Le mie ciliegine rosse!! (riproduzione Red Cherry)

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Esperienza di riproduzione Red Cherry.

Nome scientifico: Neocaridina denticulata sinensis varietà Red
Nome comune: Red Cherry
Famiglia: Atyidae
Ordine: Decapoda
Classe: Malacostraca

Salve a tutti, vi presento le mie piccole red.
Oggi vi spiegherò un pò di tutto su questi simpatici animaletti..a partire da come ritrovarsi con la vasca piena di caridine e da questo vi dirò i valori ottimali x il loro allevamento…..

Per riprodurre questi piccoli gamberetti e ritrovarsi con la vasca piena di baby caridine sane, piene di vita e che scorrazzano per l’acquario, bisogna intanto cercare di ricreare un habitat più o meno adatto a loro, ma soprattutto attenersi a dei valori specifici di pH, kH, gH e temperatura. Quest’ultima va regolata in base a quante caridine vogliamo ospitare nella nostra vasca.

Ora vi spiego meglio:
Iniziando a parlare proprio della temperatura, c’è da dire che possono “sopravvivere” in una temperatura che varia dai 10° ai 30°C, ma, se vogliamo far vivere bene e ottenere così una rigogliosa riproduzione, meglio non superare i 23°- 26°C, perchè se la temperatura sarà oltre i 27°C possiamo stare certi di nn vedere mai nessuna femmina con le uova, infatti in estate (non avendo un refriggeratore) non ho avuto nemmeno una nascita, in quanto la temperatura si aggirava intorno ai 30°C.

Per quanto riguarda pH, kH e gH bisogna cercare di mantenere dei parametri ben precisi, e cioè un pH debolmente alcalino ovvero intorno a 7-7.5, un gH non superione ai 12- 13 e un kH intorno a 8. Inoltre se si vuole ottenere per bene la riproduzione è meglio una vasca dedicata interamente a loro.

Questi sono i valori principali della mia vasca:

pH: 7,3
gH: 12,6
kH: 7,8
Temperatura: 25°C
Luce: 0,72W/L, fornita da un neon natural red t8 da 10 watt e da uno a luce bianca t5 da 8 watt

E questa è la mia vasca:

Ho iniziato il loro allevamento in una vasca da circa 25 litri, che inizialmente ospitava dei guppy. Qualche mese dopo aver allestito la mia vaschetta con i guppy, mi sono stati regalati degli esemplari di Red Cherry. Queste caridine convivono benissimo nell’acquario di comunità, ovviamente con pesci non aggressivi, e sono altrettanto utili, oltre che belle da vedere, perché si nutrono principalmente di quelle fastidiose alghe che si formano dappertutto, anche sul vetro.

Eccone alcuni dei miei esemplari attaccati al vetro:

Inizialmente avevo solo 5 caridine e una miriade di guppy, infatti le mie piccole non ne volevano sapere nemmeno di farsi vedere, forse perché impaurite dal continuo muoversi dei loro coinquilini. In seguito per problemi di sovrappopolamento dato dai pesci, ho dovuto trasferire in una vasca molto più grande i guppy. Da qui è iniziata la mia avventura con questi animaletti tanto strani, ma altrettanto belli e interessanti, specialmente nelle fasi di riproduzione.

Innanzitutto è bene sapere il perché del loro nome, e dopo questo come si distinguono i maschi dalle femmine.

Neocaridina denticulata sinensis variazione Red, questo è il loro nome, ma sono molto più comunemente chiamate Red Cherry, che vuol dire rosso ciliegia o ciliegia rossa che dir si voglia, proprio per il loro colore rosso acceso che caratterizza particolarmente le femmine, primo dettaglio per l’identificazione dei sessi.

I maschi hanno un rosso un po’ più chiaro, sono più piccoli, più snelli e hanno delle lunghe antenne.

Le femmine, come dicevo prima, sono di un rosso acceso, sono più grandi e “rotondette” , e soprattutto si distinguono per via di una macchia sul giallo-bianco che hanno tra il carapace e l’addome.

Ecco maschio e femmina insieme:

Quella macchia gialla solo le uova che si trovano dentro una sacca ovarica. Qui maturano e aspettano di essere fecondate. Quando saranno pronte per essere fecondate le femmine faranno la muta e grazie a questo rilasceranno degli ormoni che servono da richiamo per i maschi. In questa fase, questi ultimi sembreranno come impazziti, ma è del tutto normale.

Dopo essere state fecondate, le femmina le comprime e le fa scendere verso le appendici natatorie, chiamati pleopodi. Questi servono sia per nuotare che, nel caso della femmina, per trattenere le uova fin quando non sono pronte per nascere, ma servono anche per ossigenarle, in quanto muovendo i pleopodi l’ossigeno entra, e questo fa si che si sviluppino e maturino. Le uova appena spostate nei pleopodi si presentano con un colore bianco perla, che cambierà fino a diventare di un marrone chiaro nei giorni prossimi alla schiusa.

La gestazione nel caso di femmine adulte che abbiano più di 4 mesi dura circa 30 giorni, ma ad una femmina più giovane può capitare che la gestazione duri dai 26 ai 28 giorni circa. Più la femmina sarà adulta, più uova avrà e quindi più esemplari sarà in grado di mettere al mondo.

Altro fattore che ci farà notare la prossima schiusa è il comportamento dei maschi, che anche in questo caso scorrazzeranno di qua e di la per la vasca, come impazziti. A distanza di uno o al massimo due giorni inizieremo a notare un movimento vago sul fondo della vasca, e guardando molto meticolosamente noteremo che sono delle mini caridine. Questi nascono in tutto e per tutto identici agli adulti, nuotano, camminano e si nutrono sin dai primi attimi di vita.

Potrebbe però capitare che le uova non siano state fecondate, in questo caso la femmina comprimerà comunque le uova che aveva sul carapace, ma si vedrà che da bianco perla dopo pochi giorni diventeranno verdine e, a partire all’incirca dal decimo giorno, inizierà a rilasciarle poco per volta.

beh, che altro dire…è la riproduzione più affascinante e bizzarra di cui io mi sia mai occupata, una volta ambientate si moltiplicano a vista d’occhio in pochi mesi.
Spero troverete la mia esposizione interessante.

E adesso qualche foto 😉




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