Nutrimento organico e influenza sul colore degli SPS

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Uno degli obbiettivi primari per ogni acquariofilo che si appresta all’allevamento degli SPS in un acquario di barriera è quello di riuscire a mantenere il colore dei propri animali, cosa che il più delle volte, vuoi per inesperienza, vuoi per l’utilizzo di un tecnica inadeguata, purtroppo non accade.

Se effettivamente i vostri coralli scuriranno, molto probabilmente potreste essere invitati dalle persone più esperte sul forum a rivedere un attimo la vostra tecnica e la vostra gestione. che ,nel 90% dei casi, è la vera causa di risultati negativi riguardanti crescita e colorazione; ma questo non è il problema che verrà trattato in questo articolo.

La questione che tratteremo di seguito è quella che si presenta quando nonostante:

• una tecnica adeguata
• valori di NO3 (max 5-10 mg/l) e PO4 (max 0.03) corretti per l’allevamento di SPS
• temperature e parametri chimici ottimale e bilanciati

ci rendiamo conto che i colori che abbiamo in vasca lasciano a desiderare e non sono come quelli visti in quella o quell’altra vasca del mese pubblicata su AP. Ma perché? E’ tutto a posto: la parte tecnica è efficiente, ho nutrienti nella norma; e allora quale è la causa dei miei problemi?

La verità è che a volte non basta avere a disposizione uno schiumatoio performante, un’illuminazione intensa e un forte movimento per avere ottimi risultati sulla crescita e sulla colorazione. Spesso non riusciamo a mantenere invariati quei colori che tanto ci avevano spinto all’acquisto di un SPS.

Uno dei fattori più importanti che va a caratterizzare il colore dei nostri animali in vasca, è il quantitativo di nutrimento organico e inorganico disciolta in essa: minore sarà la concentrazione di sostanza organica e inorganica migliori saranno i colori dei nostri SPS; al contrario dovremmo aspettarci coralli bruni nella nostra vasca. Attualmente abbiamo misurato il carico inorganico, rilevando che esso rientra nella norma ed è tale da permetterci un allevamento ottimale dei nostri SPS: NO3 e PO4 sono a valori molto buoni.
Ma la sostanza organica disciolta in acqua, la stiamo considerando?

Cos’è il nutrimento organico?

Senza entrare in argomenti di difficile comprensione, supponiamo che appartengano al nutrimento organico tutti quei composti assunti dagli organismi e che contengono elementi nutrizionali. Per sostanza organica (almeno in mare) si intende la parte solida e dispersa cioè “Dissolved Organic Matter” (DOM) e “Particulate Organic Matter” (POM).

Questa è utilizzata da un numero impressionante di organismi, sia filtratori che coralli, che la riducono al minimo e ne emettono altre forme differenti. I batteri, funghi, alghe, e tutti gli animali la utilizzano, eliminando i singoli composti carbonio, ammonio, idrogeno, vitamine e quant’altro non serva loro per lo sviluppo.

Sono sostanze organiche disciolte, l’azoto organico (ad esempio sotto forma di amminoacidi) oppure il fosforo organico che introduciamo in vasca con le nostre somministrazioni alimentari, destinati al mantenimento degli animali (pesci, coralli) e della moltitudine di organismi presenti in una vasca di barriera.


Reefboster uno degli alimenti organici più completi.

Il problema però, sorge quando decidiamo di valutare, tramite test chimici, quale sia la quantità di sostanza organica e inorganica disciolta nel nostro acquario.
Se per il rilevamento di alcuni indicatori di inquinamento inorganico non abbiamo problemi nel reperire test sul mercato, riuscendo quindi a rilevare o meno con precisione la presenza di ammoniaca (NH4), nitriti (NO2), nitrati (NO3), fosfati (PO4), così non è per quanto riguarda la misurazione di sostanza organica disciolta, poiché ad oggi, il mercato acquariofilo non offre test disponibili per tale misurazione.

