Luce Attinica con LED

Luce Attinica con LED

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Premessa

Tutti sanno che per allevare nel migliore dei modi gli SPS è necessario illuminare le nostre vaschette con lampade HQI. Tuttavia questo tipo di illuminazione, se impiegata in via esclusiva, non consente di evidenziare le fluorescenze degli animali: a tale fine si usano infatti luci attiniche (solitamente neon T5 o PL).

A chi scrive non è nota peraltro l’esistenza di plafoniere HQI di ridotte dimensioni che alloggiano al loro interno neon attinici T5, mentre pochissimi sono (o forse è meglio dire – erano) i modelli dotati di neon PL.

Pertanto il nanoreefer che intende allevare duri e, al contempo, vuole godere delle fluorescenze dei coralli è solitamente costretto ad abbinare – ad una piccola plafoniera HQI – una o due plafonierine esterne PL dotate di sole lampade attiniche.Il mercato offre, al riguardo, modelli da fissare al bordo vasca (tipo Solaris o similari), che però sono antiestetici e talvolta risultano di difficile collocazione a causa del ridotto spazio a disposizione.

Un’alternativa è offerta dai LED di potenza, con una importante precisazione: questo tipo di fonte luminosa, pur se performante e di ridottissime dimensioni, non ha emissione sufficiente per stemperare la luce fornita dalla lampada HQI. Quindi le fluorescenze si vedono solo quando l’HQI è spenta.

Ciò nonostante, l’effetto è veramente sorprendente e nulla ha a che vedere con quello dei normalissimi LED blu da 5 mm, anche se dichiarati come di elevatissima resa luminosa. Quest’ultimo tipo di LED va tutt’al più bene per realizzare luci lunari, che creano un tenue effetto azzurrino più che altro scenografico.

Occorre poi dire che, per simulare l’effetto attinico con LED di potenza, è necessario orientarsi su modelli classificati come “Royal Blue” aventi una lunghezza d’onda di 455 nm.Tra le varie aziende produttrici e i modelli disponibili, la mia scelta è caduta sul LXHL-LR3C Luxeon III Star Royal Blue Lambertian, poiché il LED è fornito già fissato su basetta e quindi sono più facili le operazioni di saldatura (per i dati tecnici si consiglia la consultazione del sito www.luxeonstar.com).

Inoltre ho trovato grazie all’amico kurtzisa – che ringrazio sin d’ora – dei riflettori già predisposti per l’inserimento a pressione di questo tipo di basette: si tratta del riflettore modello MINI distribuito da QLT Archimede Elettronica S.r.l. (www.qlt.it). E’ doveroso precisare che l’azienda non commercializza il solo riflettore, bensì il riflettore con già montati LED a luce bianca, che però non fanno al caso nostro.

Alloggiamento

Il principale problema che si pone è quello di disporre di una plafoniera HQI con spazio sufficiente per poter alloggiare i LED il più lontano possibile dal calore emesso dalla lampada principale. Il calore, infatti, è il primo nemico dei LED di potenza, che – come è noto – devono essere opportunamente dissipati.

Nel mio caso, disponendo di una plafoniera Aqualight MINI 150W con ballast esterno, lo spazio non manca. Inoltre, avendo appunto il ballast esterno, questa plafoniera non scalda eccessivamente, per cui ho deciso di inserire ai lati del riflettore principale i LED in questione.

La posizione è ottimale, poiché i LED puntano verticalmente e direttamente in vasca. Inoltre l’impiego dei riflettori di cui sopra evita pericolosi e fastidiosi abbagliamenti.

Prima di cimentarvi in operazioni di modifica, Vi consiglio di smontare la Vostra plafoniera per verificare spazio e calore al suo interno. In ogni caso sconsiglio vivamente la modifica se la plafoniera è dotata di ballast interno.

Materiali

  • n. 2 LXHL-LR3C Luxeon III Star – Royal Blue Lambertian
  • n. 2 riflettori QLT MINI
  • n. 2 dissipatori di calore
  • n. 1 alimentatore stabilizzato a corrente costante QLT MPL 5
  • n. 1 passacavi di gomma
  • n. 1 metro di guaina sterlineata
  • n. 1 metro di piattina bipolare
  • n. 2 metri di cavo elettrico inguainato bipolare
  • n. 1 spina di alimentazione

Attrezzatura

  • trapano di precisione con punte idonee a forare l’alluminio
  • lima da ferro tonda
  • cacciaviti
  • nastro adesivo
  • tubo di silicone per metalli
  • tubo di Attak gel

I LED li ho acquistati on-line sul sito www.led-tech.de, mentre i riflettori e l’alimentatore QLT mi sono stati gentilmente forniti da kurtzisa, che nuovamente ringrazio. I restanti materiali sono facilmente reperibili in negozi specializzati.

