regolare la fotocamera

La fotografia in immersione: regolare la fotocamera

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Numerose sono le regolazioni effettuabili sulla fotocamera digitale; sicuramente le più importanti sono relative alla gestione della luce intesa come bilanciamento del bianco che come uso del flash.

Bilanciamento del bianco: così??

Detto in poche parole, il bilanciamento del bianco è la regolazione che consente di avere colori fedeli alla realtà anche con illuminazione non perfettamente bianca. Prima di esaminare il caso specifico della foto subacquea, occorre pensare alle foto di tutti i giorni sia scattate all’aperto che con illuminazione artificiale. Se le foto son scattate alla luce del sole, dato che si dice che la luce del sole ? quella bianca per eccellenza, teoricamente non si hanno difetti di illuminazione. Nella pratica vi sono però dei fattori ? come i riflessi ? che influenzano il colore della luce. Se a fianco al soggetto c’è un elemento colorato intensamente illuminato dal sole, il suo riflesso (colorato) può giungere sul soggetto variandone i colori. Anche le nuvole, filtrando la luce del sole ne possono variare il colore così come la neve o gli specchi d’acqua. In queste situazioni la fotocamera può effettuare un bilanciamento del bianco onde eliminare o attenuare le dominanti cromatiche causate da una errata illuminazione.
E’ spontaneo dedurre che il medesimo sistema possa intervenire anche nella subacquea onde attenuare la caratteristica dominante blu e aiutare a conferire ai colori un aspetto naturale.

Come agisce la fotocamera

E’ possibile operare in modo manuale – impostando uno dei valori predefiniti – oppure in modo automatico analizzando la foto e correggendola.
Quando è impostata la regolazione automatica, poichè la fotocamera non può conoscere la situazione in cui si sta fotografando non può effettuare una regolazione prima dello scatto. Solo dopo avere acquisito l’immagine questa può essere esaminata e i suoi contenuti analizzati. Si parte dal presupposto che vi sia sempre un particolare bianco oppure grigio all’interno di ciascuna foto. In fase di regolazione la fotocamera “guarda” quale sia il colore più neutro – ossia quello più simile al bianco o al grigio – e corregge tutta l’immagine in base a questo dato. Se il colore più neutro ? in realtà azzurro, ciò lascia presumere che la luce che illumina l’intera scena sia azzurra. La correzione elimina quindi la dominante.
Va però detto che questa regolazione automatica non ? assolutamente in grado di garantire sempre l’infallibilit?! Se manca un riferimento di colore neutro la fotocamera non regolerà i colori con precisione ma in base a al colore che più si avvicina al grigio. Se questo ? un azzurro, presupponendo una luce più azzurra di quanto nella realtà, tutti i colori risulteranno più caldi ossia più vicini alle tonalità del rosso diversi da quelli reali.
Tecnicamente parlando, la fotocamera digitale regola il bilanciamento del bianco alzando il livello del colore più scarso nel punto più bianco rilevato. Se questo, per esempio, è tendente al giallo (ossia rosso e verde più elevati del blu) si aumenterà il livello del blu per compensare. In altre parole, per chi ? pratico di fotoelaborazione, assomiglia alla regolazione dei ?livelli? (o delle ?curve?) come abitualmente eseguita in Photoshop o Photoshop Elements.



Nel caso di questa foto, scattata senza interventi di bilanciamento del bianco, ? evidente la carenza di rosso e la conseguente necesità di amplificare il segnale relativo a questa componente cromatica.

