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7 Febbraio 2012
 


 
 

 

 
    Il nano reef di Acab       Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    

Premessa

Dopo circa 1 anno dall’avvio del mio primo nano-reef, in preda ad un inesauribile ed irrefrenabile passione per questo incredibile hobby, ho deciso di allestire un nano-reef con pilastro di barriera, secondo il metodo descritto da Daniel Knop nel suo libro “Nano Reef – Allestimento e cura di piccoli acquari marini”.

Chi conosce il libro ed ha già accumulato una certa esperienza nella conduzione di una vasca (grande o piccola che sia), può capire quanto la filosofia di conduzione illustrata da Knop sia innovativa e nello stesso tempo diametralmente opposta a quelle adottate dalla maggior parte dei nano-reefers. Knop infatti sgretola i due principali pilastri su cui si basano i metodi di gestione tradizionali (movimento e luce) ed abbatte molte barriere fino ad ora considerate quasi dei tabù, come ad esempio il ruolo dei fosfati nell’equilibrio del sistema l’importanza e la possibilità di inserire pesci anche in “pico” vasche (mai però al di sotto dei 10 litri). Il risultato è un metodo del tutto naturale, assolutamente minimalista, delicato, mai forzato e dai contorni decisamente “zen”.

Il metodo Knop

In sostanza il metodo Knop consiste nell’allestire una vasca all’interno della quale collocare in posizione centrale una struttura rocciosa (il cosiddetto pilastro) formato da una roccia singola o da più rocce impilate e saldate tra loro. Tale struttura viene forata al centro in modo da creare un canale centrale che la percorra lungo tutta la sua altezza. Il canale viene collegato, attraverso un secondo foro laterale, ad un rogatore di aria (areatore) che immettendo aria nel canale centrale favorisce un sistema di circolazione dell’acqua che si estende a tutta la vasca. Dalla figura si comprende molto facilmente il principio di funzionamento.

Principio di funzionamento del pilastro di barriera con erogatore d’aria centrale (metodo Knop):

(A) Ingresso aria, (B) le bolle in salita premono l’acqua verso l’alto, (C) l’acqua scorre attraverso il fondo, (D) l’acqua esce sotto la superficie, (E) l’acqua circola verso il basso. E’ importante notare come l’uscita dell’acqua debba essere posizionata direttamente sotto la superficie perché altrimenti si svilupperebbero correnti circolari locali (F) tali da impedire la corretta circolazione all’interno della vasca.

Questo particolare metodo di conduzione prevede una attenta e misurata pianificazione degli occupanti, che dovranno essere scelti in funzione della possibilità: a) di adattamento alle particolari condizioni derivanti dalla semplicità di allestimento e dall’assenza di apparecchiature tecniche; b) di mantenere stabili le condizioni ambientali. Dovremo quindi limitarci ad introdurre esclusivamente organismi che possano essere mantenuti in maniera idonea alla specie, escludendo di conseguenza determinati gruppi di animali (alcuni pesci e coralli duri) che, richiedendo l’utilizzo di apparecchiature tecniche, metterebbero in pericolo la stabilità del sistema e/o le cui esigenze non potrebbero essere soddisfatte.

E’ importante sottolineare che i concetti accennati in questa sede hanno la sola finalità di facilitare la comprensione della mia esperienza e non devono pertanto essere considerati sostitutivi di quanto ettagliatamente illustrato nel testo di Daniel Knop.

La partenza

Ho letto il libro di Knop nel 2006, quando ero in fase di pianificazione della prima nano-vasca. Questa particolare filosofia di conduzione mi ha subito conquistato. Il mio interesse infatti era focalizzato sulla possibilità di allestire una vasca in modo completamente naturale, senza l’ausilio della tecnologia. Ho deciso però di accantonare l’idea in quanto, pur comprendendone i concetti di base, ritenevo (a ragione) che fosse un metodo troppo complicato per un neofita. Decisi così di allestire un nano-jaubert dedicato esclusivamente a SPS (ma questa è un’altra storia…).

Ma ormai il tarlo era in me e cresceva giorno dopo giorno…

L’occasione si presentò un giorno, anzi una notte, quando, spiando nella mia vaschetta mi resi conto che tra i coralli si aggirava un clandestino: un piccolo granchio dello stesso colore delle alghe calcaree rosa che spiluccava spensierato la mia montipora!!! Dopo averlo catturato con il collaudato sistema della nassa, decisi che non era il caso di eliminarlo ed attrezzai una vasca di emergenza utilizzando i doppioni di pompe, riscaldatori e lampade che in casa di un acquariofilo fai-da-te come me non mancano mai. Mi sembrava più una prigione che altro, così colsi la palla al balzo e, comprate lastre di vetro e silicone, iniziai la costruzione di una nuova vaschetta accarezzando l’idea di poterla gestire con il metodo Knop.

