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Difficile parlare di gestione nel nano sps e del suo allestimento.
Difficile perché fin dal principio mi si sono presentate
difficoltà imponenti e anche pregiudizi affrettati
su questo esperimento così estremo. A me piace molto
sperimentare e questa era la strada giusta. Sono partito con
un nano con metodo naturale e pian piano ho imparato ad accudire
i miei ospiti al meglio e questo mi ha spinto ad andare oltre…..e
ho scelto gli sps.
Una breve introduzione…..
Gli sps sono i cosiddetti coralli duri a scheletro calcareo
costruttori di barriera ( cioè quelli che in pratica
vediamo nei vari reef corallini sparsi per il mondo) dai colori
spesso sgargianti.
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Sono coralli di difficile allevamento in acquario perché
richiedono specifici parametri dell’acqua e attrezzature
costose per il loro mantenimento.
Diciamo che i parametri fondamentali per una corretta crescita
sono la luce, il calcio, la durezza carbonatica e la minor
concentrazione possibile di inquinanti disciolti in acqua.
Questo in acquariofilia si traduce in valori di calcio prossimi
ai 450, valori di po4 e no3 il più possibile vicini
allo zero e una durezza carbonatica simile a quella naturale,
cioè 8-9 gradi.
Infine la luce, componente fondamentale per la crescita e
la colorazione di questi splendidi animali. La luce disponibile
con normali sistemi di illuminazione (lampade PL o neon t5)
risulta spesso insufficiente o poco efficace. Ecco perché
l’illuminazione da preferire è quella data dalle
lampade ad alogenuri metallici anche se risultati soddisfacenti
si ottengono tranquillamente con lampade t5 ( a patto di montarne
in quantità sufficiente).
Insomma…..le difficoltà sono tante ma tutte sono
facilmente aggirabili conoscendo le basi dell’acquariofilia
moderna e con un po’ di sano fai da te.
La mia vasca è stata modificata nell’illuminazione
posizionando un faretto industriale alogeno dopo averlo opportunamente
modificato per ospitare le lampade hqi. Nello specifico ho
scelto una hqi da 150w poiché risultano di più
facile reperibilità rispetto alle 70w (molto più
care e spesso introvabili). Le lampade hqi di wattaggio superiore
vanno preferibilmente lasciate ad acquari più grandi
con necessità di illuminazione maggiori.
Detto questo è ovvio che una lampada del genere oltre
a indiscussi vantaggi comporti anche molteplici svantaggi
come il surriscaldamento della vasca e una lenta acclimatazione
degli animali per via del rilascio di raggi ultravioletti
nei primi giorni di utilizzo.
Per il primo problema ho risolto montando due semplici ventole
da pc a 12v, opportunamente saldate a dei supporti a bordo
vasca e collegate ad un timer che ne gestisce il funzionamento
in totale automatismo. D’estate qui si sono raggiunti
i 38 gradi all’ombra e la mia vasca riusciva a stare
sui 28 gradi con accensione perenne delle ventole per tutto
il fotoperiodo giornaliero e anche oltre.
In inverno il timer fa funzionare le ventole per circa 30
min ogni ora e ottengo sempre una temp costante di circa 25
gradi. Il problema temperatura quindi è risolvibile
in modo semplicissimo.
Il problema dei raggi UV invece è risolvibile utilizzando
un vetro di protezione lampada di tipo temprato da 5 mm (fornito
di serie col faretto) oppure montando un vetro borosilicato
da 3 mm (costoso e poco reperibile). Per il primo mese di
utilizzo della lampada è consigliabile tenere la lampada
a circa 35-40 cm dal bordo vasca e abbassare gradualmente
la luce fino ad arrivare a 15-20 cm di distanza dal livello
acqua.
Veniamo ora ai problemi connessi ai valori dell’acqua.
Il calcio e il kh sono fondamentali per la crescita del corallo
duro e in particolare deve esserci un definito rapporto fra
le due cose. Infatti per la costruzione dello scheletro calcareo
servono 1 parte di calcio e 2 parti di kh. Come mantenere
tale equilibrio?
Abbastanza semplice: per il calcio utilizzo un preparato artigianale
di sodio cloruro per modificare il valore di calcio assoluto
(per incrementarlo a mio piacimento) e per mantenere poi questo
valore costante uso un preparato commerciale facilmente reperibile.
Questo preparato oltre a mantenere il valore di calcio da
me scelto mi permette di mantenere anche il valore di kh poiché
si tratta di un prodotto già bilanciato e che non richiede
attenzioni particolari. Il dosaggio è giornaliero e
la quantità varia in base alle richieste della vasca
(al numero di animali e al loro metabolismo).
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Per aumentare invece il valore assoluto del kh utilizzo un’altra
miscela artigianale preparata con prodotti chimici reperibili
in farmacia. Ottengo così un buffer kh utile in caso
di modificazione del valore. Infatti sia il calcio che il
kh, per quanto regolarmente reintegrati, tendono col tempo
ad abbassarsi e richiedono quindi aggiustamenti abbastanza
frequenti.
Ecco quindi che la manutenzione del mio nano è giornaliera
ma non richiede più di qualche decina di secondi per
svolgere questo tipo di reintegri.
Un altro evidentissimo problema è la gestione dell’evaporato.
Visto che la vasca con illuminazione hqi deve essere necessariamente
aperta, l’evaporazione giornaliera è altissima.
