Iriatherina werneri

Iriatherina Werneri

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Meinken, 1974
Pesce arcobaleno Con “pinne a filamento” o “pinne a vela”.

Iriatherina werneri
Immagine: Scheda Acquaportal

Caratteristiche della specie:

Nel 1973, due acquariofili tedeschi in visita raccolsero alcuni piccoli pesci d’acqua dolce in una risaia, alla periferia della città di Merauke in Nuova Guinea.

Gli esemplari furono riportati in Europa e un certo numero di essi dato a Herman Meinken, un noto acquariofilo e ittiologo, che capì essere una specie non ancora descritta.

Nel 1974, Meinken pubblicò la descrizione scientifica del pesce sulla rivista acquariofila tedesca Das Aquarium, chiamandola Iriatherina werneri, in riferimento ad Arthur Werner uno dei due acquariofili che li raccolsero.

Questi pesci sono comunemente conosciuti come “threadfin” o “featherfin” rainbowfish. In Australia il “Nomi Standard di Pesci Australiani” edito da CSIRO li elenca come “Threadfin Rainbowfish”.

Quando Iriatherina werneri venne introdotta per la prima volta sul mercato europeo, furono venduti all’ignaro pubblico acquariofilo soltanto gli esemplari maschi.
Questo naturalmente significa che tutti i tentativi di allevare questa nuova specie fallirono. In seguito, nel 1978, molti di questi “deliziosi piccoli gioielli” furono trovati nelle paludi del fiume Jardine nella penisola di Capo York.

La loro scoperta in Australia ha aperto il commercio della specie con i maschi e femmine liberamente disponibili, per la gioia degli acquariofili.

Iriatherina werneri può crescere fino a una dimensione massima di 5 cm, ma di norma non supera i 3/4 cm circa. I maschi maturi hanno una prima pinna dorsale a forma di ventaglio, mentre la seconda pinna dorsale ha la forma di un “filamento” eccezionalmente lungo. La pinna anale è altrettanto estesa.

Questo elegante pinnaggio è sfoggiato in modo straordinariamente vivace sia per le femmine che per i maschi rivali. Il corpo è snello, compresso lateralmente e di un argento metallizzato con barre verticali scure leggermente visibili.

Il colore delle pinne dorsali, anali e pelviche è nero con un leggera sfumatura rosso-marrone. La pinna caudale è profondamente biforcuta, trasparente, e bordata con una colorazione rosso/rosata accesa.

Ci sono anche piccole differenze nella forma delle pinne e nella colorazione degli esemplari maschi provenienti da luoghi diversi. Alcuni maschi hanno la prima pinna dorsale a forma di vela stretta e alta, mentre questa pinna è più bassa e più ampia in altri maschi.

Esemplari del fiume Cadell nel Territorio del Nord spesso hanno una coda che sembra divisa in più parti come a formare la sagoma di una lira (strumento musicale) e le pinne possono essere più lunghe e scure.
La livrea delle femmine, tuttavia, impallidisce in confronto a quella dei maschi, anche se le loro pinne caudali sono decorate con un margine rosato ed i bordi delle pinne pelviche e anale sono bordati di nero.

La colorazione dei pesci nel loro habitat naturale è di solito molto più intensa degli esemplari mantenuti entro i confini di un acquario. Gli esemplari trovati in Nuova Guinea sono di norma più scuri della varietà australiana.

Una varietà con pinne gialle è stata raccolta in un affluente del fiume Embley nel nord del Queensland. Studi genetici preliminari, hanno rivelato una significativa variabilità genetica tra alcune delle diverse popolazioni geografiche di Iriatherina werneri, che possono giustificare la separazione tassonomica a livello di specie.

Distribuzione e Habitat:

In Nuova Guinea, esemplari di Iriatherina werneri sono stati raccolti in diversi fiumi costieri tra i fiumi Merauke e Fly. Nel Fly sono stati prelavati in corrispondenza delle lagune paludose lungo la corrente principale del fiume, più di 500 km a monte dalla foce.