Realizzazione

Per prima cosa ho smontato i fianchi laterali della plafoniera. Sul lato esterno degli stessi ho steso del nastro adesivo per carrozzieri e, con l’aiuto di squadre e cerchiografo, ho segnato su ciascun pezzo un cerchio del diametro perfetto di 24 mm (questo infatti è il diametro dei riflettori). Per la buona riuscita del lavoro è molto importante che il cerchio risulti perfettamente al centro (sia in senso verticale che orizzontale) della serie di feritoie.

Con un trapanino e una punta da 1 mm ho tracciato una serie di fori ravvicinati in corrispondenza del perimetro dei due cerchi. Con una punta da 2 mm ho allargato detti fori fino a tranciare (seppur grossolanamente) l’alluminio. Con l’aiuto di una lima rotonda per metalli ho poi rifinito il tutto. In tal modo ho ottenuto due fori da 24 mm esatti in cui ho incastrato a pressione i due riflettori. Per evitare vibrazioni ed eventuali distacchi ho steso dall’interno un po’ di silicone resistente ad alte temperature. Questo è il risultato.

Sempre con il silicone ho fissato le alette di raffreddamento sul retro delle basette dei LED e ho praticato due fori per consentire il passaggio dei cavi. Ho quindi saldato i terminali di ciascun LED, facendo attenzione a saldare un capo sul polo (+) e un capo sul polo (-).

A questo punto ho incastrato a pressione i LED già cablati e con il loro dissipatore sul retro dei riflettori, i quali sono appunto predisposti per questo. Il risultato è stato ottimo, in quanto i LED risultano perfettamente ancorati e stabili.

Ho quindi inserito le piattine di filo in una guaina sterlineata per proteggerle ulteriormente dal calore e ho fissato il tutto ad un morsetto. Sempre con il trapanino ho realizzato un foro da 6 mm sul guscio della plafoniera. Ho inserito il passacavi in gomma e all’interno di questo ho passato il cavo elettrico bipolare, che ho collegato al morsetto.
E’ indispensabile non sbagliare i collegamenti, tenendo presente che i LED vanno collegati in serie, secondo lo schema elettrico e pratico di seguito riportati.

Il semplicissimo schema elettrico dell’impiantino e, sotto, lo schema pratico dei collegamenti

Il particolare della morsettiera ingrandito. Occorre prestare la massima attenzione ai collegamenti. Il morsetto è stato fissato con Attak gel.

A questo punto ho collegato l’altra estremità del cavo che esce dalla plafoniera al secondario dell’alimentatore (attenzione alla polarità). Sul primario ho collegato un altro cavo e all’estremità di questo una normalissima spina di rete.

Come si può vedere l’alimentatore è molto piccolo. Sulla sinistra si entra con la tensione di rete, mentre sulla destra escle la tensione per i LED. Questo modello eroga 500 mA costanti e comanda fino a due LED.
Ho scelto, pur avendone lo spazio, di alloggiare l’alimentatore all’esterno, in modo da avere all’interno della plafoniera solo bassa tensione.

Luce Attinica con LED

Il lato inferiore della plafoniera prima della chiusura finale.

Particolare del lato superiore. Sulla destra è visibile il nuovo cavo aggiunto che porta al secondario dell’alimentatore.
Luce Attinica con LED

La plafoniera chiusa e finita. I LED sono praticamente a filo e non disturbano più di tanto l’estetica.

Luce Attinica con LED

Sebbene la foto non renda giustizia, si intuisce l’intensità di emissione dei due LED
Il risultato è pulito, ordinato ed esteticamente piacevole. E, con meno di 35 euro di spesa, posso ora godermi le fluorescenza della mia vaschetta senza ingombrati accrocchi appesi ai vetri!

Come si può notare dall’immagine, i riflettori in cui sono incassati i LED impediscono fastidiosi abbagliamenti e concentrano quasi tutta la luce in vasca.

Quanto precede è specificamente riferito alla plafoniera da me utilizzata, ma può costituire uno spunto per quanti intendono cimentarsi in simili realizzazioni su altre plafoniere.



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