Le riprese grandangolari

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Chi inizia a fotografare sott’acqua si avvicina partendo dalle riprese macro e ravvicinate perchè permettono di riprendere le forme di vita che ci incuriosiscono e permettono una più sicura risuscita dal punto di vista dell’esposizione.
Il passo successivo alla ripresa macro è quello della fotografia ambiente per riprendere l’ambiente subacqueo e riuscire a catturare l’atmosfera che in quel momento ci ha colpito.

L’ESPOSIZIONE
L’occhio umano è un fantastico organo e ci permette di vedere bene una scena anche se all’interno di essa troviamo zone di luce molto intensa e ombre molto pensanti, la pellicola e il sensore Cmos o CCD non è in grado di registrare una così grande forchetta di esposizione tra le alte luci e le ombre.
Questo divario si misura in STOP, che è una unità di misura lo scostamento dall’esposizione corretta.
Si pensi che una pellicola diapositiva registra una forchetta che va mediamente da + ? stop a ? ? stop; il sensore in questo ci aiuta in quanto alcuni sensori arrivano a registrare dettagli in un divario da +/- 5 stop.
Questo per dire che nella fotografia ambiente l’esposizione deve essere molto curate e consiglio di esporre in modalità manuale per avere il massimo controllo sul risultato finale. Questa impossibilità dell’elemento sensibile di leggere sia le alte luce che forti ombre contemporaneamente si obbliga ad usare uno o due flash per illuminare le zone in ombra oltre a restituire i colori reali dei soggetti inquadrati.
Un trucco per esporre correttamente il blu del mare è fare una lettura dell’esposizione nel blu nelle vicinanze del sole o della parte più chiara dell’inquadratura.

Per es. se stiamo inquadrando una gorgonia in controluce faremo imposteremo l’esposizione sul blu medio (per es: 1/60 f11) dovremo adeguare la potenza del flash per esporre un diaframma 11, questo avvicinando il flash oppure aumentando la potenza del flash (se possibile).

GLI OBIETTIVI
Gli obiettivi più adatti a questo genere di ripresa sott’acqua sono sicuramente i grandangoli soprattutto quelli molto spinti, tipo il 20 mm (su 35mm) che copre un angolo di campo di 94 gradi se non addirittura i fish eye a pieno fotogramma che coprono sulla diagonale 180 gradi e hanno un grosso effetto deformante; questo effetto non è un problema sott’acqua in quanto le forme di vita hanno forme molto sinuose e spesso la distorsione di questo obiettivo accentua la forma del soggetto.
Sul mercato troviamo obiettivi fish eye 15-16 mm per le macchine fotografiche a pellicola, 10,5 mm per le reflex digitali ed alcuni aggiuntivi grandangolari per alcune macchine digitali compatte.
Inoltre queste ottiche hanno la possibilità si mettere a fuoco molto vicino, 25 – 30 cm dal piano pellicola/sensore, perciò con un fish eye che mette a fuoco a 25 cm avremo il soggetto praticamente attaccato all’oblò.
La scelta di queste ottiche non è casuale: più ci avviciniamo al soggetto meno spessore d’acqua avremo tra noi e il soggetto e questo porta ad una riduzione della sospensione inquadrata; perciò meno pericolo di avere la foto rovinata da pallini bianchi. Oltre ad avere il soggetto molto vicino all’obiettivo e perciò facilmente illuminabile riusciamo ad inquadrare tutto l’ambiente in cui è ‘immerso’ il nostro soggetto.

L’INQUADRATURA
Come si è detto all’inizio l’elemento sensibile non funziona come il nostro occhio perciò se vorremo avere fotografie d’impatto dovremo cercare di ragionare come ragiona la pellicola o il sensore.
Oltre a questo dovremo sempre pensare alle regole di composizione che ci aiutano ad ottenere una fotografia d’impatto.
La fotografia è un elemento bidimensionale ma se vogliamo avere una buona fotografia dovremo cercare di dare la terza dimensione.
Per riuscire a dare questo effetto nella fotografia ambiente è consigliabile inquadrare il nostro soggetto dal basso verso l’alto e se nell’inquadratura si trova molta zona blu è buona regola inserire un elemento sullo sfondo, per es. una barca in superficie oppure un subacqueo, il subacqueo però dovrà essere ben allineato e non ripreso da dietro oppure con le gambe aperte per un motivo puramente estetico.

IL FLASH
Il flash che si utilizza dovrebbe coprire l’angolo di campo dell’obiettivo, ma pensando ai fish-eye che coprono 180 gradi sarà necessario l’utilizzo di 2 flash in quanto in commercio si trovano flash che coprono al massimo 100-104 gradi.
I flash dovrebbero essere posizionati in modo da simulare la luce solare, ossia la luce deve provenire un po’ dall’alto e un po’ di lato.
Una caratteristica poco considerata all’acquisto del flash è la temperatura colore ovvero se il flash emette luce bianca, oppure un po’ azzurrognola oppure un po’ rossastra; i flash che emettono l’ultimo tipo di luce sono da preferire nella fotografia ambiente in quanto ‘combatte’ la dominante azzurra dell’acqua.
Per questo genere di fotografia sono da privilegiare flash potenti con Numero Guida 11 sott’acqua.

Posizione dei flash per illuminare dall’alto. Risultato della fotografia.

Ringraziamo Cristian per l’articolo e vi invitiamo a visitare il suo sito:

 

 




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