Overflow from Balcony

Overflow from Balcony – Sistema di tracimazione

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“…Poco importa quanti acquari tu abbia … ne mancherà sempre uno!!!” (cit. Francesco Zezza)

Ho iniziato con questa frase, presa dalla firma di un mio caro amico, in quanto è, per me, emblematica nella vita di un acquariofilo, che deve necessariamente scontrarsi/confrontarsi con le necessità della vita (più avanti questa frase avrà un suo perché).

Quando nacque la mia prima figlia – 2005 – sono ovviamente aumentati gli impegni. Non potendo più accudire come volevo, le varie vasche che avevo in giro per casa,  ho deciso di accentrare il tutto in un unico acquario.

Decisi cosi di acquistare una nuova vasca da 400 litri, dove poter trasferire tutta la popolazione ittica, sparsa in ogni dove della mia abitazione.

Nel corso degli anni è arrivata una seconda figlia, questo mi ha “costretto” a mantenere ancora in essere la questa vasca, alla quale, nel frattempo,  avevo collegato un refugium per poter gestire più comodamente le riproduzioni che avvenivano.

Tutto girava alla perfezione, ma un’unica vasca era fortemente limitante, per molte delle “voglie” che ciclicamente mi assalivano.

Cosi sono arrivato nel 2014, con le figlie sufficientemente grandi da potermi permettere di tornare alla vecchia realtà……. avere più vasche. Ho deciso cosi di dar via il 400 litri, sostituendolo con 2 vasche da 240 litri ognuna.

Tralascio tutti i particolari che hanno interessato le varie lavorazioni, evitando però di escludere che, le nuove vasche dovevano essere avviate in poco tempo( praticamente da un giorno all’altro).

Ulteriormente a questo, il tutto doveva avere un basso impatto economico a livello di consumi, perché, ahimè, era sopraggiunta la cassa integrazione alla quale avrebbe fatto seguito la mobilità.

Dovevo quindi far girare le 2 vasche con un unico sistema filtrante, in quanto è sicuramente (visto il litraggio della vasche) quello che ha un costo maggiore (h24 per 365 giorni).

Cosi mi è balenata l’idea – complice anche l’esperienza di aver avuto un refugium –  di mandare una della 2 vasche in tracimazione sull’altra.

Le vasche erano però già avviate, quindi come risolvere il problema?

Le soluzioni erano praticamente 2:

  • Forare la vasca
  • Ricorrere ad un sistema Overflow

Il primo non mi faceva impazzire dalla gioia. Non che non si potesse fare, ma forare una vasca già avviata non è mai un bel fare, i fori poi mi avrebbero abbassato, non di poco, il limite di riempimento e la vasca poi, è tutta in extrachiaro (nel marino è una prassi forarle, nel dolce una rarità).

Il secondo invece oltre a non darmi sicurezza al 100% di riavvio su potenziali blocchi( il che significa ritrovarsi con decine di litri sul pavimento), devo dire che non sono propriamente economici.

Cosi, visto che il web non mi offriva altre scelte, mi sono ingegnato un po’ ed ho trovato quella che è per me una soluzione ottimale, che oltretutto mi offre la possibilità di far tornare la vasca, com’era prima dei lavori.

Ho chiamato questo sistema O f B, acronimo di Overflow from Balcony.

In parole molto semplici, non ho fatto altro che alzare la profilatura della vasca – di 4cm – e posizionare un balcone. Quest’ultimo poteva essere sviluppato, con fori sul fondo, oppure con frontale aperto( questo però significava dare poi una corretta inclinazione).

Per una questione di celerità e di facilità di esecuzione ho optato per il primo metodo.

Non vi riporterò le varie misure dei listelli, perché vanno sviluppati in funzione del perimetro della vasca( e dello spessore degli incollaggi ), posso però dirvi, che lo spessore del vetro può non essere identico a quello dell’acquario ( anzi quel mm in meno vi aiuterà nell’incollaggio e rifinitura interna, che si traduce in un migliore contenimento).

Ulteriore raccomandazione, sempre che vogliate adottare questo metodo, è quella di controllare che le siliconature della vasca, arrivino fino agli angoli superiori della vasca( in molte vasche, specie quelle con coperchio, potrebbero fermarsi 1 o 2 cm prima).