Nel 1975 sono stati prelevati dal lago Bosset, nel 2005 sono stati raccolti in due siti, Lago Bosset e lago Kala. In Australia, le paludi del fiume Jardine si credeva fossero l’unico luogo popolato da Iriatherina. Tuttavia, nel 1985 (Hansen, 1987) sono stati trovati nel bacino del fiume Edward sul lato occidentale della penisola di Cape York.

Recenti indagini hanno svelato che hanno una distribuzione molto più ampia e in diversi fiumi, sui lati sia occidentale che orientale della penisola di Cape York; sono stati anche raccolti dalle paludi di Arafura e una serie di torrenti del territorio settentrionale.

Iriatherina werneri si trovano generalmente nelle acque dei torrenti che scorrono lenti, nelle paludi umide ed erbose e lagune con abbondante vegetazione.
Normalmente nuotano lungo le sponde a profondità di 0,5-1,25 metri, e anche in acque libere non lontano dalle macchie di vegetazione. Piccoli gruppi di giovani femmine possono essere visti muoversi lentamente attraverso l’acqua mentre i maschi più maturi nuotano attorno al gruppo. Una temperatura dell’acqua di 22°-30°, e un pH di 5,2-7,5 sono stati registrati nei loro habitat naturali.

Cura e mantenimento:

Non si hanno molte conoscenze della vita in natura e dell’ecologia dei soggetti allo stato selvatico di Iriatherina werneri, la maggior parte delle informazioni si basa principalmente sull’osservazione in acquario.

Sono stati, per diversi anni, pesci molto popolari fra gli appassionati australiani e sono facili da mantenere in acquario con condizioni non particolari, pur essendo un pesce che richiede un po’ più di attenzione della maggior parte degli altri pesci arcobaleno.

Questi pesci non dovrebbero essere tenuti in acquari di meno di 60 cm (55 litri) meglio se in gruppi di 5 o più individui; possono essere mantenuti e riprodotti in condizioni di acqua adatte alla maggior parte delle specie da acquario.

I migliori risultati si ottengono se mantenuti ad una temperatura di 23-28 °, pH 6.0-7.0, e la durezza dell’acqua di 10-70 ppm (mg / L). Tuttavia ho (riferito all’autore del libro) allevato questa specie per 16 anni e ha deposto le uova con successo per numerose generazioni, alle seguenti condizioni dell’acqua:
Temperatura 24 – 31°C, pH 5.9 – 8.2, durezza 100 – 200 ppm, alcalinità 25 – 100 ppm e conduttività 390 – 820 µS/cm.

Iriatherina werneri è uno dei più pacifici pesci d’acquario, quasi al punto di non essere una buona scelta per un acquario di comunità. La loro timidezza, i modi “delicati”, la piccola dimensione e le abitudini alimentari li mettono in una situazione di svantaggio in acquari con altri tipi di pesci tropicali.

Tuttavia, possono essere tenuti in un acquario di comunità contenente altre piccole specie autoctone come Pseudomugil gertrudae. Una vasca di riproduzione può essere facilmente preparata e il pesce indotto a deporre le uova in qualsiasi periodo dell’anno.

Nel loro ambiente naturale si nutrono principalmente di grandi quantità di unicellulari, alghe planctoniche e diatomee, tuttavia, in cattività sembrano prosperare con alimenti vivi come naupli di artemia salina, dafnie, copepodi, larve di zanzara, vermi tipo Grindal e microworm, di solito tendono a rifiutare cibo vivo più grande. Alimenti secchi galleggianti, come piccoli pellet o scaglie, sono accettabili in quanto le loro mascelle dorsalmente proiettate sono adatte per l’alimentazione di superficie.

Io (riferito all’autore del libro) ho avuto i primi esemplari di questa specie nel 1982, facevano parte di un gruppo di pesci del fiume Jardine, nessuna informazione mi è stata data per quanto riguarda le condizioni delle acque del sito di raccolta.

Li ho sistemati in un acquario da 55 litri con filtrazione sotto-sabbia, contenente acqua di rubinetto matura con un pH 7,6 e una durezza di 140 ppm; la temperatura compresa tra 24-27 ° C, infine è stato aggiunto un mop di lana per la deposizione al fine di completare la vasca.