Sui miei 23 litri netti osservo anche 3 litri di evaporazione
giornaliera nel periodo estivo.
Questo non permette soluzioni alternative se non un impianto
di rabbocco automatico, costituito da un galleggiante in vasca
e da una tanica di rabbocco contenente l’acqua dolce
(che finisce in vasca tramite una pompa collegata al galleggiante).
Questo mi permette di dimenticarmi completamente della gestione
rabbocchi in quanto l’osmoregolatore gestisce automaticamente
tutto il reintegro. Il mio compito è solo quello di
non far mancare acqua nella tanica.
Se non viene montato un osmoregolatore il problema si fa abbastanza
grave poiché ripetute e forti escursioni di salinità
sono un fattore sfavorevole alla crescita e alla salute del
corallo. Ricordate inoltre che il galleggiante è sensibilissimo
alla variazione di livello e quindi gestisce quasi 10 rabbocchi
giornalieri nel periodo estivo, cosa non fattibile manualmente
se non stando davanti alla vasca 24/24h. Per non far diventare
un hobby una fatica, questo accessorio a mio avviso è
d’obbligo.
Altra caratteristica da ricercare è il forte movimento
in vasca. Spesso infatti i coralli molli non hanno bisogno
di correnti elevate mentre i coralli sps gradiscono un grande
ricircolo interno.
Le pompe allora ricopriranno un ruolo primario nell’allevamento
dei coralli sps poiché dovranno avere portate elevate
e un fascio preferibilmente allargato in modo da distribuirsi
su ampi spazi d’acqua e non in flussi laminari fastidiosi
per gli animali. Putroppo le pompe commerciali non ci aiutano
in questo visto che le normali pompe per nano reef hanno sia
basse portate che un fascio molto stretto e fastidioso. Ultimamente
sono uscite sul mercato delle pompe con fascio largo dai costi
contenuti ma il loro volume è imponente e non sempre
integrabile in vasche così piccole.
Così ci si riduce a modificare l’uscita delle
piccole pompe di cui disponiamo con tubi e raccordi in pvc
opportunamente lavorati a caldo in modo da far coprire alla
pompa la maggior superficie possibile. Questo problema è
forse quello più difficile da risolvere secondo la
mia esperienza in quanto manca l’attrezzatura studiata
per questo tipo di vasche (comprensibile visto che i nano
sps si contano sulle dita di una mano). Un altro accorgimento
utile è sicuramente lo scambio gassoso superficiale.
Lo si può ottenere montando le pompe vicino alla superficie
dell’acqua in modo che provochino molte increspature
superficiali così da incorporare molto ossigeno (l’o2
aiuta a mantenere alto il valore ph in vasca)
L’allestimento della rocciata è una nota dolente
del mio sistema. L’inesperienza mi ha fatto posizionare
una roccia piatta sul fondo e questo fa si che si accumuli
una gran quantità di sporco sotto di essa, rendendo
la pulizia del fondo difficoltosa e spesso incompleta. Consiglio
quindi di evitare accuratamente di posizionare alla base della
rocciata dei massi piatti e di lasciare proprio le rocce piatte
a ricoprire la parte alta della massicciata per avere più
punti di appoggio possibili.
Le rocce da posizionare sul fondo saranno quelle spigolose
e con punti d’appoggio puntiformi, così da lasciare
ampio ricambio d’acqua nelle loro insenature. Proprio
il ricircolo dell’acqua infatti aiuta ad evitare zone
di accumulo difficilmente sifonabili.
L’optimum sarebbe avere dei grandi punti di appoggio
sulla parte alta della rocciata e nella parte bassa simulare
la discesa del reef verso il fondale oceanico, in modo da
poter posizionare in queste zone eventuali coralli molli colorati
che non gradiscono molta luce. Grotte, anfratti e zone d’ombra
sono ideali per i coralli molli in vasche con hqi mentre per
gli sps la luce non basta mai.
Gli animali adatti al nano sps sono i coralli duri appunto.
Ovviamente vanno inseriti in numero limitato e la loro scelta
deve essere ponderata. Per iniziare sicuramente le montipore
risultano essere adatte vista la loro relativa semplicità
di allevamento. Poi incrementando l’esperienza si possono
inserire delle acropore o delle pocillopore se tutto procede
al meglio.
Da evitare sicuramente i coralli lps (duri a polipo lungo)
poiché spesso posseggono tentacoli urticanti e in spazi
così stretti si rischiano pesanti bruciature agli animali
vicini.
Per concludere eventuali coralli molli vanno scelti con giudizio
in quanto anch’essi producono sostanze tossiche per
gli sps. Ad esempio degli innocenti (all’apparenza)
discosomi o zoantidi possono rilasciare filamenti di muco
in grado di ustionare pesantemente gli sps. Provare per credere.
Il mio consiglio è quello di dedicarsi prevalentemente
agli sps mantenendo le giuste distanze di sicurezza e di inserire
poi qualche corallo molle non urticante nelle zone basse della
barriera in modo da proteggere gli animali più delicati.
Consiglio inoltre di non inserire alcun pesce nei primi mesi
di avvio e solo se il litraggio supera i 45 litri è
possibile introdurne 1 . Questo consente di mantenere ottimi
valori dell’acqua, cosa impossibile in un nano da 25
litri senza skimmer con pesce al suo interno.
Esattamente come negli altri metodi ci sono delle regole da
rispettare per il corretto allevamento degli ospiti.
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