La vasca

La vasca misura 30x20x20h (circa 12 litri lordi). All’interno è inserita una sola roccia di circa 2 kg (Fiji premium, bellissima…) all’interno della quale c’è tutta la “parte tecnica”, che consiste solo in un foro centrale da cui passa l’aria fornita da un piccolo areatore. Il fondo è allestito con circa 1,5 kg di aragonite “extra-jumbo size” (5-7 mm). Il 50% dell’acqua proveniva dalla stessa vasca da cui è stata prelevata la roccia, Questo mi ha permesso di evitare il periodo di maturazione e di iniziare da subito il fotoperiodo (sono partito da 2 ore per arrivare alle attuali 9) senza avere nessun (e dico nessuno!!!) problema algale. Ho seguito in questo il consiglio di Knop (anche se solo parzialmente), ovvero inserire materiale di fondo e acqua da un acquario ben avviato. Non nascondo che ho fatto una scelta un po’ azzardata e che, probabilmente grazie all’ottima qualità della roccia, mi è andata bene, ma vi assicuro che non ho mai avuto l’ombra di un alga. Unica notazione riguarda la comparsa di ciano batteri, spontaneamente spariti dopo circa 2 settimane.

Originariamente la vasca era illuminata da una PL 11W 10.000°K (montata su una piccola plafoniera Resun). Successivamente ho raddoppiato l’illuminazione aggiungendo una seconda plafoniera nella quale è alloggiata una ulteriore PL 11W 10.000°K. Ho istallato poi un sistema di rabbocco automatico per il mantenimento della salinità (auto costruito su progetto AP).

La parte più difficile è stata la foratura della roccia che durante le operazioni si è anche spaccata. Ho dovuto quindi riattaccarla con resina epossidica e completare l’istallazione del sistema Knop che prevede che nei due fori (quello centrale e quello laterale) siano inseriti dei tubi rigidi per evitare otturazioni e favorire il passaggio dell’aria.


Il giorno dell’avvio. Da notare la frattura al centro, riparata poi con resina epossidica. Sulla destra si nota anche una piccola pompa che è stata tenuta in funzione solo per i primi giorni




Nella prima immagine si nota l’uscita dell’aria collocata immediatamente sotto la superficie per favorire la circolazione ottimale. Nella seconda (frontale) e terza (laterale), l’effetto delle bolle d’aria sulla superficie


Un particolare della parte tecnica: il tubo, collegato all’areatore, arriva sul lato posteriore della roccia e si congiunge con il tubicino infilato nel canale centrale (visibile sulla sinistra)



La vasca oggi

Valori, ospiti e manutenzione ordinaria

Per quanto riguarda i nutrienti, dopo un picco iniziale, i valori hanno cominciato subito a scendere e la situazione si è stabilizzata da sola a circa un mese dall’avvio ed in concomitanza con l’inserimento dei primi animali, segno che nonostante l’aumento del carico organico, il sistema si avviava verso la stabilità.

I valori medi sono i seguenti:

· Mg: 1400 (elos)

· Ca: 400 (elos)

· Kh: 8.5 (tropic marin)

· No3: 0.3 (salifert)

· Po4: 0.03 (elos; in realtà il riscontro colorimetrico è compreso tra 0.01 e 0.05, in quanto i test elos non misurano il valore 0.03)

Attualmente la vasca ospita:

· Una colonia di xenia pumping

· 2 discosomi (uno c.d. striped e l’altro è uno yuma)

· Clavularia

· Briareum

· Protopalythoa

· Un ciuffo di caulerpa

· Un Neopletoristhes Oshimai (granchio porcellana, che è entrato in simbiosi con la xenia)

· Un Paguristes Cadenati (paguro zampe rosse)

· Qualche stomatella

· Molti organismi spontanei (spirografi, copepodi, anfipodi, ecc.)



A sinistra: il granchio porcellana in simbiosi con la xenia “pumping”. A destra il paguro zampe rosse.

Gli interventi di manutenzione riguardano i cambi parziali (15% ogni 3 settimane) ed il ripristino dell’acqua di osmosi nella vasca di rabbocco di 5 lt (ogni 15 gg.), oltre che la pulizia periodica di vetri e accessori.

Somministro a giorni alterni zooplex e phytoplex ed all’occorrenza integratori di Ca e Kh per riportare i valori chimici ai livelli ottimali.

Considerazioni finali

Le mie personali considerazioni su questo particolare metodo di gestione sono sicuramente positive. La lenta e delicata circolazione dell’acqua è assai gradita ai filtratori (vermi tubicoli, ascidie, ecc.) che pullulano sulle pareti della roccia avendo a disposizione più alimento in sospensione e beneficiando dell’assenza di “concorrenti nutrizionali elettrici”.


Colonie di vermi tubicoli

Anche i corallimorfari sembrano gradire la scarsa movimentazione e ripagano con una notevole estroflessione dei polipi.


A sinistra: briareum e actinodiscus yuma. A destra: discosoma.


Altri particolari della roccia da cui si nota un notevole sviluppo delle alghe calcaree.

Un altro vantaggio è sicuramente la mancanza di surriscaldamento dell’acqua, dovuta al fatto che nella vasca non sono presenti attrezzature tecniche che sviluppano calore.

Il fatto che non ci siano attrezzature a vista (poiché tutta la tecnica è contenuta all’interno della roccia) conferisce alla vasca un fascino molto particolare difficilmente riscontrabile nelle vasche condotte con metodi tradizionali.

Se volessimo azzardare un paragone tra il metodo Knop e gli altri metodi di gestione, dovremmo immaginare la stessa differenza che c’è tra fare un viaggio in un’auto veloce e ripetere lo stesso viaggio in treno, dove nel primo caso assaporiamo il brivido della velocità mentre nel secondo ci soffermiamo ad ammirare il paesaggio cogliendo tutti i suoi dettagli e le sue sfumature

 

Leggete il libro che trovate su Neogea

acab64chiocciolalibero.it

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