acquario di Massimo Tavazzi

L’acquario di Massimo Tavazzi

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… e alla fine il gatto decise che una vasca aperta nel suo territorio era un offesa oltre sua misura, quindi con cospicue intimidazioni e ricatti (leggi piante esterne e plafoniere sul pavimento…), riuscì a far modificare la geografia delle vasche in casa.

Un’altra vasca di una 70na di litri era in avviamento con filtro esterno, destinata ad altra specie, ma una serie di combinazioni tra cui necessità di vasca espositiva per un centro, gatto territoriale e arrivo di un trio di apistogramma locati han deciso per me.

acquario di Massimo Tavazzi

Vasca:

circa 65x38x40…

Tecnica:

Filtro esterno Tetra Ex 400, spray bar, caricato con cannolicchi provenienti da altra vasca, spugne di diverso diametro di filtraggio ed infine torba in granuli.
Riscaldatore assente.
Illuminazione affidata a doppia barra a led 12 w circa.
Co2 e ammennicoli vari.. al solito assenti.

acquario di Massimo Tavazzi

Fauna:

Trio 1M+2F di Apistogramma Borellii Pantanal F1 (allevatore tedesco)
Sei esemplari di Otocinclus macrospilus provienti dalla precedente vasca e nati in cattività (allevatore svizzero)

Flora:

Echinodorus tenellus
Lilaeopsis brasiliensis
Sagittaria subulata
Echinodorus cordifolius
Hydrocotyle leucocephala
Hydrocotyle verticillata

acquario di Massimo Tavazzi

acquario di Massimo Tavazzi

Valori:

(test a reagente Sera)

pH
6,5
GH
5
KH
2
NO2
0
NO3
<5
T
24°

Layout modificato in toto nel dicembre scorso a causa dell’arrivo dei nuovi inquilini.Il trio di apistogramma è figlio di coppia wild pescata nel 2012 nella zona del Pantanal – Mato Grosso, precisamente in una zona allagata compresa nel triangolo che si forma tra rio Paraguay, rio Negro e rio Abobral a sud est di Corumbà.

La zona viene descritta come ampia pianura alluvionale, con acqua chiara, vegetazione marginale composta da echinodorus emersa , alternata a prati di tenellus allagati.

I corsi d’acqua secondari che si formano a seguito delle alluvioni possiedono colonna d’acqua non superiore al metro, scarsa corrente ed un fitto intrico di piante galleggianti (ritrovata Hydrocotyle ) a ridosso delle rive improvvisate composte da numerose radici emerse.
Il fondo che talvolta affiora è composto da sabbia fine di colore bianco\chiaro alternata a fanghiglia.

Allestimento:

Fondo differenziato, akadama small size nella parte posteriore coperta, separata dalla parte anteriore da numerosi legni. Parte anteriore fruibile ai pesci con sabbia fine sugar size di colore chiaro, similare a quella disponibile nella zona di pesca, come descritto da chi mi ha consegnato i pesci.

Tentativo di ricreare zona di sottoriva, composta da numerose radici e legni, alle quali viene fatta crescere come galleggiante l’ hydrocotyle e come pseudo epifeta l’echinodorus (simulando vegetazione emersa ricoperta da acqua post alluvione).

Le uniche piante interrate sono il tenellus la sagittaria e la lilaeopsis, a parziale copertura delle tane ed anfratti ricreati tra le radici.

Le tane ed i divisori territoriali sono stati volutamente disposti ai lati opposti della vasca, per dare modo alle due femmine di crearsi il loro microterritorio, ed al maschio di poter osservare come consuetudine la situazione del “suo” territorio dell’alto vasca tra le radici.

Ricordiamo infatti che l’apistogramma Borellii è una specie haremaica, infatti usualmente in natura un territorio viene gestito da un solo maschio ed al suo interno può essere suddiviso in microterritori destinati a 3\4 femmine. Il ruolo delle femmine è quello di effettuare in prevalenza le cure parentali, scontrandosi con le altre femmine vicine. Il maschio invece, a seguito della fecondazione delle varie deposizioni, ha il compito di controllare il proprio territorio da sconfinamenti di altri maschi.