Ora vi allego qualche foto delle varie fasi del lavoro:

Ho posizionato del nastro carta sui vetri, per rifinire l’incollaggio esterno ( ricordatevi che va tolto non appena avete finito di stendere il silicone), ad esclusione di quello posteriore perché, come vi ho detto in precedenza, la vasca era già avviata.

Svuotarla per posizionare solo il nastro carta, su un lato che non si vede, mi portava ad un inutile dispendio di energie (tradotto: non mi andava).

Con l’aiuto di alcune mordacchie (cagne) da falegname, ho bloccato dei listelli di multistrato spessi 1 cm, che mi hanno consentito di tenere il piano, esterno, del vetro della vasca e di offrirmi, una base di ancoraggio – a mezzo mordacchie (cagne) a molla – per i listelli in vetro ( sicuramente con gli scatti successivi, comprenderete meglio)

Questa operazione, andrà ripetuta per i tre lati ad esclusione di quello dove si posizionerà il balcone di tracimazione.

Qua i listelli di vetro dovranno necessariamente avere la lunghezza, data dalla differenza tra la dimensione del balcone e il lato stesso della vasca, con una tolleranza in difetto di un paio di mm, che sarà occupata dallo strato di silicone.

Questo è il balcone che ho realizzato con dimensioni 30 X 20 con 2 fori del 40. Ho preferito la doppia foratura per 2 motivi.

Il primo per scongiurare l’ipotesi di ostruzione (difficile viste le dimensioni del foro e per il pettine di setacciamento posizionato all’inizio, ma prevenire è meglio che curare) e il secondo perché mi offre la possibilità di raccordare il tutto verso una sump, semmai un domani ne avvertissi la necessità di attivarla.


Questo il balcone che ho realizzato

Per gli scarichi, ho evitato di spendere dei soldi per dei passaparete e sono ricorso a dei manicotti in pvc della stessa dimensione dei fori (totale spesa 90 centesimi)

I manicotti sono stati tagliati( ovviamente in funzione della lunghezza che necessitavo) ed incollati sui fori

Successivamente ho preceduto all’incollaggio del balcone sul vetro interessato, unitamente ai restanti listelli in vetro

Riempimento e collaudo

Piccole note a margine, la vasca che è stata interessata alla lavorazione, ha uno spessore dei vetri di 10 mm. Dal momento che i listelli aggiuntivi, avrebbero contenuto solo uno o 2 cm di acqua e per ammortizzare i costi di acquisto, ho optato per uno spessore dei vetri di 5 mm per un altezza di 4cm.

Il sistema non ha nulla di particolare, se non quello di evitare fori, di consentire il massimo riempimento della vasca e di far tornare il tutto alle condizioni originali senza troppa fatica.

Mi permetto di riservare la conclusione dell’articolo ai ringraziamenti, che vano in primis a mia moglie che sopporta la mia passione, alle mie stupende figlie, che nella loro curiosità stanno pian piano iniziando un percorso acquariofilo ( in particolare la grande – 9 anni – che già accudisce un suo 60 litri), al forum di AP, che nonostante frequento da oltre 10 anni, non smette mai di stupirmi e mi consente di continuare, il mio percorso di crescita, ed in fine allo staff dei mod/admin – del quale faccio parte – che in realtà ringrazio per il solo esserci.

ATTENZIONE!
Negli articoli dedicati al fai da te vengono descritte esperienze di appassionati italiani che vogliono, unicamente a titolo dimostrativo, mostrarci e renderci partecipi dei loro risultati nella costruzione artigianale di accessori di acquariofilia.
Ricordiamo che molti progetti avendo a che fare con impianti elettrici e l’utilizzo di macchinari e strumenti di lavoro possono essere pericolosi, e che le modifiche apportate ad accessori già esistenti, rendono l’accessorio non più a norme CE e pertanto con la garanzia non più valida.
Nel caso qualcuno volesse ugualmente cimentarsi nella realizzazione di questi progetti, sia Acquaportal sia gli autori del progetto stesso non si assumono in alcun modo responsabilità in caso di incidenti o guasti di qualsiasi tipo essi siano. Nel caso di realizzazione ricordiamo infine che alcune lavorazioni necessitano di strumenti di protezione.



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