Il mop per la deposizione è stato controllato quotidianamente, trovate le uova il mop è stato rimosso, posizionato in un’altra vasca e sostituito con un altro.
Indurle a deporre le uova, con conseguente schiusa, è stata la parte più facile, allevare gli avannotti è stata un’altra storia! Gli avannotti sono stati alimentati con infusori e buon cibo commerciale in polvere. La mortalità era elevata, infatti ci sono voluti quasi due mesi prima di riuscire ad allevare la prole.

Alti tassi di mortalità possono verificarsi spesso, soprattutto durante le fasi iniziali di alimentazione. La ragione principale è che le larve in fase di sviluppo sono molto piccole, estremamente fragili, e generalmente non pienamente sviluppate fisiologicamente.

Per esempio, la piccola dimensione della loro bocca è un fattore limitante nella scelta e somministrazione dei cibi durante il primo periodo di alimentazione. Tuttavia, i tassi di mortalità possono essere il risultato di diversi fattori tra cui la qualità non soddisfacente dell’acqua e una condizione non corretta di nascita. Buone condizioni dell’acquario e regolari cambi parziali sono requisiti molto importanti per il loro allevamento.

Nel loro ambiente naturale la deposizione delle uova avviene, di solito, durante il periodo più caldo dell’anno (primavera-estate), quando le temperature dell’acqua oscillano fra 24°C e 32 °C.

La deposizione delle uova in cattività può essere tentata in diversi modi; un maschio e due femmine possono essere collocati in una vasca appositamente preparata, occorre sistemare un po’ di muschio acquatico o mop in cui il pesce possa deporre le uova.

Il sito di deposizione, con uova annesse, può quindi essere rimosso all’occorrenza e posto in un contenitore speciale per la schiusa. In alternativa si può allestire un acquario permanente, appositamente preparato per la riproduzione in cui allevare una popolazione autosufficiente di Iriatherina werneri, in realtà questo è probabilmente il metodo più affidabile per gli hobbisti.

Tale acquario non deve essere più grande di 50 litri, anche se un acquario cm 90x45x45 ben arredato con pietre di fiume, legni ricoperti di muschio acquatico e qualche lenticchia d’acqua galleggiante o Water Sprite (Ceratopteris thalictroides) può essere molto attraente. Un acquario ben progettato dove nuoti un bel gruppo di Iriatherina werneri, è uno spettacolo che non si dimentica facilmente.

Iriatherina werneri normalmente mangiano le loro larve (avannotti) se ne hanno la possibilità, ma in genere se la vasca è ben piantumata alcuni degli avannotti sopravvivono, sfuggendo agli adulti.

Quando arrivano ad una certa dimensione li vedete uscire dal muschio acquatico e iniziare a nuotare con gli adulti, gli avannotti sanno quando possono uscire tranquillamente.

Spesso capita di trovarsi con parecchi avannotti in diverse fasi di crescita. Questo è anche un bene, perché man mano che crescono necessitano di cibo più grande e visto che si stanno già alimentando gli adulti non serve controllarli per variare le dimensioni del cibo.
In un acquario permanente alcuni degli avannotti troveranno particelle alimentari o infusori sufficienti per sopravvivere, vedrete spesso le larve neonate alimentarsi con alghe e altro “materiale” che cresce ai lati dell’acquario.

Muschi acquatici o piante simili creano un nascondiglio fitto e abbondante, cosa che non sempre possono fare le normali piante acquatiche e sono adatti anche a vasche che non dispongono di illuminazione artificiale. Gli avannotti sono molto piccoli e rimangono sulla superficie dell’acqua, così i muschi acquatici devono ricoprirne una buona parte.

Qualsiasi muschio acquatico è un luogo di riproduzione adatto per operazioni di posa delle uova. Anche le piante galleggianti che sviluppano un folto apparato radicale possono essere un luogo adatto.