Sicuramente stiamo parlando di uno degli apistogramma più pacifici, ma ho osservato più volte che quando le dimensioni della vasca lo permettono unite ad un corretto layout della stessa, è preferibile allevare un trio rispetto al semplice format M+F, in quanto il maschio stressa meno la singola femmina e per contro, a seguito della deposizione, la femmina eviterà di concentrarsi solo sul maschio dovendo respingere anche la seconda femmina.

Anche in questa vasca come mio solito ho evitato di inserire le usuali noci di cocco.
Infatti i Borellii sono più correttamente al pari di altri apistogramma dei Substrate spawners, ovvero privilegiano la deposizione su substrati lisci in cavità o anfratti aperti.

acquario di Massimo Tavazzi

Nel mio caso l’attuale trio, dopo un periodo iniziale di ambientamento, ha subito effettuato una doppia deposizione, fortunatamente scegliendo e suddividendosi le tane appositamente create.
Le deposizione sono state effettuate entrambe a distanza di pochi giorni su la parte interna di due radici e tuttora sono in mantenimento da parte delle due femmine sotto stretto controllo del maschio.
In soldoni le femmine stanno a distanza , le suonano al maschio quando si avvicina, che a sua volta sfoga il proprio ego su gli Otocinclus di passaggio.

I valori dell’acqua sono similari a quelli del prelievo originale, dove si descrive acqua chiara con ph leggermente acido (6,5 \6,8).

Valori raggiunti al momento con sola acqua di rete (effetto akadama) ed un blando uso di torba.

acquario di Massimo Tavazzi

Capitolo importante relativo all’alimentazione.
Mai usato granulare.
Tendenzialmente cerco di utilizzare solo vivo in prevalenza blood e white worm (chironomus) oltre ad Artemia.
Evito i tubifex. Quando non ho vivo sopperisco esclusivamente con congelato.
Settimanalmente i pesci fanno 1\2 giorni di digiuno.
Per gli Otocinclus che ben gradiscono chiro e meglio artemia, integro con pastiglie di fondo, pastone a base di spirulina ed aglio otre ai classici spiedi di verdura.

Discorso differente per gli avanotti.
Al momento circa il 20% delle due nidiate sono stati separati in vasca di accrescimento con filtro ed arredata con piante e muschi. Seguono una dieta di naupli di artemia.
La gran parte dei piccoli invece rimane in vasca con le due femmine, senza nessuna alimentazione ad hoc, nutrendosi esclusivamente di microrganismi presenti in vasca.
Naturalmente la vasca si presta a questo tipo di gestione, con cospicuo sviluppo algale e radici emerse, favorendo le zone di alimentazione dei piccoli. Ad oggi la percentuale di decessi è irrilevante.

Questo trio locato (informazione più precise sono di pertinenza del loro proprietario… ad oggi sono solo il tutore…) è mappato all’interno di un progetto di amici tedeschi, i quali mi hanno espressamente chiesto di portare avanti in modo naturale riproduzione e crescita della progenie, lasciando che vi sia una corretta selezione naturale, a dir loro unico mezzo idoneo per il mantenimento di un ceppo in forze.

Mi era già capitato in passato di utilizzare per scopi simili questa politica, e devo dire che, qualora le vasche sono in grado di supportare in modo completo l’approvvigionamento degli avannotti più forti, nel medio periodo ho sempre avuto generazioni di pesci con caratteristiche etologiche conformi ai loro antenati.

Infine solo una considerazione personale finale.

In commercio trovate A. Borellii , red head, opal, steel blue …ecc…
Fondamentalmente sono solo definizioni commerciali di ceppi originari di differenti location con colorazioni differenti poi accentuate in allevamento.
Sogno un futuro in cui sia possibile avere se non solo specie locate, almeno specie riconducibili al prelievo iniziale (uruguay, argentina, sud brasile…), che al pari dei loro antenati conservino colorazione e caratteristiche originarie.
Non significherà la scomparsa dei vari balloon, electric blue, red double red triple red et similia…
Ma magari un minimo di ritorno alle radici ed una diminuzione di pesci scelti “at glandee caneem”..




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