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Scheda tecnica
Dimensioni: 47x35x36 cm 50 l circaspessore cristalli
10 mm
Plafoniera: Artigianale in legno con fondo in
plexiglas
Impianto illuminazione: 1 reattore elettronico
1x15w per lampada attinica1 reattore elettronico 2x15w per le
antre due lampade2 timer meccanici giornalieri
Lampade: 1 neon 15 w Coralife Marine Super 20.000
K1 neon 15 w Coralife Actinic Blue 1 neon 15 w Osram 12 5300 K
Pompe: 1 pompa Hydor 550l/h per circolazione
superficiale1 pompa Askoll microjet 400 l/h per circolazione fondo
Riscaldatore: Visi-Therm 100W
Filtro: Interno caricato con cannolicchi, lana
di Perlon e Zeolite
Rocce Vive: 5 Kg. Isole Fiji5 Kg. Mar Rosso
Fondo: sabbia con aragonite seaflor fijj pink
4 cm
Acqua ed integratori: Acqua ricorosamente osmotica
sale Elos
Batteri Biodigest, Calcio, stronzio, mobildeno e iodio Read SeaReef
Success calcium+3, Oligoelementi Read SeaReef Success coral trace.
Test PH SeraKH SeraCa SeraNH4-5 SeraNO2 SalifertNO3
Salifert
Il tutto è iniziato dall’arrivo di una newsletter
di Acquaportal che trattava di uno speciale sui nano-reef, filosofia,
spiegazioni, consigli ecc. e la cosa inizia ad interessarmi. Continuo
ad approfondire cercando su internet siti sui nano-reef e la cosa
continua maggiormente ad interessarmi.
Creare un piccolo angolo di barriera corallina in pochi litri
di acqua e così decido di buttarmi in questa avventura.
La vasca
Ho iniziato a studiare la vasca, il suo posizionamento, i cristalli
da usare misure e dove recuperare i cristalli (dal vetraio magari
eh!!!!).
Ho recuperato 5 lastre da 10mm con misure 50 x 50 cm (un colpo
di fortuna).
Ho creato un modello aiutandomi con Autocad ed ho fatto varie
simulazioni ed alla fine sono arrivato alla conclusione che la
vasca doveva essere 47x35x36 cm con capienza di 50 l circa.
Sono andato dal vetraio e mi sono fatto tagliare le lastre ed
assemblare con silicone acetico.

Il filtro
Eterno dilemma. Farlo o non farlo???? Filtro interno o esterno???
Alla fine decido di creare un filtro interno cercando di mantenere
le dimensioni più contenute possibile. Non volevo assolutamente
che il filtro prendesse tulla la pasete e di conseguenza ho studiato
una sagoma a spezzoni divisa in tre scomparti (ho scelto la soluzione
B):

1. Ingresso acqua e alloggiamento riscaldatore
2. Scomparto con lana di perlon, zeolite e cannolicchi
3. Scomparto cannolicchi e pompe

