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La scelta di un pesce da inserire in nano reef è ancora
più problematico di quanto non lo sia la scelta di
un invertebrato.
Sarebbe meglio dire che non ci sono specie adatte a vivere
in un nano reef, questo eviterebbe tanti errori e problemi
ai nostri ospiti.
In realtà questo non è vero e negli ultimi anni
in commercio sono stati resi disponibili degli animali che
prima non lo erano perché in una vasca da 200-300 litri
scomparirebbero e non si saprebbe più nulla di loro.
Al contrario in un nano reef si possono tenere e si possono
osservare le loro abitudini di vita.
Se per gli invertebrati la scelta può essere molto
ampia in questo caso non abbiamo delle grosse alternative;
l’animale che può essere inserito in un nano
reef deve poterci vivere senza soffrire, quindi la nostra
vaschetta deve garantire le giuste condizioni di qualità
dell’acqua e altri parametri necessari al pesce, se
non siamo certi di questo o aspettiamo di raggiungere l’equilibrio
necessario o rivolgiamo la nostra scelta verso altri animali
quali gamberetti, paguri, lumache e granchi.

Stenopus e Lysmata.
A cosa dobbiamo pensare quando compriamo un pesce?
Prima di tutto alle sue abitudini in natura, ci sono pesci
che passano la vita a nuotare sia un mare aperto che lungo
la barriera; è facile intuire che queste specie non
sono adatte da inserire in una nano reef e probabilmente non
sono neanche adatte per essere inseriti in un normale acquario
di barriera.
Si pensi ad esempio ai Pomacantidi, ai Serranidi, ai pesci
Balestra e agli Acanturidi che in natura vivono nello loro
vasto territorio senza mai fermarsi e a volte si spingono
anche lontano dalla barriera corallina.
Ci sono pesci che magari conducono una vita sedentaria, ma
che crescono molto facilmente di dimensione, anche questi
animali non sono adatti a essere inseriti in una vasca.
Gli Scorpenidi ne sono un tipico esempio, abituati a una caccia
tattica piuttosto che attiva in genere si nascondono sul fondo
aspettando che la preda passi vicino per catturarla oppure
si costruiscono delle tane sul fondo dove si riparano e-o
si nascondono in attesa della preda.
Si pensi anche ai Cirrhitidae che usano una tattica simile
per cacciare mimetizzandosi dove meglio riescono per poi catturare
la preda, ma che spesso cambiano posto per non rischiare che
gli altri animali sappiano dove è il suo territorio
di caccia.
Ci sono pesci che passano la loro vita a cercare nella barriera
corallina piccoli organismi di cui nutrirsi e che hanno delle
abitudini abbastanza sedentarie, si pensi ai Callionimidi,
questi pesci non sono adatti non per il loro stile di vita,
ma per la loro alimentazione.
Non si adattano facilmente al cibo che noi possiamo fornire
e un nano reef non generà mai abbastanza cibo da soddisfare
le loro esigenze alimentari, sono destinato quindi a smagrire
e poi a morire di fame.
Vi sono altre specie che sarebbero adatte se non fossero delle
specie molto timide che hanno bisogno di troppo spazio, ma
necessitano di molti anfranti dove nascondersi; si pensi agli
Eleotridae che è vero che sono abbastanza sedentari,
ma sono anche altrettanto timidi.

Nemateleotris.
In un nano reef non troverebbero abbastanza anfranti dove
nascondersi e sentirsi sicuri e passerebbero tutta la loro
esistenza nascosti all’interno di quello che ritengono
un rifugio sicuro fino a deperire e poi morire.
Inoltre ipotizzando di trovare esemplari un po’ meno
timido, sono degli ottimi nuotatori che hanno bisogno di spazio
per nuotare
Vi sono specie che vivono in simbiosi con altri animali che
male di adattano a vivere in acquario, si pensi al tipico
anemone di mare con il suo pesce pagliaccio simbionte. Anche
questi pesci non vanno bene per un nano reef perché
mentre il pesce pagliaccio non avrebbe problemi a vivere in
una vasca dalle ridotte dimensioni, non sarebbe possibile
mantenere un anemone all’interno di un nano reef con
successo.
Si consideri che non è solo un problema di allestimento
e maturazione di un nano reef, un anemone Radianthus, Stoichactis
misura aperto anche 35 cm e cosa resterebbe in una vasca così
piccola con un animale così grosso? Molto poco spazio.
Lo stesso problema si avrebbe con gli altri anemoni Cryptodendrum,
Entacmaea, Parasicyonis, Physobranchia e Heteractis.
Questo entro breve morirebbe perché non troverebbe
le condizioni adatte per sopravvivere e inquinerebbe l’acqua
del nano reef in modo irreversibile e porterebbe allo sfascio
il nostro lavoro.
Quindi anche gli Amphrion non sono pesci adatti a essere tenuto
in un nano reef per il loro ospite anemone, non sarebbero
comunque adatti da tenere in un nano reef perché non
è proprio esatto che non avrebbero problemi ad adattarsi
alle dimensioni di una vasca piccola, questi pesci in natura
vivono in simbiosi al loro anemone, ma se si sentono sicuri
e la barriera offre degli anfranti dove nascondersi non esitano
ad uscire dalla loro casa per fare delle uscite e girare nella
barriera.
Quindi come possiamo vedere la scelta di un pesce da inserire
in una vasca piccola come un nano reef è molto difficile.

Gammaloreto e Pseudocromis.
Alcune varietà di Pseudochromidi e di Pomacentridi
potrebbero essere adatti però a dei nano reef che hanno
almeno un litraggio netto di 60 litri e solo se inseriti da
soli nella vasca.
Rimangono alcune specie di Gobiidi, di Blennidi e poco altro
che in natura hanno l’abitudine di vivere sempre nello
stesso posto, per questi animali vi prego di leggere le schede
che metteremo in rete.
Gobidion Okinawae.
E’ per questo motivo che in questa sezione parleremo
molto anche dei gamberi e dei granchi, che sono animali con
esigenze di spazio molto minori dei pesci e che meglio si
addicono a essere inseriti in nano reef
In conclusione in un nano reef è meglio inserire un
bel gambero piuttosto che un pesce, di sicuro la vasca non
ne risente in bellezza e siamo certi di non far soffrire il
nostro piccolo ospite.
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