di centropyge loriculus. Il dott. Ike Olivotto del Dipartimento di Scienzedel Mare ha ottenuto buoni risultati nella riproduzione di Gobiosoma evelynae, di Amphiprion e incominciano i primi buoni risultati nella riproduzione di gamberetti. L'Italiana  Dynamic world Marine sta sperimentando la riproduzione dei micro gamberetti Halocaridina Rubra, -foto 396 - 368 -

Questi gamberetti sono di taglia ridotta, in età adulta misurano 1 cm e sono ideali per i micro-reef e i nano reef. Sono degli ottimi mangiatori di alghe e sono molto rubusti.

La loro vita sociale è molto pacifica e vivono in branchi piuttosto numerosi. Ma come spesso succede in natura il maschio dominante ha i colori più intensi, mentre gli altri sono meno colorati.
La Dynamic World Marine è entrata a far parte del gruppo della Ecocean, che oltre ad avere i propri centri di raccolta, per i pesci di acquariocultura, ha messo a punto un codice di procedura che deve essere rispettato dai grossisti e dai negozianti per avere dei pesci in perfetta salute.

L'alimentazione è fontamentale per ottenere ottimi risultati, ma deve essere necessario anche un buon sistema di filtraggio. In Alcuni centri di allevamento si è notato che i pesci si riproducono meglio se il volume d'acqua è molto elevato, anche se le vasche di riproduzione sono piccole, ma sono tutte collegate con lo stesso filtro, si ottengono buoni risultati nella deposizione e nella schiusa delle larve.

L'acquario di Montecarlo, usa il sistema dell'allevamento "estensivo", le coppie sono cioè tenute nelle normali vasche che sono adibite al pubblico e in ogni vasca ci sono 2 o 3 coppie. Quando queste depongono, le uova sono spostate e messe nella nursery, dove crescono tutte insieme.

Appena i giovani sono di taglia commerciale, vengono spostati nelle vasche di accrescimento e succesivamente venduti.

Ma a Montecarlo si riproducono anche i Pterapogon Kauderni e ogni sorta di corallo duro e mollo.(Pensate che i primi esperimenti veninano fatti già nel 1982 con il corallo rubrum. E la tecnica era praticamente la stessa che viene usata oggi con le acropore.)
P. Kauderni incuba le uova nella bocca e vi rimangono fino alla schiusa. I piccoli poi vengono spostati e messi nelle vasche nursery che contengono ricci di mare, perchè i piccoli si possano nascondere in mezzo ai lunghi aculei.

Il miracolo delle riproduzioni avviene grazie al Fitoplancton e Zooplancton, questo è l'alimento principale per tutte le larve. Ogni larva ha esigenze diverse, dovute alla taglia  e più è piccolo il pesce più è difficile riprodurlo, poichè diventa difficile ottenere lo Zooplancton adatto alla sua taglia. Lo Zooplancton non è tutto uguale, esiste in diverse dimensioni, e più è piccolo e più è difficile riprodurre e mantenere in vita. Alcune aziende stanno studiando il metoto per mettere a disposizione lo zooplankton anche per gli hobbisti,  come il brachionus o il fitoplankton come il tetraselmis che sono ideali  per gli Amphiprion.
I gamberetti sono stati sempre difficili da riprodurre, ma oggi troviamo in commercio anche quelli di allevamento. Per gli hobbisti anche il gamberetto comincia a non avere più segreti, e qualche deposizione viene portata a buon fine, anche se con numeri esigui di esemplari.



L'ostacolo maggiore per la crescita dei gamberetti sono le continue mute che vengono fatte, si è notato che trovano difficoltà ad uscire dall'esoscheletro. Nella foto di seguito si vedono le larve nella prima fase.



Foto- www.coralscience.it

L'ostacolo in parte è stato superato grazie all'uso di vasche cilindriche di altezza superiore agli 80 cm. Purtroppo la percentuale rimane ancora bassa ma la qualità è sicuramente migliorata.
In alcuni centri è cominciata la riproduzione anche di L.Wundermanni, L. Debelius, e L. Amboinensis. La difficoltà maggiore nella riproduzione dei gamberetti è dovuta al lungo periodo prima della metamorfosi finale. L. Wundermanni necessita di 40/60 giorni. L.Debelius di 75/158 giorni. Per le coppie i valori dell'acqua non destano grosse preoccupazioni, serve una temperatura di 27° c, pH 8.2 kH 9/12  densità 1026. Il cambio dell'acqua 2 volte a settimana, nitrati sotto i 15/20 mg/l , nitriti e ammoniaca assenti.
Il fotoperiodo deve essere mantenuto su un ciclo di 14/16 ore. Nel caso di L.Wundermanni le uova si vedono molto bene e il numero può variare da 60 a 500 a seconda della taglia dell'individuo. Essendo ermafrodita L.Wundermanni può deporre simultaneamente le uova con il partner. Le deposizioni possono avvenire con un intervallo di 10/12 giorni a seconda dell'alimentazione.Le uova maturano in 9/10 gg e si riconesce dal colorito argenteo che assumono dovuto alla formazione degli occhi.
Le larve vengono liberate al buio, di solito 1-2 ore dopo aver spento la luce. Per meglio vedere tutto il processo si utilizza una luce color rosso. Liberate le larve si passa alla raccolta e all'inserimento nel cilindro, munito di una porosa a flusso lento. Il cibo offerto è costituito da rotiferi per i primi giorni, e nella fase sucessiva si passa ai nauplii di artemia. Dal  sesto giorno si passa ai fiocchi e al granulato, alcuni
utilizzano un composto tritato di muscoli e gamberetti. Ad ogni muta diminuisce il numero di gamberetti fino arrivare al 7% di sopravvisuti alla muta finale, e finalmente raggiungono il fondo e smettono di nuotare.

 

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