L’illuminazione
Il problema più dolente: l’illuminazione!! Leggo
e rileggo su internet consigli ed esperienze sull’illuminazione
degli acquari marini, decido di abbandonare l’idea di un
faretto HQI con lampada da 10.000 K per problemi sia economici
che di posizionamento, ed allora la decisione passa ai tradizionali
tubi fluorescenti (neon).
Ho trovato, sempre su Aquaportal, un ottimo articolo sull’illuminazione
ed ho deciso la quantità di neon ed il relativo wattaggio.
La scelta è stata per un tubo da 10.000 K (trifosforo)
uno da 5600 K (solare) ed uno attinico, cioè un rapporto
1:1:1 tutti da 15 w sia per la lunghezza della vasca sia per il
rapporto watt/litro circa 1:1.
Scelte fatte ho deciso di acquistare i neon. Su un sito molto
fornito (Aquarivendo) sono andato alla ricerca dei tubi ed ho
scoperto che la Coralife produce un neon da 20.000 K (che sicuramente
è meglio del 10.000 K) e un neon attinico sempre della
predetta marca (oltretutto erano in offerta!!!). Ho trovato un
pò di problemi per il tubo a spettro solare l’unico
era quello della Askoll con riflettore incorporato ma costava
un occhio ed allora sono andato alla ricerca della Osram Lumilux
Deluxe 12 da 15 W articolo anchesso difficile da reperire ma alla
fine l’ho trovata in un Punto Osram.
Passo successivo il reattore. Scelta abbastanza veloce perchè
già conoscevo la differenza tra elettronici ed elettromagnetici
e ho acquistato due reattori elettronici (uno da 1x15w e l’altro
2x15w) e due timer meccanici giornalieri.
La plafoniera
Ok, ho comprato le lampade, i portalampada, i reattori ed i timer
ma dove li metto?? Dentro una plafoniera semplice. Inizio a progettarne
una ma non ne sono rimasto molto convinto e alla fine sono riuscito
a progettarne una (vedi schema), dimensioni ci siamo, i tubi e
portalampada ci stanno reattori idem ma non riesco a farci stare
i timer che alloggerò in una scatoletta esterna.
Veniamo alla plafoniera. Il materiale più semplice da
utilizzare è il legno sia per gli spessori che per il peso,
oltretutto gli spessori che intendo utilizzare sono leggeri. Mi
procuro dei listelli di abete già tagliati ecco le sezioni:
4 listelli 10x70 mm per la struttura che dovrà contenere
i neon
4 listelli 10x20 mm per il coperchio superiore
4 listelli 10x20 mm per il telaio in appoggio al vetro
8 listelli 10x40 mm per la cornice superiore e inferiore
Un foglio di plexiglas per isolare i neon dall’umidità
da incollare al telaio da 70 mm e un profilo a T in plastica da
incollare al bordo interno dell’acquario ed al telaio da
20mm in appoggio sul vetro.
Le foto spiegano meglio.

Nella foto si possono notare i 3 neon e i due reattori elettronici.
Per questioni di estetica ho creato un altro telaio da 40 mm
alla base dell’acquario che maschera un foglio di neoprene
adesivo incollato sotto l’acquaio (per capirci meglio mi
sono procurato un materassino fonoassorbente che usano gli impiantisti
meccanici come rivestimento dei canali dell’aria condizionata)
per assorbire le eventuali vibrazioni e le eventuali pendenze.
Se osservate bene nella foto si nota bene il profilo a T che
separa il legno dal contatto con la vasca e soprattutto dall’umidità
ed acqua.

Le rocce vive
Va bene penso di aver fatto tutto adesso viene il bello, le rocce
vive. Anche qui cerco informazioni su internet e inizio a sondare
il mercato, intanto ho riempito la vasca con acqua osmotica marina.
Le rocce si trovano dai 12 ai 18 euro e per non far pesare subito
il portafoglio inizio a comprarne 5 kg. con provenienza dalle
isole Fiji. Le lascio spurgare per circa 10 gg, sifono il fondo
e poi decido di comprarne altre per completare il mini-reef, in
una ci sono 4 discosoma. Ovviamente sotto le rocce c’è
un foglio di plexiglas per non rovinare e/o rompere il vetro di
fondo. Lascio ancora il tutto a riposare per 5 gg. e poi inizio
gradualmente ad accendere le luci. Aumento 1h ogni 2 gg.

Il fondo
Ormai mi sento quasi un esperto ( si fà per dire) e non
potendo recuperare della sabbia già matura da un altro
acquario ho comprato della sabbia corallina, della CARIBSEA con
aragonite granulometria fine. In ogni modo inizio tutto da zero.
Ci sono molti articoli che trattano dell’aragonite, che
oltre a fornire un tampone naturale per il PH (molto brevemente
se il ph inizia a scendere sotto la soglia degli 8 automaticamente
reagisce con l’aragonite che rilascia sostanze tampone per
riportare l’acqua a valori intorno agli 8.2) è un
ottimo perché rilascia calcio, oligoelementi e grazie alla
sua conformazione crea un substrato ideale per la flora batterica.
Test
Faccio tutti i test e i valori mi sembrano tutti nella norma e
per la prima volta inserisco una fiala di Biodigest.
I nuovi ospiti
Ormai sono trascorsi più di 60 gg. e ho deciso (anche se
troppo presto) di inserire qualcosa. Ho trovato un grossista a
Gallarate che il sabato vende anche al pubblico con dei prezzi
molto interessanti (per la cronaca dal 30% al 50% in meno dei
negozi in Milano sui pesci ed invertebrati).
Ho acquistato un Alcionus, 1 Lysmata Grabhami, due turbo e un
paguro dalle zampe blu totale 53 euro. Dopo un’altra settimana
sono tornato in quel fantastico paradiso (assortimento impressionante)
ed ho comprato un altro paguro dalle zampe rosse, un’altra
Lysmata Grabhami, tre corallini(clavularia, caulastrea, uno sconosciuto
ed un altro piccolo alcionus)un spirografo ed una pianta marina
che assomiglia al muschio di giava perché non sono riuscito
a trovare la caulerpa. Altri 43 euro



