Paguro

Paguro nell’acquario marino di barriera

2006

I Paguro sono crostacei che popolano quasi tutti i mari del mondo; questi simpatici animaletti, vagabondano nei fondali, sulle scogliere o nelle pozze salmastre vicino alle spiagge.

Considerati da molti come alghivori, in verità sono onnivori, tanto che non è infrequente trovarli anche su animali con tessuti in necrosi, o del tutto morenti.

Tra delle caratteristiche principali l’addome e la coda molli; anche da questo la necessità di proteggersi con gusci di gasteropodi vuoti, senza disdegnare un qualsiasi oggetto concavo che possa fornir loro protezione, ancorandosi saldamente attraverso la coda e le zampine posteriori.

Non sono rari, casi di simbiosi con attinie o piccole anemoni; queste si fissano al guscio, fornendo protezione tramite i tentacoli urticanti, con il “vantaggio” di una mobilità, che permette loro di procurarsi più facilmente nuovo cibo.

Le parti esposte dei Paguro, cioè occhi, antenne, zampe anteriori, baffetto e chele, sono invece dure come il carapace di un qualsiasi crostaceo e nelle varietà tropicali, con colorazioni accese.

Le varietà più diffuse nelle nostre vasche appartengono al genere Calcinus (elegans, laevimanus, tibicen, morgani), Paguristes (cadenati), Clibanarius (tricolor e viscerens) e i temibili Dardanus (megistos ma anche altre), che, anche a causa della stazza imponente, si rivelano spesso predatori problematici.

La riproduzione in cattività è abbastanza improbabile, in quanto in un ambiente chiuso ci sono diversi limiti difficilmente superabili. Il primo riguarda l’alimentazione delle larve, seguito dai rischi legati al sistema di filtrazione e movimento acqua.

Oltre a questi c’è da tenere presente che fino al terzo mese l’animale gira “nudo”, vale a dire senza il caratteristico guscio di lumaca; ne consegue che è una facile preda per gli altri ospiti dell’acquario.

Non per ultimo da tener presente la territorialità della specie, che in ambienti piccoli crea problemi di convivenza anche tra esemplari adulti, tendenzialmente solitari (vengono definiti in inglese, Hermit crabs, cioè granchi eremita). Superati questi limiti, la riproduzione in cattività diventa realizzabile, ma resta comunque impegnativa, soprattutto a livello amatoriale.

L’alimentazione non è certamente un grosso problema, in quanto il paguro mangia un po’ tutto quello che si trova sulla strada: dalla fauna bentonica, ai residui di cibo per pesci, alghe, animali in decomposizione o con tessuti morenti.

Nutrirlo direttamente ha poco senso, in quanto perderebbe la sua utilità di “spazzino” nella vasca; in ogni modo, nel caso, al massimo un quarto di pastiglia per pesci di fondo alla settimana, per ogni esemplare.

Alessandro Rovero sull’ ”ABC dell’acquario marino di Barriera” ne consiglia uno ogni 15/20 lt; secondo la mia esperienza, aumenterei il rapporto a 30 lt per ogni esemplare, riferendomi sempre ai comuni Calcinus, Paguristes o Clibanarius.

All’acquisto consiglio sempre di scegliere gli esemplari più piccoli (poi crescono) per goderseli il maggior tempo possibile, visto che la durata media della vita varia dall’anno e mezzo, per le specie più piccole, ai 4 per le più grandi.

Se invece si vogliono pochi problemi di cambio gusci e mute, allora conviene indirizzarsi verso gli esemplari piu adulti, cercando sempre quelli che sembrano più attivi, scorrazzando a destra a sinistra; l’intontimento può essere sintomo di malessere o stress e il piccolo amico potrebbe durarvi poco in vasca.

L’acclimatamento goccia a goccia, come per tutti i crostacei, è fondamentale in quanto molto sensibili agli sbalzi di salinità.

Una curiosità molto importante e che spesso è causa di preoccupazione tra gli acquariofili, è la muta, dove spesso si confonde l’esoscheletro con l’animale stesso, in quanto identico come colori.

Per togliersi ogni dubbio è sufficiente controllare che non ci siano le antenne oculari; in ogni modo difficilmente il paguro si separa dal suo guscio e anche da morto, capita spesso di vederlo ancora attaccato, anche se solo in parte.

Resta il fatto che il processo di muta è molto stressante per l’animale, che conseguentemente appare meno vispo e attivo del solito, anche per alcuni giorni. Evitate quindi di stuzzicarlo, per evitare di compromettere questa delicata fase, dove l’animale è senza dubbio più vulnerabile del solito.