In acquario, quando sono allevati in un piccolo gruppo, i maschi si fanno notare sia tra di loro che dalle femmine; i maschi sembrano sentirsi più a loro agio sotto le piante galleggianti, dove aprono la pinna dorsale come fosse una vela, la seconda dorsale e l’anale “guizzano” in rapidi movimenti su e giù per incitare le femmine a raggiungerli.

Durante il corteggiamento il colore del corpo e delle pinne si intensifica, se la femmina gradisce, cerca un sito adatto alla deposizione. Una volta trovato il maschio la raggiunge ed insieme nuoteranno (nella zona di deposizione), lasciandosi alle spalle un piccolo gruppo di uova.

La deposizione delle uova spesso continua per tutta la giornata, le femmine producono un piccolo numero di uova ogni giorno per diversi giorni. Le uova aderiscono ai muschi o tra le radici della vegetazione galleggiante; a seconda della temperatura dell’acqua, le uova si schiuderanno in 7-10 giorni.

La maggior difficoltà di allevamento sta nel trovare sempre cibi adatti alle dimensioni della bocca degli avannotti, soprattutto nel primo periodo di vita.

La dimensione preferita delle prede per gli avannotti aumenta con l’aumentare della dimensione della bocca, la capacità di nutrirsi si modifica e occorre adeguare le colture di cibo ai diversi stadi di crescita degli avannotti.

Per esempio diverse specie di micro-alghe (fitoplancton) vanno da 2 a 20 µm; rotiferi da 50 a 200 µm e naupli di artemia 400 to 800 µm. Oltre a questi gruppi principali, pochi altri alimenti sono utilizzati su scala più limitata, tra cui microworm (Panagrellus redivivus), anguillole dell’aceto (Turbatrix Aceti), Moina e Daphnia spp.

A parte gli alimenti vivi, si possono anche accrescere con successo gli avannotti, utilizzando uno o più cibi per avannotti disponibili in commercio. OSI Micro-Food®, ad esempio, è un ottimo primo alimento per gli avannotti di Iriatherina werneri; è sufficiente cospargere con la polvere la superficie dell’acqua.

Altro buon prodotto è Sera Micron®. Seguendo la crescita degli avannotti, è importante aumentare la dimensione del cibo finché non sono abbastanza grande per cibarsi di naupli di artemia e microworm.

Quando il pesce è pronto a ricevere un nuovo alimento di diversa dimensione, occorre abituarlo introducendone il 10% quotidiano, e riducendo della stessa percentuale il cibo iniziale, finche il 100% del nuovo alimento viene accettato.

Si può iniziare ad alimentarli con alimenti per adulti, non appena i giovani sono abbastanza grandi per mangiarli, è buona norma dar loro da mangiare spesso (almeno due volte al giorno) prestando, tuttavia, attenzione a non sovralimentarli.

Il tasso di crescita di Iriatherina werneri è generalmente lento, con poche variazioni fino a circa 14 giorni, dopo di che i ritmi di crescita aumentano. L’alimentazione con cibo vivo in genere si traduce in tassi di crescita più elevati. A 14 – 21 giorni dopo la schiusa la dimensione degli avannotti dovrebbe essere di circa 14 – 15 mm.

Va notato che la schiusa delle uova può variare, conseguentemente alla presenza di larve a diversi stadi di sviluppo. Come le larve aumentato in età, anche la variazione di lunghezza tra gli individui aumenta.

Se si desidera allevare l’intera covata, potrebbe essere necessario separare i pesci in base alle dimensioni, perché quello più grande mangerà i suoi fratelli più piccoli. Se avete un gruppo che si differenzia notevolmente in termini di dimensioni, spesso i più piccoli sono femmine.
Se i pesci più piccoli vengono trasferiti in un’altra vasca, la loro crescita verrà influenzata negativamente dagli individui più cresciuti, in quanto dovranno compensare il ritardo di crescita avuto durante la fase iniziale della loro vita.

La crescita e sviluppo dei pesci varierà da un hobbista all’altro, ed è largamente influenzata dalle condizioni del singolo acquario, come la temperatura, la qualità dell’acqua ed il regime alimentare.




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