Leggete questo interessantissimo spunto preso da un precedente articolo:

“….anche quando l’acqua del nostro acquario non evidenzia o quasi sostanze nutritive inorganiche come nitrati o fosfati non significa che siamo in presenza di un’acqua che ne è povera. Anche con queste condizioni di una esigua presenza di sostanze nutritive, quelle organiche non misurabili possono condurre ad un’indesiderata crescita di alghe. In questo caso, ci si trova apparentemente dinnanzi ad un dilemma irrisolvibile…”

Quindi come facciamo a sapere se la nostra acqua è carica organicamente o meno? Purtroppo, non potendo ricorrere all’uso dei test chimici, dobbiamo andare per esclusione: se in vasca abbiamo (*):

– luce intensa e ottima copertura
– parametri chimici come ph, kh, ca, mg, bilanciati e stabili
– temperatura stabile senza sbalzi
– ottimo movimento
– ottima schiumazione
– inorganici nella norma (PO4 tra 0.00 e 0.003 e NO3 tra 0 mg/l e 10 mg/l)

ci sono buone possibilità che gli scurimenti dei nostri animali siano da attribuire a un carico organico disciolto non del tutto assimilato.

Il problema risiede nell’eccessiva alimentazione della vasca; la vera bravura infatti consiste nel saper alimentare la vasca apportando la quantità di nutrimento organico di cui essa necessita e non di più di quanto essa riesca ad assimilare e di conseguenza a smaltire.

L’acquariofilo esperto e paziente (provvisto del tanto invidiato “manico”) ha imparato con il tempo a leggere la sua vasca alimentandola secondo le sue necessita alimentari e le sue capacità di smaltimento.

Non sono i 3000 watt di luce a colorare a priori le belle vasche che siamo soliti ammirare in giro per i forum, ma il giusto equilibrio chimico in primis ne è la vera causa e in questo equilibrio chimico svolge un ruolo predominante l’equilibrio tra sostanze nutritive dosate e sostanze nutritive assimilate. Poi di certo, una tecnica sovradimensionata ci aiuta notevolmente, ma da sola non porterebbe ai risultati tanti sperati e invidiati.

Invece, in caso di squilibrio tra dosato e assimilato cosa succede?

Avremo la seguente situazione:

– ipotizziamo che la nostra vasca richieda una quantità alimentare (sostanza organica) pari a “100”, quantità alimentare che noi apportiamo tramite l’utilizzo dei prodotti in commercio (vitamine, amminoacidi, papponi, mangimi dei pesci ecc.ecc..);

– dato che non siamo ancora molto esperti, e che non siamo ancora in grado di leggere bene la vasca, erroneamente dosiamo una quantità pari a “120” di alimento andando quindi a dosare oltre la reale necessità alimentare che richiedono tutti gli organismi in vasca;

– il risultato è che ora ci ritroviamo con una quantità di sostanza organica pari a “+20” del richiesto disciolta in vasca;

– supponiamo che ignari della sovralimentazione che stiamo fornendo alla vasca andiamo avanti così per un periodo più o meno lungo sempre con questi errati dosaggi.

Che succede ora a questo “surplus” di sostanza organica?

Queste sostanze organiche in un sistema ben avviato ed equilibrato sono assimilate e del tutto consumate dagli organismi in vasca: dal più piccolo batterio alla più grande colonia di SPS presente. Vengono mineralizzate e ridotte a inorganiche (con il ciclo dell’azoto e con il ciclo del fosforo) dai batteri vari, ossidate dalla luce ed eliminate grazie all’ausilio di un un buono schiumatoio.

Con il ciclo dell’azoto la materia organica viene trasformata in azoto gassoso; quando invece ci sono problemi di trasformazione dovuti ad un eccessivo carico che i batteri non riescono a lavorare essa viene trasformata in sostanza inorganica come nitrati (NO3).

Con il ciclo del fosforo la materia organica viene smaltita senza la forma gassosa; se il ciclo funziona non avremo accumuli di fosfati inorganici (PO4); in caso contrario avremo accumulo di fosfati inorganici (PO4).

Ci sono però anche altri organismi, le alghe, che “sintetizzando” la materia organica traggono da essa i singoli composti alimentari di cui hanno bisogno per la loro crescita e riproduzione.