Situazione ad oggi
Sto un po’ combattendo con le Diatomee che ricoprono un
po’ la sabbia, le rocce ed i vetri, le mie turbo si stanno
comportando bene perché puliscono abbastanza le rocce ed
i paguri mi smuovono sempre un po’ il fondo e per i cristalli
ci penso io. Penso che le diatomee facciano parte della maturazione
dell’acquario e per il momento non ho voluto ridurre l’illuminazione
(a proposito l’attinica è accesa 10 ore al gg., mentre
le altre due solo 8 ore) e se la situazione non migliora (ma sono
ottimista vedo miglioramenti) diminuirò l’illuminazione
giornaliera.

La manutenzione.
Cambio parzialmente 5 litri d’acqua settimanalmente con
acqua d’osmosi marina con sale della Elos ed aggiungo gli
oligoelementi ed integratori, e nella stessa occasione sifono
il fondo con una campana artigianale e pulisco il plexiglas della
plafoniera.
Per il momento sto facendo il test ogni 10 gg. e non ho riscontrato
problema ogni tanto sono un pochino sopra la soglia i nitriti
(anche questo penso che sia legato alla maturazione dell’acquario).
Alimentazione dei miei ospiti
Attualmente nutro i gamberetti e paguri con krill, artemie, granulare
e pastiglie di fondo il tutto in dosi molto contenute e direttamente
con le pinzette ovviamente (per limitare l’inquinamento)
mentre uso del Plankton (Verde & Vivo dell’Aquaristica)
per gli invertebrati.
Quando nutro gli invertebrati spengo le pompe di circolazione
ed inietto il 1,5 ml di Verde & Vivo direttamente sugli invertebrati,
mentre è uno spettacolo quando alimento i gamberetti ed
i paguri perché fanno a gara per il cibo.

Progetti di modifica
Sto pensando di creare uno schiumatoio in miniatura esterno sul
modello della CPR, ma sono ancora in fase di studio (il problema
è la pompa venturi in miniatura)
Alternare il funzionamento delle pompe per ricreare un effetto
marea tramite un timer
Rialzare la plafoniera e non lasciarla in appoggio sull’acquario
perché la temperatura tende ad alzarsi (i neon scaldano!!!!!!)
§ Altri che mi verranno in mente (ad esempio un mini-refugium
con il miracle-mud per il momento introvabile in Italia)
Considerazioni personali
Premetto che questo è il mio primo acquario marino e questa
avventura mi continua ad affascinare sempre di più. Ogni
giorno sono alla ricerca di ogni piccolo particolare dal comportamento
dei paguri e quello dei Lysmata a qualche nuova forma vivente
sulle rocce e perché no ad una schiusa dei Lysmata. Per
il momento non inserirò più nulla, magari tra qualche
mesetto comprerò altri corallini per arricchire il mio
mini-reef, perchè lo voglio far maturare bene.
La manutenzione non pesa assolutamente è quasi irrisoria
e la cosa più divertente è dare da mangiare ai miei
inquilini.
Consiglio di provare questa esperienza perchè sono convinto
che possa dare molte soddisfazioni, ed oltretutto ci possiamo
godere tutti quei microaspetti che in un acquario da 300l non
si notano assolutamente (oltre alla spesa nettamente più
contenuta).
Consiglio a tutti gli acquariofili di affrontare questa avventura
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