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23 Maggio 2012
 


 
 

 

 
    Esperienze con un picoreef di Gilberto Hassan     Segnala l'articolo ad un amico     Stampa questa pagina    


In questo articolo vi presento il mio pico-reef, piu’ esattamente e’ un mini pico-reef in quanto e’ solamente di 3 litri. Sarebbe mia intenzione continuare a mantenere attivo questo articolo aggiornandolo a cadenze bimestrali.



Premetto che sono in possesso di un’ acquario marino di barriera di circa 250 litri, avrei potuto prelevare da questa vasca sia le rocce che la sabbia e l’acqua, ma essendo disposto tranquillamente ad attendere che maturasse e volendo partire da zero con questa vasca ed ho preferito optare per questo metodo, tutto nuovo.

La cosa della quale per prima mi sono dovuto preoccupare e’ stata la vaschetta, non volevo qualche cosa di “grande”, cercavo di creare un’ acquario che fosse possibile posizionare facilmente più o meno ovunque e che fosse senza angoli “vivi”. Non riuscendo a trovare una vaschetta senza angoli piccola ero quindi indeciso se acquistare una vaschetta classica o una a cilindro. Mi sono recato presso un negozio di mobili ed articoli per la casa ed eccola lì…. un cilindro alto 18,5cm e di diametro 18cm un volume di circa 4,5 liti. Dopo 15 minuti passati a scegliere quella senza un graffio la ho acquistata. Arrivato a casa la ho lavata accuratamente, e subito dopo ho immesso acqua d’osmosi assieme al sale ho inserito una pompa (la più piccola che avevo) una MicroJet 320 che da caratteristiche dovrebbe essere 280Lt/H ed ha tre bocchette intercambiabili per variare la portata, ho inserito la minore, 120Lt/H ed ho lasciato trascorrere la notte. Ho optato per una pompa al posto di un aeratore per due motivi, il primo e’ che in questo modo non ho il problema di dovere forare la roccia per il passaggio dell’acqua al suo interno, poi perché l’utilizzo dell’aeratore fa sì che in vasca ci siano diverse bollicine sparse che sinceramente trovo molto antiestetiche nonché infastidiscono la visione ed ultimo motivo ma non meno importante, gli schizzi di acqua salata in giro con conseguenti incrostazioni di sale ove viene posizionata la vasca. Il giorno successivo ho inserito circa 600 grammi di sabbia corallina finissima che ha rilasciato in acqua una elevata quantità di calcio, ho dovuto aspettare due giorni prima che tutta la sabbia e le particelle di calcio precipitassero di modo da avere nuovamente l’acqua cristallina.

Particolare dello strato di sabbia corallina.

In questo periodo di attesa ho cercato una roccia viva che fosse sufficientemente popolata, che fosse abbastanza piccola e soprattutto che mi piacesse visto che sarebbe stata la colona portante di tutto l’acquario. Il quarto giorno ho inserito la roccia viva, ne ho trovata una che mi sembrava bella, abbastanza carica di microrganismi e di alghe calcaree, era inoltre giusta del peso che cercavo 1,350Kg. Ho lasciato la vaschetta per un mese ad un metro dalla vasca “principale” di modo che prendesse luce, anche se non diretta, dall’HQI che utilizzo nell’altra vasca.

  

In quel periodo mi sono costruito una plafoniera in alluminio anodizzato per una lampadina del tipo a risparmio energetico D-Lux, la ho dotata di timer interno e di una lampadina da 9w 6.000° Kelvin. Da quel momento mi sono messo costantemente tutte le sere almeno 15 minuti a controllare minuziosamente ciò che accade all’interno di quel minimondo di soli 3 litri.

  

La Plafoniera artigianale vista da varie angolazioni.

Dal primo momento mi sono entusiasmato tantissimo, ho iniziato a guardare i vermetti che migravano dalla roccia al fondo formando piccoli solchi nella sabbia finissima, controllavo ogni anfratto della roccia ed ogni giorno scoprivo qualche cosa di nuovo, mi accorgevo del crescere delle alghe coralline, l’apertura di piccoli spirografi calcarei rossi ed altri chiari, la scorsa settimana mi sono accorto di una nuvoletta “strana”, ho notato che sono degli avannotti di qualche genere, non riesco a comprendere a che famiglia appartengano, sono troppo piccoli, circa 1 – 1,5 millimetri con una codina a punta, non comprendendo la provenienza di questi esserini ho analizzato nuovamente la roccia millimetro per millimetro con la lente d’ingrandimento fino a quando ho notato la presenza di una specie di “uovo” o bivalve leggermente aperto, forse dall’apertura di quello sono usciti questi esserini.
Insomma mi sono accorto della vita che e’ presente in un’ acquario grazie a questa vaschetta, nell’acquario principale non me ne ero mai accorto in quanto e’ troppo dispersivo, personalmente mi sono sempre “limitato” a controllare lo stato degli invertebrati, dei pesci, qualche vermetto e di qualche ofiura di ridotte dimensioni.
Al momento non uso integratori di oligoelementi, effettuo cambi d’acqua ogni settimana di meno di mezzo litro con acqua d’osmosi preparata con un buon sale.
A distanza di due mesi dall’allestimento della vaschetta ho inserito due talee di invertebrati, un Sarcophyton ed un Lobophyton con un cutter ho tagliato una piccola parte degli invertebrati di dimensione di circa 1cm, li ho fissati alla roccia con un ago da siringa che dopo 7/10 giorni andranno rimossi. A breve inserirò un frammento di galaxea ed uno di montipora , inoltre sono alla ricerca di qualche pezzetto di Synularia ed altri coralli molli per continuare a popolare la vaschetta.
Nel frattempo ho inserito un poco di caulerpa che a mio avviso da un’ effetto visivo gradevole.

  
Purtroppo non si vede bene, l’ago tiene fissato un pezzetto di Sarcophyton.

Riepilogando il materiale che ho utilizzato e’ il seguente:
Per l’acquario:
Vaschetta cilindrica 18,5x18cm € 15
Sabbia corallina finissima 600g € +/- 10
Roccia viva 1,350Kg € +/- 20
Pompa MiniJet 320 € +/- 12
Acqua d’osmosi e sale

Per la plafoniera:
Lastra di alluminio anodizzato
Profilato di alluminio per il supporto
Legno per il supporto
Reattore per lampadine a risparmio energetico tipo D-Lux S
Lampadina D-Lux S 9W – 860 Osram
Timer da pannello
Viti e dadi

Se vi necessitasse qualche ulteriore informazione non esitate a contattarmi.
Gilberto Hassan (IK2VOV): Gilberto_hassan@multivendor.it

 


 
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