Guida all'acquario d'acqua dolce

Guida all’acquario d’acqua dolce

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Questa articolo riguarderà l’allestimento vero e proprio della nostra vasca olandese. Saranno illustrati tutti i passaggi, dal posizionamento della vasca all’introduzione di eventuali pesci, vedremo come preparare l’acqua, la vasca e il fondo senza trascurare qualche nozione sull’arredamento.

CAPITOLO 1

Preparazione dei materiali

Sistemazione e pulizia della vasca:
Dopo aver posto la vasca nel luogo destinato (sopra il foglio di polistirolo) si eseguirà un lavaggio accurato del suo interno, con sola acqua e una spugna morbida, al fine di eliminare eventuali tracce di polvere o sporco.

Preparazione dell’acqua:
l’acqua che andrà a riempire la vasca dovrà essere preparata almeno 24 ore prima, ciò consentirà ad eventuali sostanze presenti si disperdano per evaporazione o per sedimentazione. Abbiamo già detto che l’acqua di rubinetto non va bene per riempire la nostra vasca; per preparare un’acqua adatta alle esigenze delle piante abbiamo a disposizione due metodi, tagliare opportunamente quella di rubinetto con acqua distillata o da osmosi inversa oppure usare solo acqua distillata (o RO) e indurirla con apposite soluzioni di sali preparate da noi stessi.

Acqua tagliata
Per quanto riguarda il primo metodo (sicuramente più semplice) sarà opportuno conoscere i valori di pH, kH e gH dell’acqua che sgorga nelle nostre case e, sulla base di questi, miscelarla con una quantità di acqua distillata tale da farci raggiungere i valori ricercati. Una proporzione molto generica ma, in linea di massima valida, è quella di miscelare 50% acqua distillata e 50% acqua di rubinetto. I primi controlli di pH, gH e kH ci diranno se, nei successivi cambi parziali, sarà il caso di sostituire parte dell’acqua con distillata o di rubinetto, fino al raggiungimento dei giusti valori. Buona norma, nel caso in cui i valori misurati si discostassero di molto da quelli cercati, sarà giungere all’equilibrio ottimale per gradi e non in un solo cambio.

Abbiamo due tipi di acqua, una con il GH a 37 che chiamiamo GH1 e una con il GH a 11 che chiamiamo GH2. Conosciamo le quantità d’acqua in gioco, il totale che chiamiamo QT e le due parti che saranno rispettivamente Q1 e Q2.Il calcolo per ottenere il GH che risulta dal mescolare i due tipi d’acqua,chiamiamolo GHR e’:GH1 X(Q1 / QT) + GH2 X(Q2 /QT)= GHRad esempio 37 X(22 / 44)+ 11 X(22 / 44) = 24 Attenzione però, questa formula vale solo per KH e GH

Acqua RO indurita con sali

Il secondo metodo è piuttosto complesso ma ci permetterà di creare un’acqua assolutamente “personalizzata” in base alle esigenze del nostro acquario. Infatti partiremo dalla sola acqua RO che “induriremo” con appositi sali; queste miscele di sali esistono in commercio già pronte (SERA mineral Salt) ma in genere essi alzano contemporaneamente sia il GH che il KH, mentre noi preferiremo alzarli in maniera indipendente.

Useremo diverse quantità di sali di calcio e magnesio per poter controllare la disponibilità di questi ioni per le piante. E’ noto, infatti, che trai due è il secondo a scarseggiare sempre, dato che è assorbito più rapidamente.

E’ facile, quindi, che capiti di avere eccessi di calcio in vasca e, al contempo, carenze di magnesio, per cui, li doseremo indipendentemente. Inoltre potremmo gestire anche la presenza di micro nutrienti, utili sia alle piante che ai pesci, che è sempre problematica in acquario.

Volendo ovviare a questo inconveniente, potremo aggiungere del sale marino e, volendo, anche un integratore, a base di stronzio.

I sali da recuperare per questa operazione sono i seguenti: – Bicarbonato di sodio (NaHCO3) – Bicarbonato di potassio (KHCO3) – Cloruro di calcio (CaCl2) – Solfato di magnesio (MgSO4) – Sale marino – Integratori di stronzio per il marino (facoltativi e recuperabili nei negozi di acquari).

Li potremo recuperare presso le farmacie (il solfato di magnesio, noto anche come sale inglese o sale amaro, è usato come lassativo), i supermercati (bicarbonato di sodio) e negozi di materiale chimico. oltre a ciò, ci muniremo di bottiglie di plastica (ottime quelle dell’acqua minerale) da 500 mL.