I paguro tropicali necessitano in genere dei seguenti standard:

Temperatura:
22-26°C

Densità:
1021-1023

Valore pH:
8.0-8.3

Qui sotto vi elenco gli esemplari in commercio qui in Europa con le loro caratteristiche, i pro e i contro e la mia esperienza con loro.


Calcinus Elegans Standard o Zampe Blu, Tibicen, Morgani.


Calcinus Elegans Standard o Zampe Blu Calcinus Elegans hawaiano

Nome scientifico:
Calcinus elegans, Tibicen, Morgani, Laevimanus

Phylum:
Crostacei

Classe:
Malacostraci

Ordine:
Decapodi

Famiglia:
Diogenidae

Provenienza:

Pacifico indonesiano, centrale e Indiano

Descrizione

Il più celebre tra i paguri che popolano i nostri acquari, conosciuto anche come paguro a zampe blu per il colore elettrico delle sue zampine che ricordano un po’ la sciarpa dell’Inter.

Nel nome ho aggiunto “standard”, perché  esiste anche una sottospecie presente solo nell’alto Pacifico nella zona delle Hawaii, conosciuto come Calcinus elegans hawaiano. Al posto del blu, sulle zampe, ha un arancione fluorescente di forte impatto visivo e  purtroppo, se non per un errore (ogni tanto tra le spedizioni di paguro si ha la fortuna di beccarne un esemplare che si è infilato per sbaglio nei sacchetti contenenti i paguretti che solitamente popolano le nostre vasche) non troveremo mai, almeno per ora, nelle vasche dei nostri negozi.

Il Calcinus elegans vive nell’Oceano Pacifico e Indiano, è molto richiesto in acquariofilia e difficilmente si trova un negoziante che ne è sprovvisto.

Pro e contro

Il Calcinus elegans è un paguro adatto anche ai nanoreef, visto che la sua taglia arriva intorno ai 4 cm massimo; è onnivoro anche se è prevalentemente fitofago.

A livello di utilità, oltre che a un ottima presenza estetica e dinamica, per la vasca è un grande spazzino ed evita la proliferazione di alghe; è uno dei primi elementi da inserire in vasca dopo gli accurati test e magari dopo aver inserito già un molle come “ricognitore” di buona resistenza, come un discosoma.

Per contro, che essendo un animale molto attivo, tende a spostare rocce appoggiate male, talee incollate e tutto ciò che è instabile (e che rende poco naturale, permettetemelo) in acquario.

Necessita di una fornitura di alcune conchiglie vuote, di stazza leggermente più grande della sua, per permettergli di cambiare “casetta” qualora ne senta la necessità. Questo capita solitamente dopo la muta e conviene lasciargli alcuni gusci vuoti a disposizione, anche per evitare che uccida una lumaca Turbo.

Alcuni hanno riscontrato problemi su tridacne, bivalvi, coralli, altri paguri o crostacei.

Curiosità ed esperienza personale

Ho avuto diversi Calcinus elegans e visto che sono molto attratto dal blu sottomarino, cerco sempre di averne uno in vasca; fanno un ottimo lavoro ed e vero che a volte si menano con gli altri paguri, ma è la natura.

Non possiamo pretendere di avere un acquario come una bacheca, tutto in esposizione e tutti che vivono felici e contenti senza spostare nulla; lo ritengono utilissimo, simpatico e dinamico, un animale che in vasca dovrebbe sempre essere presente in almeno un’unità.

Nelle seguenti foto i Calcinus Tibicen, Morgani e Laevimanus; meno commerciali dell’amico nerazzuro ma che ogni tanto si trovano dai nostri negozianti. I primi due si differenziano solo per il colore, il Laevimanus, spesso scambiato erroneamente con il Calcinus Seurati (non presente nei cataloghi europei) che ha uguali caratteristiche ma con le zampe zebrate di bianconero, mentre il Laevimanus presenta zampe arancio scuro tendente al marrone, di cui possiedo un esemplare, il piu vecchio paguro della mia vasca.

Il mio sogno proibito è riuscire ad avere un Calcinus Haigae, bellissimo paguro viola-nero; nel mio acquario è presente inoltre un Calcinus latens (comprato e importato in Italia solo perche aveva sulla conchiglia una grossa spugna).


Calcinus Tibicen – Calcinus Morgani

Calcinus Morgani – Calcinus Laevimanus


Paguristes Cadenati o Zampe rosse

Nome scientifico:
Paguristes Cadenati

Phylum:
Crostacei

Classe:
Malacostraci

Ordine:
Decapodi

Famiglia:
Diogenidae

Provenienza:

Oceano Pacifico

Descrizione

Il paguro rosso, come solitamente è chiamato, è il secondo paguro più famoso, dopo l’elegans; la stazza è leggermente inferiore, ha le zampe e le chele molto più sottili e oltre al rosso, ha diversi particolari in giallo.

