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Foto di Gobide e gambero simbionte.
Si conoscono più di 30.000 specie di
crostacei, di cui molti vivono in fondali relativamente bassi
e sono i primi animali che si incontrano sulla barriera corallina.
Sono animali che per i loro colori e forma sono degli ottimi
ospiti per dei nano reef, sono degli animali detrivori che
aiutano a tenere pulite e in ordine le nostre piccole vasche:
valide alternative all’inserimento di un pesce nella
vasca.
Classificazione:
Ordine |
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Decopoda |
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Sottordine |
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Nantantia |
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Famiglie |
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Alpheidae
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Lunghezza:
Sono animali che a secondo delle varie specie
raggiungono dimensioni anche notevoli, ciò nonostante
nella maggior parte dei casi non raggiungo i 7 centimetri
di lunghezza.
Diffusione:
Sono presenti in abbondanza in tutti i mari
che ricoprono la Terra, compreso il Mediterraneo. A secondo
delle varietà hanno diverse livree che possono essere
molto variopinte con colori molto forti, monocolore; ma molto
accesi oppure mimetici.
Biotopo:
Vivono lungo le barriere coralline dove affranti
e piccole caverne forniscono loro il riparo di cui hanno bisogno.
Caratteristiche fisiche:
Il corpo dei crostacei è formato da 14
segmenti, di cui i primi 8 sono fusi per formare il carapace
centrale e 6 l’addome. Ogni segmento è dotato
di due appendici: una per parte. Queste appendici sono più
o meno sviluppate e permettono all’animale di nutrirsi,
muoversi ossigenare le uova, proteggere le uova stesse. Insomma
sono fondamentali per l’animale.
Periodicamente, anche una volta al mese, il crostaceo elimina
il vecchio carapace e ne costruisce uno nuovo. Il vecchio
carapace, muta, lo troverete vagante nella vasca; è
uguale in tutti particolari all’animale ma è
privo di polpa: è come se l’animale stesse cambiando
vestito. Si consiglia di lasciare il vecchio “guscio”
nella vasca perché potrebbe essere fonte di nutrimento
per l’animale stesso e comunque sciogliendosi non inquina
la vasca.
In questo modo l’animale si rigenera e cresce di dimensioni.
Si rigenera perché se ha perso degli arti a causa di
attacchi da parte di predatori li fa ricrescere, cresce perché
ogni volta che perde la muta il nuovo carapace è più
sottile e molle. Il crostaceo si gonfia di acqua e aumenta
di dimensioni fino a quando il carapace non si indurisce.
In questa fase l’animale tende a stare nascosto perchè
è molto debole e vulnerabile. Questo spiega perché
molti si fanno prendere dal panico ala prima muta pensando
di aver perso l’ospite: l’animale è nascosto
e non si riesce a vedere, nella vasca c’è la
vecchia muta uguale al nostro ospite però inanimata;
l’animale è vivo ma non lo si vede e si pensa
al peggio.
Il cervello si trova nella parte anteriore superiore tra i
due occhi dell’animale e da qui si sviluppa tutto il
sistema nervoso che corre lungo tutto il corpo. L’apparato
digerente parte dalla bocca posta subito dopo le chele e si
sviluppa lungo tutto il corpo.
Hanno chele di dimensioni diverse, una è molto più
forte dell’altra e viene usata per creare una onda d’urto
che sposta l’acqua intorno all’animale.
L’acquarioflio lo percepisce come uno sparo, in realtà
è una implosione di una piccola bolla che genera un
movimento molto veloce dell’acqua intorno all’animale.
Sono molteplici le funzioni di questa onda d’urto: per
farsi riconoscere dai sui simili e per far capire quale sia
la sua forza, per stordire piccole prede e dicono anche per
scavare le tane in cui vive in natura
Comportamento in natura:
In natura colonizzano tutte quelle zone ricche
di anfranti e nascondigli che loro usano come tana. La funzione
è molteplice: primo sono un ottimo riparo contro eventuali
predatori secondo vengono usati per nascondersi nel periodo
di muta.
Sono in grado di costruirsi anche delle lunghe gallerie dove
vivono e dove si rifugiano in caso di pericolo. Vivono in
simbiosi con il ghiozzo della famiglia Stonogobiops. Il ghiozzo
fa da guardia alla tane e informa il crostaceo di eventuali
pericoli e si rifugia nella tana se si sente attaccato; il
crostaceo ha il compito di tenere in perfetta efficenza la
tana e le sue gallerie con le molteplici vie di fuga.
Ricordiamo che sono animali detrivori e che in natura occupano
un posto fondamentale: sono molti gli animali che se ne cibano.
Attenzione che hanno sviluppato un particolare sistema per
difendersi dagli attacchi di predatori: se seguiti da un animale
pericolo posso decidere di liberarsi di un arto se questo
viene preso dall’animale che li sta cacciando. L’arto
ricrescerà con la prima muta.
Habitat nel nano reef:
Sono animali che se ben introdotti in vasca
sono molto robusti, rimangono comunque molto sensibili ai
valori dell’acqua quindi devono essere inseriti in vasca
solo quando questi sono stabili.
Inserire l’animale usando il metodo della goccia dopo
goccia: il crostaceo va messo in una bacinella con l’acqua
della vasca di origine e attraverso un tubo dotato di strozzatura
bisogna far affluire lentamente l’acqua del nostro nano
reef. In questo modo l’animale ha il tempo di adattarsi
ai nuovi valori.
Essendo animali molto solitarie e voraci detrivori si rendono
degli ottimi ospiti per vasche con almeno 20 litri di volume
lordo. Essendo animali molto voraci e con un metabolismo molto
accelerato vanno introdotti solo in vasche che hanno raggiunto
un buon equilibrio e non hanno problemi di stabilità.
Alimentazione:
In natura si nutrono di quello che trovano nella
barriera corallina, sono onnivori: si nutrono di qualsiasi
cosa possa essere loro di nutrimento. Essendo degli animali
detrivori non è raro trovarli cercare particelle di
cibo sui bassi fondali o sulle rocce.
Alimentazione nel nano reef:
In un nano reef si adattano velocemente al tipo
di cibo disponibile che va dai piccoli copepodi, agli anfipodi,
ai resti di cibo, a tessuto morto e quanto altro riescono
a trovare sul fondo della vasca.
Si adattano molto velocemente a nutrirsi di mangime secco
a scaglie, a piccoli pezzi di polpa o a qualsiasi cibo surgelato.
Per farsi che l’animale si nutra di quello che gli stiamo
offrendo a volte è meglio portagli il cibo il più
vicino possibile con l’aiuto di pinze oppure di un lungo
stecchino da cucina.
Temperatura:
24-26°C
Densità:
1022-1023
Valore pH:
8.0-8.3

Foto di un gambero lungo qualche mm.
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