Qui sopra si nota come una foto (scattata a circa 10 m di profondità) sia sostanzialmente bluastra e priva di rosso. I grafici delle componenti cromatiche (rosso, verde e blu) mostrano nella loro parte sinistra la presenza di tinte scure e nella loro parte destra la presenza di tinte chiare. è evidente che il rosso è presente ma al contempo è meno intenso del verde e del blu. La fotocamera, impostando adeguatamente il bilanciamento del bianco, potrà migliorare il risultato amplificando adeguatamente ? in modo simile a quello indicato parlando di sensibilità del sensore è il segnale della componente cromatica rossa. Come già accennato “parlando di sensibilità” occorre ricordare che una amplificazione elevata di in segnale debole produce un risultato di qualità non eccellente a tutto svantaggio del risultato finale. Una cosa importante da tenere presente è che più un sensore è grande e minore è influente il rumore nel colore In un sensore di grandi dimensioni, pensiamo a quelli delle reflex, il singolo elemento sensibile ? più grande (se si prendono in esame sensori con le medesima risoluzione) e riceve, di conseguenza, una maggiore quantità di luce. Ciò gli consente di generare un segnale più forte e che necessita di minore amplificazione. Questo spiega anche perchè sulle reflex digitali si possono avere livelli di sensibilità maggiori di quelli disponibili sulle fotocamere compatte.

Come impostare il bilanciamento del bianco
Le tecniche consigliate sono molte; c’è chi suggerisce di sfruttare le preimpostazioni e chi invece suggerisce metodi più precisi. La scelta non dipende solo da cosa si vuol fare, ma anche da cosa la fotocamera permette.


Nei menu di molte fotocamere digitali è presente una voce che consente di scegliere o il modo automatico oppure una tra le varie preimpostazioni di fabbrica. Nella parte a sinistra si notano quelle che la Olympus C8080 mette a disposizione per foto con luce solare scattate all’ombra, col cielo nuvoloso, in pieno sole oppure con il sole all’orizzonte. Sulla destra la possibilità di scegliere tra quattro valori definibili dall’utente.

Quasi tutte consentono di scegliere tra i valori predefiniti, molte permettono di regolare “prima del singolo scatto” il bilanciamento valutando la situazione specifica, poche “come quella presa in esame, una Olympus C8080 Wide Zoom” permettono di predefinire più di una regolazione.
Quando ? possibile operare solo in automatico o scegliere le impostazioni predefinite le scelte sono poche. Tra le impostazioni predefinite nessuna ? perfetta per la foto subacquea dato il diverso uso per cui sono pensate. Operando in automatico è possibile rilevare dei problemi nel caso manchino delle tonalit? neutre nell’inquadratura; scegliendo tra le opzioni predefinite ? meglio adottare o quelle per le foto all’ombra o con il cielo nuvoloso dato che queste sono le condizioni in cui la luce assume le tonalit? più vicine all’azzurro quindi più simili a quelle della fotografia subacquea.
Quando le condizioni “e la fotocamera” lo permettono, si ottiene una maggiore precisione cromatica usando il bilanciamento del bianco personalizzato. Questo metodo, seppur molto efficace e semplice, ? un po’ scomodo da utilizzarsi, soprattutto se si stanno facendo foto a soggetti non statici. Consiste nel fare capire alla fotocamera le reali condizioni della luce. E’ possibile tenere conto della profondità e della distanza dal soggetto e di qualsiasi altro fattore che possa determinare una differente colorazione della luce ambiente. Quando la fotocamera prevede questa funzione, si scatta una foto a un soggetto di colore bianco posto alla distanza a cui si troverà il soggetto principale della foto che si desidera scattare. La fotocamera, avendo un riferimento molto preciso, sarà in grado molto facilmente di operare la giusta compensazione.


Quando la fotocamera prevede questa funzione, è possibile impostare in modo preciso il bilanciamento del bianco ritraendo un soggetto bianco come, per esempio, la classica lavagnetta subacquea.

Quando si dispone di una fotocamera che prevede la possibilità di archiviare più impostazioni “una per ogni situazione” è possibile definire più valori per il bilanciamento del bianco; per esempio, immergendosi a profondità comprese entro i 25 m si potrà impostare il bilanciamento rilevato a 5 m, a 10, a 15 e a 20 m. Durante l’immersione, dopo uno sguardo al profondimetro, si sceglie l’impostazione più adeguata alla profondità.

L’articolo è un estratto dal libro ‘Fotografia Subacquea per Turisti Digitali’ di Enzo Borri Ed. FAG Digital LifeStlyle.

Ringraziamo l’autore per la gentile concessione del pezzo.


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