Caratterialmente più mite (anche se la cosa come in tutti i casi è soggettiva), è sempre onnivoro; anche lui rientra tra gli esemplari più diffusi nei negozi di acquari.
In natura è presente in tutto l’Oceano Pacifico.

Pro e contro

Il Paguristes cadenati ha gli stessi pro e contro del Calcinus, con il vantaggio di avere un carattere solitamente più mite.

Curiosità ed esperienza personale

Ho avuto un solo Paguristes Cadenati, che presi con un buono su internet insieme ad una spedizione. Si è dimostrato molto timido e quasi fermo fin da subito, poi pian piano ha imparato a conoscere la vasca facendo ligiamente il suo dovere di pulitore; è stato inizialmente attaccato da due Calcinus, ma un po’ grazie alla corazza, un po’ con il mio aiuto, è riuscito ad integrarsi nel nanoreef.

Si è sempre distinto per la sua tranquillità e l’ho tenuto un paio di mesi; poi l’ho regalato ad un amico, perchè iniziavo ad avere troppi paguro, preferendo gli altri  per i loro colori freddi (il rosso non mi piace) e per la sua costituzione troppo fine.


Clibanarius Tricolor, Virescens

 

Clibanarius tricolor

Nome scientifico:
Clibanarius tricolor o virescens

Phylum:
Crostacei

Classe:
Malacostraci

Ordine:
Decapodi

Famiglia:
Diogenidae

Provenienza:

Mar dei Caraibi, barriere dominicane.

Descrizione

Questo minuto paguretto (1,5-2cm) è ritenuto da molti, me compreso, il miglior alghivoro in commercio per quanto riguarda i paguri. Ha una stazza piccolissima, il che lo rende adatto anche a picoreef di 5/7 lt; il tricolor, il più comune, ha variopinte colorazioni tra il violetto/blu con sfumature di giallo e arancio elettrico,

E’ chiamato anche paguro blu e anche lui, molto mite, vive esclusivamente nelle barriere del mar dei Caraibi. Meno diffuso rispetto alle altre due specie, è comunque acquistabile nei  negozi più forniti.

Pro e contro

Il Clibanarius, oltre a spostamenti di talee, danni non ne fa, avendo veramente una misura ridotta; le sue esigenze sono quelle comuni altri paguri.

Curiosità ed esperienza personale

Ho avuto due tricolor, di cui uno piccolissimo trovato dentro le rocce; purtroppo sono spariti e temo il peggio, comunque sicuramente in futuro ne acquisterò ancora, sia per il colore, che per l’ottimo lavoro che fanno. Poi ho avuto anche un Clibanarius zebra (a strisce viola-bianche), anche lui molto mite, fin troppo… visto che è stato la cena post-muta del mio temibile Lybia tessellata.

Qualora il vostro paguro non risultasse tra quelli sopracitati vi invito a controllarlo su questa fornitissima guida che utilizzo anche io per le classificazioni e i riconoscimenti:

http://www.recif.be/article/hermit.htm

Riproduzione in cattività

Come già scritto qualche riga più sopra, la riproduzione dei paguri è alquanto sperimentale; con metodo naturale, come sostiene qualcuno, è praticamente impossibile;  invece con specifiche tecniche e con un po’ di fortuna, la riproduzione può avvenire.

Dopo la schiusa, le larve vengono isolate in una bacinella piccola come la confezione di Cd vuota (la campana), evitando sistemi di movimento o filtrazione che possono essere letali per i nostri cuccioli; si consiglia l’utilizzo di sola acqua dell’ acquario ben pulita, da cambiare almeno ogni due giorni e prestando molta attenzione alla salvaguardia delle larve.

Rimangono senza guscio fino al 30/40esimo giorno, dopo aver effettuato diverse mute (che vanno rimosse). La fase critica, comunque, si supera dopo i 2 mesi di vita del paguretto.

L’alimentazione iniziale può essere pastiglia di spirulina grattugiata, mescolata magari a fiocchi di mangime e acqua marina (una pappetta) o naupli di artemia, almeno 2 volte al giorno.

Dopo il mese si può iniziare a somministrare qualche pezzettino di artemia surgelata o granulare piccolo  e vedendo se è accettato.

Personalmente non ho mai tentato di riprodurli e le nozioni sopracitate, sono solo dettate da ricerca sul web/libri di persone (biologi..) che ci sono riuscite con successo.

Di seguito vi illustro la sequenza di crescita del simpatico Calcinus Laevimanus.


1 giorno. 4 giorni.


35 giorni, la larva inizia a prendere forma. 38 giorni, i paguretti prendono “casa”.


7mm, inizia la colorazione tipica. 1cm, il paguro ha superato i 2 mesi.

Paguri
Il nostro amico in versione adulta.

Castioni Jader




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