Malattie dei pesci marini

Malattie dei pesci marini

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Il metodo migliore per evitare la formazione delle malattie è sicuramente la prevenzione. Molta attenzione va quindi posta all’attrezzatura tecnica e all’allestimento. La realizzazione corretta dell’acquario, con schiumatolo efficiente (che limita la formazioni di sostanze inquinanti come fosfati e nitrati), corretta illuminazione, movimento dell’acqua, molte rocce vive, corretta alimentazione ed equilibrato popolamento di pesci, sono i presupposti per avere pesci sani.

Delle malattie dei pesci fondamentale risulta il riconoscimento e poi il trattamento, e se possibile la prevenzione, in modo da garantire la prevenzioni di danni irreparabili in un acquario.

Con la globalizzazione il commercio dei pesci si è ancora di più internazionalizzato lo scambio di pesci catturati in continenti diversi e ciò comporta dei problemi maggiori.
Inoltre l’acquario per quanto possa essere ben fatto rimane solo una imitazione di ciò che la natura offre in realtà, ecco un elenco dei principali fattori da tenere in considerazione per cercare di evitare l’insorgere di malattie.

Qualità dell’acqua

Non bisogna dimenticarsi che la maggior parte dei pesci viene catturata in natura oppure viene allevata nelle zone tropicali, nelle quali l’acqua risulta essere molto pulita, ricca di sostanze organiche disciolte e di ossigeno, con una bassa quantità di CO2, ammoniaca, nitrati e fosfati. Insomma gli oceani offrono ai pesci le condizioni migliori per poter vivere.

Con l’uso dei moderni schiumatoi e filtri percolatori si riesce a ricreare acque con caratteristiche molto simili a quelle tropicali, ma è la dimensione limitata dell’acquario che non permette di avere le stesse condizioni che si avrebbero in natura: anche se si può riuscire a far vivere il pesce in condizioni ottimali.

Comunque pH eccessivamente basso, densità troppo alta o troppo bassa, sbagliato equilibrio ionico, precarie condizioni igieniche, presenza eccessiva di ammoniaca, nitrati e fosfati possono causare nel pesce stress che abbassano le sue difese immunitarie.

In natura ogni pesce ha a sua completa disposizione una quantità enorme di acqua, nella quale naturalmente potrà trovare nutrimento e potrà espellere i suoi escrementi senza che vi siano dei problemi nella composizione dell’acqua stessa. Le scarse dimensioni delle vasche inoltre portano ad un impoverimento di ossigeno disciolto e ad un aumento della quantità di CO2 disciolta in acqua.
Importantissimo è cercare di ricreare un’acqua salata che sia il più possibile simile a quella naturale.

Tabella valori ottimali

 Temperatura  25-26 °C.
 Densità  1,023
 Salinità  33 – 34 g./litro
 pH  8.0 la mattina – 8.3 la sera
 KH  > 8°
 Calcio  400 – 450 mg./litro
 Nitriti  Assenti
 Nitrati  10 – 30 mg./litro
 Ammoniaca  Assente
 Fosfati  < 0,2 – 0,3 mg./litro
 Silicati  < 0,2 – 0,5 mg./litro

Nella preparazione dell’acqua bisognerebbe provvedere al discioglimento del sale in un contenitore a parte in modo tale da ottenere una densità pari a 1.022-1.023 g/ml. e lasciata riposare per far sciogliere bene il sale, possibilmente mantenendo l’acqua in movimento con una pompa.

La percentuale di cloro, per evitare problemi ulteriori ai pesci non deve essere superiore al 1-3 parti per milione, se la concentrazione di cloro risulta più elevata può creare dei problemi ai pesci, quindi si deve evitare di utilizzare acqua di rubinetto, che inoltre contiene una grande quantità di sostanze inquinanti.

Importante è procedere alla depurazione dell’acqua prima di aggiungere il sale con un impianto ad osmosi.

Questi passaggi sono molto importanti perché, come spiegato prima, l’acqua per i cambi deve avere una composizione chimica il più costante possibile per evitare shock al pesce che in natura non è abituato alle fluttuazione dei valori chimici. Comunque meglio fare piccoli cambi più frequenti che grossi cambi, ma meno frequentemente.

Temperatura dell’acqua

Oltre alle condizioni chimiche dell’acqua non bisogna dimenticare la temperatura che spesso può subire sbalzi repentini.
Cambi d’acqua con acqua troppo fredda, sbalzi di temperatura causati dall’apertura di una finestra, riscaldatori sottodimensionati, ecc. sono forse la causa maggiore di malattie dei pesci. L’acqua per i cambi va pertanto riscaldata prima dei cambi, utilizzando un termoriscaldatore o mettendo la tanica aderente ad un termosifone. Particolare attenzione va posto al vattaggio del riscaldatore della vasca che deve essere giustamente dimensionato. Meglio ancora è l’utilizzo di due riscaldatori da posizionare distanti (ad esempio uno in vasca ed uno nella sump).

