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Atractosteus spatula – Luccio alligatore / Alligator gar

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Laura Grecchi di River Monsters Italia ci guida nell’affascinante scoperta dei predatori di fiume e su come si allevano: iniziamo con il Luccio alligatore.

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Credits: River Monsters Italia

Ordine: Lepisosteiformi
Famiglia: Lepisosteidae
Distribuzione: corso inferiore del Mississippi, Golfo del Messico, Stati Uniti sud-orientali e in Messico. USA: Texas, Oklahoma, Louisiana, Mississippi, Alabama, Tennessee, Arkansas, Missouri, Florida e Georgia. Più raro ma non assente in Kansas, Nebraska, Kentucky, Ohio, Iowa e Illinois. È comune anche in zone di acqua salmastra, alla quale riesce ad adattarsi meglio di tutti gli altri Lepisosteidae.
Taglia massima (media): 180 – 200 cm. Il record attuale è di 305 cm per 166kg
Temperatura: 11 – 28 °C
Ph: 6.0 – 8.0 molto tollerante.

Descrizione
Insieme a Lepisosteus oculatus è uno dei “gar” più comuni in commercio, ma se il cugino L. oculatus cresce lentamente, fermandosi ben presto sui 40 cm (2-3 anni), l’A. spatula invece ha una crescita piuttosto veloce ed è il peso massimo della famiglia. Può raggiungere facilmente i 50 anni d’età, forse anche superarli e la crescita nel primo anno è molto rapida; essi infatti raggiungono e superano i 25-30 cm, senza troppa fatica.Dimensione vasca
Da piccoli (8-10 cm) possono essere ospitati in vasche piccole, ad esempio un 80 litri, questo per seguirli meglio durante l’ambientamento e la nutrizione. Non tutti gli esemplari in commercio accettano subito il morto, perché dare vivo è meno impegnativo, ma sono facilissimi da abituare, l’importante è lasciarli tranquilli con piante galleggianti e corrente lenta. In acquari così piccoli staranno al massimo un mesetto, crescono molto velocemente e dovremo presto pensare a litraggi di 600 litri e superiori.
Non essendo pesci sinuosi e flessibili è molto importante scegliere acquari con buona profondità, sono animali che in pochi mesi arrivano a 40 cm e devono potersi girare agevolmente, senza urtare.
Arredi come legni non sono importanti, anzi, tolgono spazio; molto meglio optare per piante galleggianti e zone laterali con generose quantità di Vallisneria sp. Amano nascondersi, sono cacciatori da agguato, ma non disdegnano riposarsi al riparo.
Il filtraggio dovrà essere buono, come tutti i carnivori sporcano abbastanza, ma la corrente è meglio che sia debole/moderata, assolutamente non forte. Basteranno le regolari sifonature del fondo a togliere eventuali residui.
Non toccano le piante, ma cacciando può capitare che morda qualche foglia, nulla di preoccupante comunque; nel dubbio è bene usare piante robuste o a crescita veloce.
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Credits: River Monsters Italia

Alimentazione e coinquilini
Mangiano qualsiasi cosa sia a portata di bocca, che è molto più mobile (l’angolo di apertura è molto piu’ ampio) e dotata di “gola” a differenza di Lepisosteus sp.; i denti sono accuminati e disposti su due file, servono per trattenere piuttosto che ferire o strappare. La cosa migliore è tenerli da soli o in monospecifico, oppure con specie della stessa stazza. Non è una specie aggressiva o territoriale generalmente, ma un pesce di taglia inferiore può esser preso di mira e ferito anche solo durante la frenesia del pasto. Il nuoto è lento, di pattugliamento, spesso stanno nascosti tra le piante o in zone ombreggiate, in agguato. Non danno problemi di alimentazione, passano tranquillamente dal vivo al morto e gradiscono qualsiasi tipo di preda/carne. Meglio non esagerare con la carne rossa (grassi). Noi diamo latterini, molluschi, kaimani, rane, gamberi, pellet e da piccoli anche grilli e blatte.

Caratteristiche comportamentali e biologia
Come molti altri pesci primitivi, sono in grado di respirare aria, perciò regolari “boccate” sono da considerarsi normali. Purtroppo in commercio sono presenti svariati ibridi con Lepisosteus, se desiderate animali puri, studiatene bene la morfologia prima di acquistarli. Da piccoli resta comunque difficile capirne la purezza, bisogna aver la pazienza di vederli crescere almeno sui 20 cm per iniziare a capire qualcosa. In cattività, cresciuti da avannotti, molto raramente vanno oltre il metro, ma questo puo’ dipendere anche dalle ibridazioni (ricordiamo che ormai la quasi totalità degli spatula arriva dall’Asia, dove non è cosa rara che si ibridino specie diverse per estetica o per errore).

Riproduzione
In cattività è praticamente impossibile la riproduzione naturale. In natura, i vari esemplari, solitamente si radunano in acque basse/foreste allagate e, nella frenesia generale, i maschi fecondano le uova dei grossi esemplari che risultano essere sempre femmine. Curioso il fatto che le loro uova siano tossiche, per impedire ai predatori di banchettare con quel che resta post “raduno”. L’ipotesi più accreditata per quanto riguarda la questione dei sessi è che alla nascita tutti gli esemplari siano maschi. Il cambio di sesso avviene poi al raggiungimento di una certa taglia (considerevole) e della maturità sessuale; per quanto ci possa sembrare strano, è una caratteristica comune a molte specie marine.

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Credits: River Monsters Italia

Conclusioni
È un pesce facile da tenere in vasca, ma rientra nei Monsters e cresce davvero velocemente. Le persone che possono tenerlo tutta la vita si contano sulle dita di una mano (parchi faunistici a parte). Noi di River Monsters Italia, per evitare che vengano presi e abbandonati in natura, uccisi o alimentati male per rallentarne la crescita (spesso si ottiene solo un animale malato), offriamo la possibilità, a chi lo desidera, di tenere questa specie in vasca (con i dovuti requisiti) con l’accordo di restituzione appena le dimensioni non permettono più la sua corretta stabulazione. Sono pesci affascinanti, ma purtroppo o per fortuna, non alla portata di tutti.

River Monsters Italia



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