Tanto maggiore sarà la sostanza organica disciolta in acqua tanto più difficile risulterà il lavoro dei batteri per quanto riguarda il ciclo dell’azoto e il ciclo del fosforo, ritrovandoci quindi con inorganico disciolto in acqua (NO3 e PO4). Allo stesso modo tanto maggiore sarà la sostanza organica disponibile per le alghe tanto maggiore sarà la loro presenza, indesiderata, in vasca.

Abbiamo visto dunque che una sovralimentazione provoca effetti indesiderati in vasca, con aumento dei valori più importanti che influenzano i colori dei nostri coralli:

– fosfati (PO4)
– nitrati (NO3)
– concentrazione algale

Bisogna dire che il ciclo dell’azoto e del fosforo impiegano del tempo prima di smaltire la sostanza organica e che porti quindi a compimento il suo lavoro; il fatto di trovarsi o meno dei fosfati e nitrati in vasca a fine ciclo può essere un fattore rilevabile solo a fine dello stesso.

Diverso invece il discorso per le zooxantellae, che fin da subito si nutrono sintetizzando la materia organica riproducendosi velocemente; non ci vorrà molto tempo prima che esse si sviluppino a tal punto da provocare problemi di imbrunimento ai coralli.

Questo per dire che gli effetti negativi che una sovralimentazione provocherà in vasca si presenteranno non immediatamente dopo il sovradosaggio, ma con il passare dei giorni o settimane e i tempi dipenderanno molto ovviamente anche dalla quantità di alimento in eccesso dosato. Ovviamente anche il riuscire a riportare la situazione nella norma richiede il tempo opportuno affinché la situazioni ritrovi l’equilibrio iniziale o un equilibrio fino a quel punto ancora mai raggiunto.

Ma perché un aumento delle alghe influenza il colore degli SPS?

Sappiamo tutti che i nostri coralli in vasca vivono in simbiosi, ossia in rapporto di reciproco beneficio, con delle minuscole alghe chiamate zooxanthelle di colore bruno. In breve possiamo dire che queste zooxantelle si trovano all’interno delle cellule del corallo stesso e qui esplicano il processo di fotosintesi attraverso l’assorbimento delle radiazioni luminose.

Grazie alla fotosintesi le alghe producono sostanze ricche di energia tra le quali: zuccheri, amminoacidi, acidi grassi per il sostentamento del corallo. In cambio il corallo fornisce alle proprie alghe prodotti di scarto del proprio metabolismo quali ammoniaca (NH4), fosforo (PO4) ed anidride carbonica (CO2) che queste utilizzano, insieme alla luce, nel processo di fotosintesi.

Questo in poche parole una situazione di normale simbiosi corallo-zooxanthella.
Quando però l’organico in vasca è elevato le zooxanthelle trovano tutto il necessario già disciolto in abbondanza nell’acqua e la simbiosi viene meno.


Zooxanthelle (x 1000)

Esse di conseguenza aumentano di numero in modo non regolato dal processo di simbiosi.
Maggiore sarà la loro densità sul nostro corallo maggiormente esso apparirà bruno/marrone. La simbiosi corallo/zooxantella è in questo caso squilibrata.

Potete dare al vostro corallo tutta la luce e il movimento che volete ma questo, se carico di zooxanthelle per via degli organici e degli inorganici, non si colorerà. É come se al mare ci si volesse abbronzare spalmandosi una crema antisolare di grande schermatura, diciamo una protezione totale.

La crema non farebbe arrivare i raggi del sole sulla vostra cute sfavorendo la vostra colorazione; riuscireste ad abbronzarvi? Ne dubito; stessa cosa succede a un corallo quando il fitto strato di zooxanthelle su di esso, fa da filtro e non gli permette di colorarsi a dovere, andando a inibire la sintesi delle cromo proteine.

La sintesi delle cromo proteine, è quel processo mediante il quale il corallo si colora, sfruttando la luce che lo colpisce, l’alimentazione fornita con le nostre somministrazioni e le zooxanthelle nel rapporto di simbiosi.

Con l’aumento squilibrato delle piccole zooxanthelle a questa sintesi viene inibita una componente fondamentale ossia la luce. La qualità della luce (l’intensità, lo spettro e la durata) svolge un ruolo fondamentale nella della formazione delle cromo proteine e ne è la vera responsabile.