Il sistema di filtrazione

Come spiegato prima fornire acqua perfetta ai nostri pesci non serve a nulla se poi il filtraggio non è sufficiente per garantire la qualità dell’acqua stessa. Al filtro pertanto in fase di progettazione va data particolare importanza. Un buon sistema di filtraggio e la conseguente completa depurazione delle sostanze di rifiuto prodotte dai pesci è fondamentale per mantenere buone condizioni igieniche. In questo modo gli animali non vivono in condizioni malsane e riescono a mantenere efficienti le proprie difese immunitarie. Esistono vari sistemi di filtraggi possono essere utilizzati combinati o in parte a seconda del tipo di acquario che intendiamo mantenere, ad esempio acquari di soli pesci, di barriera con invertebrati, ecc.

Filtro Meccanico

Con il filtro meccanico si procede alla eliminazione delle particelle più grossolane che sono disciolte nell’acqua.
Se le dimensioni del filtro sono sufficienti può capitare che il filtro meccanico svolga anche una funzione biologica, inoltre serve anche per mantenere in circolazione l’acqua e ad ossigenarla.
Sono tutte funzioni che migliorano la qualità generale dell’acqua e che la rende più simile all’acqua degli oceani.

Filtro Biologico

La parte biologica è composta da materiale che offre un substrato per batteri (cannolicchi, biosfere, sabbia corallina grossa, siporax, ecc) nel quale le sostanze organiche prodotte dei pesci vengono trasformate in sostanze meno tossiche da batteri come Nitrosomonas e Nitrobacter sp. La maggior parte dell’ammoniaca in un acquario proviene come escrementi dei pesci.

I batteri presenti nel filtro contribuiscono a diminuire la sua concentrazione: i Nitrosomonas trasformano l’ammoniaca in nitriti NO2 che però è tossico per la maggior parte di pesci marini nella concentrazione di 0.1 mg/l. Sempre nel filtro ci sono i Nitrobacter che consumano i nitriti e li trasformano in nitrati NO3 che è il prodotto finale del filtro biologico e sono dannosi per i pesci solo in alte concentrazioni.

Bisogna provvedere a diminuire quindi la concentrazione di nitrati presenti nell’acqua e questo lo si può fare o cambiando l’acqua (quindi si capisce l’importanza di fare i cambi parziali) oppure vengono assorbiti o dalle alghe o dai batteri anaerobici.

Esistono vari tipi di filtri biologici ossidanti: biologici immersi (esterni od interni), a letto fluido, o a percolazione. Quest’ultimo nel quale i materiali filtranti sono esposti all’aria e l’acqua scorre attraverso essa a cascata sono sicuramente i più efficienti.

Oltre all’ossigeno presente nell’acqua utilizza anche quello presente nell’aria e ha pertanto un potere ossidante molto maggiore rispetto agli altri sistemi di filtraggio biologici immersi. Riesce a decomporre le sostanze di rifiuto in modo molto più completo e veloce.

Filtro Chimico

Il filtraggio chimico può essere fatto o con carbone attivo o zeoliti.
Il carbone attivo elimina dall’acqua varie sostanze inquinanti come coloranti, fenoli, cresoli, ecc.
Ha lo svantaggio che riesce anche a eliminare alcune sostanze utili presenti nell’acqua quindi o queste vengono aggiunte regolarmente o viene tolto il filtro ogni tanto, soprattutto in acquari di barriera con invertebrati.
Nel caso di cure mediche nell’acquario che impongono l’uso di medicinale deve essere tolto perché annullerebbe l’effetto delle medicine, per questa proprietà il carbone viene utilizzato per depurare l’acqua di vasche dove sono stati utilizzati medicinali.
Le zeoliti sono specializzate nell’eliminazione di fosfati, silicati, rame o ammoniaca.

Schiumatoio

Lo schiumatoio provoca la produzione di microbollicine immesse miscelate insieme all’acqua in una colonna di contatto. Alle bollicine aderiscono le molecole organiche derivate dagli escrementi dei pesci che vengono depositate in apposito contenitore.
In questo modo le molecole organiche vengono estratte fisicamente dall’acqua e non viene consentito loro di trasformarsi in Nitrati e Fosfati. Lo schiumatoio è sicuramente strumento indispensabile per garantire la qualità dell’acqua migliore possibile e condizioni igieniche ottimali.

