River Monsters Italia

Intervista ad Angelo e Laura di River Monsters Italia

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Abbiamo intervistato Angelo Di Mitri e Laura Grecchi di River Monsters Italia. Scoprite cosa ci hanno raccontato.

Angelo, ti vuoi presentare agli amici di AcquaPortal?

Ciao ragazzi, mi chiamo Angelo Di Mitri, ho 28 anni e sono di Vigevano (PV). Ho una ditta di giardinaggio, ma la passione per gli acquari, tramandata da mio padre anni fa, mi ha spinto a rinnovare la mia idea di acquario, ingrandirla e “ingigantirla”.

Com’è nata la passione per i predatori acquatici?

Sono una persona anticonvenzionale, cerco quello che non c’è, da qui la scelta di addentrarmi nel mondo dei grandi predatori. Ho sempre notato che attirano un gran numero di appassionati, ma non ho mai trovato qualcuno che se ne occupasse davvero. Quindi eccoci qui.

Tutto e’ iniziato comprando un piccolo Arowana silver (Osteoglossum bicirrhosum) in un negozio di acquari. Da lì la voglia di andare sempre più oltre con altre rarità e “mostri”.
Oggi, pur essendo ancora molto piccoli, possiamo vantare un gran numero di specie allevate, comprese delle rarità. Attualmente abbiamo Arapaima gigas, Atractosteus spatula, Phractocephalus hemioliopterus, Colossoma macropomum, Channa micropeltes, Scleropages formosus e altri, che andremo a presentarvi uno a uno prossimamente.

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Chi fa parte del team “River Monsters Italia”?

Ovviamente non sono solo in questo progetto. Collaboro alla pari con Laura Grecchi, da sempre allevatrice di rettili, e attualmente keeper in un parco faunistico. Riusciamo facilmente a gestire i lavori e le idee, essendo io molto portato per i lavori manuali, costruzioni e progettazioni in generale; lei invece è esperta in tutto quello che riguarda la biologia delle specie, stabulazione e chimica.

Laura, tu invece cosa ci racconti?

Ciao a tutti, come anticipato da Angelo, oltre alla passione per i pesci trasmessa, anche nel mio caso, da mio padre (ciclidi africani vari e Apistogramma), allevo rettili da una ventina d’anni e ora ne ho 31. Lavoro in un parco faunistico in provincia di Pavia – l’ Oasi di Sant’Alessio – e mi occupo perlopiu’ degli animali esotici, tra cui pesci, rettili, anfibi e invertebrati.

Un giorno, cercando dei pesci amazzonici di buona taglia per il parco, mi sono imbattuta negli esemplari xl di Angelo. È partita dapprima una collaborazione temporanea con la struttura, ma quasi subito abbiamo deciso di provare a fare le cose seriamente e per conto nostro. Siamo attivi da poco e i pesci li alleviamo principalmente per nostro diletto, ma attualmente alcuni parchi faunistici in Lombardia ospitano già pesci cresciuti, su richiesta, da noi.

Quali sono i “mostri” più tipicamente allevati?

In commercio le specie più comunemente offerte e quindi allevate sono i redtail, ovvero Phractocephalus hemioliopterus, due specie di gar Atractosteus spatula e Lepisosteus oculatus, Pseudoplatystoma fasciatum e ibridi con il redtail. Ma anche Arowana (Osteoglossum bicirrhosus) e Chitala sp. sono comuni nei negozi; quello che spesso non dicono è quanto crescono (se non muoiono prima) e quanto poco tempo ci mettono!

Noi presenziamo anche a fiere di settore e portiamo sempre qualche piccolo esemplare. Facciamo prima di tutto informazione: ad esempio, le nostre etichette con il nome della specie, sono corredate dalla foto dell’esemplare adulto. Solitamente questo basta a “scremare” gli interessati, ma sono comunque più le volte che dobbiamo sconsigliare vivamente l’acquisto, di quelle che riusciamo a darli a chi ha davvero spazio o con cui riusciamo ad accordarci per un futuro ritiro.

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Caratteristiche particolari per un aquario di grandi “mostri”?

Ovviamente non sono pesci che tutti possiamo tenere nel classico appartamento di casa o nell’acquario per Betta o Guppy. Alcuni dei nostri pesci raggiungono oltre il mezzo metro nel primo anno di vita, partendo da una misura di pochi centimetri, quindi necessitano di acquari di grandi dimensioni, con filtraggi sovradimensionati, vetri adeguatamente spessi, tiranti per non far spanciare la vasca e supporti/mobili idonei. Ovviamente con un peso del genere è da valutare molto bene anche l’installazione in casa.

Alcuni adottano la soluzione degli acquari in muratura, con i vari pro e contro. Diciamo che di base, avere pesci di grandi dimensioni o acquari di grosse dimensioni, costa! È tutto amplificato e massimizzato: dagli svariati chili di fondo necessari, alle centinaia di litri di un cambio parziale. I prodotti per il trattamento dell’acqua che, ad esempio, vanno presi in taniche e non in flaconcini ecc. Sono vasche che vanno pensate molto bene prima, durante e dopo, perché oltre al costo iniziale anche il mantenimento non scherza (e i pesci mangiano parecchio).

Quali attenzioni deve avere chi fosse intenzionato a farsi un acquario di predatori?

Molti dei nostri “mostri” son grandi saltatori, quindi le vasche dovranno obbligatoriamente essere coperte; altri invece son molto irruenti e grandi scavatori, quindi bisognerà fissare a dovere la flora scelta. In base al pesce che vogliamo allevare siamo costretti a prendere varie precauzioni, sia per la salute del pesce, sia per far sì che i nostri ospiti non riescano a distruggere i vari componenti del layout che andremo a scegliere.