Ma se tra la luce e il tessuto del corallo frapponiamo le zooxanthelle in gran numero non otteniamo un bel niente: gli faranno da schermo. Dobbiamo fare in modo che sul corallo ci sia il giusto numero di alghe zooxanthelle e la regolazione del numero di esse dipende dalla quantità di nutrienti organici e inorganici che nell’acqua ci sono.

Quindi, intervenendo sulla quantità di nutrimento presente in acqua, faciliteremo “indirettamente” la formazione della pigmentazione del corallo, sempre che tutta l’attrezzatura tecnica sia adeguata (movimento, rocce, luce, schiumatolo, valori chimici). Una volta che il numero di zooxantelle si riduce ecco che il corallo si trova esposto e privo di protezione verso la luce solare.

Si rende quindi necessaria la produzione, da parte di questo, di una serie di pigmenti di natura diversa dalle zooxantelle che possano proteggerlo dalle radiazioni luminose: ha inizio la vera e propria sintesi delle cromoproteine.

Perché questo possa avvenire è necessario che l’animale trovi tutte le componenti che gli necessitano per la sintesi di tali pigmenti. Durante il processo di sintesi, il corallo consuma energia e necessita di sostanze organiche che abbiamo visto essere fondamentali nei processi metabolici (zuccheri, grassi, proteine). Il corallo torna quindi a colorarsi, tuttavia molto lentamente.

Quindi, dati per scontati i punti sopra (*), diventa necessario saper equilibrare alla perfezione la quantità di alimento fornito con la quantità di alimento richiesto da tutti gli organismi in vasca.

Bisogna dire che il ciclo dell’azoto e del fosforo impiegano del tempo, prima che smaltiscano la sostanza organica portando a termine la trasformazione e il fatto di trovarsi o meno dei fosfati e nitrati in vasca può essere un fattore rilevabile solo a fine ciclo. Stessa situazione per le alghe; ci vorrà del tempo prima che esse si sviluppino a tal punto da provocare problemi in vasca.

Questo per dire che gli effetti negativi della sovralimentazione si presenteranno non immediatamente dopo il sovra dosaggio, ma con il passare dei giorni o settimane e i tempi dipenderanno molto ovviamente anche dalla quantità di alimento in eccesso dosato.


Di seguito le 4 diverse situazioni che potremmo trovarci in vasca.

Ricordiamo che nelle seguenti situazioni diamo per scontato che ci siano tutti i fattori determinanti per la colorazione del corallo a livello ottimale e che i problemi raffigurati dipendano dalla sola errata alimentazione.

– luce intensa e ottima copertura
– parametri chimici come ph, kh, ca, mg, bilanciati e stabili
– temperatura stabile senza sbalzi
– ottimo movimento
– ottima schiumazione
– inorganici nella norma (PO4 tra 0.00 e 0.003 e NO3 tra 0 mg/l e 10 mg/l)

1° CASO

Situazione perfetta per crescita e colore: organici assimilati e inorganici nella norma.

In questo caso abbiamo una vasca che riesce a mantenere “quasi” inesistente il livello di nutrienti, sia organici che inorganici, poiché si è riuscito a trovare l’equilibrio tra nutrimento apportato e nutrimento consumato, sia questo dovuto all’assimilazione completa da parte degli organismi presenti in vasca, sia grazie all’aiuto di una tecnica performante e ben assemblata (schiumatoio efficiente, forte illuminazione e movimento) che facilita l’ossidazione e lo smaltimento dei nutrienti in eccesso.

In questo caso non bisogna fare nient’altro che continuare su questa strada e pregare che tutto vada sempre così…trovato il giusto dosaggio, questo si dovrà modificare soltanto nel caso di nuovi inserimenti di coralli o di un aumento del fabbisogno dovuto alla crescita degli animali.

Questa è la condizione auspicabile da raggiungere per qualsiasi acquariofilo che vuole allevare SPS, condizioni riscontrabili in vasche di gente con il “manico”, vasche top per intenderci, quelle tanto invidiate.