Rocce vive

Le rocce vive sono fondamentali ed hanno molteplici funzioni: quella di filtri biologici naturali grazie ai batteri aerobici che si insediano sulla loro superficie, quella di principale freno all’accumulo di nitrati grazie all’azione dei batteri anaerobici (riducono i nitrati in azoto) presenti nelle strutture enormemente porose delle rocce, ed infine ricreano quel microecosistema equilibrato e autonomo costituito dall’infinita varietà di organismi (piccoli crostacei, molluschi, vermi, macroalghe, spugne, spore, batteri, protozoi, ecc). che si insediano su di esse.

Dimensioni ridotte delle vasche

Questa è proprio la principale minaccia per i pesci in acquario: la concentrazione di escrementi in un volume che non può essere che limitata. L’acqua risulta inquinata ed in essa sono contenuti una infinità di microorganismi nocivi per il pesce, la maggior parte di questi vive sul fondo o nell’acqua e il pesce ne entra in contatto anche in natura, ma in questo caso il contatto è meno probabile, non continuo come capita nell’acquario.

E’ facile capire quale sia la differenza per le difese immunitarie del pesce libero in natura e quello in acquario: il primo non è sempre costretto a lottare con batteri e funghi, il secondo pesce invece è costretto a difendersi sempre per impedire che batteri e funghi si moltiplichino sia al suo interno sia al suo esterno.

Per fortuna i pesci hanno delle ottime capacità e si sono adattati facilmente alle condizioni di vita che trovano nell’acquario; importante è riuscire ad offrirgli un habitat il più possibile naturale: valori chimici dell’acqua, arredamento della vasca e una alimentazione sana e completa che garantisca il giusto apporto di forze al pesce.

Per fare questo è fondamentale mantenere l’acqua ad un buon livello qualitativo usando tutti i metodi a nostra disposizione sia naturali che non. Importantissimo è avere cura della vasca: pulire sempre il fondo, eliminare eventuali resti di cibo e trasferire se possibile pesci malati, se necessario, in altre vasche.

Fattori psicologici

Inoltre non possiamo dimenticare che i pesci che troviamo in vendita nei negozi sono sottoposti ad uno stress che i natura non ha eguali, consideriamo il semplice trasporto: quando mai in natura i pesci sono sottoposti a trattamenti simili.

Oppure il semplice passaggio da una vasca ad un’altra per certi pesci lo shock può essere altissimo per questo si consiglia di procedere sempre con la massima cautela: un pesce non sottoposto a stress e in ottima salute è difficile che si ammali, anzi risulterà più forte e capace di resistere ai continui attacchi da parte degli agenti patogeni, siano essi funghi o batteri.

Per evitare anche altri fattori di stress per i pesci in un acquario bisognerebbe anche limitare il più possibile le variazioni di temperatura e dei valori chimici, infatti l’acqua dei mari o meglio degli oceani è molto stabile quindi difficilmente si possono avere variazioni i questi valori.

Anche l’introduzione di sostanze chimiche nell’acquario deve essere fatta ponendo particolare attenzione a quello che si sta usando, rimanendo sull’argomento non si può pensare di curare un pesce in un acquario di comunità se la sua cura risulta poi dannosa se non per gli altri pesci almeno per gli invertebrati.

Fattore di stress può anche essere la concentrazione di individui in una vasca: bisogna porre attenzione alle lotte gerarchiche che alcune specie fanno per la divisione del territorio, che per i pesci sconfitti e più deboli possono creare dei problemi soprattutto se l’acquario è sprovvisto di rifugi.

Fattori di stress possono anche essere i normali lavori di manutenzione della vasca o la cattura con il retino oppure se la vasca è in una zona troppo movimentata i rapidi movimenti delle persone possono dare fastidio ai pesci.

Comunque i fattori di stress debilitano il pesce che magari all’inizio non presenta evidenti segni di intolleranza rispetto la situazione in cui si trova, ma che a lungo andare perde la sua capacità difensiva nei confronti delle infezioni.
Lo stress quindi permette a infezioni latenti di prendere il sopravvento e di far ammalare i pesce.


Cibo

La varietà di alimentazione e la completezza nella dieta sono fondamentali per far si che il pesce sia in grado di resistere ai continui attacchi a cui è sottoposto dagli agenti patogeni.

E’ necessario fornirgli la giusta quantità di carboidrati, proteine, amminoacidi, minerali. La scarsità di uno solo di questi elementi nella dieta di un pesce lo può portare a crescere o deforme, privo di colore o scolorito, con deficienze vitaminiche, casi estremi sono una scarsa crescita oppure la morte. Importante è somministrare un complesso vitaminico nel cibo una volta alla settimana.

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