Incremento del kH

Preparare una soluzione potrebbe comportare alcuni errori, dovuti alla scarsa pratica, sarà bene sapere, dunque, che per preparare mezzo litro di soluzione non si deve mescolare il sale che serve con mezzo litro di acqua, ma si deve sciogliere il sale necessario in tanta acqua da ottenere, alla fine, mezzo litro di soluzione in totale.
Per incrementare il KH dell’acqua useremo una miscela di bicarbonato di sodio e di bicarbonato di potassio. Quest’ultimo è molto utile per le vasche ricche di piante in quanto il potassio è un macro nutriente che in acqua tende sempre a scarseggiare.
Ovvio che in vasche dedicate ai pesci si può anche fare a meno di usarlo. Pesando circa 37 g di NaHCO3 e 44 g di KHCO3 e sciogliendoli fino a mezzo litro con acqua RO si ottiene una soluzione, un millilitro della quale è in grado di alzare di 2.5°d il kH di 2 litri di acqua RO.
Data la difficoltà a reperire bilance, useremo misurini che ci permetteranno di replicare abbastanza accuratamente le misure dei sali in futuro. Attenzione, però, a non aumentare le dosi sopra riportate, dato che la solubilità del bicarbonato di sodio è piuttosto limitata.
In ogni caso, in farmacia è possibile chiedere di pesare con accuratezza la quantità di sale che ci serve; fatto questo, recuperate un recipiente, versate il sale pesato in un recipiente adatto l’ideale sarebbe un cilindro graduato usato nei laboratori di chimica ma andrà ugualmente bene un misurino dei nostri test per acquario) e segneremo il livello raggiunto.
In questo modo avremo un riferimento che useremo nelle misurazioni successive.

Incremento del GH
Per regolare il GH useremo due soluzioni, una per dosare il calcio e l’altra per il magnesio.

Soluzione 1: Ca Scioglieremo circa 70 g di cloruro di calcio anidro in 400 mL di acqua RO (attenzione, in quanto si svilupperà parecchio calore in grado di fondere la bottiglia di plastica; la prima dissoluzione sarà effettuata in un pentolino di metallo). Questo sale ha un peso molecolare di 111 g/mol.

Esiste, forse di più facile reperibilità, anche una forma idrata, che contiene 6 molecole di acqua; questo sale ha un peso molecolare di 219 g/mol e per avere un contenuto paragonabile in calcio, nella soluzione concentrata, dovremo usarne una quantità circa doppia (140 g in 300 mL di acqua RO). Una volta sciolto tutto il sale, portate la vostra soluzione al volume di mezzo litro con acqua RO.

Soluzione 2: Mg La seconda soluzione si preparerà sciogliendo circa 77 g di solfato di magnesio eptaidrato (contenente, cioè, sette molecole d’acqua di idratazione) in 400 mL di acqua; una volta disciolto, volendo, (sale marino e stronzio non sono additivi necessari) potremo aggiungere 5 g di sale marino e 5 mL di additivo allo stronzio.

Portiamo il tutto al volume di mezzo litro con acqua RO. 1 mL di ognuna di queste soluzioni incrementerà il GH di 2 litri di acqua RO di circa 2.5°d di durezza (5°dGH totali). Preparare una soluzione potrebbe comportare alcuni errori, dovuti alla scarsa pratica, sarà bene sapere, dunque, che per preparare mezzo litro di soluzione non si deve mescolare il sale che serve con mezzo litro di acqua, ma si deve sciogliere il sale necessario in tanta acqua da ottenere, alla fine, mezzo litro di soluzione in totale.

Il cloruro di calcio, reperibile anche nei negozi di acquari come additivo per il marino, potrebbe produrre una soluzione non del tutto limpida, con un minimo corpo di fondo marroncino; si potrà filtrare questa soluzione in una nuova bottiglia con l’aiuto di un imbuto e un po’ di garza o cotone idrofilo. Le soluzioni possono essere conservate per lungo tempo al riparo dalla luce (anche un anno).

In questo modo, aggiungeremo: circa 30 mg/L di solfati circa 40 mg/L di cloruri circa 10 mg/L di magnesio circa 25 mg/L di calcio circa 3 mg/L di sodio (dal sale marino).

Esempio Per ottenere 10 litri di acqua proporzioni. con KH 5 e GH 10, basta.aggiungere 10 mL di additivo per il KH, 10 mL di additivo per il GH/Ca e 10 mL di additivo per il GH/Mg.
Tutte le altre gradazioni possono essere ottenute con le adeguate Trattandosi di prodotti chimici, anche se non tossici, è sempre bene operare secondo norme dettate dalla prudenza.

Le bottiglie non dovranno essere per nessun motivo poste in luoghi dove sia possibile trovare anche bottiglie di bibite o acqua potabile e dovranno essere tenute lontano dalla portata dei bambini. Inoltre, l’etichetta dovrà essere asportata e sulla bottiglia stessa dovrà essere segnalato in bella evidenza che si tratta di soluzioni per l’acquario.

Una volta preparata l’acqua la sistemeremo in una tanica, o altro contenitore adatto, e la terremo nella stessa stanza che accoglierà l’acquario così da avere già una giusta temperatura.

Preparazione e disposizione del fondo:

L’akadama, la pozzolana e anche la torba (ma il discorso vale per tutti i materiali da fondo) andranno lavate a lungo sistemandole in un secchio colmo d’acqua, sciacquando il materiale energicamente esostituendo l’acqua finché non diventa completamente limpida.

La prima cosa da fare sarà posizionare l’akadama tutto intorno ai bordi dell’acquario, in modo che faccia da contorno al materiale che deve rimanere all’interno del fondo, nascosto. All’interno, giusto sopra il vetro, spargeremo poi la torba e il carbone attivo.Sopra questo straterello disporremo l’altra akadama a coprire il tutto.

Per avere un maggior senso di profondità si potrà lasciare la parte posteriore del substrato più alta di quella anteriore.Ricordiamoci inoltre che rocce o legni particolarmente voluminosi andranno messi direttamente a contatto col vetro e non infossati nella akadama; questo per evitare crolli.




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