Ci troveremo davanti a una situazione di questo tipo:

• Organici completamente assimilati senza rimanenze
• NO3 da non rilevabili a 5 mg/l
• PO4 tra 0.00 e 0.02
• Coralli molto colorati

nutrimento organico acquario marino


Animali allevati in queste condizioni: obiettivo di tutti gli allevatori di sp
s.

2° CASO

Organici alti ma livelli accettabilissimi di inorganici.

In questo caso abbiamo una vasca che non riesce a smaltire tutto il carico organico introdotto (stiamo dosando troppo). Il livello alto di nutrienti organici porta a un aumento delle zooxantelle (e di tutte le alghe in genere). I batteri del ciclo dell’azoto e del fosforo sono fin’ora riusciti comunque a trasformare materia organica in inorganica.

Per ora, misurando i PO4 in vasca e gli NO3 potremmo trovarli inesistenti o a valori di 0.02 – 0.03 per i fosfati e tra 10 e 20 mg/l per gli NO3. Questo perché il processo che porta la trasformazione chimica da nutriente organico (di cui in questo momento la vasca abbonda) a nutriente organico tramite il ciclo dell’azoto e del fosforo impiega del tempo per avvenire e nel frattempo le zooxantelle si nutrono e prolificano; a breve avremmo sicuramente un innalzamento di PO4.

Ecco perché la si può definire una fase transitoria.

Questa è la condizione che porta nel 99% dei casi i neofiti ad aprire topic di aiuto perchè non si spiegano le cause dello stato dei loro coralli: non si spiegano l’imbrunimento pur non avendo fosfati e nitrati, non valutando però che nel frattempo le zooxantelle stanno facendo una scorpacciata di nutrimento organico, prolificando e soffocando i colori dei coralli su cui vivono.

Dobbiamo assolutamente sospendere l’alimentazione o quanto meno ridurla.
Ci troveremo davanti a una situazione di questo tipo:

• Organici non completamente assimilati dal sistema (in abbondanza e non misurabili)
• NO3 da non rilevabili a 5 mg/l
• PO4 tra 0.00 e 0.03
• Coralli bruni

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3° CASO

Situazione di grave inquinamento: alto livello di organici e inorganici sopra il livello di norma.

La peggiore delle situazioni e la più difficile da rimediare: in questo caso abbiamo una vasca che non riesce a smaltire il carico organico introdotto. Il livello alto di nutrienti organici porta a un aumento delle zooxantelle (e di tutte le alghe in genere). Oltre al fatto che tutto ciò si somma a un già elevato problema di inquinanti inorganici precedente.

E’ senza dubbio la situazione peggiore che possiamo trovarci in vasca quando alleviamo SPS; bisogna sicuramente sospendere l’alimentazione.

• Organici non completamente assimilati dal sistema (in abbondanza e non misurabili)
• NO3 maggiori di 10 – 20 mg/l
• PO4 maggiori di 0.03 – 0.05
• Coralli molto scuri quasi marroni.

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4° CASO

Buono per crescite e per colore: organico tenuto “sotto controllo” e inorganici un pochino sopra la norma.

In questo caso abbiamo una vasca che riesce a mantenere “sotto controllo” il livello di nutrienti organici e questo è (già un gran buon traguardo) ma si porta dietro un livello di inorganici tale da inibire la completa e perfetta crescita e colorazione degli sps a causa o di una leggera sovralimentazione sia dei coralli che dei pesci (magari troppi in vasca) o di un non del tutto corretto funzionamento della parte tecnica.

Basta un piccolo dosaggio in più e puff gli animali si scuriscono un pochino. In questo caso va rivisto un attimino la modalità di alimentazione sia di pesci che di coralli e magari migliorata o fatta lavorare meglio la tecnica. Aggiustare i dosaggi e perfezionare la tecnica faranno di queste vasche situazioni identiche alle vasche del caso 1.

Ci troveremo davanti a una situazione di questo tipo:

• Organici sotto controllo
• NO3 da non rilevabili a 5-10 mg/l
• PO4 tra 0.02 e 0.04
• Coralli colorati ma leggermente ombrati

   




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