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La famiglia Gobiidae comprende una moltitudine
di specie, ma tutte molto piccole; la più grande difficilmente
raggiunge i 20 cm di lunghezza.
Questa rende molte specie adatte ad essere inserite in un
nano reef.
Classificazione:
| Ordine |
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| Perciformes |
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Sottordine |
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Gobioidei |
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Famiglie |
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Gobiidae
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Lunghezza:
In natura arriva ad essere lungo 6 cm, in acquario
cresce: meno fino ai 5 cm.
Diffusione:
Principalmente questi animali vivono nell’Oceano
Indo Pacifico; le concentrazione più alte si trovano
soprattutto nel Mar Rosso..
Biotopo:
Vive nelle Barriere coralline e ovunque vi siano
delle formazioni di invertebrati della famiglia delle Scleratine.
Sono questi invertebrati che forniscono il riparo di cui questo
pesce ha bisogno; le varie specie si sono adatte a vivere
nella Barriera corallina a diverse profondità: sia
in acque molto poco profonde fino a circa 1 m, sia in acque
molto profonde fino a 50 m. ubicate anche in lagune. Se vi
sono delle formazioni isolate di Scleratine è probabile
che queste ospitano anche piccoli gruppi di questo animale.
Soprattutto vive nelle barriere coralline e nelle formazione
di invertebrati della famiglia Sclerattine che crescono all’interno
delle zone più riparate dalla barriera corallina.
Caratteristiche fisiche:
Molto simile al Godidion rivulatus, sono caratterizzati
da una livrea di colore giallo e solo in alcuni casi tendente
al giallo scuro. La specie si caratterizza da una fascia blu
a volte circondata da una sottile linea rossa alla base delle
pinne pettorali e da 3-4 linee verticali vicino alla testa
di colore blu bianco, a volte queste linee si sviluppano vicino
agli occhi.
Caratterizzati dalla mancanza di una pinna ventrale che è
sostituita da un apparato che permette all’animale di
ancorarsi agli invertebrati e quindi di non dover nuotare
per stare fermo in una posizione anche se i rami degli invertebrati
dove trova rifugio sono soggetti a forti correnti. Ricordiamo
che le Scleratine che in genere li ospitano prosperano nelle
zone di maggior corrente dovuta sia a movimenti ondosi sia
alle maree.
La presenza di questa piccola ventosa è una particolarità
che caratterizza questa famiglia.
Hanno un corpo molto allungato con una grossa testa e due
grosse guance. Dorsalmente le pinne sono due con la pinna
anteriore molto più corta di quella posteriore; le
due pinne dorsali sono molto ben separate; la pinna dorsale
forma una certa simmetria di forma con la pinna posteriore
dorsale. Un pinna anale di non notevole dimensioni e due pinne
pettorali molto sviluppate. Non è un grande nuotatore.
E’ completamente privo della vescica natatoria che negli
altri pesci è l’organo che garantisce l’assetto
del pesce, proprio per il loro stile di vita questa funzione
non è necessaria non essendo dei grandi nuotatori e
trascorrendo la quasi totalità della loro esistenza
tra i rami delle Scleratine. La mancanza di questo organo
rende il nuotare una attività molto faticosa per mantenere
l’assetto corretto.
Il loro piccolo corpo non è ricoperto da squame e riescono
proteggersi da eventuali attacchi di predatori attraverso
un muco urticante, che a volte è pericoloso anche per
alcuni ospiti delle nostre vasche.
Comportamento in natura:
Vive tra i rami delle Scleratine sfruttando
la sua ventosa ventrale per rimane “attaccato”
agi invertebrati. La ventosa gli permette di riposare al riparo
degli invertebrati nonostante le forti correnti a cui è
sottoposto.
Non si allontana quasi mai dal suo territorio che condivide
solo con il suo partner, lo difende assiduamente da eventuali
suoi simili. In questo suo piccolo regno cerca il cibo di
cui si nutre che sono principalmente piccole larve, pesci
molto piccoli e anfipodi.
Se per caso deve spostarsi dal suo territorio è in
grado di difendersi dagli attacchi di qualche predatore rilasciano
un muco velenoso.