Bisogna anche essere consapevoli del fatto che questi pesci si nutrono di grandi quantità di cibo, che variano dal pesce, agli insetti, al mangime secco. Quindi bisogna avere un buon magazzino e, per chi come noi sceglie di somministrare cibo fresco, anche un vano capiente nel freezer. Non da poco è l’attenzione da volgere al riscaldamento, che dovrà essere adeguato e sicuramente importante dal punto di vista economico.

Noi per comodità e per preservare la salute dei pesci, ospitiamo solo pesci che ingoiano la preda intera, escludiamo quindi specie come i Serrasalmus, Hydrocinus e altri; ed ovviamente tutti gli abitanti della vasca devono essere tutti circa della stessa dimensione, per evitare tentativi di predazione.

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Voi offrite anche una bella opportunità, a chi vorrebbe avere un “mostro” in vasca, ma non puo’ per motivi di spazio. Ce ne vuoi parlare?

Certo, tutti possiamo allevare un pesce predatore e noi seguiamo personalmente chi fosse intenzionato a possederne uno. Ovviamente la vasca dovrà essere adeguata alla dimensione del pesce, bisogna essere consapevoli che non tutti i nostri predatori accettano il mangime secco, quindi ci si dovrà organizzare con pesce morto o insetti. Ma accettando queste piccole accortezze, il problema maggiore restano sempre le dimensioni della vasca!

A questo proposito, abbiamo pensato di concedere a chi volesse l’opportunità di allevare questi pesci senza preoccuparsi molto di questo inconveniente.
A chi fa richiesta, possiamo cedere temporaneamente i nostri pesci, dietro ad una cauzione preventiva, seguendo regolarmente la crescita dell’animale e assicurandoci della sua perfetta salute.
Quando noteremo che l’esemplare ha raggiunto la dimensione massima per la vasca attuale, consiglieremo un litraggio più ampio e, dove non fosse possibile e accordandoci preventivamente con il proprietario, ritireremo il pesce, restituendo l’intera somma versata come cauzione.

Non ci guadagnamo nulla, ma almeno abbiamo la certezza che il pesce in questione non venga buttato in un fiume, ucciso o relegato in qualche negozio che, per ovvie ragioni, non può tenerlo in spazi adeguati. Quasi tutte le specie che diventano enormi sono molto interessanti da osservare da vicino ed è un peccato che chi ha tanta passione, ma spazio insufficiente, vi debba rinunciare. Ad ogni modo, mettendo la salute degli animali al primo posto, va da sé che se i litraggi sono davvero scarsi, lo sconsigliamo a prescindere. Non avrebbe senso spostare e tenere un pesce solo per 1-2 mesi.

Infatti sono specie che pochi tengono fino a taglie importanti, spesso si pensa che crescano lenti o che crescano stentati, voi invece vi state appuntando tutti i tassi di crescita: a che pro e qual è la specie piu’ incredibile, al momento?

Purtroppo si pensa che un pesce di grandi dimensioni, se messo in una vasca piccola non raggiungera’ mai la crescita naturale ed effettiva. Questo è sbagliato: una vasca ridotta sicuramente non rende agevole e massima la crescita, ma non la ferma assolutamente, ma la rallenta, anche riducendola fino ad essere impercettibile!

La specie piu’ assurda con cui abbiamo a che fare è l’Arapaima gigas. Gli esemplari allevati hanno un tasso di crescita di 1 cm ogni 3 giorni, ovvero 7 centimetri al mese, raggiungendo quindi nel primo anno di età la lunghezza di un metro. Arrivato a questa dimensione, questo pesce dobbiamo ancora considerarlo un baby, perché il secondo anno arriva ai 180 cm! Quindi nessun acquario di piccole dimensioni potrebbe mai rallentare une crescita così esplosiva.
Chi vuole un animale di questo genere deve prendersi la responsabilità di donargli un posto accogliente e un’alimentazione adeguata.

Noi, senza troppe pretese, misuriamo periodicamente i nostri pesci, così da farci un’idea sull’andamento della crescita. Questo sia per vedere se il soggetto cresce bene, sia per vedere in quanto tempo la tal specie raggiunge dimensioni ingombranti. In questo modo, possiamo anche dire a chi volesse tenerne uno quanto tempo orientativamente puo’ tenerlo in un determinato litraggio. Non siamo scienziati o biologi, ma dato che nessuno l’ha mai fatto, in cattività o ambiente domestico, con certe specie, diamo solo un contributo in più, visto che lo facciamo per nostro bisogno e curiosità.

Nella bella stagione, i nostri “mostri” vengono tutti spostati all’esterno ed anche il sole, notiamo, gioca la sua parte nella crescita, oltre che far fisiologicamente bene e donare colori brillanti. Nessuna lampada può sostituirlo al 100%, si sa.
Ovvio che crescita e tempistiche si basano anche e soprattutto su come si alimenta un pesce. Noi li alimentiamo a sazietà, ma senza esagerare mai, faremmo loro del male così. Diamo cibi freschi e variamo la dieta il più possibile. Possiamo dire che mangiano anche meglio di noi! Carni varie, pesci freschi e decongelati, crostacei, insetti (blatte/caimani/cavallette), molluschi, verdure e in minima parte anche pellettati di buona qualità.

È impegnativo alimentarli bene, ma se decidi di tenere determinati animali, i sacrifici sono da mettere in conto! La passione poi, te li fa pesare un po’ meno.




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