Le uova vengono depositate tra i rami degli invertebrati che
per l’occasione vengono “puliti” dai polipi
per far spazio alle sue piccole creature.
Solo il maschio si occupa della crescita delle larve, la femmina
pur restando sempre nel loro territorio non se ne occupa del
tutto.
Le larve dopo che si sono sviluppate si spostano verso la
superficie del mare da dove poi se ne andranno per cercare
altre colonie di Scleratine dopo 3-6 settimane.
Nel caso in natura non vi siano ancora formate delle coppie
e si incontrano due esemplari dello stesso sesso, uno dei
due può cambiare sesso per tentare una riproduzione.
Habitat nel nano reef:
In un nano reef è sempre meglio introdurre esemplari
molto giovani che sono più piccoli, si adattano a vivere
in una vasca di invertebrati molli; anche se in natura vivono
tra i rami degli invertebrati duri, le Scleratine. Questa
è l’unica forzatura per questi animali che possono
benissimo vivere in un nano reef.
Ovviamente l’istinto ha la meglio e questo piccolo pesce
cercherà riparo in qualcosa che gli ricorda i rami
delle Scleratine, a volte lo si è anche visto cercare
riparo nella corona di alcuni Spirografi.
Per non far sentire troppo la mancanza dei rami che sono per
lui è il rifugio naturale, sarebbe meglio aver arredato
la vasca in modo tale che vi siano molti anfranti dove l’animale
possa andare a riparasi quando si sente in pericolo o minacciato.
In alcuni casi rami di Acropora morta sono stati usati come
rifugio, e quindi hanno fornito un valido sostituto a quello
che si trova in natura.
In una vasca tranquilla il pesce se si sente tranquillo si
cerca una postazione abbastanza in alto in modo tale da poter
controllare la vasca, il suo territorio, e si ancora con la
ventosa per non dover nuotare.
In un nano reef potrebbe essere ipotizzabile l’idea
di inserire oltre al Gobide anche un gamberetto, in questo
caso sono da escludere le specie più aggressive, tipo
gli Stenopus, che potrebbero usare il Gobide come alimento
attaccandolo la notte.
Allevamento nel nano reef:
Questi animali possono vivere se presi da giovani anche un
paio di anni o poco più, raggiungendo dimensioni notevoli,
ma non eccessive. Possono essere tenuti in vasche che abbiano
almeno un volume di 40-45 litri, non bisogna farci trarre
in inganno se ci troviamo di fronte ad esemplari più
piccoli perché sono solo animali molto giovani.
Alimentazione:
Nel suo territorio, per quanto piccolo esso
sia, il pesce riesce a trovare tutto quello che gli serve
per sopravvivere; si cerca il cibo di cui si nutre che sono
principalmente piccole larve, pesci molto piccoli e anfipodi.
Alimentazione nel nano reef:
Esemplari inseriti in vasca da molto tempo sono
già stati abituati a mangino secchi o surgelati, quelli
da poco in acquario si devono ancora nutrire con mangimi vivi
che riproducano quello che catturano in natura Artemia, Cyclops
e Daphne.
L’animale deve essere nutrito di frequente, in caso
contrario smagrisce e muore.
Accetta volentieri polpa molto ben tagliuzzata in piccolissime
parti. Non è un grande ricercatore di cibo e, come
in natura, si allontana raramente dalla postazione che ha
deciso essere la sua base, quindi a volte è meglio
somministrare il cibo il più vicino possibile all’animale
per evitare che questo vada disperso nel nano reef.
L’alimentazione deve essere il più varia possibile,
solo in questo modo sarà completa e adatta a questo
piccolo pesce.
Quando arrivano in commercio questi piccoli animali sono soggetti
ad un forte stress e spesso sono molto smagriti e sofferenti,
questo è dovuto al fatto che in grosse vasche non è
assolutamente possibile nutrirli correttamente e solo in un
nano reef è possibile somministrargli quotidianamente
la giusta razione di cibo.
Esemplari da comprare sono da controllare se non sono troppo
smagriti, verificate sempre se l’animale mangia quando
gli viene dato il cibo.
Riproduzione:
Impossibile in un nano reef perché non si possono inserire
più di un esemplare.
Temperatura:
24-26°C
Densità:
1022-1023
Valore pH:
8.0-8.3
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